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Elsa Morante – il capo del governo

28 marzo 2010 at 06:49

Benito Mussolini e Silvio Berlusconi

Somiglianze tra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi


Un testo di Elsa Morante riguardante il capo del governo fa riflettere. La sua versione integrale fa riflettere ancora meglio. Utilizzare lo stravolgimento dei testi per ottenere gli effetti desiderati è alquanto furbo (e non è un complimento!).

Un testo circa il capo del governo molto curioso

Venerdì ho ricevuto una mail dalla mia amica M. Un testo di Elsa Morante che mi ha davvero incuriosito. Senza dire altro lascio libera lettura al testo così come l’ho ricevuto in mail:

“Il capo del Governo si macchiò ripetutamente durante la sua carriera di delitti che, al cospetto di un popolo onesto, gli avrebbero meritato la condanna, la vergogna e la privazione di ogni autorità di governo. Perché il popolo tollerò e addirittura applaudì questi crimini? Una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse e tornaconto personale. La maggioranza si rendeva naturalmente conto delle sue attività criminali, ma preferiva dare il suo voto al forte piuttosto che al giusto. Purtroppo il popolo italiano, se deve scegliere tra il dovere e il tornaconto, pur conoscendo quale sarebbe il suo dovere, sceglie sempre il tornaconto. Così un uomo mediocre, grossolano, di eloquenza volgare ma di facile effetto, è un perfetto esemplare dei suoi contemporanei.

Presso un popolo onesto, sarebbe stato tutt’al più il leader di un partito di modesto seguito, un personaggio un po’ ridicolo per le sue maniere, i suoi atteggiamenti, le sue manie di grandezza, offensivo per il buon senso della gente e causa del suo stile enfatico e impudico. In Italia è diventato il capo del governo. Ed è difficile trovare un più completo esempio italiano. Ammiratore della forza, venale, corruttibile e corrotto, cattolico senza credere in Dio, presuntuoso, vanitoso, fintamente bonario, buon padre di famiglia ma con numerose amanti, si serve di coloro che disprezza, si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, di profittatori; mimo abile, e tale da fare effetto su un pubblico volgare, ma, come ogni mimo, senza un proprio carattere, si immagina sempre di essere il personaggio che vuole rappresentare.”

Qualunque cosa abbiate pensato, il testo, del 1945, si riferisce a
Mussolini…

Il testo originale dell’opera

Cerco sempre di verificare ciò che scrivo sul blog e così ho fatto alcune ricerche online e ho scoperto che il testo di cui sopra è stato un pò modificato. Nessuna particolare modifica alle parole, ma diciamo che è stato tagliato nelle parti ritenute più interessanti per ottenere l’effetto voluto e ne sono state omesse altre. Di seguito il testo originale:

Roma 1° maggio 1945

Mussolini e la sua amante Clara Petacci sono stati fucilati insieme, dai partigiani del Nord Italia. Non si hanno sulla loro morte e sulle circostanze antecedenti dei particolari di cui si possa essere sicuri. Così pure non si conoscono con precisione le colpe, violenze e delitti di cui Mussolini può essere ritenuto responsabile diretto o indiretto nell’alta Italia come capo della sua Repubblica di Sociale. Per queste ragioni è difficile dare un giudizio imparziale su quest’ultimo evento con cui la vita del Duce ha fine.

Alcuni punti però sono sicuri e cioè: durante la sua carriera, Mussolini si macchiò più volte di delitti che, al cospetto di un popolo onesto e libero, gli avrebbe meritato, se non la morte, la vergogna, la condanna e la privazione di ogni autorità di governo (ma un popolo onesto e libero non avrebbe mai posto al governo un Mussolini). Fra tali delitti ricordiamo, per esempio: la soppressione della libertà, della giustizia e dei diritti costituzionali del popolo (1925), la uccisione di Matteotti (1924), l’aggressione all’Abissinia, riconosciuta dallo stesso Mussolini come consocia alla Società delle Nazioni, società cui l’Italia era legata da patti (1935), la privazione dei diritti civili degli Ebrei, cittadini italiani assolutamente pari a tutti gli altri fino a quel giorno (1938).

Tutti questi delitti di Mussolini furono o tollerati, o addirittura favoriti e applauditi. Ora, un popolo che tollera i delitti del suo capo, si fa complice di questi delitti. Se poi li favorisce e applaude, peggio che complice, si fa mandante di questi delitti. Perché il popolo tollerò favorì e applaudì questi delitti? Una parte per viltà, una parte per insensibilità morale, una parte per astuzia, una parte per interesse o per machiavellismo. Vi fu pure una minoranza che si oppose; ma fu così esigua che non mette conto di parlarne. Finché Mussolini era vittorioso in pieno, il popolo guardava i componenti di questa minoranza come nemici del popolo e della nazione, o nel miglior dei casi come dei fessi (parola nazionale assai pregiata dagli italiani). Si rendeva conto la maggioranza del popolo italiano che questi atti erano delitti? Quasi sempre, se ne rese conto, ma il popolo italiano è cosìffatto da dare i suoi voti piuttosto al forte che al giusto; e se lo si fa scegliere fra il tornaconto e il dovere, anche conoscendo quale sarebbe il suo dovere, esso sceglie il suo tornaconto.

