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Il parcheggio degli ospedali e del pronto soccorso a pagamento

6 agosto 2009 at 12:28

Parcometro - parcheggi degli ospedali a pagamento

Parcometro - parcheggi degli ospedali a pagamento


A Bologna, come in molte altre città, il parcheggio degli ospedali e dei pronto soccorso è a pagamento. Una vera truffa legalizzata a danno dei cittadini per accrescere le casse del comune.

Pago il parcheggio di un’area che appartiene anche a me

Non ho mai capito perchè si debba pagare il parcheggio di aree della città che sicuramente appartengono più ai cittadini che al comune. Capisco il bisogno di fare cassa e via dicendo, ma non si può continuare a ragionare in questi termini all’infinito, occorrono soluzioni e progetti che permettano ai cittadini di parcheggiare liberamente e al comune di fare quadrare i conti, anche se su quest’ultimo punto credo sia solo un fatto di incompetenze e mafie locali, che non permettono di quadrare i conti…

Applicare questa tassa nei parcheggi degli ospedali credo sia il culmine della follia dei nostri tempi. Sono diabetico e 3 volte l’anno vado alle visite di controllo in ospedale e comunque capita a tutti prima o poi di avere bisogno del pronto soccorso. Nel primo caso ogni volta mi ritrovo di fronte a dubbiose domande per risolvere la questione parcheggio a pagamento. Considerando che le visite generalmente subiscono forti ritardi e quindi lunghe attese che non so mai quanto dureranno, la domanda che mi pongo è: per quanto tempo pago? Forse in un’ora stavolta me la cavo, o no? E se poi impiego 3 ore come l’altra volta?”

Spendere una fortuna evitando la multa o spendere meno e rischiare?

A queste domande sorge di conseguenza una triplice possibilità di scelta. Pagare per quanto si crede durerà la visita con il rischio multa, pagare un pò di più di quanto si crede necessario per essere un pò più sicuri ma mai sicuri del tutto, pagare in abbondanza con la certezza di non essere multati ma di spendere probabilmente una fortuna non necessaria. È giusto tutto questo? Assolutamente no. Senza considerare che nel caso uno necessiti del pronto soccorso si presume abbia fretta e non possa dilungarsi più di tanto nel “progettare” il pagamento del parcheggio.

Più volte mi è capitato di andare al pronto soccorso, pagare per un paio d’ore abbondanti e scaduto quel tempo, trascorso in attesa che mi chiamassero, dovere andare a “rimpinguare” il parchimetro. Non sempre ho fatto questa scelta, perchè avevo paura mi chiamassero mentre ero in parcheggio a pagare la mia tassa. A volte mi è andata bene, a volte ho preso la multa (gli ausiliari avvoltoi sono sempre in agguato), altre volte mi hanno chiamato mentre ero in parcheggio e ho dilungato ancora la mia attesa.

Una truffa legalizzata

Tutto questo non è giusto. È proprio un abuso. I comuni si approfittano dei cittadini per rubargli qualche soldo in più nel parchimetro o tramite le multe. Una persona che debba andare in ospedale o in pronto soccorso ha altri problemi e pensieri per la testa e non dovrebbero gravare su di lui quelli relativi al parcheggio. A mio avviso il parcheggio negli ospedali non andrebbe pagato, ma se i comuni fossero un pò rispettosi potrebbero arrivare a un compromesso con i cittadini. La tariffa oraria potrebbe costare poco, tipo 25 centesimi, così quando si arriva si tira fuori dal taschino 1 €, lo si butta dentro al “mangiasoldi” e non ci si pensa più assicurandosi 4 ore di parcheggio. Così non mi sentirei truffato e credo contribuirei comunque alle casse del comune. La domanda che mi pongo è: “i comuni hanno bisogno di soldi per continuare a offrire servizi ai cittadini o stanno diventanto aziende che pensano ai propri utili?”

Fine della storia di un pacco spedito con i servizi di poste italiane

28 luglio 2009 at 12:59

Logo del Gruppo Poste Italiane

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Comunicazione di poste italiane circa la mancanza di presupposti per il rimborso di un servizio mal eseguito.

