Marescialli che rubano in caserma

6 maggio 2010 at 06:59
Esercito Italiano

Esercito Italiano

La mia esperienza da militare mi ha consentito di notare come molti marescialli dell’esercito italiano rubassero in caserma, soprattutto cibo. Negli anni a seguire ho potuto constatare che si tratta di un comportamento comune in tutte le caserme italiane.

I marescialli delle caserme Italiane

Sono stato arruolato militare nel novembre 1996. CAR a Casale Monferrato (AL) e corpo nella Caserma Cadorna di Legnano (MI) – 2° reggimento bersaglieri. Trascorrere quasi un anno in caserma mi ha permesso di farmi un’idea dello stile di vita di molti militari (non tutti, sia chiaro), soprattutto marescialli. L’occupazione di armiere e le 3 settimane di corvet cucina mi hanno dato la possibilità di vedere molti posti e molti luoghi della caserma. Ovviamente ne ho viste di tutti i colori.

In tutto l’anno che ho trascorso in caserma si vociferava tanto circa il militare sbragato che non ha voglia di fare nulla. Ripensadoci ora, a distanza di quasi 15 anni, è ben chiaro in me il ricordo di quanto in realtà fossero sbragate le più alte cariche, ma come già detto, i marescialli primeggiavano. Ricordo bene la loro strafottenza, la loro superbia, e il loro modo di fare nei confronti di ragazzini impauriti. Soprattutto ricordo il loro fare un cazzo. Ma ciò che ricordo meglio è di come fossero bravi a rubare tutto ciò che gli era a portata di mano.

Marescialli che rubano in cucina

Nel magazzino NBC (Nucleo Batteriologico Chimico), mancava sempre di tutto: cacciaviti, arnesi vari, interi set per fare pulizia delle maschere antigas. All’interno della 1^ compagnia falchi (comandi!) tutto ciò che mancava ai militari aveva trovato una collocazione più consona per coloro che se l’erano portato a casa. Le cose peggiori però le vidi durante il servizio in cucina. Ricordo come fosse ieri la montagna di pentole unte e bisunte che ogni ora erano da lavare. Si cominciava alle 7 del mattino e si finiva alle 8 / 9 di sera. Le pause erano veramente scarse. Il sapone non c’era quasi mai e quando si chiedeva al maresciallo di turno era piuttosto raro che si sbattesse per trovarlo e impossibile che lo trovasse. Probabilmente, lui o qualche suo collega, aveva pensato di fare rifornimento per casa sua.

La cosa più assurda però la vidi in un caldo pomeriggio estivo, quando in un raro momento di pausa, intento a sistemare il mio pentolame, guardai fuori e vidi un mio commilitone che con grande fatica caricava nel baule della macchina di un maresciallo un bel prosciuttone intero e poi una forma (di quelle intere), quest’ultima con uno sforzo non indifferente. Il tutto mentre l’unica fatica del maresciallo era di guardarsi intorno sospetto e tenere una mano appoggiata al baule, forse per bisogno di chiuderlo all’occorrenza.

Il malaffare dei marescialli

Ricordo che la stessa sera uscii con questo mio commilitone. Non ricordo il nome, ma ricordo aveva la sfortuna di essere cuoco di ruolo. Uno dei peggiori incarichi che ti potesse capitare. Mi raccontò di come c’era tutto un malaffare intorno alla cucina e di quante cose venissero rubate (questa è la parola esatta!). Sacchi di brioche della colazione, vasi di sottaceti (parliamo di formati caserma!), carne, pasta, formaggi, di tutto! Mi spiegò bene di come il maresciallo della cucina si assicurasse che le nuove leve fossero dei bravi “aiutanti”. Prima si limitavano a fargli vedere quello che accadeva, attendendo una reazione. Poi, pressandoli sempre più, li “compravano” con qualche licenza premio e li intimorivano dicendogli di comportarsi bene, pena il loro ritorno a casa posticipato di parecchie settimana. Infine, quando era ben “addestrato” sostituiva il militare che si era ormai guadagnato il congedo. E via così, anno dopo anno, scaglione dopo scaglione. Ora capisco perché in mensa spesso non c’era un cazzo da mangiare! Il tutto dipendeva da cosa il maresciallo aveva deciso di portarsi a casa!

I marescialli rubano in tutte le caserme d’Italia

Finita la mia leva e tornato a casa ho conosciuto, negli anni a seguire, persone che compravano abitualmente cibo dai marescialli di varie caserme di Bologna. Ancora una volta i pezzi più ambiti del bottino erano prosciutti e forme, che a suon di lire prima e di euro poi venivano acquistati da famiglie di ogni tipo e di ogni ceto sociale. Il tutto ben gonfiava la pancia e le tasche del maresciallo di turno! I marescialli che rubano in caserma sono una piaga dello stato. Allo stesso tempo sono l’esempio di un classico comportamento Italiano. In quegli ambienti tutti sanno che accadono queste cose, ma fanno finta di non vedere. Evidentemente finché tutti riescono a mangiarci qualcosa va bene così. La cosa assurda è che per un anno intero mi hanno rotto le palle a volermi insegnare regole e disciplina! ‘Sti ladri di merda!