Mussolini, uomo mediocre, grossolano, fuori dalla cultura, di eloquenza alquanto volgare, ma di facile effetto, era ed è un perfetto esemplare e specchio del popolo italiano contemporaneo. Presso un popolo onesto e libero, Mussolini sarebbe stato tutto al più il leader di un partito con un modesto seguito e l’autore non troppo brillante di articoli verbosi sul giornale del suo partito. Sarebbe rimasto un personaggio provinciale, un po’ ridicolo a causa delle sue maniere e atteggiamenti, e offensivo per il buon gusto della gente educata a causa del suo stile enfatico, impudico e goffo. Ma forse, non essendo stupido, in un paese libero e onesto, si sarebbe meglio educato e istruito e moderato e avrebbe fatto migliore figura, alla fine. In Italia, fu il Duce. Perché è difficile trovare un migliore e più completo esempio di Italiano.

Debole in fondo, ma ammiratore della forza, e deciso ad apparire forte contro la sua natura. Venale, corruttibile. Adulatore. Cattolico senza credere in Dio. Corruttore. Presuntuoso: Vanitoso. Bonario. Sensualità facile, e regolare. Buon padre di famiglia, ma con amanti. Scettico e sentimentale. Violento a parole, rifugge dalla ferocia e dalla violenza, alla quale preferisce il compromesso, la corruzione e il ricatto. Facile a commuoversi in superficie, ma non in profondità, se fa della beneficenza è per questo motivo, oltre che per vanità e per misurare il proprio potere. Si proclama popolano, per adulare la maggioranza, ma è snob e rispetta il denaro. Disprezza sufficientemente gli uomini, ma la loro ammirazione lo sollecita.

Come la cocotte che si vende al vecchio e ne parla male con l’amante più valido, così Mussolini predica contro i borghesi; accarezzando impudicamente le masse. Come la cocotte crede di essere amata dal bel giovane, ma è soltanto sfruttata da lui che la abbandonerà quando non potrà più servirsene, così Mussolini con le masse. Lo abbaglia il prestigio di certe parole: Storia, Chiesa, Famiglia, Popolo, Patria, ecc., ma ignora la sostanza delle cose; pur ignorandole le disprezza o non cura, in fondo, per egoismo e grossolanità. Superficiale. Dà più valore alla mimica dei sentimenti , anche se falsa, che ai sentimenti stessi. Mimo abile, e tale da far effetto su un pubblico volgare.

Gli si confà la letteratura amena (tipo ungherese), e la musica patetica (tipo Puccini). Della poesia non gli importa nulla, ma si commuove a quella mediocre (Ada Negri) e bramerebbe forte che un poeta lo adulasse. Al tempo delle aristocrazie sarebbe stato forse un Mecenate, per vanità; ma in tempi di masse, preferisce essere un demagogo. Non capisce nulla di arte, ma, alla guisa di certa gente del popolo, e incolta, ne subisce un poco il mito, e cerca di corrompere gli artisti. Si serve anche di coloro che disprezza. Disprezzando (e talvolta temendo) gli onesti, i sinceri, gli intelligenti poiché costoro non gli servono a nulla, li deride, li mette al bando.

Si circonda di disonesti, di bugiardi, di inetti, e quando essi lo portano alla rovina o lo tradiscono (com’è nella loro natura), si proclama tradito, e innocente, e nel dir ciò è in buona fede, almeno in parte; giacché, come ogni abile mimo, non ha un carattere ben definito, e s’immagina di essere il personaggio che vuole rappresentare.

Le somiglianze non mancano comunque, ma ritengo giusto, anche nel rispetto dell’autore, fornire il testo completo, per un’informazione che sia tale e non un misto di armeggio e di ritagli per perseguire solo ed esclusivamente il proprio scopo e l’effetto deisderato. Il testo è fruibile anche su Google Books: Elsa morante – somiglianze Mussolini Berlusconi.

Stiamo arrivando con le armi in mano

23 marzo 2010 at 06:32

Il male non cerca di eliminare la legge. Ma aggirandola mina ad annientarla nascondendo di fatto il suo operato. Dall’interpretazione che diamo alle leggi si capisce dove è volto in nostro animo.

