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Governo all’Italiana, governo di dittatura

16 marzo 2010 at 06:26

Don Berlusconi e il suo "sgherro" La Russa

L’Italia e il suo governo non smettono mai di stupire. Regalano spettacoli di dittatura e fascismo al suo popolo e contribuiscono a “un’etichetta nel mondo” del made in Italy.

Governo all’Italiana

Solo in Italia accadono alcune cose. Forse in qualche paese sotto pesante dittatura si vede di peggio, ma tra i paesi europei siamo gli unici a vantare alcuni atteggiamenti e un certo tipo di politica. Ma come si chiama quel tipo di governo dove l’informazione è inesistente e controllata? Come si chiama quel governo in cui la libertà è imprigionata? Come si chiama quel governo in cui il presidente del consiglio fa un cenno e i suoi “sgherri” ubbidiscono? Si chiama dittatura. Si chiama governo all’Italiana.

Don Berlusconi e i suoi “sgherri”

Da notare come il suo “sgherro”, che parte per zittire immediatamente il giornalista, sia il Ministro alla difesa. Ogni Italiano che abbia un minimo di conoscenza della costituzione, ma anche coloro che abbiano un minimo di buon senso, potranno ben capire come questo sia inaccettabile! Forse il Sig. La Russa pensa di ricoprire il ruolo di Ministro della difesa di Berlusconi! Ma tanti altri particolari sono interessanti: l’evidente imbarazzo di Berlusconi e l’incapacità di gestire la situazione se non nel modo appena visto; le minacce dello stesso Berlusconi che accenna a trattamenti privilegiati per il villano giornalista che lo importuna, come a volere intendere che a suo avviso andrebbe probabilmente picchiato; un intervento da parte di un uomo dello staff di Berlusconi per calmarlo, dicendogli di non esagerare; il Ministro della difesa Italiano che strattona il giornalista e infine la scorta del presidente del consiglio che placa il Ministro della difesa.

L’eco dell’episodio all’Italiana nelle TV estere

Questo bel filmetto Italiano è stato ovviamente ripreso dalle TV di tutto il mondo e solo in Italia la vediamo come una cosa “quasi” normale, ormai abituati a scene di questo tipo. Ma negli altri paesi, il tutto viene visto con un ottica ben delineata: quella di un paese sotto dittatura. A mio avviso all’estero ci vedono meglio che in Italia. Ultimamente gli Italiani hanno perso la capacità di vedere e di ragionare. C’è da dire che La Russa non è nuovo a episodi del genere. Ricordo nel 2001/2002 come si avventò su un contestatore degli USA riguardo gli eventi dell’11 Settembre e la conseguente guerra in Iraq, che vide partecipe anche l’Italia (sebbene mascherata da operatrice di pace). All’alzarsi di un cartello il Sig. La Russa si fiondò contrò il contestatore e lo prese a schiaffi ripetutamente. Questa è l’Italia. Questo è il nostro governo. Se sei d’accordo con noi sei parte di noi, se non sei d’accordo sei un nemico.

Decreti politici per salvare la politica

7 marzo 2010 at 06:34

due uomini discutono di regole politiche

Le regole della politica - basta solo interpretarle e il cerchio si chiude


Con l’ultimo decreto salva liste PDL gli Italiani hanno avuto conferma di come nel nostro paese le leggi debbano essere rispettate da tutti, ma non da chi le fa.

L’evidenza che c’è tra l’apparire e l’essere

La lista del PDL era rimasta fuori dalle regionali del lazio e della lombardia. Questo si riassume nel fatto che c’era un termine per presentare le liste e chi di dovere non lo ha fatto per tempo. Ops… scusate, abbiamo dimenticato di fare il nostro lavoro. Siamo così impegnati a fare propaganda che dimentichiamo ci sono regole da rispettare. Nessun problema, facciamo leva sulla democrazia e chiediamo di essere ammessi lo stesso. I cittadini devono potere votare per il loro candidato in un sistema democratico!

Regole: non rispettarle ma interpretarle

E così in Italia le regole diventano robetta da “interpretare” con un decreto. Come fanno le religioni per le scritture, dalle quali prendono ciò che fa comodo loro. Come in un reality show, quando un’eliminazione inaspettata dai concorrenti atta a fare salire l’audience, fa uscire un protagonista, ci si inventa una scusa qualunque per farlo rientrare. Questo è il nostro paese, questa è l’Italia, dove le regole contano per tutti ma non per chi le fa. Piacerebbe anche a molti Italiani poterle interpretare. Credo alcuni potrebbero dare sfoggio a veri lampi di genio!

Politica: parlare, proporsi, atteggiarsi, ostentarsi, ma alla fine non fare un cazzo!

I politici ancora non hanno capito che la politica non è qualcosa di cui parlare, ma un’azione da compiere. Ignorano che non occupano quel ruolo per se stessi e per cercare di competere tra loro, ma di essere li per il popolo, che, in teoria, li ha eletti e per questo dovrebbero lavorare e collaborare. Ciò di cui più c’è da rammaricarsi è che sempre più questo loro modo di fare contagia ogni cittadino Italiano, che non discerne più la differenza che c’è tra il parlare di politica e il fare politica!

