Pensiero e ragione di Gabriele D'Amato

10 regole per vivere bene ed essere felici

Una vita equilibrata conduce alla felicità.

Una vita equilibrata conduce alla felicità.

Le 10 regole che seguono non vogliono essere una verità assoluta, ma possono mettere buone fondamenta alla vita di molte persone. Non ho chissà quali esperienze di vita, ma quanto segue è ciò che ho appreso vivendo, pensando e osservando le persone che mi circondano.


Regola numero 1: spegnere la TV

Il primo obiettivo è spegnere la televisione. Solo così potrai cominciare a vedere il mondo per ciò che è realmente. Guardare troppa TV, e soprattutto credere troppo alla TV, porta via momenti di vita che non riavrai più e soprattutto porta via il pensiero, che viene completamente lobotomizzato e accomunato a quello di una massa della quale pensiamo sempre di non fare parte. La TV è inoltre un grosso mercato che condiziona completamente i tuoi acquisti e il tuo stile di vita. Ne sei completamente dipendente e non è una buona cosa. Se non ci credi prova a stare una settimana senza accendere la TV e capirai quanto dipendi da lei. Se poi utilizzi la TV come compagnia è meglio che rivedi immediatamente la tua vita sociale. Si comincia sempre a piccoli passi; fai si che il primo sia proprio questo: spegni la TV.

Regola numero 2: leggere libri

Dopo avere spento la TV apri i libri e comincia a leggere. La tua conoscenza e il tuo pensiero miglioreranno. La tua immaginazione non sarà frenata da messaggi audio / video già pronti, ma lavorerà in libertà, creando personalmente il mondo che stai leggendo. Oltre ad essere un ottimo passatempo, i libri ti lasciano solo con te stesso quel tanto che basta per farti fare, in inconscio, anche un piccolo esercizio introspettivo. Molte persone che non riescono a trovare equilibrio nella vita non leggono e sono convinto che non sia un caso. Leggere ti permette di verificare se sei in grado di fermarti mentalmente da tutte le problematiche che vivi quotidianamente e concentrarti sul libro che hai sotto gli occhi. Ti permette di stare da solo quel tanto che basta per potere riflettere tra un capitolo e l’altro. Elaborando pensieri e filosofie migliorerai il rapporto con te stesso e di rimando starai meglio anche con chi ti circonda.

Regola numero 3: mangiare in modo sano

L’alimentazione è molto importante. Ci dice chi siamo e cosa stiamo cercando. La relazione tra la nostra vita e il cibo è più intrinseca di quanto ci hanno insegnato. Dimentica tutte le favole e i luoghi comuni che vanno dalla dieta mediterranea alla colazione come pasto più importante. Mangi ciò che ti hanno insegnato a mangiare e hai fatto di questa dieta (completamente inculcata) la tua dieta. Mangi ciò che mangi per abitudine, non per scelta! Informati bene e scoprirai come la maggior parte del cibo che generalmente mangiamo oggi non è affatto salutare. Non mangiare cibi morti se vuoi vivere. Non pensare al cibo come a uno svago o a un divertimento, ma come semplice alimentazione. Tornerai ad apprezzare nuovamente il sapore e il valore del cibo e ne sentirai un immediato benificio fisico e spirituale.

Regola numero 4: informarsi spesso e su diversi media

Considerata la regola numero 1 si può evincere che in TV troverai poca informazione. La poca che trovi è viziata da posizioni politiche. Molti siti web offrono informazione alternativa su tanti argomenti diversi, tramite i quali potrai capire veramente ciò che accade nel mondo e in Italia. Vi sono anche tante riviste che offrono un’ottima informazione con il solo scopo di fare conoscere i fatti e non di incrementare il numero di questo o quel partito politico o della fazione di appartenenza. Il punto fermo è che oggi l’informazione va cercata. Non puoi sperare di essere informato guardando la TV o leggendo il giornale e conoscere ciò che accade realmente nel mondo e nel tuo paese è indispensabile per una vita civile realmente impegnata.

Regola numero 5: impegnarsi quotidianamente per migliorare il proprio micro-mondo

Tutti noi desideriamo un mondo migliore. La nostra vita è condizionata dalla società in cui viviamo e il peso che ne consegue ci porta a fatiche soprattutto sentimentali e psicologiche. Dentro di noi è però nascosta una forza vitale che travalica ogni società e ogni tempo. Dobbiamo quindi essere i primi a credere in questa forza e impegnarci nel nostro micro-mondo ogni giorno. Siamo tutti partecipi e tutti noi possiamo veramente cambiare la vita di coloro che ci stanno intorno. Non possiamo sperare di migliorare le cose cambiando le istituzioni della società. È sicuramente un buon intento, ma quel mondo ha le sue regole. Noi abbiamo le nostre e possiamo agire nel rispetto di esse nel migliore dei modi. Aiutare qualcuno che ha bisogno, dedicare un po’ di tempo a un conoscente, cambiare mentalità verso la vita così come ci è stata imposta; sono tutte azioni che possono fare veramente la differenza.