L’interpretazione della legge

La legge è un’arma. La legge può essere interpretata. L’interpretazione della legge viene dal cuore e dal buon spirito. È così per la legge divina ed è così per la legge terrena. I “legali malvagi” (e con legali non si intendono avvocati ma la tendenza al rispetto delle leggi) hanno sempre capito che la chiave della loro libertà è nella legge. Per questo non hanno mai contraddetto la legge, ma l’hanno sfruttata, aggirandone ogni più dettagliato termine fino a sconvolgerne completamente il senso. La legge scritta potrebbe anche non esistere. Basterebbe la legge che è racchiusa nei cuori delle genti. L’interpretazione che diamo alle leggi è una rappresentazione del nostro animo. Ogni uomo è in grado di riconoscere il bene e il male. C’è quindi da chiedersi dove vediamo l’uno e dove l’altro in tutto questo. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Governo all’Italiana, governo di dittatura

16 marzo 2010 at 06:26

Don Berlusconi e il suo "sgherro" La Russa

L’Italia e il suo governo non smettono mai di stupire. Regalano spettacoli di dittatura e fascismo al suo popolo e contribuiscono a “un’etichetta nel mondo” del made in Italy.

Governo all’Italiana

Solo in Italia accadono alcune cose. Forse in qualche paese sotto pesante dittatura si vede di peggio, ma tra i paesi europei siamo gli unici a vantare alcuni atteggiamenti e un certo tipo di politica. Ma come si chiama quel tipo di governo dove l’informazione è inesistente e controllata? Come si chiama quel governo in cui la libertà è imprigionata? Come si chiama quel governo in cui il presidente del consiglio fa un cenno e i suoi “sgherri” ubbidiscono? Si chiama dittatura. Si chiama governo all’Italiana.

Don Berlusconi e i suoi “sgherri”

Da notare come il suo “sgherro”, che parte per zittire immediatamente il giornalista, sia il Ministro alla difesa. Ogni Italiano che abbia un minimo di conoscenza della costituzione, ma anche coloro che abbiano un minimo di buon senso, potranno ben capire come questo sia inaccettabile! Forse il Sig. La Russa pensa di ricoprire il ruolo di Ministro della difesa di Berlusconi! Ma tanti altri particolari sono interessanti: l’evidente imbarazzo di Berlusconi e l’incapacità di gestire la situazione se non nel modo appena visto; le minacce dello stesso Berlusconi che accenna a trattamenti privilegiati per il villano giornalista che lo importuna, come a volere intendere che a suo avviso andrebbe probabilmente picchiato; un intervento da parte di un uomo dello staff di Berlusconi per calmarlo, dicendogli di non esagerare; il Ministro della difesa Italiano che strattona il giornalista e infine la scorta del presidente del consiglio che placa il Ministro della difesa.

L’eco dell’episodio all’Italiana nelle TV estere

Questo bel filmetto Italiano è stato ovviamente ripreso dalle TV di tutto il mondo e solo in Italia la vediamo come una cosa “quasi” normale, ormai abituati a scene di questo tipo. Ma negli altri paesi, il tutto viene visto con un ottica ben delineata: quella di un paese sotto dittatura. A mio avviso all’estero ci vedono meglio che in Italia. Ultimamente gli Italiani hanno perso la capacità di vedere e di ragionare. C’è da dire che La Russa non è nuovo a episodi del genere. Ricordo nel 2001/2002 come si avventò su un contestatore degli USA riguardo gli eventi dell’11 Settembre e la conseguente guerra in Iraq, che vide partecipe anche l’Italia (sebbene mascherata da operatrice di pace). All’alzarsi di un cartello il Sig. La Russa si fiondò contrò il contestatore e lo prese a schiaffi ripetutamente. Questa è l’Italia. Questo è il nostro governo. Se sei d’accordo con noi sei parte di noi, se non sei d’accordo sei un nemico.

Gli stolti del mondo

25 febbraio 2010 at 06:21

uomo cavalca gatto al contrario

Gli stoldi del mondo non capiscono il giusto verso delle cose


Gli stolti del mondo sono coloro che sanno ma fingono di non sapere. Sono coloro che capiscono ma si comportano da stupidi. Sono coloro che potrebbero cambiare le cose ma rimangono immobili. Sono coloro perennemente in guerra con loro stessi e la verità. Ed il mondo ne è pieno.

Le vite degli stolti che girano insieme al mondo

Sono tanti gli stolti del mondo. Coloro che sentono la verità, ma non la ascoltano. Coloro che capiscono ma fanno finta di non sapere nulla. Coloro che vedono bene come gira il mondo ma preferiscono girare insieme ad esso. Nasce così una giravolta di vite, consapevoli ma ignoranti, che si lasciano trascinare dal mondo invece che dominarlo.

