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Cultura e informazione e loro relazione con tempo e denaro

8 luglio 2009 at 10:47
Libri - fonte di informazione e cultura

Libri - fonte di informazione e cultura

La cultura e l’informazione richiedono da sempre tempo e denaro. Molte persone non dispongono nè dell’uno nè dell’altro. Chi riesce quindi a farsi una cultura e per quale motivo?

Poco tempo per informarci e acculturarci

C’è sicuramente da tenere conto che molte persone non si impegnano al fine di imparare cose nuove e informarsi. Questa premessa può comunque trovare delle cause in quanto spiegato di seguito. Al giorno d’oggi trovare anche solo il tempo per leggere un libro è difficile. Molte persone cominciano a lavorare di buon’ora e staccano tardi la sera. Il traffico e tutti i contesti della routine diminuiscono notevolmente il tempo personale di cui si dispone.

Il fine settimana molti fanno la spesa e magari la domenica riposano o fanno un giro. Quindi il tempo per informarsi e accrescere la propria cultura quando lo si trova? Informazione e cultura vanno ricercati, non possiamo certo sperare che accendendo la TV ce li tirino addosso. A tutto ciò si lega in maniera relativa il denaro, se avessimo più soldi potremmo magari lavorare meno e avere il tempo da dedicare a libri, cultura e informazione. Non dimenticando che la base della cultura e dell’insegnamento avviene a scuola e le migliori scuole costano molti soldi.

Cultura e informazione sono un bene di lusso

In passato la cultura era un contesto che riguardava solo i “signori”, nobili, aristrocratici o proprietari terrieri che fossero. I lavoratori invece non avevano questa possibilità. Se i lavoratori sono quelli che lavorano, gli altri cosa fanno? Si evince come la mancanza di tempo e denaro, aggiunta alla fatica e ai problemi di ogni giorno giocasse, e giochi tuttora, contro le classi sociali più deboli.

Coloro che possono permettersi cultura e informazione lo hanno sempre fatto sfruttando altre persone, soggiogandole con regole e forza al loro volere e approfittando di esse. La stessa cosa accade oggi, sebbene in maniera diversa. Un articolato sistema di raggiramenti e influenze mediatiche lascia nell’ignoranza la maggior parte di persone. La cosa assurda è che molte di queste persone credono di avere una buona cultura e di essere informate.

Occorre tempo per cultura e informazione

Questo sistema, attuato su scala mondiale, influisce sulla vita delle persone facendoli lavorare tutto il giorno e imponendogli problemi di ogni tipo. Chi lavora è molto difficile che pensi ad altro se non al suo lavoro, chi ha problemi generalmente dedica la maggior parte dei propri pensieri a trovare una soluzione che li risolva.

Le persone che non pensano ad altro che al proprio lavoro e ai propri problemi non pensano un granchè. Diventa quindi molto facile, non solo controllarli, ma negargli i principali diritti ed approfittarsi di loro. Le nuove vie di pensiero, di ragionamento e di fantasia vengono così chiuse ed oppresse. Un grosso contribuito è dato dal modo in cui il poco tempo libero è generalmente trascorso: divertimenti di basso spessore sociale, culturale, informativo e spirituale.

Il buon senso può sopperire in parte alla mancanza di cultura e informazione.

Il buon senso per fortuna non dipende nè dal tempo, nè dal denaro, nè dalla cultura o dall’informazione di cui si dispone. Non a caso il popolo italiano di un secolo fa aveva poco di tutto questo, ma una genuinità e un buon senso sicuramente migliori di oggi. Il buon senso si lega alla capacità di pensiero e ragionamento, poiché anch’essi non dipendono da nulla. Chi lavora con il sudore e la fatica generalmente ha un buon senso senza pari. Questo crea nella sua mente terreno fertile in cui la cultura e l’informazine possano crescere e prosperare.

Non si può dire la stessa cosa di chi possiede molto denaro e beni e non ha mai faticato per lavorare, o non ha mai dovuto affrontare problemi. Dispone quindi di un bagaglio culturale e informazioni molto ampi, ma non è in grado di sfruttarle al meglio.

Le difficoltà della vita insegnano a migliorarsi

Da una condizione difficoltosa, impegnativa e faticosa, grazie al buon senso, si riesce a migliorare la propria persona, ma non si può dire il contrario. Ancora oggi la differenza tra le classi sociali affonda le radici nel passato. Non può esserci equilibrio se non c’è parità ed eguaglianza fin dal principio. Avrà sempre più possibilità chi parte avantaggiato.

