filosofia - Pagina 5

Immedesimarsi negli altri per imparare ciò che una sola vita non può insegnare

23 ottobre 2009 at 06:17

l'unione di due mani colorate forma la terra

Più vite in un unico mondo


Troppo spesso ci soffermiamo a vivere la nostra vita talmente presi da dimenticare di immedesimarci nelle vite altrui. Un esercizio che fa crescere e imparare e che se applicato fino in fondo può rendere veramente pieni e felici.

L’impegno verso gli altri per imparare oltre la propria vita

Una sola vita non basta per imparare tutto ciò che si potrebbe nel contesto di vita gnerale. Ogni essere vivente, ogni luogo, ogni situazione, ogni momento è unico, irripetibile. Chi impara e capisce cose nella propria vita non può imparare ciò che imparano gli altri nella loro. C’è chi vive nell’agio, chi nella fatica, chi disperato, chi felice, chi ignorante, chi pensante, chi maschio e chi femmina. C’è chi vive in questo tempo, chi in altri tempi ha vissuto e soprattutto chi nei tempi che devono ancora venire vivrà.

Indossare abiti diversi per diverse esperienze

Se si vuole imparare tanto dalla vita quindi non basta appoggiarsi solo al bagaglio di esperienze del proprio vissuto. Occorre immedesimarsi negli altri. Immaginare come sarebbero alcune situazioni se vissute vestendo i panni delle altre persone. Pensando a questi scenari si può arrivare a spaziare in situazioni infinite e portarsi a casa così un pò l’esperienza di tutti. Allora la propria vita è vissuta veramente a pieno, poichè non la si vive con il solo vestito che si indossa, ma si comprende come sarebbe viverla con altre vesti. Tutto torna così indietro in un continum che produce nuove esperienze e nuove situazioni a cui pensare. Miglioriamo così noi stessi e la nostra comprensione della vita.

La fede senza le opere è morta

Se a questi risultati di pensiero si riesce poi ad applicare l’azione di un qualcosa che si è imparato davvero si raggiunge l’apice del proprio vissuto.

Il modo di vivere deglli uomini e l’istituzionalizzazione che ne deriva

21 ottobre 2009 at 09:55

testa di uomo dal quale escono piccoli omini rappresentanti i suoi pensieri

Trovando le chiavi della nostra mente possiamo aprirne le porte


Le istituzioni danno con una mano e toglono con l’altra. Il pericolo che corrono gli uomini è di non evolvere più il loro pensiero. Schiavi di un mondo che fievolmente combattono per arrivare poi quasi a sostenerlo.

Il grosso limite delle istituzioni

Il grande problema delle istituzioni è sempre stato quello di non essere in grado di avere una mentalità aperta. Per riuscire nel loro scopo devono in qualche modo chiudersi dentro se stesse, dentro i loro meccanismi, dentro i loro pensieri.

Se da un lato le istituzioni permettono di avere servizi molto utili, dall’altro limitano non solo la loro capacità di erogare un servizio migliore, ma la capacità del libero cittadino di ragionare liberamente.

L’istituzione scolastica

Ne è un esempio lampante il mondo della scuola, dove alcuni professori sono ormai incastrati in un sistema d’insegnamento che li chiude in se stessi e nei confronti degli altri. Insegnano la libertà e i giusti valori, ma non sanno cosa è uno e cosa l’altro. Vogliono promulgare la libertà di espressione, ma appena qualcuno supera certi limiti reprimono questa libertà con comportamenti che definirei quasi dittatoriali.

Il peso delle istituzioni sugli uomini

Gli uomini rischiano di rimanere schiacciati dalla propria società. Entrano nei suoi sistemi talmente a fondo che non sono più in grado di discernere se sono giusti o sbagliati. L’economia ad esempio; ci possono essere fazioni che la vedono in un modo, altre fazioni in un altro, ma entrambe non si accorgono di essere schiacciate dal peso del denaro, una delle più grandi maledizioni dell’uomo. E nessuno è in grado di vagliare un pensiero alternativo. Se mai alcuno lo facesse verrebbe irriso di utopia.