Il sentore che ogni uomo nasconde dentro se

Costa fatica accettare la verità e gli stolti del mondo non la vogliono nemmeno ascoltare. Se la vedono girano lo sguardo dall’altra parte. Nella maggior parte degli uomini è presente un sentore. Un piccolo sentimento che fa capire qualcosa, ma che non venendo perseguito non porta a capire nulla. O meglio, qualcosa porta a capire: permette di comprendere bene dove porterà quel sentore se perseguito e questo comporta una scelta. Inutile parlare della scelta che fanno gli stolti del mondo: lo vediamo ogni giorno.

Mentre vivono la loro vita però, gli stolti del mondo hanno a volte la possibilità che la verità delle cose gli venga mostrata veramente, che gli vengano svelati alcuni segreti della vita. Piccole cose che fanno andare quel sentore, che essi provano, oltre quanto vorrebbero andasse. Perché quando il sentore si muove, si porta dietro tutto ciò che abbiamo, persino noi stessi. E perdersi è facile. Soprattutto quando ci si è costruiti una vita del tutto opposta a questo sentore.

Chi sa riconoscere la verità?

Queste persone tendono a combattere chiunque tenti di muovere un po’ di più il loro sentore, di farlo crescere, maturare. Quando si parla del vero senso della verità, della sua essenza, ci sono generalmente due reazioni che si possono verificare. Ci sono persone che si lasciano trasportare dal proprio sentore, mosso violentemente, per raggiungere una nuova visione delle cose, per arrivare a una nuova comprensione circa le questioni del mondo. Altre persone (stolti), invece, si scagliano con rabbia contro chi muove il loro sentore, oppure con superficialità, o anche menefreghismo. Spesso dopo alcune discussioni sbottano contro il loro compagno di discussione chiedendogli: “sei la verità tu?… che pensi di sapere tutto!” È la domanda che è sbagliata. In tutto. Anche nella direzione. Poiché la vera domanda che tutti dovremmo porci è questa: “se incontrassi la verità sarei in grado di riconoscerla?”

Coca Cola – segreti di una formula e di una multinazionale

18 febbraio 2010 at 06:08

Logo della Coca Cola

Logo della Coca Cola


La Coca Cola è la bevanda più conosciuta e bevuta nel mondo. Ma cosa si nasconde veramente dietro questa multinazionale? E qual è il segreto della sua formula?

Ma nella Coca Cola c’è la cocaina?

Non solo i bambini quando visitano la fabbrica della Coca Cola pongono una domanda piuttosto curiosa, ma chiunque la consumi regolarmente: ma nella Coca Cola c’è la cocaina? Un tempo si! Addirittura ci sono alcune informazioni che riportano come i militari bevevano una speciale formula di coca cola con un forte concentrato di cocaina da renderli immuni alla paura e al dolore, causando però forti allucinazioni.

La Coca Cola nata alla fine dell’800 conteneva proprio la cocaina! Come si vede nella pubblicità di questi giorni, il Dr. John Stith Pemberton creò un tonico a scopo farmaceutico che divenne poco a poco consumato sempre più. Col tempo la formula della Coca Cola è stata rivisitata e l’uso della cocaina ovviamente abolito.

Un salto in Perù e in Bolivia per fare la spesa

Ad oggi la Coca Cola viene accusata di comprare ingenti quantità di foglie di coca da Perù e Bolivia. La Coca Cola Company ha avuto sempre strane reazioni a queste accuse. Dapprima dichiarava di non fare uso di foglie di coca, poi che usava la foglia ma “decocainizzata”, infine sono tornati a dichiarare che non si fa uso di coca nella preparazione della bevanda. La formula della Coca Cola rimane tutt’oggi un mistero. Ciò che è certo sono i dubbi nati e vissuti intorno a questa azienda, che nel tempo è stata accusata di ogni tipo di crimine. Tra alcuni di questi ci sono la violazione dei diritti umani e tattiche antisindacali, che saranno trattate in un film contro la Coca Cola dal titolo “The Coca Cola Case”.

Gli effetti che ha la Coca Cola su un organismo che la beve per anni

Un altro curioso dato è quello fornito dalla somministrazione di Coca Cola in modo prolungato a dei ratti. Alla luce di tutto questo sorgono spontanee alcune domande: cosa comporta bere Coca Cola per una vita intera? Cosa nasconde veramente Coca Cola all’interno dei suoi stabilimenti? Perché molte persone sono veramente assuefatte e dipendenti da questa bevanda? Sicuramente Coca Cola ha una doppia faccia: la prima è quella che ci mostra con i suoi fantastici spot. Da quelli graficamente innovativi a quelli emozionali, che ti fanno sentire a casa, felice, vivo! A quelli che “non c’è Natale senza Coca Cola”. La seconda faccia di Coca Cola è quella di una mostruosa multinazionale che nasconde segreti e opera male in tutto il mondo, ma questa faccia la Coca Cola Company preferisce tenerla ben nascosta!