lavoro

Troppi impegni e hobby mi obbligano a rinunciare a qualche post settimanale

23 novembre 2010 at 06:39
Uomo desolato guarda pile di documenti sulla scrivania

Sommerso dagli impegni mi trovo costretto a rallentare su alcuni fronti

Causa impegni (forse troppi) sono costretto ancora una volta a ridurre i post settimanali, ma conto di aumentarne la qualità e di potere un giorno riprendere a scrivere con il rimo di un tempo.

La ricerca del lavoro che ci piace

27 agosto 2010 at 06:17
Un uomo cerca lavoro sugli annunci di un giornale

La ricerca del lavoro che ci piace

Molte persone intraprendono un percorso di studi che col tempo capiranno non li porterà dove avrebbero realmente voluto andare. Poche persone sanno fin da giovani che lavoro vogliono fare da grandi.

Che lavoro farai da grande?

Quando siamo piccoli ci viene posta spesso una fatidica domanda: “che lavoro vuoi fare da grande?” L’insegnante a scuola, gli amici dei genitori, i nostri stessi coetanei ci pongono inconsapevolmente di fronte ad una tra le più importanti questioni della vita. Le risposte sono le più disparate: l’astronauta, il dottore, il pompiere, il poliziotto e via dicendo. Non a caso tutti lavori che sono anche giochi per i bambini. Le bambine raggiunte una certa età esprimono un certo interesse per lavori che sembrano renderle più fighe: la parrucchiera e l’estetista vanno per la maggiore. Ricordo quando ero piccolo piccolo che anche io volevo diventare poliziotto o astronauta. Un pò più grandino invece, insieme al mio amico M., volevo diventare veterinario. L’ingenuità dei bambini è amorevole. Una volta cresciuti, purtroppo, la stessa ingenuità diverrà ignoranza.

Fai il lavoro per il quale hai studiato?

È curioso come pochissime persone facciano il lavoro per cui hanno studiato. Io personalmente ne conosco poche. Di queste poi, solo una minima parte è soddisfatta della propria vita lavorativa. Purtroppo si sceglie la scuola superiore ad un’età che non vede ancora consapevolezza nei ragazzi. E purtroppo questa consapevolezza non arriva nemmeno nel momento di dovere scegliere l’università. Facendo così le scelte più disparate avremo tecnici che faranno i commessi, filosofi che saranno commerciali, economisti che diverranno venditori ed elettricisti che apriranno una ditta individuale per nulla inerente ai propri studi.

Gli anni passano e gli interessi cambiano

Certo, molte di queste incongruenze sono date dagli anni che passano e degli interessi che, di conseguenza, cambiano. È molto difficile tenere conto di queste variabili e fare una scelta che esuli da esse. Forse non è impossibile, ma molto raro. Quando ho finito le scuole medie avevo la passione per gli aerei da modellismo ed ero convinto sarei diventato un pilota. Andai in varie scuole della regione per intraprendere questa carriera, disposto anche a trasferirmi. Pensandoci ora mi viene da ridere. Il fato ha voluto che non riuscissi a iscrivermi a causa del numero chiuso e optai così per l’istituto tecnico per geometri, convinto di effettuare poi una conversione di istituto finito il secondo anno. Non finii nemmeno il biennio. Mi ritirai al secondo anno e sarei tornato sui banchi di scuola molti anni più tardi.

Che lavoro vorresti fare?

Discutendo una volta con la mia amica E. circa il lavoro che vorremmo fare ora sono venuti alla luce degli spunti molto interessanti. “Se potessi scegliere ora, che lavoro vorresti fare?” Beh, sarà la mia solita sindrome di Peter Pan, ma sparando alto mi piacerebbe fare l’astronauta! (così mi toglierei anche la curiosità circa gli alieni nello spazio 😛 ). Facendo una scelta più consona alla vita attuale direi che vorrei fare lo scrittore, sebbene al momento non abbia molta esperienza. L’attuale lavoro di web designer che svolgo mi piace molto e mi impegno quotidianamente per interesse e volontà di migliorarmi. Ma l’idea di cambiare non mi dispiacerebbe.

