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L’uomo che parlava agli Italiani

22 aprile 2010 at 06:33
La bandiera Italiana

L'Italia, gli Italiani e la bandiera nazionale

Dalla favola “L’oratore Demade” di Esopo un’interessante rivisitazione che ben si addice all’Italia e agli Italiani dei giorni nostri.

L’uomo che si interessava all’Italia e il popolo Italiano che non lo ascoltava

C’era una volta in Italia un uomo che aveva grandi cose da dire al popolo Italiano riguardo gli affari del paese. Un giorno, mentre parlava ad alcuni di essi, si accorse che i presenti non gli prestavano attenzione. Allora catturò per un attimo il loro interesse chidendogli se poteva raccontare loro una favola. Essi acconsentirono e l’uomo cominciando disse: “L’Italia, una rondine e un’anguilla percorrevano la medesima via. Ma, arrivate vicino a un fiume, la rondine volò in alto e l’anguilla balzò sott’acqua.” Il popolo Italiano allora chiese: “E l’Italia dunque che cosa fece?”, rispose l’uomo: “È indignata con voi che, non curandovi degli affari del paese, accettate di ascoltare una favola qualunque!”.

Biglietto dell’autobus da 15 minuti al costo di 25 centesimi

11 aprile 2010 at 06:36
Autobus a Bologna

Autobus a Bologna

Il biglietto orario dei bus urbani al costo di 1 € è un’astuto modo per fare cassa da parte delle aziende che offrono il servizio. Il cittadino ha l’esigenza di un biglietto di durata inferiore a un costo ridotto.

Il biglietto di quartiere

Negli ultimi anni ho ripreso a utilizzare i mezzi pubblici più di quanto facessi un tempo. Ci sono lati positivi e negativi come in tutte le cose, ma ciò che mi ha smpre incuriosito è il costo del biglietto. Che prenda un bus per fare 4 fermate o per farne 20 pago sempre 1 €. Non è giusto e soprattutto un euro, considerato il tipo di servizio, non è poco. Facendo delle chiacchiere con alcuni amici mi è balzata alla mente un’idea: se esistono il biglietto urbano ed extraurbano, perché non fare anche una sorta di biglietto di quartiere?

Piccoli spostamenti in bus a un piccolo costo

Ciò che dovrebbe essere fornito ai cittadini è un biglietto che abbia una durata e un costo inferiori rispetto ai 60 minuti attuali del biglietto urbano al prezzo di 1 €. Consentirebbe quei piccoli spostamenti che sono spesso necessari, risparmiando molto. Se devo fare 4 o 5 fermate per raggiungere il centro commerciale con l’obiettivo di fare spesa, diventa oneroso spendere 1 € ad andare e 1 € a tornare. In 60 minuti infatti non riesco ad andare, fare la spesa e prendere il bus di ritorno con lo stesso biglietto. Mentre se avessi un biglietto di durata di 10 o 15 minuti al costo di 20 o 25 centesimi usufruirei di un buon servizio a un giusto prezzo, che mi consentirebe di risparmiare e di essere anche più propenso a utilizzare i mezzi pubblici per i piccoli spostamenti.

60 minuti di biglietto in gran parte sprecati

L’attuale durata di 60 minuti è nella maggior parte dei casi fuori luogo. Chi passa 60 minuti in bus? E chi riesce in 60 minuti ad utilizzare due volte il bus con lo stesso biglietto? Sono consapevole che ci saranno persone che hanno avuto, e hanno tuttora, esigenze di questo tipo. Anche a me è capitato a volte. Ma se avessi la possbilità di utilizzare biglietti di durata e costo inferiori potrei comunque prendere il bus in vari modi gestendo il mio tempo e il mio denaro mentre effettuo vari spostamenti. Con l’attuale biglietto orario gran parte dei 60 minuti non vengono quasi mai utilizzati. Ma l’euro che compone quei 60 minuti finisce sempre nelle casse dell’ATC (servizio trasporti pubblici Bologna).