Abbandonare la vecchia via per la nuova

L’istituzionalizzazione tende a insegnarti il suo modo di vedere le cose e se vivi le istituzioni abbastanza a fondo e a lungo, e se non ti impegni a cercare sempre una visione alternativa delle cose, ma al contrario credi ciecamente a ciò che ti viene insegnato, ne rimarrai invischiato talmente tanto da non poterne più fare a meno e la tuta vita sarà grama. Ad oggi infatti molte persone non solo non pensano a come vagliare nuovi pensieri e modi di vivere ma sono estremamente convinti che la società in cui vivono sia pressochè perfetta. Persone vittime del consumismo e del sistema, che non sono pronte a vedere alcuna strada alternativa.

Il vantaggio che le istituzioni tengono per loro

Le istituzioni tendono a uniformare il pensiero degli uomini, perchè un unico pensiero, o alcuni ben limitati, sono molto più facili da governare rispetto a menti capaci di ragionamenti e di pensieri alternativi.

Istituzionalizzazione religiosa

Anche le religioni vivono la loro istituzionalizzazione. Ogni uomo religioso ha vissuto un periodo di bombardamento psicologico che ha minato il suo rapporto con dio. Dai seminaristi che si infilano in un pertugio lungo 5 anni, ai monaci che vivono come eremiti del mondo, alle suore o frati di clausura, che si estraneano dal mondo.

Probabilmente sono necessari anche questi ruoli, ma mi stupisce come in nessuna istituzione nascano nuovi pensieri veramente liberi, rinnovatori di un vecchio sistema, portatori di una nuova mentalità. La globalizzazione sta rendendo tutto questo sempre più difficile e ogni piccolo cenno di innovazione e ribellione al potere delle istituzioni viene immediatamente troncato.

Libertà a tutti i costi e a qualsiasi prezzo

Gli uomini a mio avviso sono comunque e sempre liberi, l’importante è che sappiano qual è la loro libertà e che prezzo devono pagare per averla e mantenerla.

Il clima e l’atmosfera che ci sono nei luoghi in cui viviamo la nostra vita

16 ottobre 2009 at 06:52

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole


Alcuni momenti sono un vero piacere per lo spirito grazie all’atmosfera che portano con se, una vera e propria linfa vitale.

I momenti più piacevoli, quelli più semplici

Il modo in cui spendiamo il nostro tempo lo reputiamo, inconsciamente, positivo o meno non solo in base a ciò che facciamo, ma anche in base al clima e l’atmosfera che c’era in quel momento. Lo si evince dal fatto che molte volte ci divertiamo come matti e passiamo splendide serate pur non facendo nulla di che. Ma l’atmosfera che i componenti della serata riescono a creare ingloba, quasi rivestendo ogni partecipante, di sentori estremamente positivi, che ci sollazzano lo spirito, divertendoci, rincuorandoci, rassicurandoci e lasciandoci una nota estremamente positiva della serata.

Al contrario capita che in serate organizzate per filo e per segno, in cui il divertimento, almeno sulla carta, dovrebbe essere garantito, non si riesca a stabilire quel contatto, quell’atmosfera appunto che dia qualcosa in più ai partecipanti del momento.

L'”essere” sovrastato dal fare

Tendiamo infatti a ritenere importante il dove, il quando e il come e dimentichiamo il chi. Credo i momenti con una buona atmosfera nascano soprattutto quando le persone abbandonano la propria voglia di divertirsi a tutti i costi. Quando lasciano alle proprie spalle la credenza di dovere fare per forza qualcosa per divertirsi, quando si distaccano dalla società. Allora le persone cominciano a sentirsi meglio e i sentori positivi che sono dentro di loro fuoriescono agendo sugli altri, e così di rimando da parte di tutti.

