istituzioni

Chi di popolo Italiano bue ferisce, di popolo Italiano bue perisce

8 dicembre 2010 at 19:18
Bue con le corna alzate

Italiani popolo bue

Governo e politicanti hanno creato un popolo bue. Una popolazione di Italiani completamente inebetita da tutto quanto la circonda. Hanno usato la loro ignoranza per ottenere ciò che volevano, ma per la stessa ignoranza rischieranno la morte.

Il patriottismo degli Italiani per la nazionale ma non per la nazione

15 luglio 2010 at 06:36
Bandiera nazione Italiana

Bandiera nazione Italiana e mancanza di patriottismo

Gli Italiani sembrano sentire molto l’appartenenza alla loro nazione solo quando ci sono i mondiali di calcio. Durante le cose veramente importanti per il nostro paese, le bandiere però non sventolano e lo spirito patriottico degli Italiani viene meno.

Bandiere Italiane per la nazionale…

Durante i mondiali appena trascorsi ho avuto modo di notare alcune interessanti particolarità riguardo il patriottismo degli Italiani. Nel corso della giornata della partita con il Paraguay, nel mio vicinato spuntavano dai balconi svariate bandiere Italiane. Conosciamo tutti i poco brillanti risultati della nostra nazionale durante le prime due partite. Così durante la giornata della nostra ultima possibilità di continuare il mondiale: l’incontro con la Slovacchia, le bandiere sono aumentate notevolmente. Quasi a volere rafforzare il proprio tifo, il proprio sostegno. Uscivo in terrazza e ciò che vedevo era uno sventolare continuo di bandiere da molti balconi.

… ma nessuna bandiera per la nazione

Ora mi chiedo: come mai gli Italiani sanno essere patriottici solo durante le partite della nazionale? Ma gli Italiani sanno qual è il significato della bandiera della loro nazione? Perché non fare un tifo così sentito anche per la propria nazione e tutto ciòche la riguarda? Io mi sono dato una risposta: gli Italiani non credono nella loro nazione. Non esiste un vero sentimento patriottico. Non per la maggior parte di loro almeno. Le bandiere che vediamo sventolare durante i mondiali portano con se gli stessi sentimenti delle bandiere delle squadre di club. Si tratta solo di un tifo calcistico, non c’è nulla di patriottico. Coloro che sventolano le bandiere della nazionale sono per lo più ragazzini patiti di calcio o persone comunque impazzite per questo sport.

Finchè gli Italiani non diverranno un vero popolo e l’Italia una vera nazione, non si potrà di certo avere una nazionale che si faccia fregio del patriottismo Italiano in giro per il mondo. La prossima volta che sventoli la bandiera dell’Italia fallo per qualcosa di più significativo di una cazzo di partita di calcio!

Ciò che resta dell’Italia

1 giugno 2010 at 06:29
tricolore italiano

2 Giugno - festa della repubblica

Non rimane molto della nostra nazione. Ma sono speranzoso che rimangano gli Italiani veri, che con la loro passione, patriottismo e tenacia sapranno risollevare l’Italia una volta caduta. La rialzeranno a nuova veste e sarà più forte che mai.

L’Italia dei quarantenni in pensione e dei ladri

Non so bene cosa resti dell’Italia. Forse una storia da raccontare. Forse la storia e basta. Già, perché con quello che resta di questo paese ci sono poche prospettive future. Quando ero piccolino percepivo il vociferare dei politici ladri che stavano al governo. Ad oggi non mi pare le cose siano di molto cambiate. Qualche aggravante in più forse. Sta di fatto che tra gli anni 70 e 90 il governo Italiano iniziò politiche fuori di testa, come le pensioni ai quarantenni, e finì con un bel “ruba ruba” generale (finché ce n’era meglio approfittarne avranno pensato).

La politica degli ultimi 20 anni e il cervello degli italiani

Mi chiedo se coloro che difendono a spada tratta l’attuale governo abbiano visto migliorare la loro vita negli ultimi vent’anni. Tra gli anni 90 e il 2010 è stato fatto di tutto. Non ce ne siamo accorti ma ci hanno rubato la nazione proprio a casa nostra. È cambiata la TV, la politica e il cervello degli Italiani è mutato insieme a loro. Ad oggi ci ritroviamo una politica zoppicante, malsana, incapace, opportunista e se non ho elencato aggettivi positivi non è per dimenticanza. I paesi si mettono sotto dittatura sfruttando 2 tematiche: informazione e istruzione. Purtroppo, molti Italiani non hanno altro canale informativo che non sia la TV o i giornali e sappiamo bene in che condizioni siano entrambi. Quanto all’istruzione ritengo abbia raggiunto un disfacimento storico mai raggiunto prima.