Fornire un servizio bus migliore ai cittadini

Il problema è sempre il solito: si forniscono servizi per fare cassa e non per migliorare la vita dei cittadini. Le idee e le possibilità sono tante, ma se l’obiettivo che ci si prefigge invece che essere il servizio è il denaro, le cose non funzioneranno mai in maniera efficiente ed economica. A volte non c’è bisogno di grandi progetti e vari ingegneri per migliorare i servizi cittadini, basta solo l’intento a volerlo fare. Nei miei piani futuri c’è in programma il desiderio di abbandonare completamente l’automobile a favore dei mezzi pubblici e della bicicletta. Ma fino a quando per fare spesa dovrò mettere in conto 2 € aggiuntivi per il bus, continuerò a prendere l’auto. Sono più comodo e spendo meno. Che le istituzioni si attivino e si diano da fare per migliorare i servizi offerti ai cittadini tanto quanto si impegnano per fare denaro!

ICE – In Case of Emergency

8 aprile 2010 at 06:31
ICE - In Caso di Emergenza

ICE – In Caso di Emergenza

L’iniziativa ICE vuole promuovere un numero identificativo a livello internazionale in ogni cellulare per fare si che, in caso di incidente, sia facile per i soccorritori individuare il numero da chiamare.

In caso di emergenza

Quando si viene soccorsi a causa di incidenti stradali o altri malori è immediato, nei primi soccorritori, cercare nel nostro cellulare i parenti più prossimi da chiamare. Questo per avere informazioni particolari sulla salute o semplicemente per avvertire dell’accaduto. Nel 2005, dopo gli attentati a Londra, a Bob Brotchie, dell’East Anglian Ambulance Service, viene un’idea per permettere ai soccorritori di identificare in modo univoco, semplice e veloce un numero di emergenza in ogni telefono. L’iniziativa prende il nome di ICE (In Case of Emergency) e proprio con questa sigla ognuno di noi è invitato a memorizzare il numero che ritiene debba essere chiamato in caso di soccorso o per reperibilità di informazioni sul proprio stato di salute.

Si possono ovviamente segnare più numeri, siglandoli ICE1, ICE2, ICE3. L’iniziativa non è mancata ovviamente di polemiche, sicuramente costruttive. Tra queste il fatto che non tutti hanno le conoscenze per sfogliare la rubrica di ogni marca e modello di cellulare, oppure che l’acronimo non è internazionale (in Italia è puro caso che si possa assegnarle il significato – In Caso di Emergenza -) e, molto più importante, potrebbe fare dimenticare a ognuno di noi di tenere i numeri più importanti da chiamare in caso di emergenza nel portafoglio, con relative informazioni sullo stato di salute. Si tratta sicuramente di un’ottima iniziativa, che affiancata ai metodi tradizionali come quello di un foglietto nel portafoglio porterà vantaggio a chiunque vorrà adottarla.

Preti pedofili e chiesa di superbia

6 aprile 2010 at 06:50

I casi di preti pedofili (presenti da decenni e forse da sempre), mostrano ancora una volta come la chiesa cattolica e gli uomini che la compongono si credano superiori agli altri, fino a diventare giudici di loro stessi, innalzandosi così sopra Dio.

Ignoranza che nasce con l’istituzionalizzazione

L’istituzionalizzazione della religione mina il cervello degli uomini e delle genti, ma soprattutto quello di coloro che fanno parte delle istituzioni religiose stesse. Nascono così gerarchie di preti, cardinali e vescovi convinte di essere sopra le parti. Convinte di potere giudicare se stesse e i propri simili appartenenti alla chiesa. Diventano giudici di loro stessi e si innalzano così sopra Dio. Credono di fare il bene agendo con misericordia e comprensione, ma ignorano che sta scritto di confessare liberamente i propri peccati. Credono di comprendere la legge scritta e la citano con superficialità e ignoranza (minuto 6:40 del video), mentre sta scritto di rimettersi alla legge del mondo.

Chi fugge dalla luce?