La famiglia della chiesa cattolica e la famiglia di Yehosua

23 novembre 2009 at 06:12
Famiglia stilizzata composta da moglie, marito e 2 figli

L'idea della famiglia cattolica in contrasto con la famiglia di Yehosua

La chiesa cattolica ha sempre promosso una famiglia e dei valori famigliari che sono in contrasto con la famiglia di Yehosua e dei valori da lui insegnati.

Dettàmi da chi non ti aspetti

Mi ha sempre incuriosito ascoltare la chiesa che parla della famiglia. Uomini che non hanno moglie e figli, che non hanno la minima idea di cosa voglia dire lavorare una giornata intera, occuparsi della casa e vivere la famiglia, sono pronti a parlarne in una maniera tale che quasi sembra che siano sposati e abbiano 3 o 4 figli, invece sono preti.

La chiesa e l’istituzionalizzazione della famiglia

La chiesa tiene tanto alla famiglia, tralasciando non solo come ha vissuto Yehosua, ma anche ciò che ha detto. Il Cristo infatti aveva questa famiglia: una madre carnale, un papà adottivo e molti dubbi rimangono ad oggi circa i suoi fratelli, che erano tanti (i figli di Giuseppe con la sua precedente moglie) e che fondamentalmente erano fratellastri. Questa era la famiglia di Yehosua, eppure la chiesa vuole istituzionalizzare tutto: marito, moglie e qualche bambino.

Gli insegnamenti del Cristo circa la famiglia

La problematica più grande è non prendere in considerazione uno dei più grandi insegnamenti di Yehosua: considerare il prossimo come la propria famiglia. Sulla croce, infatti, dice a sua madre di considerare il discepolo Giovanni come suo figlio e ad esso di considerare ella come sua madre. Il Cristo ci ha insegnato che siamo suoi fratelli e quindi figli del Padre. La cosa più buona che possiamo fare è ritenere lo sconosciuto che incontriamo per strada nostro fratello, madre la nostra vicina di casa, figli nostri i bambini altrui.

La libertà dei sentimenti che manca agli uomini

Se gli uomini vivessero in spirito e verità questo insegnamento il mondo sarebbe un posto sicuramente migliore. Purtroppo chi dovrebbe insegnare queste cose non lo fa, anzi punta tutto su un’istituzionalizzazione della famiglia e dei relativi sentimenti, privando gli uomini di un grande insegnamento e di una grande libertà sentimentale che ne deriva.

Le case farmaceutiche creano nuovi malati

2 novembre 2009 at 11:39

capsula farmaceutica dalla quale fuoriescono numerosi simboli del dollaro

Il vero contenuto di molti farmaci


Le case farmaceutiche sono ormai talmente schiave del denaro che il loro obiettivo non è più curare le persone ma rendere le persone malate per poterle poi curare.

Il mistero delle case farmaceutiche e il rapporto tra farmaci in commercio e malattie esistenti

Ultimamente si producono sempre più spesso farmaci, test diagnostici o apparecchiature mediche. Alcuni di questi hanno un gran valore terapeutico, molti sono solo delle copie di farmaci già esistenti o nuove fantasiose sperimentazione per malattie immaginarie. In commercio vi sono oltre 12000 specialità farmaceutiche, ma non esiste un numero sufficiente di malattie per giustificare l’esistenza di tanti medicinali. La maggior parte di essi, probabilmente, servono a combattere gli effetti di altri farmaci.

La forza dei mass media a favore delle case farmaceutiche

In questi ultimi anni stiamo assistendo sempre di più alla diffusione da parte dei mass media di messaggi di paura che, quando vengono adeguatamente analizzati, si rivelano non solo ingiustificati, ma addirittura appositamente creati e gonfiati secondo un piano prestabilito. Oggi la gente è seriamente terrorizzata: le malattie o semplicemente i piccoli disturbi, sono diventati preoccupazioni all’ordine del giorno. I media bombardano giornalmente i poveri uomini di questa terra con notizie allarmanti di pandemie, epidemie, contaminazioni, facendogli credere che potrebbero essere affetti da chissà quale malattia mortale.

Non è cambiata la salute della gente, ma il modo in cui viene percepita

Al giorno d’oggi i disturbi fisici e mentali sono aumentati, il che non è dovuto ad un cambiamento della gente, o ad un aumento dei pericoli, è solo una questione di paura, fomentata attraverso i mezzi d’informazione. Ora anche la più semplice influenza diventa rischiosa. Ed eccoci così pronti ad acquistare vaccini che ci rassicurano. Ma ci siamo chiesti il motivo di quest’aumento delle patologie? Perché oggi un bambino molto vivace è definito come affetto da sindrome da deficit di attenzione? O la timidezza è diventata un disturbo sociale ansiogeno? Perché semplici modi di essere sono diventati rischiosi? Forse dietro tutto questo c’è qualcuno che dice di lavorare per il bene comune, ma la realtà è che lavora per il proprio bene.