Storia (già scritta) di un pacco e di un rimborso

L’inizio di questa storia è scritto nell’articolo riguardante i servizi mal eseguiti di poste italiane. Ieri nella mia buchetta delle lettere ho tovato invece la fine: la comunicazione di poste italiane riguardo la mia richiesta di rimborso per una posta celere 1 plus che ha impiegato 3 o 4 giorni ad arrivare a destinazione.

La comunicazione ricevuta sostiene che non ho diritto al rimborso

Di seguito quanto si legge:
“Gentile Cliente,
in riferimento al reclamo con la quale viene lamentato il tardato recapito del pacco in oggetto, scusandoci per il ritardo con il quale diamo un riscontro scritto alla pratica, desideriamo partecipare l’esito degli accertamenti effettuati in merito.
Infatti, da una analitica ricostruzione degli eventi è emerso che l’invio, accettato in data 15/06/2009, è stato consegnato solo nella giornata del 18/06/2009, dopo che il corriere chiedendo indicazioni al postino di zona è riuscito ad individuare il destinatario, in quanto al primo tentativo di recatpito non era stato possibile consegnare in quanto si tratta di una contrada molto vasta con pochi riferimenti.
Per la motivazione sopra esposta, non essendo riconducibile a disservizio quanto lamentato, mancano i presupposti per autorizzare il rimborso in Suo favore.
L’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.”

Motivazioni incomprensibili pur di non rimborsare

Tralasciando il “burocratese” con il quale scrivono, la cosa più curiosa di questa comunicazione trovo sia la prima parte, in cui si scusano del ritardo della stessa. Mi comunicano che non posso avere un rimborso chiesto per un ritardo e la prima cosa che scrivono è che si scusano per il ritardo della comunicazione. Mi viene da chiedermi se bisogna ridere o ritenere che qualcuno debba cambiare lavoro.

“L’analitica ricostruzione” sembra una comica. Il corriere che chiede al postino dove deve consegnare il pacco per conto delle poste italiane. La motivazione che la contrada è molto vasta è una scusa piuttosto evidente. Si chiamano poste italiane, cioè le poste di tutta l’Italia, anche delle contrade molto vaste. Infine mi comunicano che per quanto esposto non ci sono motivi per ritenere il ritardo un disservizio. Sarà mica colpa mia?

All’assistenza clienti devono essere sfuggite un pò di cose. Io pago 10 € per un servizio che deve arrivare in 1 giorno, in tutta Italia, altrimenti dovrebbe essere specificato nel servizio che alcune zone non sono coperte. Si nota qui la mancanza di trasparenza nelle informazioni riguardanti un servizio. Il tutto comunque non mi pare plausibile. Il lavoro delle poste è consegnare pacchi e lettere, quindi occorre conoscere le strade per recapitarli, o avere mezzi tecnologici che permettano di farlo al meglio.

Nella comunicazione si evince il livello di tecnologia e professionalità di poste italiane

Può un corriere di poste italiane fermarsi a chiedere informazioni al postino? Questa è la tecnologia di poste italiane che tanto viene pubblicizzata ma che non trova riscontro nella realtà quotidiana. Io pago perchè un pacco arrivi nel tempo prestabilito, le problematiche riguardo al lavoro sono un carico che grava su chi offre il servizio. Sarebbe come dire che prendo un taxi, gli dico la destinazione e siccome il tassista non la sa impiega 4 ore per fare 10 km e alla fine pretende di essere pagato, magari dicendo che non c’è stato disservizio perchè lui purtroppo quella destinazione non la conosceva e c’è voluto del tempo al fine di trovarla! Le poste italiane sono fuori di testa!

Evidentemente è il segno di un’Italia e di un mondo che non ce la fanno più. Poste italiane S.p.A ha un utile per 720.79 milioni e si attacca ai 10 € di un cittadino qualunque, quando è palese che dovrei essere rimborsato per un disservizio. Spero solo che i miei 10 € possano contribuire in qualche modo per ottenere un servizio migliore, meno ipocrisia e burocrazia e più buon senso.

