Genitori che non capiscono l’importanza che hanno per i loro figli

21 settembre 2010 at 06:06
Un uomo e una donna guardano il tramonto. Nell'ombra appare anche quella del loro futuro figlio

Genitori e i figli che verranno

Troppo spesso i genitori d’oggi mancano di consapevolezza in se stessi e dell’importanza del ruolo che ricoprono. Frustrati dalla loro vita scappano dalle responsabilità familiari rifugiandosi nel lavoro e usandolo come scusa per sentirsi un pò meno colpevoli delle loro mancanze.

La scusa del lavoro per non stare in famiglia

Lavoro lavoro lavoro. Una fascia generazionale di Italiani è cresciuta con questo credo. Probabilmente spinta dalla politica e dal consumismo degli ultimi decenni. A causa di questo indottrinamento molti padri e madri di famiglia non fanno altro che lavorare. Il loro unico obiettivo è questo, e non hanno la minima consapevolezza dei danni psico-emotivi che il loro stile di vita creerà su loro stessi e soprattutto sui loro figli. Lavorando tutto il giorno non riescono di certo a costruirsi una vita. Non c’è pensiero, non c’è cultura, non c’è relazione alcuna in una completa assenza di vita sociale e familiare.

Le persone che fanno questa vita diventano genitori quasi come fosse uno step dovuto; una fase della vita che prima o poi bisogna affrontare, ignorando completamente l’importanza che hanno i loro figli e quanto inciderà su di loro lo stile di vita ai quali li abitueranno. Generalmente queste persone cercano di autoconvincersi che lavorano per la famiglia e i figli, ma in realtà lo fanno solo per loro stessi, negando alla famiglia e ai figli la cosa più importante: la loro presenza. Essendo ancora immaturi vedono il focolare domestico come un peso e non come un piacere. Sono costretti a occupare una figura che in realtà non volevano ricoprire e si assentano quasi sempre con la scusa del lavoro, non volendo farsi carico di alcuna responsabilità.

Genitori presenti in teoria ma assenti in pratica

Demandano ad altri l’istruzione dei propri figli. Non si curano di loro. Non capiscono quanto sia importante la loro figura agli occhi dei figli. Sono quasi sempre assenti, persino quando sono presenti. Sono nervosi ed egoisti. Manca in loro il concetto di genitore e di educazione. Abbandonano i figli davanti alla TV. Ogni tanto hanno qualche senso di colpa e con i soldi guadagnati col perenne lavoro sperano di colmare varie lacune emotive.

Bambini che educano bambini

Molti genitori di oggi sono caratterizzati dalla mancanza di consapevolezza. Non comprendono quanto sia importante trascorrere tempo insieme ai loro figli; dargli un buon insegnamento e una corretta educazione; iniziarli alle arti più importanti della vita quali la musica, la letteratura, i lavori manuali e intellettuali; fargli capire da subito le differenze tra il bene e il male, e soprattutto ascoltarli ed avere sempre un dialogo con loro. A molte persone non si può chiedere questo, perché manca completamente la maturazione della persona. Diventa quindi impossibile per un adulto che è tale solo nell’aspetto fisico insegnare ed educare un bambino. L’egoismo e il nervosismo prendono spesso il sopravvento e alla cura dei propri figli viene preferita la propria. All’impegno nell’insegnamento di corretti valori, viene sostituita per svogliatezza la televisione, per potere trovare più facilmente lo spazio per fare i fatti propri, o semplicemente per potere staccare il cervello e non pensare a nulla.

Uomini e donne che allevano ed educano figli con consapevolezza

Questi concetti non passano inosservati nell’inconscio dei genitori, ed è probabilmente per questo che cercando una via di fuga si rifugiano nel lavoro, avendo così una scusante pesudo-plausibile alla quale appellarsi nel caso qualcuno gli rinfacci mai qualcosa. La vita non è solo lavoro, cose da comprare e consumare. Anche se i figli non lo chiedono, sono evidenti in loro disperate richieste di aiuto e di affetto. Chi decide di avere un figlio quindi, capisca bene che non è solo un momento di particolare piacere e gioia della propria vita, ma anche un momento di grande responsabilità, nel quale rinunciare un poco alle proprie esigenze per accontentare tutti i bisogni che l’educazione di un figlio comporta. Occorrono uomini e donne per allevare figli, non imprenditori e faccendieri, nè menefreghisti e immaturi. Occorre consapevolezza di se stessi e dei propri figli.

Al poeta e filosofo libanese Khalil Gibran venne chiesto di parlare dei figli. Queste furono le sue parole:

Sono lo strumento perfetto del divino: l’espressione vivente forgiato dal suo unico “pensiero”.
E i figli sono le risposte che la vita dona ad ognuno di noi.
Sono loro l’essenza del vostro sorriso.
Sono sangue e carne della vostra carne
ma non il vostro sangue e la vostra carne.
Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa.
Attraverso di voi giungono, ma non da voi.
E benché vivano con voi, non vi appartengono.
Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.
È l’Arciere che guarda il bersaglio sul sentiero dell’infinito e vi tende con forza affinché le sue frecce vadano rapide e lontane.
Affidatevi con gioia alla mano dell’Arciere;
Poiché come ama egli il volo della freccia, così ama la fermezza dell’arco.