Purtroppo coloro che hanno più possibilità quasi mai le mettono al servizio di chi vive in una condizione meno fortunata. Spesso invece si approfittano di loro, soggiogandoli e ghermendoli. Negli ultimi decenni tutto è peggiorato, poichè si è riusciti a illudere le persone, distogliendo così la loro attenzione da tutto ciò che ha veramente importanza.

UCI cinema e la pubblicità inclusa a forza

1 luglio 2009 at 17:09
Sala cinema e pubblicità

Sala cinema e pubblicità

UCI cinema costringe gli spettatori a vedere pubblicità in attesa del film. Le associazioni dei consumatori avevano trovato un accordo, ma ovviamente chi paga la pubblicità vuole che i consumatori la vedano. Tattiche e trucchi per fare sorbire la pubblicità a chi vuole solo vedere un film.

Cliente di UCI Cinema

Sono un cliente piuttosto affezionato dell’UCI Cinema, sebbene contesti i troppi “filmetti” d’intrattenimento a scapito di film più interessanti mi sono sempre trovato bene, soprattutto con le possibilità di sconto e le iniziative a 3 € :-).

La targhetta che avvisa del ritardo del film

Proprio ieri sono andato a vedere Uomini che odiano le donne (molto impegnativo e crudo ma molto bello, lo consiglio vivamente). Alla biglietteria la solita targhetta alle spalle dei cassieri il film comincia con 20 minuti dopo l’orario di programmazione.

Questa curiosa targhetta è nata dopo le molte proteste delle persone che, andando al cinema sperando di vedere un film, dovevano subirsi in allegato 20 minuti di pubblicità. Si sono così finalmente decisi ad avvisare gli spettatori che il film comincia 20 minuti dopo rispetto al suo orario di programmazione.

Organizzare i propri tempi per vedere il film

I primi tempi era una pacchia, guardavi l’orario di un film, facevi i tuoi calcoli e arrivavi al cinema giusto in tempo per fare le tue cose e vedere magari i trailer dei film di prossima uscita. Magari fosse stata sempre così…

I minuti di ritardo dello spettacolo crescono non rispettando più la targhetta d’avviso

Dopo qualche mese, vedendo che la pubblicità la subivano veramente in pochi, i 20 minuti diventarono 25. Così, giusto per essere sicuri che qualcuno la veda sta pubblicità, perchè chi la paga mira sicuramente a quello!

5 minuti in più, ci può stare… più o meno… Ma i 5 minuti sono poi diventati 10. E qualche lamentela si è cominciata a risentire. Ma sappiamo che la gente si lamenta un pò e se la cosa non è di vitale importanza poi lascia correre. E infatti la pubblicità ha corso, e tanto!!!

I 10 minuti in più sono diventati 15 e piano piano sempre qualcuno in più! Ricordo che i 20 minuti di base sono sempre li eh! Stiamo parlando di ben 35 minuti di ritardo rispetto all’orario di programmazione!

Lamentele verso UCI Cinema

Ieri sera ho vissuto il mio apice personale di ritardo di programmazione di un film: 42 minuti! Pubblicità, trailer, pubblicità, trailer e finalmente inizia il film. Orario di programmazione 21:30, orario proiezione 22:12. Siamo nel ridicolo, e io cominicio a incazzarmi! Ho scritto varie volte all’UCI facendo presente questa e altre tematiche, spero siano buoni ascoltatori!

Pubblicità, pubblicità, ancora pubblicità e sempre più pubblicità nei cinema

Alla fine quella targhetta ha perso completamente il suo valore. Ti fanno vedere un film pretendono che ti sorbisca pure la pubblicità. “Vuoi un cartello che ti avvisa del ritardo? Eccolo! Arrivi 20 minuti dopo perchè non vuoi la pubblictà? Bene, io la faccio durare 40 minuti, così te ne becchi comunque 20.”

Tralasciamo il gioco commerciale da malati di mente. Si può ancora ritenere un buon servizio quello che per contesti commerciali pubbblica orari di programmazione che hanno quasi 45 minuti di ritardo? Direi proprio di no, perchè fino a prova contraria l’orario di programmazione serve a farmi vedere a che ora inizia il film, non a farmi fare i calcoli e a farmi girare i maroni.

Spero che UCI cinema intenda apportare modifiche a questo comportamento scorretto. In caso contrario sarebbe da rivedere il prezzo del biglietto. Perchè se mi fate vedere un film vi pago, se mi allegate un pacchetto pubblicitario ed escogitate infimi trucchi per farmelo vedere a forza, allora facciamo che il film lo vedo gratis?