L’inno nazionale Italiano non rappresenta più l’Italia e gli Italiani

24 agosto 2010 at 06:13

Testi e musica dell’inno nazionale Italiano lo pongono oggigiorno fuori luogo e fuori tempo. L’inno di Mameli va sostituito con un inno che rappresenti veramente l’Italia e aiuti sul serio il suo popolo a ritrovare un’identità nazionale.


L’inno di Mameli non rappresenta l’Italia

L’inno nazionale Italiano è conosciuto da poche persone. La maggior parte di Italiani conosce forse le prime righe dell’inno e poco più. Altri Italiani, con falso fare patriotico e molto ipocritamente, sono sempre pronti a difenderlo come rappresentasse chissà cosa. Pochissime persone poi sanno di come l’inno di Mameli sia stato più volte rivisitato per far fronte a una storia e ad una realtà che non rispecchiava più. Ad ora rimangono poche parole dell’inno originale e sono per lo più fuori luogo vista l’attuale situazione politica e di costume Italiana. L’inno accenna a un’unità d’Italia (nasce per questo, per unire l’Italia) che ad oggi non esiste (sebbene in pratica sia unita ma in realtà no). Non solo, ma alcune frange politiche (Lega) vorrebbero dividere la nazione. I sentori di questo inno non riguardano gli Italiani di oggi e non rappresentano questo paese.

Versione originale dell’inno nazionale Italiano:
Fratelli d’Italia
L’Italia s’è desta,
Dell’elmo di Scipio
S’è cinta la testa.
Dov’è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un’unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l’ora suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l’Unione, e l’amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Dall’Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn’uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d’Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d’ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l’Aquila d’Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d’Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamci a coorte
Siam pronti alla morte
L’Italia chiamò

Fratelli d’Italia?

L’inno di Mameli non canta la storia odierna del popolo Italiano. Alcuni punti dell’inno sono oggigiorno ridicoli. Frasi come “fratelli d’Italia” non hanno oggi alcun senso (inoltre la parola “fratelli” rimanda a ordini massonici, poiché così si chiamano i massoni tra loro). Gli Italiani non si sentono affatto fratelli. I più quasi si odiano l’uno con l’altro e non si sopportano tra città e regioni, tra nord e sud. In questo cantava molto bene qualche anno fa Luca Carboni con il suo “Inno Nazionale”.

“Siam pronti alla morte, l’Italia chiamò”: credo proprio che siano molto pochi gli Italiani pronti alla morte per il proprio paese. Forse i più potrebbero essere alcuni militari esaltati che combattono guerre non loro e che ignorano ciò che accade nel loro paese e quanto dice il loro inno nazionale. La maggior parte degli Italiani sono uomini medi, di scarsa qualità etica e morale. Sono per lo più ladri, traditori della patria, mafiosi, fannulloni. Vogliamo ancora credere che queste persone sarebbero pronte a morire per la propria nazione?

Cambiare l’inno nazionale considerando il contesto storico odierno e futuro

L’inno Italiano andrebbe riscritto completamente. Non credo andrebbe sostituito con il “Va pensiero” di Verdi come alcuni suggeriscono. Non vedo quale sia la relazione tra l’Italia e questa cantata. L’inno andrebbe riscritto facendo fronte alle esigenze di oggi, ma tenendo presente quelle del futuro. Non dovrebbe inoltre dimenticare il contesto storico in cui si trova, cioè un mondo globalizzato. Sarebbe indispensabile smuovere il sentore patriottico dei “nuovi Italiani”. I figli degli stranieri arrivati in Italia saranno probabilmente la chiave di volta per una nuova Italia e dovrebbero essere ben presenti nel testo dell’inno. Ma in questa Italia, che non si conosce e che è radicalmente razzista, tutto questo non è possibile.

Anche la musica dovrebbe essere ovviamente cambiata. Le molte critiche alla “marcetta italiana” trovano grande riscontro ascoltando la melodia dell’inno nazionale. Occorrerebbe una musica nuova, che tramite le sue note sappia infervorare i cuori. Una melodia che non sia scritta per le orchestre di paese e per gli strumenti di quasi 2 secoli fa. Una musica che non abbia lo scopo di tenere il passo di un battaglione, ma di innalzare lo spirito di chi si riconosce in essa.

L’inno di Mameli non rappresenta più l’Italia. Rappresenta la sua storia. La storia va avanti, muta, cambia. Così dovrebbe cambiare anche l’inno nazionale Italiano.