Italia: splendida fenice!

Non vedo innovazione, ricerca, speranza, possibilità di lavoro. Vedo menzogne, malavita, falsi interessi e caos. Se non la vedi come me non è un fatto di opinioni diverse, semplicemente tu non ci vedi un cazzo! Un paese in queste condizioni non ha futuro. Se si salverà sarà solo per merito di alcuni Italiani che avranno saputo aggrapparsi a valori veritieri e avranno continuato a lottare nonostante tutto. Spero una volta l’Italia sarà completamente bruciata, possa con le sue ceneri fertilizzare le menti di quegli Italiani che intanto non saranno scappati. Spero possa rinascere dalle sue ceneri come una splendida fenice! Nel mentre, buona festa del 2 giugno!

Marescialli che rubano in caserma

6 maggio 2010 at 06:59
Esercito Italiano

Esercito Italiano

La mia esperienza da militare mi ha consentito di notare come molti marescialli dell’esercito italiano rubassero in caserma, soprattutto cibo. Negli anni a seguire ho potuto constatare che si tratta di un comportamento comune in tutte le caserme italiane.

I marescialli delle caserme Italiane

Sono stato arruolato militare nel novembre 1996. CAR a Casale Monferrato (AL) e corpo nella Caserma Cadorna di Legnano (MI) – 2° reggimento bersaglieri. Trascorrere quasi un anno in caserma mi ha permesso di farmi un’idea dello stile di vita di molti militari (non tutti, sia chiaro), soprattutto marescialli. L’occupazione di armiere e le 3 settimane di corvet cucina mi hanno dato la possibilità di vedere molti posti e molti luoghi della caserma. Ovviamente ne ho viste di tutti i colori.

In tutto l’anno che ho trascorso in caserma si vociferava tanto circa il militare sbragato che non ha voglia di fare nulla. Ripensadoci ora, a distanza di quasi 15 anni, è ben chiaro in me il ricordo di quanto in realtà fossero sbragate le più alte cariche, ma come già detto, i marescialli primeggiavano. Ricordo bene la loro strafottenza, la loro superbia, e il loro modo di fare nei confronti di ragazzini impauriti. Soprattutto ricordo il loro fare un cazzo. Ma ciò che ricordo meglio è di come fossero bravi a rubare tutto ciò che gli era a portata di mano.

Marescialli che rubano in cucina

Nel magazzino NBC (Nucleo Batteriologico Chimico), mancava sempre di tutto: cacciaviti, arnesi vari, interi set per fare pulizia delle maschere antigas. All’interno della 1^ compagnia falchi (comandi!) tutto ciò che mancava ai militari aveva trovato una collocazione più consona per coloro che se l’erano portato a casa. Le cose peggiori però le vidi durante il servizio in cucina. Ricordo come fosse ieri la montagna di pentole unte e bisunte che ogni ora erano da lavare. Si cominciava alle 7 del mattino e si finiva alle 8 / 9 di sera. Le pause erano veramente scarse. Il sapone non c’era quasi mai e quando si chiedeva al maresciallo di turno era piuttosto raro che si sbattesse per trovarlo e impossibile che lo trovasse. Probabilmente, lui o qualche suo collega, aveva pensato di fare rifornimento per casa sua.

La cosa più assurda però la vidi in un caldo pomeriggio estivo, quando in un raro momento di pausa, intento a sistemare il mio pentolame, guardai fuori e vidi un mio commilitone che con grande fatica caricava nel baule della macchina di un maresciallo un bel prosciuttone intero e poi una forma (di quelle intere), quest’ultima con uno sforzo non indifferente. Il tutto mentre l’unica fatica del maresciallo era di guardarsi intorno sospetto e tenere una mano appoggiata al baule, forse per bisogno di chiuderlo all’occorrenza.

