Padri padroni

14 gennaio 2010 at 06:43

uomo corrucciato che mangia da solo

La solitudine, la rabbia, il nervoso e la dittatura di un padre padrone



I padri padroni sono uomini che vivono nella solitudine, nella rabbia e nel nervoso. La loro ignoranza gli fa credere di comportarsi a favore della famiglia, quando in realtà pensano solo a loro stessi. Questo loro comportamento lascia segni indelebili su chi lo subisce.

Uomini che annientano le famiglie

La basi sentimentali dei padri padroni sono egoismo e solitudine. L’egocentrismo li porta a volere essere al centro dell’attenzione per forza. Il rispetto credono sia qualcosa che gli sia dovuto e non qualcosa che debbano conquistare. I padri padroni di oggi sono diversi da quelli di un tempo e forse quelli di un tempo, sotto certi aspetti, erano meglio. I padri padroni sono come una spugna sgocciolante, intrisi d’ignoranza che li riempe in eccesso. La loro preoccupazione principale è avere tutto sotto controllo. L’importante è che tutto vada come loro ritengono che debba andare. Purtroppo, mentre sono impegnati a far si che le cose vadano secondo le loro idee, non si accorgono che tutto volge in maniera distruttiva per coloro che subiscono questo comportamento dittatoriale: i loro figli e la loro moglie.

La famiglia secondo i padri padroni

L’idea che hanno della famiglia è un’idea aggrovigliata di pensieri e sentimenti, entrambi carenti e probabilmente mancati durante la loro infanzia e adolescenza. Il tutto fa si che la famiglia sia per loro un luogo in cui possano rifugiarsi. Un pasto caldo, un letto pulito, voci di persone che li fanno sentire meno soli di quanto non siano in realtà. Questa personale e contorta idea di famiglia fa si che siano sempre assenti. Anche quando sono presenti è come se non ci fossero. Non ascoltano, non si interessano, non ricordano ciò che gli viene detto. Rimangono semplicemente li, su una sedia davanti al televisore, in completa apatia e disinteresse. La loro mancanza di interesse verso loro stessi come uomini fa si che si comportino ugualmente nei confronti dei componenti della famiglia.

L’importanza della propria immagine

Per i padri padroni il pensiero altrui (probabilmente di altri padri padroni) è fondamentale. Nessuno deve avere la possibilità di dire che nella loro famiglia qualcosa non va come ci si addice che debba andare. Tutto ciò che è vanto viene ostentato all’inverosimile, tutto ciò che è vergogna nascosto fino all’impossibile. Se i figli sono bravi se ne fanno vanto come fossero bravi loro, ma se i figli commettono degli errori non se li accollano come fossero errori loro, li nascondono agli altri per la vergogna e a casa qualche ceffone fa capire che ciò non deve più avvenire. La loro reputazione non deve essere messa in discussione da figli che non si comportano a dovere.

Non conoscono i propr figli a tal punto che tutto ciò che viene raccontato loro da altre persone a riguardo diventa verità. Non si prendono la briga di capire se ciò che hanno udito è vero o meno, ciò che importa è che non ci sia mai più l’occasione per altri di parlare male dei propri figli. Tutto questo non per un interesse verso i propri figli, ma per un interesse verso loro stessi: la loro immagine proiettata ad altre persone non deve essere messa in discussione. Che nessuno possa dire male di loro per via dei propri figli, mai!

Le paure dei padri padroni e la mancanza del concetto di insegnamento

La loro più grande paura è di scoprire un giorno di avere il figlio frocio e la figlia troia. Una paura talmente grande che premono psicologicamente sulle labili menti dei loro figli già da bambini. L’unico rapporto che hanno con i loro figli è basato sul timore reverenziale. Non sanno come vanno i loro figli a scuola, non conoscono le loro amicizie, non conoscono i loro interessi, non passano mai tempo con loro se non in maniera tale che le menti e i caratteri più deboli crederanno di essere stati per loro un peso. Il loro essere genitori non vive di un contesto di insegnamento, ma di divieto. Per loro essere padre significa vietare di fare le cose. Insegnano solo ciò che per loro è di interesse invece di capire come valorizzare le abilità dei propri figli.

Il rapporto con la moglie-mamma

Sono caratterizzati da un forte maschilismo. In casa è la donna che pensa a tutto. Credono questa una cosa normale. Un giorno scopriranno che in realtà non sono buoni a fare nulla senza le loro mogli e che avranno vissuto nei loro confronti un rapporto di moglie-mamma. Le loro mogli infatti pensano alla loro casa, alla loro roba, li vestono, gli fanno e danno da mangiare, lavano e stirano e molto altro. Esattamente come fa una mamma per il suo bambino. Non è un caso. Essi infatti sono dei bambini, dei bambinoni che ancora non hanno saputo crescere e diventare uomini. Il rapporto con le loro mogli lo dimostra.

Non hanno con esse un rapporto paritario, ma gerarchico. In casa non parlano con esse ma gli urlano contro e denigrano la maggior parte delle cose che fanno: i vestiti non son ben lavati, la minestra è poco saporita. Per la maggior parte del tempo le lasciano a casa da sole ad occuparsi della casa, mentre loro passano ore al bar perdendo il cervello in stupidi giochi di carte. Hanno con esse solo un rapporto di convenienza. Nei casi peggiori alzano le mani per mantenere la loro autorità. Se va fatta bene, invece, si fanno vanto di non avere mai alzato le mani, come fosse una cosa che gli da valore e non fosse invece normale e rispettosa.

La rabbia e il nervoso dei padri padroni

I padri padroni vivono fuori dal tempo fino a che il tempo non li butta fuori dal suo corso naturale delle cose. Quando i loro figli saranno divenuti adulti si accorgeranno che essi gli hanno insegnato più cose di quanto loro non abbiano mai fatto di rimando. Capiranno che i loro figli sono divenuti uomini e donne nonostante in casa ci fosse un bambino a tenere le fondamenta della famiglia. Si accorgeranno che tutto è andato bene solamente perché nelle retrovie le loro mogli, oltre essere tali, facevano anche da madre e da padre allo stesso tempo. Capiranno di essere degli uomini soli, perché soli hanno deciso di vivere la loro vita; piena di malcontento nei propri confronti da riversare sugli altri con rabbia e nervoso.

I segni lasciati dai padri padroni

Forse non discerneranno mai la differenza tra il ruolo di capo famiglia e quello di dittatore. Non capiranno mai cosa significhi che un capo deve servire e non farsi servire. Penseranno di essere stati dei buoni uomini, dei buoni padri e dei buoni mariti solo perché hanno pensato agli aspetti economici della famiglia. Ma questo anche un tutore o una vincita alla lotteria lo può fare, mentre le mancanze sentimentali lasciate in famiglia, quelle nessuno le potrà colmare. Rimarranno segni indelebili sui loro figli e sulle loro mogli. Se va fatta bene quest’ultimi saranno così un pò più forti e un pò più tristi.