Filosofia

Della ragione degli uomini, della loro capacità di discernimento e delle loro azioni

17 aprile 2011 at 18:41
Donna metà buona e metà cattiva

La ragione dell'uomo e le sue possibilità di scelta

Un uomo che non pensa non è un uomo. Ma non solo: oltre al pensiero occorre percepire quei sentori che non provengono dall’intelletto, ma dallo spirito che, più di ogni altra capacità umana, conduce alla comprensione e al discernimento delle cose.

Il benessere dell’uomo d’oggi

12 gennaio 2011 at 15:13
Evoluzione dell'uomo con ultimo stadio in fase ciccione

Evoluzione del benessere dell'uomo

Gli estremismi del giorno d’oggi cambiano la mentalità dell’uomo, convincendolo di avere fame quando non ne ha, di dovere vestire in un certo modo per apparire e non per coprirsi, di dovere guadagnare sempre soldi, sebbene non necessiti di comprare nulla.

La strana idea degli uomini d’oggi: pensare poco per vivere meglio

22 ottobre 2010 at 06:40
Uomo che si insinua dentro il suo pensiero tramite alcune scale

Il pensiero ci permette di conoscere ciò che risiede dentro e fuori noi stessi

Troppo spesso oggi si crede sia meglio fare una vita “spensierata”. Ignari che ciò che vogliono i potenti del mondo e i loro media è infondere nelle masse l’idea che questo stile di vita è figo, molti uomini vivono la propria vita senza mai pensare a nulla.

Pensare troppo farà male?

È interessante e particolare come a volte un pensiero che ti balza in testa, si ricolleghi a tanti altri ricordi. È questo che mi è accaduto ieri. Mentre guidavo mi è balzato in testa un pensiero del mio amico A. che in occasione di alcune discussione ha trovato modo di dirmi: “tu pensi troppo!”. Ricordando il tono e il modo in cui me lo diceva, quasi mi sono chiesto se fosse una cosa sbagliata. Poi ho ripreso coscienza di me stesso e ho tralasciato questo assurdo pensiero.

Qualcuno ce l’ha con il pensiero

Penso troppo… No, non credo. Sei tu che non pensi affatto, come la stragrande maggioranza di persone del resto. Ieri ho visto un avatar su facebook che ritraeva l’immagine di un cervello e una scritta in inglese riportava: “meno cervello più divertimento”. Che vuol dire? Che meno cervello c’è più ci si diverte? Ma come si può avere coscienza del proprio divertimento se il cervello viene sempre meno?

Tanti gruppi e link promuovono la filosofia del non pensiero: “non pensare agli altri perché gli altri non pensano a te”, “chi pensa meno vive meglio”, ecc.. Sono finito così a ricordare una scena del film Matrix, in cui Cypher è al ristorante con l’agente Smith per accordarsi sulla ricompensa del suo tradimento. Il suo commento, dopo avere gustato un pezzo di bistecca, vuol fare intendere quanto il piacere fisico e la materialità in generale siano meglio rispetto alla vera conoscenza delle cose.

Pensiero e divertimento sono forse in guerra?

Forse la conoscenza e la consapevolezza implicano in un primo momento più sacrificio e tolgono forse il divertimento alle cose. Quando ero ragazzino giocavo con i videogames e volevo essere un esperto e conoscere tutti i “trucchi” di un particolare gioco. Mi accorgevo solo in un secondo momento che svelare tutto il mistero al videogioco toglieva tutto il divertimento. Da adolescente mi capitava con alcune particolari canzoni; le ascoltavo fino alla nausea e ne conoscevo ogni singolo secondo fino a perdere quella magia e quella poesia che custodivano.

Vuole forse dire che non bisogna conoscere le cose perché altrimenti si perde tutto il diverimento che sta in esse? Al contrario! Vuole dire che la conoscenza e la continua ricerca ci porterà a conoscere sempre più cose per provare ancora quelle emozioni. Ora, se questo pensiero viene relazionato alla vita in generale, diverremo dei conoscitori della vita. Ma la vita non è ne un videogioco ne una canzone. La vita rimarrà misteriosa anche dopo che l’avremo conosciuta, obiettivo comunque impossibile per tanti aspetti. Allora vale la pena conoscere a fondo la vita e pensare a quale sia il modo migliore di viverla. Certo, lasciandosi andare ogni tanto alle passioni e a qualche atteggiamento istintivo.

Il pensiero porta all’evoluzione interiore

Non di certo vivremo però la nostra vita nell’ignoranza. Non pensando mai a chi siamo, a cosa facciamo e se il modo in cui ci comportiamo è giusto o meno (oggettivamente e non soggettivamente). Se non pensiamo, come potremo comprendere i segreti e le cose nascoste della vita? Se non azzardiamo strani pensieri come scopriremo cose che ancora non conosciamo? Se non seguiamo una certa filosofia di pensiero non potremo di certo evolvere noi stessi e migliorare la nostra persona e la nostra condizione.

Costruire la propria vita sulle solida fondamenta del pensiero

Oggi giorno va molto di moda ostentare il divertimento a qualunque costo, anche a scapito del pensiero. Molti giovani ritengono che pensare non serva a nulla e condurre una vita spensierata voglia dire condurre una vita migliore. Si accorgeranno tra qualche anno che tutto ciò che hanno nascosto dentro di loro e agli occhi della gente (forse per vergogna), li sorprenderà impreparati proprio perché non hanno pensato. Come un fiume in piena, che straripa dal letto dei sentimenti, la vita vera li travolgerà e spazzerà via tutto ciò in cui credevano. Le loro farlocche idee lascieranno posto a un bagaglio di anni vissuti in cui non avranno messo via nulla e saranno impreparati ad affrontare la vita di uomini che li aspetta.

