filosofia - Pagina 6

Significato di democrazia e modo di governare vecchio 2000 anni

7 Settembre 2009 at 13:21

La democrazia rappresentata (in teoria) in parlamento

La democrazia rappresentata (in teoria) in parlamento


Siamo governati oggi come oltre 2000 anni fa. La parola democrazia ad oggi però non ha più il senso che forse aveva un tempo. I governi e i potenti del mondo la usano per ingannare e fare i loro comodi a scapito delle genti.

Il vero significato della parola democrazia

La parola democrazia inganna leggermente. Potere al popolo nel suo significato più stretto o governo del popolo nella sua etimologia. Ti pare che il popolo abbia potere oggi giorno? O forse che stia governando? La differenza sostanziale tra come viene percepita la parola democrazia e il suo reale significato si trova nel confronto tra ciò che credono le genti e la realtà.

Governo (o potere) al popolo. Ci si dimentica però di dire che è così per quella parte di popolo che vince. Il fatto che tutti abbiano possibilità di voto non sta a significare che tutti siano poi soddisfatti e che tutti abbiano così ottenuto una piccola rappresentanza al governo (per lo meno non ad oggi con gli sbarramenti inseriti ultimamente).

La prepotenza dell’ignoranza

Il mondo occidentale cerca così di portare la democrazia ovunque, come fosse un messaggero di pace e verità, quando in realtà questa parola oggi rappresenta solo un modo per nascondere dittature e tirrannie del nuovo millennio. Sicuramente migliore di molte altre tipologie di governo, ma non di certo la migliore in assoluto. Soprattutto non prendendo mai in considerazione le possibilità future.

Ciò che è vecchio prima o poi muore

La democrazia è un modo di governare che ormai ha oltre 2000 anni. A mio vedere è venuto il momento di aggiornarci e rivedere questi tipi di governo, che in un modo o nell’altro vedono comandare sempre le multinazionali e i potenti della terra. Basta pensare che costoro vogliono solo mantenere un equilibrio che accontenti e tenga impegnate le genti mentre loro possono fare i loro comodi indisturbati.

Se la luce è nel mondo le genti ci vedono

Se il mondo fosse governato veramente in maniera giusta da oltre 2000 anni qualcosa dovrebbe notarsi. Invece ci sono talmente tante cose che non vanno e tante incongruenze che solo gli stolti possono continuare a pensare che vada bene così! Sono convinto nel mondo ci siano persone in grado di esplicare le loro nuove idee, e magari anche di metterle in pratica! Se fossero migliori credi che chi governa ora lascerebbe libero il campo? In caso negativo per quale motivo? Se i governi occupassero la loro posizione veramente per il bene dei popoli lascerebbero sicuramente fare a chi potrebbe portare miglioramento e innovazione, invece avviene esattamente il contrario.

È ora di rinnovare il nostro paese e il nostro mondo, ma soprattutto di rinnovare e mantenere sempre attento il nostro pensiero!

La plasmazione dell’uomo

26 Agosto 2009 at 13:07
La creazione ha termine con la più grande opera di Dio: l'uomo

La creazione ha termine con la più grande opera di Dio: l'uomo

…allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere dal suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.
Genesi 2,7

La curiosità della plasmazione

Queste scritture hanno sempre suscitato in me grande curiosità. Una volta creato l’uomo è stato plasmato, com’era quindi prima? Mi piace pensare che questi e altri misteri, così come sta scritto, siano dati a conoscere solo ai piccoli, agli umili, a coloro che ne faranno tesoro per la comprensione di questa ed altre cose.

La magnificenza dell’uomo

L’uomo un giorno sarà infinito, non ci saranno più limiti ne confini. Così credo che fosse una volta creato, sebbene ancora non essere vivente. La plasmazione gli diede una forma, in cui confinare lo spirito ricevuto da dio e rientrare nelle regole poste per il resto della creazione. Poiché l’uomo fu creato più grande di tutte le altre creature e più mirabile di qualsiasi altra opera proprio perchè fatto a immagine e somiglianza di Dio.

La paura del buio e di altre cose

7 Agosto 2009 at 18:35

L'urlo di Munch

L'urlo di Munch rappresenta la paura


Quella del buio è da sempre una paura insita nell’uomo. Indipendentemente dalle esperienze personali, dall’età o dal coraggio ciò che non riusciamo a vedere e che non conosciamo ci spaventa.

Paura del buio o di ciò che non conosci?

Quando l’uomo nasce “viene alla luce”, ma i suoi primi 9 mesi di vita li trascorre al buio. Dovrebbe quindi essere abituato e invece tende ad essere intimorito dalla mancanza di luce. Fondamentalmente si evince come non sia il buio in se ciò che spaventa, ma la mancanza di consapevolezza di ciò che potrebbe esserci dove non riesce a vedere.

