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Conduttori televisivi

26 gennaio 2010 at 06:59

conduttore televisivo

L'immagine del conduttore televisivo e ciò che si nasconde al suo interno


Il conduttore televisivo è mutato nel tempo. Rispecchia sempre più una società senza valori e morale. Un mestiere ambito da molti che nasconde il suo lato oscuro nelle problematiche derivanti dal lavorare in TV per molti (o pochi) anni.

Dentro al condutore televisivo

Il mestiere del conduttore televisivo ha subito nel tempo una forte mutazione. Sotto i colpi massicci di economia legata all’audience i conduttori televisivi sono divenuti dei veri e propri mostri. Fino a qualche anno fa il conduttore televisivo era un mestiere sicuramente particolare, ma non esasperato come al giorno d’oggi. Negli ultimi tempi questa categoria ha cambiato le sue principali caratteristiche, che ora si basano sul forte egocentrismo e la voglia di protagonismo. Probabilmente il forte tv-centrismo nazionale ha fatto divenire questo mestiere molto ambito per potere raggiungere l’obiettivo massimo odierno: apparire in televisione.

Gli obiettivi dei conduttori televisivi

La maggior parte dei conduttori televisivi di oggi sono degli intrattenitori senza scrupoli. Sono disposti a tutto pure di fare audience e venire sempre più pagati e rispettati. L’obiettivo di base è non scendere mai dalla cresta dell’onda. Sono disposti a mettersi in ridicolo, a mettere in ridicolo i propri ospiti, a comportarsi in modo falso, a leccare qualsiasi culo che appartenga alle alte cariche televisive, a condizionare pensieri e cervelli, a fare propaganda politica, a “spettacolizzare” tutto e tutti (ultimamente anche i bambini, che cresceranno così con problematiche psicologiche gravissime) al fine di raggiungere i loro obiettivi: popolarità, consenso, denaro.

I pericoli del mestiere di conduttore televisivo

Il risvolto della medaglia è una categoria di lavoratori che ormai crede la televisione come unica realtà. Disassociati da quest’ultima si ritroveranno con problematiche psico-emotive quando nessuno si ricorderà più di loro. Dall’altra parte, quei pochi conduttori televisivi che rimarranno sempre su un alto successo non sapranno mai chi sono veramente. Abituati per tutta la vita a vedersi con gli occhi dei telespettatori, non riusciranno mai a guardarsi dentro in modo distaccato dal loro essere famosi. Una condizione veramente triste, ma se sta bene a loro, che lo spettacolo continui!

Ignoranza e arroganza dei politici Italiani

17 gennaio 2010 at 06:58

Di fronte ai problemi posti da una precaria siciliana Castelli dimostra ignoranza, difficoltà di comprensione e incapacità di immedesimazione negli altri. Straparla ostentando se stesso, il lavoro e il positivismo.

Ignoranza e arroganza dei politici Italiani

Il viceministro Castelli mostra tutta la sua ignoranza e la sua arroganza, caratteristiche comuni nel nostro governo odierno. Il suo pensiero è caratterizzato da incapacità di ascoltare e difficoltà di comprensione di ciò che viene detto. Le sue parole denigrano le persone e sminuiscono le problematiche che esse vivono.

Differenze lavorative tra politici e Italiani

Racconta della fatica che faceva alzandosi alle 4 del mattino e rincasando alle 2 di notte. Non diciamo cazzate! La maggior parte di Italiani sono dei gran lavoratori, i politici invece sono dei lavoratori solo a parole. Personalmente ho trascorso 14 mesi lavorando, effettuando progetti e studi personali e andando a scuola, poi sono crollato! Mi alzavo alle 7 di mattina e andavo a letto all’1 di notte. Tutto il giorno ero impegnato, ma impegnato sul serio, non come i nostri politici che considerano i pranzi e le cene di lavoro come fossero un impegno di chissà quale fatica. Non riposavo ne il sabato ne la domenica. L’unico giorno di riposo era dettato dal mio fisico che quando non ne poteva più mi costringeva a crollare sfinito. Vorrei vederlo Castelli che si alza alle 4 di mattina e sta in piedi per 22 ore e magari ne dorme solo 2. Un ritmo così si può tenere per 4 giorni al massimo e ovviamente la resa non è di certo professionale!

Vorrei vederlo lavorare veramente, guadagnarsi da vivere facendo fatica, sudando e ritrovandosi esausto e pieno di acciacchi dopo una giornata di lavoro fisico. Forse considera gli Italiani come schiavi, ma la vita degli Italiani non è fatta solo per lavorare, ma anche per godere dei piaceri e delle cose belle della vita, delle proprie passioni e dei propri interessi! Questo dinosauro di merda ignora che c’è gente in Italia interessata anche ad altre cose oltre a lavorare 20 ore al giorno! E chi non lavora 20 ore al giorno non è di certo uno che non fa nulla, si lamenta o pretende la pappa pronta dal proprio paese!