Il pensiero crea conoscenza e infonde sicurezza (una sicurezza vera) in coloro che sanno farlo fruttare durante l’arco della propria vita. Pensare aiuta anche a comprendere gli altri e a sapersi relazionare meglio con le proprie amicizie e conoscenze. Si diviene uomini in grado di apportare un contributo alla vita del prossimo, dando un senso alla propria, mantenendo sempre alta la consapevolezza di sè. Se credi che divertirsi nella vita voglia dire perdere il cervello, evidentemente ti è sfuggito il senso stesso di vita. Finchè sei in tempo chiediti se finora hai mai vissuto veramente e comincia a pensare…

La libertà di scelta che ha l’uomo non dipende dalle prove cui è sottoposto

28 settembre 2010 at 06:48

Il libero arbitrio dell’uomo può considerarsi ancora tale se qualcuno più grande di lui tesse trame e decide percorsi? Indipendentemente da questo l’uomo non ha sempre una scelta e la facoltà di decidere?

La libertà dell’uomo

L’uomo è veramente libero di scegliere delle proprie azioni? Indipendentemente da dove nasce, da come cresce, da come viene istruito, dalla cultura del suo paese, si può dire che un uomo ha ancora la facoltà assoluta di decidere liberamente cosa fare e come pensare? Non ci sono forse trame tessute e fili tirati da qualcuno più grande di lui? Se le sue decisioni sono condizionate, si può dire ancora che siano libere?

L’uomo ha sempre una scelta

Forse il libero arbitrio, nella sua forma più complessa, è proprio avere sempre la libertà di scegliere indipendentemente dai condizionamenti. Certo, in alcune situazioni la libertà di scelta è limitata, ma rimane comunque tale. L’uomo deve fare ricorso a tutta la sua forza di volontà, riuscendo così a fare una scelta libera. Forse le uniche cose di cui non può completamente decidere riguardano i percorsi della vita, le situazioni in cui si trova, le persone che incontra, le difficoltà cui è sottoposto. Forse c’è qualcuno che sceglie alcune cose per lui, che decide in quali prove saggiarlo e forgiarlo, ma indipendentemente da questo l’uomo ha sempre una scelta, che è sua ed è inattaccabile. Deve solo prendere coscienza di se e innalzarsi sopra ogni situazione e tentazione e il suo libero arbitrio sarà veramente tale indipendentemente da quali trame siane tessute per lui.

Le grandi idee dei grandi uomini e coloro che le abbracceranno

14 settembre 2010 at 06:08
alcuni uomini a braccia alzate verso il tramonto

Occorrono tanti uomini che abbraccino le buone idee già esistenti

Attendiamo sempre qualcuno che ci “salvi”; da noi stessi, da questo mondo, da questa vita. Ma tendiamo a non volere capire che è il nostro impegno che cambierà le cose. Quando tanti uomini abbracceranno le grandi idee degli uomini del passato, allora ci sarà evoluzione.

Un mondo ingiusto

A volte guardando ciò che accade nel mondo ci si abbatte un pò. Non va dimenticato che le cose belle sono nascoste, o come diceva Antoine de Saint-Exupéry: “l’essenziale è invisibile agli occhi”, ma il mondo rimane comunque un posto in subbuglio. Solo gli stolti pensano che siccome stanno bene loro va tutto bene. Il mondo è pieno di morte, fame, dittatori, politica corrotta, guerrafondai e multinazionali senza scrupoli. La stragrande maggioranza della popolazione mondiale se la passa male. Una piccola nicchia di persone invece sta alla grande. Per una strana teoria degli assurdi è molto probabile che questa nicchia sia più stronza della massa.

Il paladino della giustizia

Così alle volte viene da chiedersi: “ma qualcuno che rimette a posto un minimo le cose non arriva mai?” A volte avremmo proprio bisogno di vedere una sorta di paladino della giustizia, qualcuno che si impegni per i tanti e non per i pochi, ma soprattutto qualcuno che combatta per tutti. Qualcuno che abbia a cuore la gente semplice e non i grandi uomini politici. Che difenda il pianeta e non le industrie. Qualcuno che sia veramente votato al bene e che riesca in qualche modo a fare girare le cose in maniera diversa. Con i mezzi di comunicazione che ci sono oggi, quali risultati potrebbe ottenere un grande comunicatore pacifista? Sarebbe proprio bello se qualcuno si caricasse sulle spalle questo strano mondo e lo portasse un pò fuori dalla coltre di merda che lo ricopre.

Il mare è formato da innumerevoli gocce

Poi ci si accorge che questo desiderio è solo una questione di comodo. I grandi pacifisti, i grandi uomini, ci sono sempre stati. È solo che gli altri uomini non li hanno mai appoggiati o difesi. È stato così per il Cristo, per Gandhi, per Luther King e per tutte le altre piccole voci che hanno parlato a masse più o meno numerose e più o meno sorde. Si capisce così come il messaggio ormai ci sia stato dato e tocchi solo a noi portarlo avanti. La differenza non la fa la grande vita o la grande idea di uno o più uomini. La differenza è consistente quando tanti uomini, numerosi, abbracciano tutti insieme queste idee; facendosi guidare dallo spirito di chi le ha portate. Allora il piccolo sasso che è stato lanciato crea delle increspature che non hanno fine e le piccole onde, insieme, diventano una marea.