Se ci si mette anche la casualità…

Sarà il fato ma mentre scrivevo questo articolo mi ha chiamato poste italiane volendomi proporre un servizio del quale già usufruisco. Forse più che “occasioni gradite per porgere cordiali saluti” avrebbero bisogno di occasioni in cui conoscere i propri clienti, sapere che servizi hanno e solo dopo proporgliene dei nuovi, per offrire così un servizio che sia veramente utile e non pensare solo a fare telefonate commerciali!

Le offerte di Poste Italiane alle ditte e ai professionisti

15 luglio 2009 at 13:30
Logo del Gruppo Poste Italiane

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Poste Italiane telefona ai suoi clienti propinando offerte che danno esempio di quanto i loro comunicati stampa, fatti di tecnologie futuristiche, siano lontani dalla realtà.

Un’offerta prestigiosa per una ditta personale: le cassette postali vecchio stile

Dopo l’articolo circa i servizi di Poste Italiane e i rimborsi inerenti a servizi mal eseguiti di Poste Italiane, sono a raccontare ancora una volta una curiosa telefonata che ho ricevuto stamani. Attorno alle 11 mi chiama l’ufficio di Borgo panigale (BO), chiedendomi se sono interessato all’offerta delle cassette postali. Non so se le avete mai viste, ma nell’ormai famigerato poste shop, tra le montagne di prodotti vari, che costringono le lunghe attese in piedi perchè gli scaffali hanno tolto posto alle sedie, ci sono le cassette postali vecchio stile di colore rosso. Che offerta interessante!

Le poste italiane sono fuori dal mondo, ma a quanto pare ben dentro al contesto del commercio e sempre meno a quello dei servizi. L’ultima volta che sono andato nel loro ufficio mi hanno proposto delle brochure per la mia attività, dicendomi che le ultime, fatte per una ditta della zona, le aveva disegnate un ragazzo che lavora li. Ma chi? Uno qualunque suppongo, uno con le stesse conoscenze grafiche di un qualsiasi ragazzino che smanetta con photoshop, anzi, forse meno considerando che vedendo queste brochure ho pensato che facessero veramente cagare!

Occorre tecnologia e innovazione, non cassette postali che fanno figo!

Poste Italiane parla di innovazione tecnologica, ma non mi pare che questa sia offerta ai clienti. Le loro ultime proposte che ho ricevuto sono state brochure fatte da uno qualunque e la vendita delle cassette postali! Sarebbe ora che Poste Italiane investisse di più sul servizio offerto. Occorre tecnologia a vantaggio del cittadino! Intanto che aspettiamo le loro promesse tecnologiche però possiamo sempre comprare le cassette postali stile antico!

I servizi postali mal eseguiti di poste italiane non vengono rimborsati

10 luglio 2009 at 13:15
Logo del Gruppo Poste Italiane

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Poste Italiane per non fornire il rimborso di un servizio postale non eseguito nei tempi previsti si attacca a tutto e trova qualsiasi scusa!

Servizi postali Italiani

Stamani mi ha telefonato l’ufficio di poste italiane di Roma. Dovevano comunicarmi il riscontro della mia richiesta di rimborso per un servizio postale non portato a termine nei tempi previsti. Ne ho parlato anche in un post riguardante gli scarsi servizi delle poste italiane. Una signorina mi ha comunicato che non c’era il numero civico, quindi loro hanno avuto difficoltà a consegnare il pacco. Quasi fosse colpa mia se non c’è il numero civico in un’abitazione.

Secondo poste italiane si dovrebbe quindi sapere se presso un’abitazione è presente o meno il numero civico per tutte le spedizioni che si fanno, che siano per conoscenti o per motivi di lavoro. Diciamo quindi che il pacco celere 1 plus è celere 1 plus solo se conosci alla perfezione la zona e la via in cui stai spedendo il pacco. Non è compito loro informarsi a riguardo, ma mio. I 10 € della spedizione poste italiane però se li prende lo stesso. Considerato che poste italiane non informa a riguardo, lo faccio io: ricordatevi di sapere bene dove state spedendo il vostro pacco e ricordatevi soprattutto che il servizio posta celere è tale ma a diverse condizioni.