L’importanza che i politici danno all’istruzione

Castelli ritiene che se ai suoi tempi le classi erano composte da 40 alunni ad oggi non ci si può lamentare se ce ne sono 32. Dinosauro di merda! Riprendeti! La vita, come la politica, è atta per migliorare la condizione dell’uomo, non per rimanere legati a un passato faticoso e doloroso! Castelli non è in grado di fare un ragionamento e mi chiedo cosa ci faccia in politica. In politica dovrebbero esserci persone in grado di capire, comprendere, evolvere il loro pensiero, ma questa classe politica evolve solo i propri interessi e il proprio conto in banca!

Politici incapaci di risolvere problemi

Parla di spirito positivo! Dinosauto di merda! Svegliati! Se c’è un elefante rosa in camera puoi metterti in un angolo e guardare il muro, ma l’elefante rimane sempre all’interno della stanza. Sapere affrontare i problemi e soprattutto saperli risolvere (o accettare quelli che non possono risolversi) è sintomo di grande maturità. I nostri politici invece vogliono ostentare sempre la salute dell’Italia, anche se il nostro paese non sta affatto bene! Mi piacerebbe vedere Castelli senza il suo stipendio e la sua poltrona doversi guadagnare da vivere come fanno la stragrande maggioranza delle persone. Sarei curioso di sapere se avrebbe ancora voglia di parlare di sveglie alle 4 del mattino se dovesse svegliarsi veramente alle 4 del mattino, di classi da 40 alunni se non riuscisse a trovare lavoro o dubitasse dell’istruzione dei propri figli, di spirito positivo se non riuscisse a fare tornare i conti in casa. I nostri politici vivono una vita che non è la nostra, per questo non capiscono di cosa parla la popolazione Italiana e non la comprendono: perché non la rappresentano!

L’unica vera abilità dei politici Italiani

Castelli accenna ai padri d’Italia, ma dubito che sappia veramente qualcosa su di essi. Con le tasse che hanno pagato i nostri nonni e i nostri padri dovremmo potere vivere di rendita e in un paese nettamente migliore. Non ci riusciamo solo per via di classi politiche come queste, che non hanno mai capito nulla, ma hanno sempre saputo bene come rubare i soldi agli Italiani!

Giovani Italiani in attesa

12 gennaio 2010 at 06:50

ragazzo ozioso sul divano

Giovane Italiano in attesa


I giovani Italiani hanno perso ogni speranza futura e si sono costretti a navigare con la fantasia per riuscire a sopravvivere. Non fanno nulla, ma rimangono in attesa che qualcosa accada, cambiando la loro vita in meglio.

Gli Italiani famosi nel mondo e l’Italiano medio famoso in italia

Gli Italiani sono famosi per la loro giovialità, per la loro creatività, per il loro stile e per tante altre cose. Questo fino a qualche anno fa. La maggiore parte dei giovani Italiani d’oggi fanno parte dell’insieme detto “Italiano medio”. Le caratteristiche di questa tipologia di Italiano si conoscono già. Oggi l’attenzione si pone sui giovani che sono in attesa che qualcosa cambi nella loro vita come per magia.

Adolescenti che diverranno rockstar

Molti adoloscenti sono convinti che diverranno delle rockstar, sebbene la maggior parte di essi non abbia nessuna particolare abilità. Suonare uno strumento o cantare non vuol dire che si potrà emergere dalla massa. Ma loro sono convinti che prima o poi qualcuno si accorgerà di loro e sfonderanno nello stranito mondo della musica!

Ragazzi che saranno fotomodelli

Molti ragazzi sono intenti ad apparire. Il loro cruccio quotidiano è agghingarsi ed apparire come fotomodelli, sebbene non lo siano. Ma loro dentro si sentono così, sempre un pò in passerella e magari aspettano che qualcuno li noti per strada proponendogli un contratto d’oro per via della particolarità del loro viso.

Le nuove cenerentole

Molte signorine invece sono in attesa del principe azzurro. Se la tirano come solo in Italia sanno fare. Pare quasi che nel bel paese facciano dei corsi appositi. Non degnano nessuno di uno sguardo e se lo fanno è solo per snobbare chi si è permesso di fargli intendere qualcosa con gli occhi. Sono convinte che, aspettando, prima o poi l’uomo dei loro sogni apparirà come in una bella fiaba e le salverà dalla mediocrità in cui vivono e di cui probabilmente sono intrise.