Regola numero 6: impegnarsi per migliorare se stessi

Volere bene a se stessi è molto difficile. Spesso leggo su facebook alcuni link, o sento alcune persone parlare di un volersi bene che in realtà altro non è che egocentrismo ed egoismo mascherati da amor proprio. Volersi bene vuole dire impegnarsi a migliorare; cercare in qualche modo di evolvere. Così come occorre impegno nel volere bene agli altri, allo stesso modo occorre impegnarsi per volere bene a se stessi. Occorre equilibrio e tempo. Tutte le azioni che non sono accompagnate da queste due caratteristiche sono solo l’esaltazione non ponderata di qualche sentore momentaneo, che in breve riporterà allo stato precedente. Volere bene a se stessi richiede un impegno quotidiano e la consapevolezza che questo impegno ci accompagnerà per tutta la vita. Ci saranno alti e bassi, ma l’intento di volersi bene sarà sempre presente e prima o poi si otterranno risultati.

Regola numero 7: impegnarsi per migliorare la propria condizione lavorativa

Di questi tempi è sicuramente molto difficile. Sappiamo bene quali siano le attuali condizioni del mondo del lavoro, soprattutto in Italia. Ma non possiamo permetterci proprio per questo di essere ipocriti: una fetta di mercato del lavoro è in movimento; non tutto si è fermato. Quindi le possibilità in questo contesto dipendono da quanta voglia abbiamo di muoverci. Il lavoro occupa quasi tutta la nostra giornata e condiziona pesantemente le nostre vite. Vale la pena quindi di impegnarsi perché sia condizionata in bene. Fermo restando che il lavoro è sempre lavoro. Ma se riusciamo a trovare un lavoro che ci piace o che ci lasci un po’ più di tempo libero (se questo è ciò che cerchiamo), o che ci faccia sentire più appagati a fine giornata, saremo sicuramente più felici. Ecco perché è importante cercare di migliorare la condizione lavorativa: per vivere meglio, soprattutto fuori dall’orario di lavoro.

Regola numero 8: trascorrere tempo in casa e in famiglia

Sembrerà scontato e banale, ma stare in famiglia non può limitarsi soltanto a trascorrere del tempo con i propri famigliari uscendo di tanto in tanto. Certo, anche questo è importante. Ma il focolare domestico è un contesto (nonostante la società tenda a sviarlo) insito in ogni uomo. Non se ne può fare a meno, ed è il punto di partenza di ogni famiglia e ogni singolo individuo che la compone per vivere una buona vita. Trascorrere tempo in casa, essere presenti e interessati sono contesti fondamentali per una famiglia ben strutturata e individui forti. Genitori e figli non devono mai dimenticare che è richiesta la partecipazione di tutti. Non si può sperare di costruire qualcosa tramite l’individualismo. Famiglia è condivisione e partecipazione. I momenti più significativi e importanti circa la famiglia avvengono in casa: la condivisione di un pasto, il sonno, il rientro dopo i propri impegni, il riposo, la tranquillità, lo svago e il divertimento. Ricordiamolo.

Regola numero 9: trovare il tempo per fare ciò che piace

Impegnarsi è bene, ma dopo tanto impegno bisogna anche rilassarsi un po’. È importante soprattutto fare ciò che ci piace veramente. Sembra scontato, ma troppe volte si trascorre il proprio tempo libero in modi che fondamentalmente non ci interessano più di tanto. Basta organizzarsi un pochino e riuscire così a fare nel nostro tempo libero le cose che ci piacciono veramente. Il tempo libero non consiste per forza in divertimento ma anche in semplice tempo piacevole. Se le giornate in cui non hai tempo libero sono troppe, o se nel tempo libero non fai ciò che vorresti veramente fare, cerca di rimediare perché è necessario per il tuo bene che il tempo libero sia un vero momento in cui essere spensierati e felici.

Regola numero 10: avere fede

Non credo sia un contesto banale. La società di oggi ci porta a comportarci in modi che stravolgono completamente la nostra persona. Ci comportiamo quasi come non vorremmo, soprattutto sentimentalmente. Quando rimaniamo soli con noi stessi siamo sinceri; non dobbiamo più apparire, ma possiamo essere ciò che siamo realmente. Le classiche domande “chi sono?”, “che faccio qui?”, “dove sto andando?” ce le siamo poste tutti. Avere fede nella vita è importante. In una società dove persino Dio viene mercificato e osteggiato occorre imparare a cercare le cose nascoste dentro e fuori di se. Dio è sempre al fianco di tutti. Divenire consapevoli di questo rende la vita più vera e noi stessi più consapevoli della nostra esistenza e del nostro spirito.