L’ignoranza ricopre sicuramente una buona parte delle vicende riguardo i preti pedofili, ma l’inconscio pensiero di volere proteggere la chiesa non è da sottovalutare. Le autorità cattoliche fanno di tutto per mostrarsi come non sono e proteggere il loro meccanismo che ghermisce il cervello, il cuore e lo spirito delle genti. Sono a favore della verità, ma quando questa non è loro scomoda. Così, a sentire loro, i preti pedofili non vanno denunciati. Sarà una commissione che si occuperà di valutare il pentimento del prete e con qualche preghiera tutto è a posto. Ma alla preghiera e alla penitenza è indispensabile, soprattutto per istituzioni come queste, che ci sia una denuncia. Chi nasconde le proprie opere dalla luce è colui che della luce ha paura. E per paura di essere giudicato dalla luce rimane nelle tenebre. Così non sarà mai perdoanto. Ne da coloro che hanno subito le violenze, ne da se stesso e solo Dio sa il resto.

La fede nella chiesa ma non in Dio

Finché la chiesa cattolica si crederà un’istituzione di Dio e finché gli uomini di questa istituzione si crederanno diversi dagli altri, superiori, non ci sarà mai luce in essa e le tenebre la mineranno e la avvolgeranno sempre. Finché i preti si muoveranno per la chiesa e non per Dio, essa non sarà mai luogo e movimento di vera giustizia. Se non si insegna a combattere il proprio nemico non si creeranno guerrieri ma semplici dipendenti. Se poi si protegge coloro che al nemico hanno ceduto, allora si è complici. Occorre guardarsi dalle persone di cui ci si attornia, perché si è ritenuti complici dei loro peccati.

Pasqua di morte e d’ignoranza

4 aprile 2010 at 06:58

Continuano le atrocità sugli animali per compiacere lo stomaco e il cervello degli stolti! La pasqua celebra una festa d’ignoranza alimentata dalla morte di piccoli e poveri agnelli. La mancanza della fede delle genti si evince dalle celebrazioni, i riti e le ricorrenze.

L’attaccamento ai riti colma la mancanza di fede mentre milioni di agnelli subiscono mattanza

Ancora una volta una festa dell’ignoranza contribuisce al massacro degli animali. Una pasqua macchiata di sangue e crudeltà nell’indifferenza e l’ignoranza di chi si abbuffa con chili e chili di carne. Non sanno cosa festeggiano così come non sanno cosa mangiano. Altresì sanno e fanno finta di non sapere. Un tempo si sacrificava l’agnello per la pasqua ebraica: la liberazione del popolo di Israele dalla condizione di schiavitù. I cattolici hanno trasformato gli accadimenti in riti e hanno istruito malamente le proprie genti. Il Cristo è infatti l’agnello di Dio, che una volta per tutte si è sacrificato per tutte le genti. L’unica cosa che ha chiesto è di ricordarsi di lui e di ciò che è stato bevendo di tanto in tanto un pò di vino e mangiando un pezzo di pane. Ovviamente anche questa richiesta è stata trasformata in un rito, facendogli perdere completamente il suo significato.

Stomaco e cervello all’ingrasso

I cattolici vedono la pasqua nella resurezzione del Cristo e non nella liberazione che da essa deriva. Contradditorio poi che una festa di resurrezione sia festeggiata con la morte atroce di milioni di agnelli e altri animali. Largo alle mattanze sui poveri agnelli. Forse i cattolici credono ci sia ancora bisogno di sacrificare dei piccoli animali per favorirsi il proprio Dio, ignorando l’importanza e il valore del sacrificio del Cristo. Oggi cattolici e non di tutto il mondo mangiano e bevono della propria ignoranza. Si preoccupano di fare festa, ma non danno senso ogni giorno al messaggio ricevuto. Non hanno percepito il senso spirituale di ciò che è stato dato loro e rimangono ancora invischiati in feste materiali e ricorrenze senza senso. Non contenti fanno festa uccidendo e mangiando dei poveri agnelli, che avranno la sfortuna di andare ad ingrossare lo stomaco di chi già ha il cervello ingrassato d’ignoranza.