L’apatia dei giovani Italiani nel lavoro

Ma i giovani Italiani nati tra gli anni 70 e i primi anni 80 hanno una particolare predisposizione all’attesa nel mondo del lavoro. Il loro lavoro non gli sta bene. Non sono contenti e soddisfatti, eppure non si danno da fare per migliorare la loro condizione. Non cercano un’altra posizione di lavoro, non cercano di accrescere le loro conoscenze, non si interessano a nulla che potrebbe un giorno divenire un lavoro. Rimangono semplicemente in attesa che qualcosa prima o poi cada dal cielo. Attendono che qualcuno sbuchi dal nulla e gli proponga un lavoro migliore, magari più redditizzio, più appagante e meno stressante!

Chissà, forse è un modo per riuscire in qualche modo a tirare avanti. Credere che qualcosa cambierà come per magia permette a tutte le giovani generazioni di Italiani di trovare un motivo per continuare in qualche modo a vivere. In questo paese per i giovani non c’è speranza in nessun campo. A tal punto che molti di loro si sono costretti ad aspettare con fantasia che accada qualcosa per magia!

Il modo di vivere deglli uomini e l’istituzionalizzazione che ne deriva

21 ottobre 2009 at 09:55

testa di uomo dal quale escono piccoli omini rappresentanti i suoi pensieri

Trovando le chiavi della nostra mente possiamo aprirne le porte


Le istituzioni danno con una mano e toglono con l’altra. Il pericolo che corrono gli uomini è di non evolvere più il loro pensiero. Schiavi di un mondo che fievolmente combattono per arrivare poi quasi a sostenerlo.

Il grosso limite delle istituzioni

Il grande problema delle istituzioni è sempre stato quello di non essere in grado di avere una mentalità aperta. Per riuscire nel loro scopo devono in qualche modo chiudersi dentro se stesse, dentro i loro meccanismi, dentro i loro pensieri.

Se da un lato le istituzioni permettono di avere servizi molto utili, dall’altro limitano non solo la loro capacità di erogare un servizio migliore, ma la capacità del libero cittadino di ragionare liberamente.

L’istituzione scolastica

Ne è un esempio lampante il mondo della scuola, dove alcuni professori sono ormai incastrati in un sistema d’insegnamento che li chiude in se stessi e nei confronti degli altri. Insegnano la libertà e i giusti valori, ma non sanno cosa è uno e cosa l’altro. Vogliono promulgare la libertà di espressione, ma appena qualcuno supera certi limiti reprimono questa libertà con comportamenti che definirei quasi dittatoriali.

Il peso delle istituzioni sugli uomini

Gli uomini rischiano di rimanere schiacciati dalla propria società. Entrano nei suoi sistemi talmente a fondo che non sono più in grado di discernere se sono giusti o sbagliati. L’economia ad esempio; ci possono essere fazioni che la vedono in un modo, altre fazioni in un altro, ma entrambe non si accorgono di essere schiacciate dal peso del denaro, una delle più grandi maledizioni dell’uomo. E nessuno è in grado di vagliare un pensiero alternativo. Se mai alcuno lo facesse verrebbe irriso di utopia.

Abbandonare la vecchia via per la nuova

L’istituzionalizzazione tende a insegnarti il suo modo di vedere le cose e se vivi le istituzioni abbastanza a fondo e a lungo, e se non ti impegni a cercare sempre una visione alternativa delle cose, ma al contrario credi ciecamente a ciò che ti viene insegnato, ne rimarrai invischiato talmente tanto da non poterne più fare a meno e la tuta vita sarà grama. Ad oggi infatti molte persone non solo non pensano a come vagliare nuovi pensieri e modi di vivere ma sono estremamente convinti che la società in cui vivono sia pressochè perfetta. Persone vittime del consumismo e del sistema, che non sono pronte a vedere alcuna strada alternativa.

Il vantaggio che le istituzioni tengono per loro

Le istituzioni tendono a uniformare il pensiero degli uomini, perchè un unico pensiero, o alcuni ben limitati, sono molto più facili da governare rispetto a menti capaci di ragionamenti e di pensieri alternativi.

Istituzionalizzazione religiosa

Anche le religioni vivono la loro istituzionalizzazione. Ogni uomo religioso ha vissuto un periodo di bombardamento psicologico che ha minato il suo rapporto con dio. Dai seminaristi che si infilano in un pertugio lungo 5 anni, ai monaci che vivono come eremiti del mondo, alle suore o frati di clausura, che si estraneano dal mondo.