Quando ti trovi al buio e cominci a domandarti cosa ci sia, stai creando tu ciò che prima non c’era. Crei in te una paura che prima non avevi e più ci pensi e più la paura diventa grande, finchè non diventa suggestione e si trasforma poi in certezza. Se osservando o ascoltando al buio ti sembra di scorgere o sentire qualcosa stai creando un mostro . Le stesse paure che hai al buio, se solo ci pensassi, le avresti anche alla luce. La differenza si trova nella sicurezza che la luce ti da. Ti permette di vedere chiaramente e questo ti fa credere di potere vedere tutto. Ti da la certezza che tutto sia a posto, ma in realtà prendi solo fiducia in te stesso, abbandoni ogni pensiero che ti farebbe incorrere nel buio del tuo io.

Può darsi che i mostri nel buio ci siano, ma li hai mai visti?

Se al buio ci sono dei mostri, prima di spaventarti della loro presenza cerca almeno di vederli, allora avrai di che essere spaventato. Avere paura di qualcosa che forse si è visto, forse si è sentito, ma alla fine non si è certi ne di una cosa ne dell’altra mi pare un pò stupido.

Luce e buio sono dentro di noi

Ci sono uomini che stando al buio ed essendo consapevoli e sicuri ed avendo fede non temono nulla. Altri che seppure si credono alla luce in realtà vivono un buio che mangia dall’interno. Probabilmente al buio ci sono dei mostri, ma non ve ne sono forse anche alla luce? Allora non bisogna avere paura del buio perchè non è questo che ci spaventa, ma i mostri. Per capire cosa ti spaventa e perchè, occorre innanzitutto capire chi sei e di cosa hai paura.

La paura ci fa crescere, conoscere ed evolvere

Mi piace pensare che tutto scorre e che nulla va come non dovrebbe. Considerando questo, le mie paure divengono una storia, già scritta o già vissuta da chissà quanti altri. Se così deve essere così sia. Gli uomini tendono ad avere talmente paura che dopo un pò non ricordano più di cosa avevano paura e hanno paura solo del fatto di avere paura.

La paura va accettata. Non ci sono uomini al mondo che non hanno paura di qualcosa. La differenza sta solo nel come la si vive. Si può avere paura del buio e rimanere terrorrizzati e passivi, oppure ci si può destare, andare incontro alle proprie paure e diventare attivi. Mentre vive, l’uomo si evolve. Le paure che avevi da piccolo ora ti fanno sorridere, ti sei mai chiesto perchè? Avremo sempre paura, l’importante è non vivere in essa e le volte che capiterà trovare il coraggio di andarle incontro. Conosceremo cose di noi e delle nostre paure che ci fortificheranno e ci permetteranno di evolverci ed è questo il bello! Tanto non temere, messa da parte una paura ce ne sarà sicuramente un’altra poco dopo! 🙂

L’immortalità dello spirito dell’uomo

31 Luglio 2009 at 09:20

spirale

La vita dell'uomo come una spirale


L’uomo tende a credere che la morte sia il contrario della vita. Non conosce i misteri di Dio e le sue leggi, dimentico del tempo passato e ignorante di quello futuro. Lo spirito dell’uomo è immortale perchè da Dio proviene e a Dio ritornerà.

L’essere, il non essere, il divenire e il non esistere più

Ciò che è potrà arrivare a non essere? No, ciò che è sarà sempre. Il ragionamento contrario ne da una conferma. Ciò che non è non può arrivare a essere. Non avendo coscienza non avrebbe l’intenzione di divenire ne quella del fare e l’unica alternativa che avrebbe è che fosse creato. L’uomo quindi è, poichè lo spirito che gli è stato dato è in vita da sempre. “allora il Signore Dio plasmò l’uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l’uomo divenne un essere vivente.” Genesi 2,7.”

La vita, la morte e l’immortalità dell’uomo

Lo spirito dell’uomo esiste da sempre. La sua carne corruttibile perirà, ma il suo spirito vivrà per sempre. La nostra parte più recondita, il nostro io interiore, la nostra ragione, ciò che i greci chiamavano logos è immortale. Al momento della morte l’inconscio non scompare, si trasforma. L’uomo tende a credere che la morte sia il contrario della vita, ma così non è. Il contrario della vita è la non vita, la non esistenza. La morte è un’esperienza, così come sta scritto: “Il Regno di Dio è dentro di te e tutto intorno a te. Non è negli edifici di pietra e cemento. Spezza un legno e io ci sarò, alza una pietra e lì mi troverai. Colui che trova il senso segreto di queste parole non assaggerà la morte.” Vangelo di Tommaso

Per assaggiare qualcosa bisogna essere vivi, altrimenti non si può fare. E non potrebbe essere nemmeno un trapasso, perchè ci sarebbe comunque un distacco tra la vita e la morte, cioè tra il sentire e il non sentire più nulla, che provocherebbe un contesto di non vita, di non esistenza. Un contesto in cui non si percepirebbe più nulla e quindi non si potrebbe fare esperienza, non si potrebbe “assaggiare”. Questo vuol dire che la vita è immortale, nelle sue svariate forme, e solo chi l’ha creata può distruggerla.