Impegno e sacrificio per riuscire a svolgere il lavoro che ci piace

Molte persone che conosco sarebbero propense al cambiamento, anche se pochi sarebbero poi disposti a impegnarsi per riuscire a trovare una posizione di lavoro più soddisfacente. Alcune volte potere è volere e credo che nel mondo del lavoro questo proverbio trovi grande riscontro. Certo, non bisogna mai dimenticare una certa umiltà lavorativa, soprattutto di questi tempi. Ma impegnandosi si potrà avvicinarsi di più al lavoro che ci piace. Il lavoro occupa una grossa parte della nostra vita e ne condiziona una parte altrettanto grossa. Spendere un pò di tempo e impegno per cercare di ottenere un migliore equilibrio nella vita e soddisfazione dal proprio lavoro sono concetti che vanno presi in considerazione con molta attenzione. Per assurdo il momento migliore per scegliere il proprio lavoro è quando ormai siamo adulti e stiamo già lavorando e tanti altri impegni e stili di vita rendono ancora più difficile questa scelta.

Un ottimo consiglio per le nuove generazioni che dovranno scegliere la scuola che li guiderà poi nel mondo del lavoro viene da un aforisma di Confucio: “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai lavorare neppure un giorno in vita tua.”

Ciò che resta dell’Italia

1 giugno 2010 at 06:29
tricolore italiano

2 Giugno - festa della repubblica

Non rimane molto della nostra nazione. Ma sono speranzoso che rimangano gli Italiani veri, che con la loro passione, patriottismo e tenacia sapranno risollevare l’Italia una volta caduta. La rialzeranno a nuova veste e sarà più forte che mai.

L’Italia dei quarantenni in pensione e dei ladri

Non so bene cosa resti dell’Italia. Forse una storia da raccontare. Forse la storia e basta. Già, perché con quello che resta di questo paese ci sono poche prospettive future. Quando ero piccolino percepivo il vociferare dei politici ladri che stavano al governo. Ad oggi non mi pare le cose siano di molto cambiate. Qualche aggravante in più forse. Sta di fatto che tra gli anni 70 e 90 il governo Italiano iniziò politiche fuori di testa, come le pensioni ai quarantenni, e finì con un bel “ruba ruba” generale (finché ce n’era meglio approfittarne avranno pensato).

La politica degli ultimi 20 anni e il cervello degli italiani

Mi chiedo se coloro che difendono a spada tratta l’attuale governo abbiano visto migliorare la loro vita negli ultimi vent’anni. Tra gli anni 90 e il 2010 è stato fatto di tutto. Non ce ne siamo accorti ma ci hanno rubato la nazione proprio a casa nostra. È cambiata la TV, la politica e il cervello degli Italiani è mutato insieme a loro. Ad oggi ci ritroviamo una politica zoppicante, malsana, incapace, opportunista e se non ho elencato aggettivi positivi non è per dimenticanza. I paesi si mettono sotto dittatura sfruttando 2 tematiche: informazione e istruzione. Purtroppo, molti Italiani non hanno altro canale informativo che non sia la TV o i giornali e sappiamo bene in che condizioni siano entrambi. Quanto all’istruzione ritengo abbia raggiunto un disfacimento storico mai raggiunto prima.

Italia: splendida fenice!

Non vedo innovazione, ricerca, speranza, possibilità di lavoro. Vedo menzogne, malavita, falsi interessi e caos. Se non la vedi come me non è un fatto di opinioni diverse, semplicemente tu non ci vedi un cazzo! Un paese in queste condizioni non ha futuro. Se si salverà sarà solo per merito di alcuni Italiani che avranno saputo aggrapparsi a valori veritieri e avranno continuato a lottare nonostante tutto. Spero una volta l’Italia sarà completamente bruciata, possa con le sue ceneri fertilizzare le menti di quegli Italiani che intanto non saranno scappati. Spero possa rinascere dalle sue ceneri come una splendida fenice! Nel mentre, buona festa del 2 giugno!

Colloquio di lavoro

27 maggio 2010 at 06:09
Un colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro

Durante il colloquio di lavoro si viene valutati per le capacità, il curriculum, la presenza e l’impressione che si riesce a dare in quel momento. È importante che anche il candidato valuti le persone che ha di fronte, l’azienda e la posizione di lavoro. Pena una scelta sbagliata che condiziona pesantemente la vita.