Il clima aziendale bilancia i sentori dello spirito

Ad oggi ne è un evidente segno il mondo del lavoro. Quanto più il clima aziendale è positivo, tanto più il lavoro, oltre al suo gravio specifico, non pesa. Andare ogni giorno al lavoro in un ambiente malsano, pieno d’astio, di persone poco disponibili e superiori con atteggiamenti irascibili e sgodevoli è probabilmente la condanna del mondo moderno occidentale.

Altresì i fortunati che possono andare al lavoro in un luogo che grazie al buon convivio di tutti, all’impegno, alla dedizione, alla propensione di sapere valutare i tempi in cui ridere e scherzare e quelli in cui lavorare sodo, ma con il sorriso sulle labbra, vivranno sicuramente giornate gradevoli al lavoro e il contesto lavorativo non lascerà un malcontento come oggi purtroppo accade spesso.

Il clima scolastico che influenza gli studenti

Anche gli studenti nelle scuole sanno probabilmente di cosa si tratta. Non è tanto la mole di studio che gli si presenta davanti a turbare i giovani studenti, ma la capacità dei professori di sapere creare un giusto clima capace non solo di rasserenare i ragazzi, ma di spronarli allo studio motivandoli a dovere.

Allora l’impegnarsi si trasforma in piacere e le mattine in aula trovano spesso spazi in cui il piacere di imparare e insegnare si mescola divenendo un tuttuno, ma soprattutto aleggia nello spirito di coloro che sanno percepirla una nota veramente piacevole del momento vissuto, in cui la fatica per lo studio che si sta effettuando e il piacere di vivere si mescolano quasi fino a non distinguerli tra loro.

La serenità interiore per il bene di tutti

L’intenzione a creare un buon clima e una piacevole atmosfera dovrebbe essere a mio avviso un impegno da parte di tutti, ma senza forzare le persone e i momenti, altrimenti tutto è vano. Si tratta più di una lettura dei tempi e delle genti che abbiamo a fianco, di un’apertura verso gli altri e un lasciapassare nei nostri confronti. Allora tutto diventa leggero, frizzante, poetico, memorabile, ed è incredibile come tutti sappiano che le cose migliori della vita sono le più semplici, eppure ancora molti si ostinino a cercare un benessere che è più che altro un’imitazione di qualcuno che non gli somiglia e non gli somiglierà mai.

Assimilare il meglio dalle altre persone

9 ottobre 2009 at 09:40

Figure di carta raffiguranti persone

Le persone che ci stanno intorno dalle quali possiamo imparare


Vivendo insieme alle persone che ci sono vicine abbiamo la possibilità di imparare molto dai loro comportamenti positivi, ma volendo anche da quelli negativi. Occorre impegnarsi poi per permettere di rimando tutto questo.

I lati positivi e negativi di ognuno di noi

Ognuno di noi ha lati positivi e negativi. Siamo fatti tutti un pò così. Per migliorarsi è fondamentale relazionarsi agli altri. Osservare i loro lati positivi cercando di imparare da questi, ma allo stesso tempo osservare bene i lati negativi, poiché anche da essi si può imparare molto.

Migliorarci imparando dagli altri

Mentre viviamo la nostra vita con tante persone al nostro fianco abbiamo la possibilità di assimilare comportamenti, modi di fare, pensieri e idee che ci permettono di migliorare tanto. Riuscire ad imparare i concetti che ci piacciono negli altri, senza imitarli, ma facendo diventare nostro quel dato comportamento o modo di fare o idea che sia, ci permette di evolverci in qualche modo.

Tutto ciò che non riteniamo giusto e corretto invece possiamo lasciarlo a loro, ma non è così semplice (tantomeno corretto). In primo luogo occorre una buona consapevolezza di ciò che è giusto e di ciò che non lo è prima di potere assimilare qualcosa. In secondo luogo se crediamo che le persone che ci stanno vicino abbiano dei comportamenti negativi è nostro compito farglielo notare e cercare insieme di migliorare. In terzo luogo ritengo che se opportunamente filtrati e osservati dal giusto punto di vista anche i comportamenti negativi possano portare un accrescimento della propria persona.

