guerra

Guerra Israele – Palestina: la vera storia

23 luglio 2010 at 06:59

Una discussione con una giovane Israeliana riguardo la guerra tra Israele e Palestina mi permette di capire in breve i motivi di questo eterno conflitto.

Obbligo di leva anche per le donne Israeliane

2 o 3 estati fa ho conosciuto una ragazza Israeliana. Non ero mai venuto in diretto contatto con persone di Israele. Una sera il mio amico M. mi aspetta con alcuni amici in centro per una serata tranquilla: 2 chiacchiere, una birra e 4 passi. Con lui ci sono 2 ragazze: una sua amica Islandese e una compagna di corso di quest’ultima, appunto Israeliana. Una volta incontrati e fatte le presentazioni ci incamminiamo per le vie del centro e mi ritrovo proprio a parlare con questa ragazza. Il suo nome è Lena (verrà in seguito soprannominata tenente Lena per via della sua incazzatura). Tralasciando le chiacchiere di cordialità, apprendo che in Israele vige l’obbligo di leva anche per le donne e per ben 20 mesi! Mi mostra le foto in divisa e mentre entriamo in un locale mi racconta ciò che ha fatto in quel periodo.

Una discussione con una ragazza Israeliana riguardo la guerra tra Israele e Palestina

Ordiniamo qualcosa da bere e con gli altri ragazzi facciamo varie chiacchiere del più e del meno e come consueto in queste occasioni non mancano le risate. Fino a che la mia curiosità non fa cadere un velo nero sopra le nostre teste. Ho di fianco una ragazza Israeliana, perché non chiedere la sua opinione riguardo l’infinita guerra tra Israele e Palestina? Non l’avessi mai fatto! Le prime risposte sono astiose, rabbiose, quasi violente e piene di nervoso. Riesco a capire poco perché è agitata e la rabbia rende il suo parlare confuso. Cerco di farle capire il mio punto di vista riguardo quanto successo in passato tra Israele e Palestina, ma poco dopo sbotta: “non esiste la palestina! palestina è una parola che non devi pronunciare! Io non voglio nemmeno sentire questa parola! Tu non capisci!”

Ignoranza e incitamento all’odio convincono i giovani Israeliani che la Palestina non esista

Io non capisco… La serata è finita poco dopo ovviamente. Ho avuto modo di rivedere il tenente Lena ad una festa qualche giorno dopo. Ma nonostante mi avesse promesso che avremmo discusso civilmente riguardo le nostre divergenze, la nostra chiacchierata non c’è mai stata. Da questa esperienza e dalle informazioni che mi sono procurato in seguito ho capito come gli Israeliani, fin da ragazzi, crescono in un ambiente ai limiti dell’apocalittico.

Il clima di guerra è costante. Oltre alle varie guerre che Israele non si fa mai mancare, c’è sempre la paura di atti terroristici. Inoltre crescono in una nazione dalla mentalità militarizzata e a tratti guerrafondaia. Se a questo si aggiunge l’ignoranza, l’odio e la disinformazione è ovvio che crescano giovani che vorrebbero spazzare via la Palestina dalla faccia della terra. Mi chiedo cosa venga detto loro, cosa gli venga raccontato, cosa insegnato, cosa stia scritto sui loro libri di storia e che possibilità hanno di informarsi veramente riguardo al passato, che in fondo è anche la loro storia di popolo, di nazione, di uomini.

Speranza nelle nuove generazioni Israeliane

La paura, lo sappiamo, genera odio. Se si vive in un clima di guerra di paura ce n’è sicuramente tanta. Se oltre al clima terrorifico aggiungiamo accanimento militare e contesti economici allora credo che otterremo molte risposte del perché sia ancora in corso la guerra tra Israele e Palestina. I giovani Israeliani hanno grandi responsabilità: sconfiggere la mentalità del proprio paese guerra fondaio; abbattere il muro d’ignoranza che non gli permette di vedere parte della verità; evolvere il proprio pensiero per creare un paese nuovo e uomini capaci di innalzare il proprio spirito al di sopra dei contesti conflittuali. Non ci resta che sperare…

L’Italia delle guerre d’ignoranza, di soldi e di politici di merda!

21 settembre 2009 at 06:34

bandiera italiana, occhi di fondo ed elicottero in volo

L'Italia che guarda alla guerra


Gli Italiani non hanno più la capacità di farsi rappresentare dai politici, tanto che questi non solo mandano l’esercito a fare guerre che non sono le sue, ma approfittano dei morti per fare crescere lo spirito patriottico che è in ognuno di noi, che nulla ha però a che vedere con la merda che ci propinano.