Il malaffare dei marescialli

Ricordo che la stessa sera uscii con questo mio commilitone. Non ricordo il nome, ma ricordo aveva la sfortuna di essere cuoco di ruolo. Uno dei peggiori incarichi che ti potesse capitare. Mi raccontò di come c’era tutto un malaffare intorno alla cucina e di quante cose venissero rubate (questa è la parola esatta!). Sacchi di brioche della colazione, vasi di sottaceti (parliamo di formati caserma!), carne, pasta, formaggi, di tutto! Mi spiegò bene di come il maresciallo della cucina si assicurasse che le nuove leve fossero dei bravi “aiutanti”. Prima si limitavano a fargli vedere quello che accadeva, attendendo una reazione. Poi, pressandoli sempre più, li “compravano” con qualche licenza premio e li intimorivano dicendogli di comportarsi bene, pena il loro ritorno a casa posticipato di parecchie settimana. Infine, quando era ben “addestrato” sostituiva il militare che si era ormai guadagnato il congedo. E via così, anno dopo anno, scaglione dopo scaglione. Ora capisco perché in mensa spesso non c’era un cazzo da mangiare! Il tutto dipendeva da cosa il maresciallo aveva deciso di portarsi a casa!

I marescialli rubano in tutte le caserme d’Italia

Finita la mia leva e tornato a casa ho conosciuto, negli anni a seguire, persone che compravano abitualmente cibo dai marescialli di varie caserme di Bologna. Ancora una volta i pezzi più ambiti del bottino erano prosciutti e forme, che a suon di lire prima e di euro poi venivano acquistati da famiglie di ogni tipo e di ogni ceto sociale. Il tutto ben gonfiava la pancia e le tasche del maresciallo di turno! I marescialli che rubano in caserma sono una piaga dello stato. Allo stesso tempo sono l’esempio di un classico comportamento Italiano. In quegli ambienti tutti sanno che accadono queste cose, ma fanno finta di non vedere. Evidentemente finché tutti riescono a mangiarci qualcosa va bene così. La cosa assurda è che per un anno intero mi hanno rotto le palle a volermi insegnare regole e disciplina! ‘Sti ladri di merda!

Preti pedofili e chiesa di superbia

6 aprile 2010 at 06:50

I casi di preti pedofili (presenti da decenni e forse da sempre), mostrano ancora una volta come la chiesa cattolica e gli uomini che la compongono si credano superiori agli altri, fino a diventare giudici di loro stessi, innalzandosi così sopra Dio.

Ignoranza che nasce con l’istituzionalizzazione

L’istituzionalizzazione della religione mina il cervello degli uomini e delle genti, ma soprattutto quello di coloro che fanno parte delle istituzioni religiose stesse. Nascono così gerarchie di preti, cardinali e vescovi convinte di essere sopra le parti. Convinte di potere giudicare se stesse e i propri simili appartenenti alla chiesa. Diventano giudici di loro stessi e si innalzano così sopra Dio. Credono di fare il bene agendo con misericordia e comprensione, ma ignorano che sta scritto di confessare liberamente i propri peccati. Credono di comprendere la legge scritta e la citano con superficialità e ignoranza (minuto 6:40 del video), mentre sta scritto di rimettersi alla legge del mondo.

Chi fugge dalla luce?

L’ignoranza ricopre sicuramente una buona parte delle vicende riguardo i preti pedofili, ma l’inconscio pensiero di volere proteggere la chiesa non è da sottovalutare. Le autorità cattoliche fanno di tutto per mostrarsi come non sono e proteggere il loro meccanismo che ghermisce il cervello, il cuore e lo spirito delle genti. Sono a favore della verità, ma quando questa non è loro scomoda. Così, a sentire loro, i preti pedofili non vanno denunciati. Sarà una commissione che si occuperà di valutare il pentimento del prete e con qualche preghiera tutto è a posto. Ma alla preghiera e alla penitenza è indispensabile, soprattutto per istituzioni come queste, che ci sia una denuncia. Chi nasconde le proprie opere dalla luce è colui che della luce ha paura. E per paura di essere giudicato dalla luce rimane nelle tenebre. Così non sarà mai perdoanto. Ne da coloro che hanno subito le violenze, ne da se stesso e solo Dio sa il resto.

La fede nella chiesa ma non in Dio

Finché la chiesa cattolica si crederà un’istituzione di Dio e finché gli uomini di questa istituzione si crederanno diversi dagli altri, superiori, non ci sarà mai luce in essa e le tenebre la mineranno e la avvolgeranno sempre. Finché i preti si muoveranno per la chiesa e non per Dio, essa non sarà mai luogo e movimento di vera giustizia. Se non si insegna a combattere il proprio nemico non si creeranno guerrieri ma semplici dipendenti. Se poi si protegge coloro che al nemico hanno ceduto, allora si è complici. Occorre guardarsi dalle persone di cui ci si attornia, perché si è ritenuti complici dei loro peccati.