Probabilmente sono necessari anche questi ruoli, ma mi stupisce come in nessuna istituzione nascano nuovi pensieri veramente liberi, rinnovatori di un vecchio sistema, portatori di una nuova mentalità. La globalizzazione sta rendendo tutto questo sempre più difficile e ogni piccolo cenno di innovazione e ribellione al potere delle istituzioni viene immediatamente troncato.

Libertà a tutti i costi e a qualsiasi prezzo

Gli uomini a mio avviso sono comunque e sempre liberi, l’importante è che sappiano qual è la loro libertà e che prezzo devono pagare per averla e mantenerla.

Il clima e l’atmosfera che ci sono nei luoghi in cui viviamo la nostra vita

16 ottobre 2009 at 06:52

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole

Tramonto sulla spiaggia in compagnia di amici - Un'atmosfera piacevole


Alcuni momenti sono un vero piacere per lo spirito grazie all’atmosfera che portano con se, una vera e propria linfa vitale.

I momenti più piacevoli, quelli più semplici

Il modo in cui spendiamo il nostro tempo lo reputiamo, inconsciamente, positivo o meno non solo in base a ciò che facciamo, ma anche in base al clima e l’atmosfera che c’era in quel momento. Lo si evince dal fatto che molte volte ci divertiamo come matti e passiamo splendide serate pur non facendo nulla di che. Ma l’atmosfera che i componenti della serata riescono a creare ingloba, quasi rivestendo ogni partecipante, di sentori estremamente positivi, che ci sollazzano lo spirito, divertendoci, rincuorandoci, rassicurandoci e lasciandoci una nota estremamente positiva della serata.

Al contrario capita che in serate organizzate per filo e per segno, in cui il divertimento, almeno sulla carta, dovrebbe essere garantito, non si riesca a stabilire quel contatto, quell’atmosfera appunto che dia qualcosa in più ai partecipanti del momento.

L'”essere” sovrastato dal fare

Tendiamo infatti a ritenere importante il dove, il quando e il come e dimentichiamo il chi. Credo i momenti con una buona atmosfera nascano soprattutto quando le persone abbandonano la propria voglia di divertirsi a tutti i costi. Quando lasciano alle proprie spalle la credenza di dovere fare per forza qualcosa per divertirsi, quando si distaccano dalla società. Allora le persone cominciano a sentirsi meglio e i sentori positivi che sono dentro di loro fuoriescono agendo sugli altri, e così di rimando da parte di tutti.

Il clima aziendale bilancia i sentori dello spirito

Ad oggi ne è un evidente segno il mondo del lavoro. Quanto più il clima aziendale è positivo, tanto più il lavoro, oltre al suo gravio specifico, non pesa. Andare ogni giorno al lavoro in un ambiente malsano, pieno d’astio, di persone poco disponibili e superiori con atteggiamenti irascibili e sgodevoli è probabilmente la condanna del mondo moderno occidentale.

Altresì i fortunati che possono andare al lavoro in un luogo che grazie al buon convivio di tutti, all’impegno, alla dedizione, alla propensione di sapere valutare i tempi in cui ridere e scherzare e quelli in cui lavorare sodo, ma con il sorriso sulle labbra, vivranno sicuramente giornate gradevoli al lavoro e il contesto lavorativo non lascerà un malcontento come oggi purtroppo accade spesso.

Il clima scolastico che influenza gli studenti

Anche gli studenti nelle scuole sanno probabilmente di cosa si tratta. Non è tanto la mole di studio che gli si presenta davanti a turbare i giovani studenti, ma la capacità dei professori di sapere creare un giusto clima capace non solo di rasserenare i ragazzi, ma di spronarli allo studio motivandoli a dovere.

Allora l’impegnarsi si trasforma in piacere e le mattine in aula trovano spesso spazi in cui il piacere di imparare e insegnare si mescola divenendo un tuttuno, ma soprattutto aleggia nello spirito di coloro che sanno percepirla una nota veramente piacevole del momento vissuto, in cui la fatica per lo studio che si sta effettuando e il piacere di vivere si mescolano quasi fino a non distinguerli tra loro.

La serenità interiore per il bene di tutti

L’intenzione a creare un buon clima e una piacevole atmosfera dovrebbe essere a mio avviso un impegno da parte di tutti, ma senza forzare le persone e i momenti, altrimenti tutto è vano. Si tratta più di una lettura dei tempi e delle genti che abbiamo a fianco, di un’apertura verso gli altri e un lasciapassare nei nostri confronti. Allora tutto diventa leggero, frizzante, poetico, memorabile, ed è incredibile come tutti sappiano che le cose migliori della vita sono le più semplici, eppure ancora molti si ostinino a cercare un benessere che è più che altro un’imitazione di qualcuno che non gli somiglia e non gli somiglierà mai.