Culto dei morti

23 maggio 2010 at 06:34
teschio poggiato su testo sacro al quale è appeso un rosario

Il culto dei morti

Il culto dei morti è il punto più infimo dell’idolatrìa esercitata dai fedeli delle religioni. I morti vengono mistificati, pregati e infine divinizzati, come fossero un Dio, da gente priva di fede, che ignora ciò in cui crede e non sa ciò che fa.

Nuove divinità da adorare ogni giorno

Alcuni riti e cerimonie del mondo religioso creano grandi interrogativi. Se si conosce un poco le scritture si può comparare ciò che vi è riportato a ciò che viene invece esercitato dalle varie comunità religiose, tra le quali ovviamente i cattolici. Si può così comprendere come questi seguano il mondo e non Dio. Lo sdegno più grande si ha con il culto dei morti, in cui ogni religioso venera e prega il proprio parente defunto. Non si accorgono di ciò che fanno, ignorano ciò che sta scritto e intanto creano nuove divinità personali da adorare.

L’idolatrìa del culto dei morti

Gli atti che compiono sono i più svariati: dal confidare nella nonna morta tempo addietro, al pregarla completamente perché possa vegliare su di loro. Si creano santini da tenere in casa o in tasca come fossero reliquie dai mistici poteri. Mistificano e santificano comuni persone rendendole ai loro occhi delle semi-divinità (esempio: padre pio). Perdono così il messaggio principale e si interessano semplicemente all’idolatrìa. Hanno fatto così anche per il Cristo: invece di capire il messaggio che ha portato si sono limitati a crostruirgli una statua, che sistemata in chiesa o appesa al proprio collo è pronta per essere adorata come un vitello d’oro.

Infedeli nei confronti di Dio

Hanno bisogno di materialità perché vivono in un mondo materiale e preferiscono adorare i morti piuttosto che comprendere cosa voglia dire adorare Dio in spirito e verità. Ignorano i suoi insegnamenti e le sue regole. Ignorano la sua gelosia. Adorano ciò che più gli conviene e gli fa comodo al momento, perché in realtà non provano un sentimento verso Dio, ma verso loro stessi. È questo che li porta a credere in ciò che vogliono piuttosto che nella verità. Anche se la vedessero non la riconoscerebbero, perché non è questa che stanno cercando. Cercano invece un equilibrio interiore per riuscire ad andare avanti perché sono completamente privi di fede.

Religioni ad personam

Si cullano nella propria felicità che provano visitando le tombe dei morti, che lustrano e rispettano quasi fosse l’altare di un nuovo Dio. Cambiano fiori e recitano preghiere, facendosi veri cultori del morto che hanno di fronte. Se almeno fossero fermamente convinti di ciò che fanno non avrebbero nulla da temere: un giorno saranno divinizzati anche loro. Avranno i più svariati parenti che li adoreranno come fossero un Dio da pregare e a cui chiedere i propri favori. Vedranno figli e nipoti inginocchiarsi sulle loro tombe e il fumo delle loro preghiere salire fino alla loro dimora. Si uniranno alle infinità di altri morti divinizzati per insidiare il trono di Dio e una nuova religione e un nuovo culto dei morti avrà inizio.