L’Italia non dovrebbe essere in guerra

Basta leggere la costituzione per capirlo. Basta poi avere un minimo di cervello che quella che viene spacciata per missione di pace non lo è affatto. I guerrafondai troveranno sicuramente validi motivi nel dire che occorre occuparsi di logistica, di protezione e via dicendo.

Tutte cazzate! Dove ci sono queste cose c’è la guerra, quindi stai facendo la guerra! Le missioni di pace le fanno poche altre persone, che farebbero a meno delle protezioni e della logistica. I militari Italiani dando un pezzo di pane alle popolazioni in cui si trovano pensano di fare qualcosa di buono. È un pò come dare con la sinistra e togliere con la destra, ma allora bisognerebbe sentirsi un pò benefattori e un pò guerrafondai, invece pare tutti si sentano solo come i primi.

Il governo Italiano con una mano ti da mangiare e con l’altra ti accompagna a morire!

Il governo Italiano poi è sempre pronto a sbandierare il senso dell’onore degli Italiani non appena c’è un morto in guerra. Allora gli Italiani diventano dei martiri della pace. Questi politici non sanno niente! Sono un branco di buffoni che non si sa come facciano a essere stati eletti e a ricoprire cariche delle quali non sanno nulla! I morti fanno soldi, come la guerra!

E quindi loro stanno li a proteggere i loro interessi sulla pelle di gente ignorante o che per bisogno si attacca a un ideale che mai si attaccherà a lui. I politici sbandierano gli Italiani che prima di morire dicono: “ti faccio vedere come muore un Italiano”, ma col cazzo che sbandierano come vivono gli Italiani e tantomeno come vivono i militari Italiani nelle “missioni di pace”.

Chi sono veramente i militari

Io ho fatto il militare. Gli eserciti sono necessari, fermo restando che se non ce ne fosse nemmeno uno staremmo meglio tutti! Ho avuto comunque modo di vedere che tipi di uomini ci sono nei militari. Capitani e maggiori che si sentono grandi nel dare comandi a dei ragazzini di 18 anni (ai miei tempi).

Ci sono poi 3 tipologie di militare: quelli fuori di testa che pensano di giocare a risiko e ormai hanno perso un pezzo di cervello. Quelli che sono li perchè non hanno trovato null’altro da fare e in qualche modo devono pure campare, sebbene si chiedano spesso cosa ci fanno li e sono sempre in bilico nel diventare fusi anche loro dovendosi fare andare bene una vita che forse così bene poi non gli sta. E infine quelli che sono li per ignoranza, perchè qualcuno o qualcosa o il destino li ha portati li e non sanno talmente tanto cosa ci fanno li che non se lo chiedono nemmeno. Vivono la loro vita senza pensare a cosa sia giusto o sbagliato, per loro e per gli altri.

Un’Italia ipocrita e ignorante

L’Italia si trova a fare missioni di pace perchè è stata liberata dal fasci-nazismo per finire sotto la schiavitù del capitalismo. Basterebbe pensare perchè se vogliamo portare così tanto la pace allora la nostra presenza è assente in tanti altri paesi bisognosi dove vige la guerra.

I politici Italiani ti tengono per le palle, almeno non permettergli di stringertele!

I politici di oggi hanno strappato via il senso morale agli Italiani. Li hanno cambiati, mutati, plasmati e infine forgiati come faceva comodo a loro. È uno schifo che non ci sia stata una protesta nazionale capace di farsi sentire contro questa guerra. Se il loro pensiero è che un esercito deve avere una guerra da combattere che combatta quelle che ci sono in Italia, contro la mafia e contro i terremoti.

L’esercito Italiano dovrebbe essere messo a disposizione delle popolazioni terremotate e non a fare una guerra che non è la sua. L’esercito Italiano ha tante di quelle risorse che potrebbe essere un vero pilastro sul quale poggiarsi nei casi di difficoltà. Una volta eravamo conosciuti come “Italiani brava gente”, adesso siamo degli stronzi qualunque, famosi per la mafia, per la guerra e per una classe politica di merda!

Il presidente Obama critica i brogli in Iran, ma non i brogli USA 2000 e 2004

24 giugno 2009 at 10:20
Il presidente USA Barack Obama

Il presidente USA Barack Obama

Il presidente degli Stati Uniti Obama dovrebbe chiarire lo scandolo dei brogli USA alle elezioni del 2000, del 2004 e probabilmente del 2008, invece di parlare dei brogli elettorali dell’Iran. Ormai l’America alza la voce su tutto, ma solo quella parte di “tutto” che fa comodo a lei.

Obama critica i brogli elettorali Iraniani

Premetto che appoggio gli Iraniani nella loro rivolta. In questi giorni il presidente degli stati uniti Obama critica il governo Iraniano riguardo i brogli elettorali. Finora però non ha mai fatto luce riguardo i brogli elettorali USA del 2000, del 2004 e probabilmente del 2008.