La positività all’interno delle negatività

A volte le persone ci dicono ciò che pensano solo quando sono spinti dalla rabbia. Tralasciando il concetto che dovremmo tutti imparare a dire ciò che pensiamo in situazioni di calma si può capire, filtrando la rabbia, cosa in realtà ci stanno dicendo. Chi sa ascoltare bene ha il vantaggio di imparare tanto su di se e sulle persone che gli stanno parlando.

Impegnarsi per offrire positività

Si evince alla fine che prendendo il meglio dagli altri e facendolo nostro ne otterremo un grande vantaggio, ma non basta fermarsi qui. Si può filtrare il peggio quando esso è comunicativo e propositivo o solamente un esempio da non imitare. Non va infine dimenticato che per fare si che tutto questo sia possibile dobbiamo essere i primi ad avere comportamenti corretti e positivi (e propositivi), permettendo così agli altri di trovare un punto dal quale attingere e, imparando, migliorarsi.

Il parlare che si trasforma in guerra per portarsi a casa la ragione

28 settembre 2009 at 11:25

litigio tra uomo e donna

Una discussione finita in litigio per volere avere ragione a tutti i costi


Quando si parla si tende a perdere il concetto di discussione, soprattutto la parte costruttiva di essa. Molte volte si arriva al punto in cui entrambe le parti vogliono solo prevalere sull’altro per dimostrare di avere ragione.

Il piacere di parlare

Parlare con amici e conoscenti è molto piacevole, le discussioni sono un vero diletto, una sorta di linfa vitale per la vita e la mente di tutti noi. Dopo una cena, facendo due chiacchiere si può arrivare a parlare praticamente di qualunque cosa. Le opinioni sono tante, ognuno ha il suo punto di vista ed è veramente costruttivo parlare e ascoltare cosa dicono tutti.

I pericoli delle discussioni

Capita però troppo spesso che le discussioni si infiammino. La foga, soprattutto in noi italiani, di parlare animatamente trasforma la discussione in una sorata di guerra per portarsi a casa la ragione. Si perde il senso di condivisione dei pensieri, di quanto sia utile e importante parlare con calma e chiarezza e ascoltare con attenzione. Molte persone, quando ascoltano, tendono ad aspettare il proprio turno per parlare.

L’impegno da mettere in una discussione

È molto importante invece immedesimarsi nel pensiero altrui per capirne le ragioni, per capire quale corrente di pensiero e quali motivazioni portano a quel ragionamento. Ci si mette così in discussione, imparando molto di se stessi grazie al pensiero degli altri. Il pensiero va poi elaborato secondo il proprio ragionamento, cosicché possa crescere e migliorare. È un percorso duro e difficile, ma molto costruttivo e maturo.

La guerra delle discussioni

Purtroppo il più delle volte le persone parlano semplicemente portando in guerra il proprio pensiero contro quello altrui. E così le discussioni divengono semplicemente un momento di sfogo per la propria rabbia e la propria repressione, cercando di avere l’ultima parola, quasi questo potesse simboleggiare la vittoria sull’altro.

I veri vincitori sono quelli che dopo una discussione si portano a casa qualcosa che prima non avevano; un pensiero, un ragionamento, un’idea. Accettano la cosa con gioia e pensano nei giorni successivi a quanto appreso per elaborare ancora meglio le nuove ideologie che saranno sicuramente costruttive.

Imparare dai bambini

Credo questo sia un segno di maturità, che purtroppo al giorno d’oggi manca spesso. Pare quasi siamo tornati tutti bambini. Forse i bambini in alcuni contesti si comportano meglio: non hanno manie di grandezza ne comportamenti da despota. Ogni tanto faremmo bene a imparare da loro.