Pacco celere 1 plus… dipende!

Faccio così notare alla signorina che non è certo mia competenza conoscere le situazioni circa strade, civici, comuni e contrade d’Italia, ma essa sostiene che il pacco è arrivato comunque nei tempi previsti. Ma come!?! Ho spedito lunedì, doveva arrivare martedì, è invece arrivato giovedì e sostengono che è stato consegnato nei tempi previsti? Ma questo servizio postale si chiama “celere 1 plus”, mica “celere 1 plus ma forse un pò meno plus e un pò più di uno”.

Rimborso servizio postale: aspetta e spera

Continuo conversazione con la signorina, comunicandole che a mio avviso stava divenendo tutto molto ridicolo. Mi comunica così che avrebbe mandato tutto all’ufficio di competenza e che sarei stato avvisato via posta. Per fortuna a casa mia c’è i numero civico, anzi ce ne sono 2! Uno a sinistra e uno a destra per bellezza! So già cosa mi aspetta: una comunicazione che mi dirà che secondo poste italiane io non ho diritto al mio rimborso. Poco male, 10 € non mi cambieranno la vita. La cambiano evidentemente a un’azienda che effettua un sacco d’investimenti tecnologici (a sentire loro), ma a quanto pare non ha 10 € per rimborsare un servizio postale non portato a termine come dovuto.

Si evince ancora una volta come per poste italiane sia importante mostrare la “bella facciata” fatta di pubblicità e comunicati stampa, ma non sia altrettanto importante dare ai clienti un servizio postale ottimale e soprattutto non rimborsarlo come e quando dovuto.

Chiesa cattolica e santi, una proclamazione di comodo

6 luglio 2009 at 12:36
Santi e icone venerate e adorate dai cattolici

Santi e icone venerate e adorate dai cattolici

La chiesa cattolica sta dalla parte dei santi solo quando sono morti. Non si affianca mai a loro per aiutarli in vita, ma si prende il loro lavoro e la loro fede una volta morti per fare proseliti di fedeli.

I santi li fa Dio, non la chiesa

Ma i santi sono tali solo quando sono morti? Non si può essere santi anche in vita? Perchè la chiesa cattolica proclama i santi solo quando sono morti? I santi li fa Dio o li fa la chiesa? Chi può vedere tutto l’operato di un uomo e chi lo giudica se non Dio? I santi cattolici sono proclamati tali da morti perchè così non possono parlare. Altrimenti sarebbero probabilmente scomodi. Perchè non mostrare ai fedeli le opere degli uomini che fanno del bene quando sono vivi? Forse perchè ci sarebbe una disparità di stili di vita troppo evidente: tra coloro che una volta morti la chiesa proclamerà santi e la chiesa stessa.

La chiesa nasconde la verità e usa infimi trucchi per mantenere il potere sulle genti

La proclamazione dei santi e il loro culto allontanano gli uomini da Dio. La chiesa cattolica ha insegnato ai suoi fedeli a venerare e adorare santi e morti! La chiesa cattolica non riporta fedelmente gli insegnamenti di Dio e del Cristo.

Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di Egitto, dalla condizione servile. Non avere altri dèi di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano, ma usa misericordia fino a mille generazioni verso soloro che mi amano e osservano i miei comandamenti. Deuterenomio 5,6

La chiesa cattolica con i suoi stravolgimenti e interpretazioni delle scritture allontana gli uomini da Dio. Li lega alle cose materiali e gli fa dimenticare che Dio va amato in spirito e verità. Chi rimette la propria fede a crocifissi, altari, santi e morti ama Dio in spirito e verità? O si tratta di materialità e menzogna?

Per fare proseliti la chiesa è disposta ad utilizzare qualunque mezzo, arrivando persino a dimenticare che prima dello “spettacolo cattolico” ci sono Dio e la verità.