Obama dovrebbe fare chiarezza sugli scandali elettorali degli ultimi 10 anni riguardanti la sua nazione, non interessarsi agli scandali elettorali delle nazioni altrui. I media poi fanno il resto. Sono decine i paesi in cui dittatori ghermiscono i popoli, perchè non parla anche a favore di quelle genti?

La risposta si trova nella politica americana, che è sempre quella degli interessi. Il motivo è lo stesso per cui è stata fatta una guerra in Iraq per “portare democrazia”, ma non è stata fatta in tutti glli altri paesi sotto dittatura.

I neri d’America ai margini della società durante i brogli elettorali USA del 2000

Il presidente Obama dovrebbe chiarire in primis le ombre sui brogli elettorali del 2000, in cui i neri d’America sono stati zittiti da una classe politica corrotta e fascista! Il loro voto è stato cancellato, la loro dignità schiacciata e posta ai margini della società.

L’America vuole fare credere al mondo di essere il paese più democratico che ci sia. Il paese dove un afroamericano può diventare presidente, ma non può fare valere i suoi diritti di voto.

La mafia è compagna del governo e dei politici di “casa nostra”

19 giugno 2009 at 01:35
I giudici Falcone e Borsellino

I giudici Falcone e Borsellino, simboli della guerra alla mafia

La politica e il governo italiano non hanno mai dichiarato esplicitamente guerra alla mafia e alle altre organizzazioni malavitose. A volte basta guardare i fatti per capire come funzionano le cose, o farsi le domande giuste per ottenere risposte molto indicative.

Una lotta alla mafia ridicola

Nel 1996/97 ho prestato servizio militare come bersagliere; caserma Cadorna di Legnano (MI). Probabilmente sono stato l’armiere più sbragato che quella caserma abbia mai visto. Nell’estate del 1997 i miei compagni commilitoni andarono in Sicilia per i Vespri Siciliani. Pensandoci ora mi viene da ridere! Ragazzini impauriti a presidiare le strade della Sicilia contro la mafia!

Articolo 11 della costituzione Italiana

Una delle prime cose che ricordo di avere imparato nei militari è l’articolo 11 della costituzione italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Detto in parole povere significa che l’Italia utilizza il suo esercito per difendersi e non per attaccare.

La guerra alla mafia è la più importante d’Italia, e non è mai stata combattuta

Ora, in Italia è ancora in corso una guerra che dura da oltre due secoli, quella contro le organizzazioni malavitose. I politici e il governo fanno parte della mafia, altresì perchè non è mai stata dichiarata apertamente guerra alla mafia? Con l’evidenza della retorica di questa domanda si ottiene una risposta inconfutabile.

La strage di Capaci

La strage di Capaci

Quando c’è una guerra, che tocca l’apice venendo combattuta con bombe al tritolo, solo chi non capisce cosa sta succedendo e cosa deve fare per ostacolarla può pensare di mandare dei piscialetto a presidiare le strade!

Il tempo delle mezze misure è finito da un pezzo! I politici e il governo da che parte stanno? Mi sembra palese che se non fai guerra al cancro dell’Italia fai parte del cancro! L’Italia deve combattere una guerra dentro i suoi confini, che la riguarda tutta, dal nord al sud. Solo uno stolto continuerebbe a pensare che la malavita risiede al sud e solo uno stolto potrebbe pensare che se così fosse non sarebbe un problema di cui occuparsi!

L’esercito italiano serve per la difesa del paese e questo vale anche quando il nemico si trova dentro i suoi confini. Mi piacerebbe sentire parlare politici e governo di guerra alla mafia. Mi piacerebbe vedere questa guerra combattuta veramente, non in campo mediatico come accade in questi giorni. Vorrei vedere un presidente della repubblica in grado di rappresentare il suo incarico e un’Italia veramente unita contro il proprio male.

Italiani che non fanno più guerra alla mafia

Ultimamente gli Italiani si sono fatti un pò rincoglionire da tette e culi della televisione, dalle belle parole dei politici, dall’imbottimento generale a cui il mondo oggi li sottopone. Gli Italiani si devono svegliare! Gli Italiani in nome della propria patria si devono assumere le proprie responsabilità! Gli Italiani devono tornare a mettere le mani nella merda se dalla merda vogliono uscire!

Sperate di ricevere aiuto dalla politica? Sperate forse vi tolgano loro dal casino in cui ci troviamo? Sperate forse che la mafia colpirà qualcun’altro e non voi?

Destàti italiano!!! Destàti!!!

La bandiera Italiana

La bandiera Italiana