Le colpe delle case farmaceutiche e di coloro che le sostengono

Le case farmaceutiche sono le sole responsabili, affiancate e sostenute ovviamente da governi e organizzazioni malativose, che deliberatamente pensano a gonfiare le proprie tasche, infischiandosene della povera gente che si fida di loro. È solo una questione di soldi e interessi, nient’altro. Non importa se si fanno vaccini inutili, e a volte pure rischiosi, non importa se si cura il cancro con chemioterapia e radioterapia, entrambe cure (se così possiamo chiamarle), che nella stragrande maggioranza dei casi indeboliscono e infine uccidono la gente. A questi uomini di potere non importa.

L’uomo di oggi dorme un sonno profondo

L’uomo di oggi dovrebbe cominciare a rendersene conto, dovrebbe svegliarsi, aprire gli occhi, pensare e capire che ciò che viviamo, molto spesso, è un condizionamento dei media a favore delle case farmaceutiche. Non siamo nemmeno più liberi di essere in salute e non siamo nemmeno liberi di essere malati. Attraverso la ragione e il buon senso potremmo vivere una vita tranquilla, lontana e indisturbata da paure inesistenti.

Il modo di vivere deglli uomini e l’istituzionalizzazione che ne deriva

21 ottobre 2009 at 09:55

testa di uomo dal quale escono piccoli omini rappresentanti i suoi pensieri

Trovando le chiavi della nostra mente possiamo aprirne le porte


Le istituzioni danno con una mano e toglono con l’altra. Il pericolo che corrono gli uomini è di non evolvere più il loro pensiero. Schiavi di un mondo che fievolmente combattono per arrivare poi quasi a sostenerlo.

Il grosso limite delle istituzioni

Il grande problema delle istituzioni è sempre stato quello di non essere in grado di avere una mentalità aperta. Per riuscire nel loro scopo devono in qualche modo chiudersi dentro se stesse, dentro i loro meccanismi, dentro i loro pensieri.

Se da un lato le istituzioni permettono di avere servizi molto utili, dall’altro limitano non solo la loro capacità di erogare un servizio migliore, ma la capacità del libero cittadino di ragionare liberamente.

L’istituzione scolastica

Ne è un esempio lampante il mondo della scuola, dove alcuni professori sono ormai incastrati in un sistema d’insegnamento che li chiude in se stessi e nei confronti degli altri. Insegnano la libertà e i giusti valori, ma non sanno cosa è uno e cosa l’altro. Vogliono promulgare la libertà di espressione, ma appena qualcuno supera certi limiti reprimono questa libertà con comportamenti che definirei quasi dittatoriali.

Il peso delle istituzioni sugli uomini

Gli uomini rischiano di rimanere schiacciati dalla propria società. Entrano nei suoi sistemi talmente a fondo che non sono più in grado di discernere se sono giusti o sbagliati. L’economia ad esempio; ci possono essere fazioni che la vedono in un modo, altre fazioni in un altro, ma entrambe non si accorgono di essere schiacciate dal peso del denaro, una delle più grandi maledizioni dell’uomo. E nessuno è in grado di vagliare un pensiero alternativo. Se mai alcuno lo facesse verrebbe irriso di utopia.

Abbandonare la vecchia via per la nuova

L’istituzionalizzazione tende a insegnarti il suo modo di vedere le cose e se vivi le istituzioni abbastanza a fondo e a lungo, e se non ti impegni a cercare sempre una visione alternativa delle cose, ma al contrario credi ciecamente a ciò che ti viene insegnato, ne rimarrai invischiato talmente tanto da non poterne più fare a meno e la tuta vita sarà grama. Ad oggi infatti molte persone non solo non pensano a come vagliare nuovi pensieri e modi di vivere ma sono estremamente convinti che la società in cui vivono sia pressochè perfetta. Persone vittime del consumismo e del sistema, che non sono pronte a vedere alcuna strada alternativa.

Il vantaggio che le istituzioni tengono per loro

Le istituzioni tendono a uniformare il pensiero degli uomini, perchè un unico pensiero, o alcuni ben limitati, sono molto più facili da governare rispetto a menti capaci di ragionamenti e di pensieri alternativi.

Istituzionalizzazione religiosa

Anche le religioni vivono la loro istituzionalizzazione. Ogni uomo religioso ha vissuto un periodo di bombardamento psicologico che ha minato il suo rapporto con dio. Dai seminaristi che si infilano in un pertugio lungo 5 anni, ai monaci che vivono come eremiti del mondo, alle suore o frati di clausura, che si estraneano dal mondo.

Probabilmente sono necessari anche questi ruoli, ma mi stupisce come in nessuna istituzione nascano nuovi pensieri veramente liberi, rinnovatori di un vecchio sistema, portatori di una nuova mentalità. La globalizzazione sta rendendo tutto questo sempre più difficile e ogni piccolo cenno di innovazione e ribellione al potere delle istituzioni viene immediatamente troncato.

Libertà a tutti i costi e a qualsiasi prezzo

Gli uomini a mio avviso sono comunque e sempre liberi, l’importante è che sappiano qual è la loro libertà e che prezzo devono pagare per averla e mantenerla.