Non solo, questo permette di capire che tutto ciò che esiste è quindi creato e di conseguenza immortale a volere di Dio. Lo sprito da la vita e ciò che è in vita ha quindi spirito. Ciò che vive ha in se lo spirito e quindi è immortale. L’uomo ha portato l’immagine di un “uomo” un tempo, ora porta l’immagine di un altro “uomo”, così come sta scritto: “Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo. Quale è l’uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti. E come abbiamo portato l’immagine dell’uomo di terra, così porteremo l’immagine dell’uomo celeste.” 1 Corinzi 15,47

Il corpo dell’uomo è tempio di Dio

Così come un tempo lo spirito di Dio abitava nel tempio, ora abita negli uomini e il corpo di questi è divenuto tempio di Dio. L’uomo dovrebbe avere più rispetto del suo corpo e dello spirito che gli è stato donato. Dovrebbe ricordare che “Quel che è nato dalla carne è carne e quel che è nato dallo Spirito è Spirito.” Giovanni 3,6. Siamo figli dei nostri genitori poiché la carne arriva dalla carne, ma siamo figli del Padre poiché lo Spirito arriva dallo Spirito.

Piano dell’opera dei classici del pensiero Mondadori

29 Luglio 2009 at 14:56
I classici del pensiero Mondadori

I classici del pensiero Mondadori

Il piano dell’opera permette di capire i contenuti, la grandezza e la continuità della stessa. Mondadori invece introduce un piano dell’opera dinamico, che vede apparire sempre nuove uscite e che spesso non è nemmeno aggiornato.

L’inizio dei Classici del pensiero Mondadori

Poco più di un anno fa ho iniziato a leggere, su consiglio di un amico, libri di filosofia. In quel periodo, Mondadori, fece uscire una collana chiamata “Classici del pensiero”. Così dopo i primi numeri, dei quali rimasi entusiasta, decisi di osservare il piano dell’opera per capire se continuarla tutta o magari optare solo sui libri che ritenevo più interessanti. Ora non ricordo bene, ma sul loro sito web il piano dell’opera non contava nemmeno 30 numeri. Bene, decisi di comprare ogni libro con cadenza settimanale, in fondo non avevo ancora una collana circa la filosofia e sebbene 30 numeri a più di 12 € l’uno fossero per me una grossa spesa, feci delle piccole rinuncie pur dicompletare l’opera.

Un piano dell’opera dinamico

Superato il numero 30 però mi accorsi che sul sito Mondadori erano comparsi altri numeri. Ma come, un piano dell’opera che si aggiorna? Stupito telefonai al servizio clienti e mi dissero che l’opera di tanto in tanto veniva aggiornata, poichè loro le consideravano uscite che potevano sempre essere incrementate con nuovi volumi. Preso atto della strana risposta ricevuta mi feci una botta di conti e la cosa cominciò un pò a seccarmi, finchè dopo altre uscite e un piano dell’opera che non era più attendibile telefonai ancora per avere nuove informazioni. Mi dissero che l’opera si sarebbe conclusa con il numero 60.

Quando il mio edicolante mi comunicò che gli era arrivato il numero 61 rimasi alquanto perplesso. Mi sentivo preso in giro, ancora una volta, da macchinazioni commerciali. Ad ora l’opera conta 69 numeri e sul sito web Mondadori il piano dell’opera non è più aggiornato da tempo. Oltre alla mancanza di numerosi sommari dei libri, il piano è fermo al numero 63.

Il vero scopo del piano dell’opera

Un piano dell’opera ha lo scopo di informare gli utenti e/o clienti circa gli argomenti che saranno trattati, come sarà composto e tante altre informazioni, ma soprattutto quanto durerà. Per questo si chiama piano. Se il piano diventa dinamico perde il suo scopo. Alla Mondadori hanno pensato di trattare il piano dell’opera sul loro sito web come pagina informativa circa le uscite e comunque non sono riusciti nemmeno in questo.

Macchinazioni commerciali

Non vorrei pensare male, ma il pensiero che Mondadori abbia voluto attuare una vera e propria tattica commerciale a riguardo mi passa tuttora per la testa. All’inizio hanno fatto credere l’opera fosse corposa ma fondamentalmente contenuta. Quando poi i clienti hanno iniziato l’acquisto della collana (e non saranno intenzionati ad interromperla) l’hanno aumentata di volta in volta per assicurarsi più introiti. Trovo questo comportamento dittatoriale.

Le alternavite in libreria

Queste collane sono selezionate a dovere, ben impaginate (a parte un libro in cui mancano una ventina di pagine, che sono state messe a disposizione via web) e molto comode. Ma Mondadori deve capire che il servizio e la trasparenza sono le cose più importanti per un cliente. Inoltre nelle librerie si trovano collane similari che le sostituiscono alla perfezione se non addirittura meglio. Considerando il comportamento di Mondadori, a voi la scelta.