Fine della storia di un pacco spedito con i servizi di poste italiane

28 luglio 2009 at 12:59

Logo del Gruppo Poste Italiane

Logo del Gruppo Poste Italiane


Comunicazione di poste italiane circa la mancanza di presupposti per il rimborso di un servizio mal eseguito.

Storia (già scritta) di un pacco e di un rimborso

L’inizio di questa storia è scritto nell’articolo riguardante i servizi mal eseguiti di poste italiane. Ieri nella mia buchetta delle lettere ho tovato invece la fine: la comunicazione di poste italiane riguardo la mia richiesta di rimborso per una posta celere 1 plus che ha impiegato 3 o 4 giorni ad arrivare a destinazione.

La comunicazione ricevuta sostiene che non ho diritto al rimborso

Di seguito quanto si legge:
“Gentile Cliente,
in riferimento al reclamo con la quale viene lamentato il tardato recapito del pacco in oggetto, scusandoci per il ritardo con il quale diamo un riscontro scritto alla pratica, desideriamo partecipare l’esito degli accertamenti effettuati in merito.
Infatti, da una analitica ricostruzione degli eventi è emerso che l’invio, accettato in data 15/06/2009, è stato consegnato solo nella giornata del 18/06/2009, dopo che il corriere chiedendo indicazioni al postino di zona è riuscito ad individuare il destinatario, in quanto al primo tentativo di recatpito non era stato possibile consegnare in quanto si tratta di una contrada molto vasta con pochi riferimenti.
Per la motivazione sopra esposta, non essendo riconducibile a disservizio quanto lamentato, mancano i presupposti per autorizzare il rimborso in Suo favore.
L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.”

Motivazioni incomprensibili pur di non rimborsare

Tralasciando il “burocratese” con il quale scrivono, la cosa più curiosa di questa comunicazione trovo sia la prima parte, in cui si scusano del ritardo della stessa. Mi comunicano che non posso avere un rimborso chiesto per un ritardo e la prima cosa che scrivono è che si scusano per il ritardo della comunicazione. Mi viene da chiedermi se bisogna ridere o ritenere che qualcuno debba cambiare lavoro.

“L’analitica ricostruzione” sembra una comica. Il corriere che chiede al postino dove deve consegnare il pacco per conto delle poste italiane. La motivazione che la contrada è molto vasta è una scusa piuttosto evidente. Si chiamano poste italiane, cioè le poste di tutta l’Italia, anche delle contrade molto vaste. Infine mi comunicano che per quanto esposto non ci sono motivi per ritenere il ritardo un disservizio. Sarà mica colpa mia?

All’assistenza clienti devono essere sfuggite un pò di cose. Io pago 10 € per un servizio che deve arrivare in 1 giorno, in tutta Italia, altrimenti dovrebbe essere specificato nel servizio che alcune zone non sono coperte. Si nota qui la mancanza di trasparenza nelle informazioni riguardanti un servizio. Il tutto comunque non mi pare plausibile. Il lavoro delle poste è consegnare pacchi e lettere, quindi occorre conoscere le strade per recapitarli, o avere mezzi tecnologici che permettano di farlo al meglio.

Nella comunicazione si evince il livello di tecnologia e professionalità di poste italiane

Può un corriere di poste italiane fermarsi a chiedere informazioni al postino? Questa è la tecnologia di poste italiane che tanto viene pubblicizzata ma che non trova riscontro nella realtà quotidiana. Io pago perchè un pacco arrivi nel tempo prestabilito, le problematiche riguardo al lavoro sono un carico che grava su chi offre il servizio. Sarebbe come dire che prendo un taxi, gli dico la destinazione e siccome il tassista non la sa impiega 4 ore per fare 10 km e alla fine pretende di essere pagato, magari dicendo che non c’è stato disservizio perchè lui purtroppo quella destinazione non la conosceva e c’è voluto del tempo al fine di trovarla! Le poste italiane sono fuori di testa!

Evidentemente è il segno di un’Italia e di un mondo che non ce la fanno più. Poste italiane S.p.A ha un utile per 720.79 milioni e si attacca ai 10 € di un cittadino qualunque, quando è palese che dovrei essere rimborsato per un disservizio. Spero solo che i miei 10 € possano contribuire in qualche modo per ottenere un servizio migliore, meno ipocrisia e burocrazia e più buon senso.

Se ci si mette anche la casualità…

Sarà il fato ma mentre scrivevo questo articolo mi ha chiamato poste italiane volendomi proporre un servizio del quale già usufruisco. Forse più che “occasioni gradite per porgere cordiali saluti” avrebbero bisogno di occasioni in cui conoscere i propri clienti, sapere che servizi hanno e solo dopo proporgliene dei nuovi, per offrire così un servizio che sia veramente utile e non pensare solo a fare telefonate commerciali!