Impegnarsi per essere felici

Quasi la metà di queste regole contiene la parola impegno; non è un caso. L’altra metà richiede comunque impegno. Non si può sperare di vivere una vita felice senza impegnarsi. Molte persone chiedono alla vita tranquillità e serenità; sono richieste comprensibili, ma non giungeranno per caso o per fortuna. Impegnarsi nella vita deve divenire un’abitudine serena. Al seguito giungeranno tutte le cose che si vorrebbero.

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  • Suggerimenti interessanti ed in gran parte condivisibili, però vorrei fare alcune osservazioni.

    Riguardo alla regola 3, cosa vuol dire “dimentica i luoghi comuni sulla dieta mediterranea e la colazione come pasto più importante”? Forse la dieta mediterranea – che è anche divenuta patrimonio mondiale riconosciuto dall’Unesco – non è la migliore? Allora la migliore qual è?

    E riguardo alla regola 8, per famiglia s’intende quella fatta di soli genitori e figli o quella comprendente anche nonni, zii, ecc. ? Trascorrere una parte del proprio tempo in famiglia è sicuramente giusto e gratificante, ma non in modo eccessivo, il che renderebbe la cosa stressante. Anzi, si è più contenti di vedere i propri nonni e zii quando abitano lontano che non quando si sta a pochi chilometri di distanza.

  • Ciao L.J., grazie degli apprezzamenti e delle osservazioni che sono motivo di discussione.

    Sulla regola 3 sono un po’ di parte in quanto sono vegano. Ma cercherò di fare considerazioni super partes. Negli ultimi anni ho avuto modo di informarmi molto circa l’alimentazione e nel mio piccolo ho capito varie cose. Se per dieta mediterranea si intende una dieta basata principalmente su frutta, verdura, cereali e legumi allora si, posso convenire che la dieta mediterranea sia una buona dieta (ricordo, al contrario di quanto siamo abituati generalmente a pensare, che la dieta mediterannea non è la dieta italiana). La dieta mediterranea vede un impiego di carne ridotto al minimo, poco pesce, e da importanza soprattutto a tutti gli altri alimenti di origine vegetale.

    La piramide alimentare mostra a grandi linee quale dovrebbe essere una dieta sana (comunque discutibile), ma converrai con me che la maggior parte degli italiani non adotta questo regime alimentare. Molti italiani credono di alimentarsi attenendosi alla dieta mediterranea solo perché vivono in Italia, ma di questa dieta sanno ben poco. La maggior parte di persone che conosco non fa quasi mai uso di cereali e legumi e mangia poca verdura. In compenso mangia quasi tutti i giorni la carne.

    Tralasciando il mio essere vegano, vi sono numerosissime teorie alimentari ormai consolidate che dimostrano come la carne sia dannosa per l’uomo (causa di molte malattie) e di come latte e latticini non siano affatto un alimento sano. Oltre ad alcuni link che ho lasciato come esmpio puoi fare ricerche online per informarti a riguardo. Anche circa gli zuccheri e tanti altri alimenti si potrebbe scrivere davvero tanto circa la loro influenza negativa sul corpo umano.

    Non vorrei sbilanciarmi nel dire qual è la dieta migliore, ma ci proverò. A mio avviso si tratta di trovare equilibrio, proprio come scritto nel post. Nonostante abbia provato e abbia faticato (dovendo rinunciare), ritengo la migliore dieta sia quella crudista. Per la maggior parte di noi, abituati a un certo regime alimentare, è probabilmente impensabile uno stravolgimento di questo tipo delle proprie abitudini. Ma informandomi e ponderando bene tutti i contesti riguardanti questo argomento la mia personale opinione è questa.

    Anche per quanto riguarda la colazione vi sono varie teorie più che consolidate che dimostrano che l’ultima cosa di cui ha bisogno il corpo umano la mattina è di fare colazione. Purtroppo il mondo è assoggettato da contesti commerciali e così, noi per primi, e i dottori e i nutrizionisti ai quali ci appelliamo per secondi, riteniamo che per stare bene occorra soprattutto mangiare. Molto spesso è vero proprio il contrario.

    Circa la famiglia, nonostante abbia fatto riferimento alla famiglia più comune, intendo qualsiasi tipo di famiglia, anche quella che non vede parentele, ma che è tale di fatto. Nello specifico comunque mi riferivo a tutti quegli individui che vivono in casa insieme (ripeto, indipendentemente dalla parentela). Sono dell’idea che le famiglie nascano e crescano soprattutto in casa; questo è il fondamento, il resto è comunque un contorno altrettanto importante, ma la base su cui poggiarsi è ciò che viene vissuto in casa.