Colloqui di lavoro senza rispetto per i candidati

Ho lasciato la scuola a 15 anni. Nel corso della mia vita ho fatto tanti tipi di lavoro e visto diverse realtà lavorative. Ancora di più sono stati i colloqui e alcuni di questi rimangono vividi nella mia memoria ancora oggi. Il più assurdo fu in una hall d’albergo. Non ricordo per cosa fosse, ma durante l’attesa in una saletta apposita i vari candidati si intrattenevano come meglio potevano. Allora ero fumatore, e per ingannare l’attesa accesi una sigaretta (assurdo pensarlo ora, ma ai tempi si poteva fumare ovunque).

A un certo punto, dalla sala del colloquio di lavoro, esce uno dei candidati e un signore ben piantato lo accompagna da dietro. Scruta la scaletta dei candidati tra le sue mani e chiama il prossimo. Mentre questi si accinge ad entrare, il signore mi guarda. Un attimo dopo sbotta contro di me: “Cosa fumi?!?! Spegni quella sigaretta!!! Non ti abbiamo mica chiamato qui per fumare!!!” Detto questo se ne va dentro con il ragazzo che nel frattempo è divenuto un prigioniero. Sebbene possa convenire con lui che non andai li per fumare rimangono in evidenza la maleducazione, l’arroganza e la prepotenza che lo caratterizzarono.

Le valutazioni durante il colloquio di lavoro

Durante i colloqui sostenuti e le esperienze di lavoro fatte ho incontrato tante persone. Ne ho dedotto una cosa: il mondo del lavoro non è di certo facile. Ma negli anni ho anche imparato che i colloqui non sono a senso unico. Tendenzialmente pensiamo a un colloquio come a una sorta di esame, in cui una persona ci mette sotto torchio per testare la nostra resistenza. Mi piace invece pensare che i colloqui di lavoro sono a doppio senso. Non è solo il datore di lavoro che cerca di capire se il candidato è adatto alla posizione ricercata dall’azienda, ma lo stesso candidato valuta se le persone che gli stanno facendo il colloquio e l’azienda stessa sono adatte a lui e alla sua vita. Già, perché il lavoro influenza la vita. Al prossimo colloquio valuta bene la posizione di lavoro, le persone che ti fanno il colloquio e l’azienda per cui andrai a lavorare. Una scelta non ponderata a dovere potrebbe condizionarti la vita in maniera negativa.

Ndr: nel pieno rispetto di tutte quelle persone che oggi faticano a trovare un lavoro.

Una giornata in 5 secondi

25 maggio 2010 at 06:06

Non lavoriamo più per vivere. Giriamo come trottole tutto il giorno e non ci rendiamo più conto che viviamo solo per lavorare. Sempre di corsa, sempre incazzati, sempre stanchi e malcontenti. La nostra giornata scorre in un attimo e la routine insidia il nostro animo.

Una giornata in 20 righe

Ti alzi, sei sfondato! Ieri sera hai fatto ancora tardi, ma stasera andrai a letto presto, sicuro! Ti aggiri per casa come uno zombie, il tuo cervello non ha ancora trovato la connessione con la realtà. Ingurgiti qualcosa che si possa più o meno chiamare colazione. Ti trascini in bagno e ti lavi, la tua faccia comincia a riprendere un aspetto umano. Ti vesti al volo e scendi. In macchina verso il posto di lavoro. Sempre una gran fila. Ti guardi intorno… “ma che cazzo ci faccio ancora qua”, è il solito pensiero mattutino che ti passa per la testa, ma nonostante questo arrivi a lavoro.

Solita gente, solite cose. Ecco il collega che non sopporti che ti saluta. Intravedi il tuo capo che sembra già volerti rompere i coglioni. Meglio prendere un caffè, speriamo aiuti a migliorare la giornata. Lavoro. 4 ore. Pausa pranzo. Ingurgiti qualcosa in mensa o al bar li vicino. Lavoro. 4 ore. In macchina verso casa. Sempre una gran fila. Oggi devi fare spesa. Centro commerciale. Gran calca. Gran fila. Arrivi a casa. Sistemi la spesa e con le poche forze che ti restano prepari qualcosa che possa chiamarsi cena. Fai una doccia. Ti riprendi quel tanto che basta per lobotomizzarti il cervello qualche ora davanti alla TV. Cazzo! Anche stanotte hai fatto l’una! Vai a letto. Domani è un altro giorno…