  • Mi è stato chiarito il punto sulla dieta mediterranea, si voleva cioè dire non che essa non sia la migliore ma che alcuni credono di adottarla ed invece non sanno esattamente come sia composta, per esempio taluni consumano troppa carne quando essa invece prevede un’alimentazione prevalentemente vegetale. Io lo sapevo ed infatti consumo frutta e verdura regolarmente limitando la carne a due etti a settimana – purché provenga dai pascoli vicini che valorizzino le razze autoctone – ed il pesce – pescato localmente, mai quello surgelato – ad un giorno a settimana; il latte biologico non pastorizzato lo bevo regolarmente a colazione e so per certo che troppi latticini fanno male, ma io ne acquisto uno alla settimana – una settimana mozzarella, un’altra caciotta, un’altra ricotta un’altra scamorza, ecc. – da quello stesso camioncino che mi porta il latte sfuso oppure ai mercati della Coldiretti o nei caseifici di campagna, quando faccio escursioni naturalistiche. Un consumo consapevole di questo tipo permette di conservare le razze autoctone e le attività agro-silvo-pastorali. Per quel che mi riguarda io, che amo le culture locali e tradizionali, vedrei la rinuncia ai prodotti agroalimentari tradizionali come una concessione alla volontà di uniformizzazione planetaria, quella che taluni designano come “Nuovo Ordine Mondiale”, termine invero un po’ inquietante. Pensiamo poi se tutto il genere umano diventasse vegano : non ci sarebbero più allevamenti e quindi niente più fertilizzanti naturali per l’agricoltura. Con questo ho tutto il rispetto per vegani, crudisti, macrobiotici, perché proprio perché detesto l’omologazione amo l’esistenza di culture diverse anche alimentari.

    Penso poi che la famiglia sviluppatasi in casa sia un punto di riferimento importante ma personalmente considero importante l’alternare genitori, nonni e zii, altrimenti l’ambiente familiare ristretto diventa opprimente.

  • Arrivo un po’ in ritardo nel commentare :-|
    Diciamo che quanto detto circa la dieta mediterranea voleva solo esplicare il fatto che essa sia molto celebrata e osteggiata (nonostante l’ignoranza a riguardo), ma che ad ogni modo non sia la dieta perfetta che vogliono farci credere.

    Mettendo da parte il mio veganesimo ritengo il tuo approccio alimentare sia molto equilibrato e buono.

    Estremizzando il mio veganesimo non posso che essere in disaccordo con quanto dici circa la conservazione delle razze autoctone: il miglior modo per conservarle è non mangiarle!

    Circa il NWO mi sa che si è fatta un po’ confusione. Non credo proprio che il nuovo ordine mondiale voglia fare diventare tutti vegani, anzi! Se l’occidente diventasse tutto vegetariano (e non vegano) nel giro di pochi anni cesserebbero tutte le problematiche di fame nel mondo. Mi è capitato spesso di parlare con persone che consumano cibi e alimenti animali in modo consapevole, in modo similare al tuo, ma ritengo gli sfugga il concetto di “consumo”. Gli animali non sono un prodotto da consumare; soprattuto se si accenna alla conservazione della loro specie. Dici che ami l’esistenza di culture diverse, ma il tuo mangiare animali provoca l’estinzione di tante specie. Ad esempio i giapponesi che sono grandi mangiatori di tonno e balena ne stanno mettendo a repentaglio la sopravvivenza.

    Quanto dici circa la possibilità che il mondo diventi vegano e la conseguente mancanza di concimi è un po’ imbarazzante. L’agricoltura è nata molto prima dell’allevamento; si evince che le due cose non sono affatto correlate. Fare questa relazione poi è alquanto fuori luogo considerando che la maggior parte dei cibi che mangiamo sono stati ottenuti tramite fertilizzanti chimici. Infine il fatto che non ci sarebbero più allevamenti non vuole dire che non ci sarebbero più animali (e di conseguenza fertilizzanti naturali).

    Circa la famiglia non ho posto alcune veto nel mio post; non ho stilato gerarchie parentali da frequentare. Volevo solo dire che troppe persone trattano casa e famiglia come un luogo in cui andare quando non fanno i cavoli loro. E quando sono in casa non comunicano, non condividono, non vivono. Si chiudono ognuno nelle loro stanze o guardano insieme la tv. Entrambe le opzioni sono generatrici di solitudine e apatia. L’influenza che questo comportamento ha sulle generazioni più giovani è disastroso. Nonni, zii e altri parenti sono importanti, ma non è con loro che si condividono le cose di cui accennavo sopra. Anche loro possono contribuire al clima famigliare, ma è solo in famiglia che ogni giorno si vivono le esperienze di routine e solo in famiglia si può costruire veramente qualcosa di importante e saldo per la vita di tutti i suoi membri.

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