Pensiero e ragione di Gabriele D\'Amato - informazione sociale alternativa. - Pagina 43
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Precedenza ai pedoni: in Italia è considerata un favore

16 luglio 2009 at 15:04
Strisce pedonali

Strisce pedonali - la precedenza dei pedoni è in discussione

In Italia (ma forse non solo) lasciare passare i pedoni sulle strisce pedonali viene considerato un favore e non un diritto di precedenza legittimo stabilito dal codice della strada.

Il valore delle striscie pedonali

Lasciare passare un pedone sulle strisce pedonali è considerato dalla grande maggioranza degli automobilisti Italiani un favore. Mi è capitato spesso, quando un auto mi lascia passare, di fare in automatico un segno di ringraziamento, poi pensandoci mi rendo conto di quanto sono ignorante. Si ringrazia forse chi, fermatosi al semaforo rosso, ci fa passare perché noi abbiamo il verde? Da un pò di tempo non ringrazio più quando mi danno la precedenza. Non per scortesia, ma per dare il giusto valore alle strisce pedonali e ai pedoni.

Le strisce pedonali in Italia sono considerate una rottura di scatole. A meno che non si sia un pedone. Ma anche in questo caso è comunque snervante dovere aspettare che un auto si fermi per lasciarci passare. Gli automobilisti Italiani non hanno proprio la cultura delle striscie pedonali. Guidano senza pensarci, magari insultando il povero pedone di quanto attraversi lentamente le poche volte che gli viene data la precedenza.

Eppure ricordo che a scuola guida viene fatto un buon insegnamento a riguardo: non appena il pedone tocca le strisce pedonali occorre dargli la precedenza. Il buon senso dovrebbe portare poi a capire che un pedone, che ancora non ha toccato le strisce ma è in attesa di attraversare la strada, avrebbe comunque necissità della precedenza.

La guida degli Italiani e degli Europei

Quando avevo circa 10 anni andai nell’allora Yugoslavia. Ricordo ancora molto bene come la precedenza ai pedoni sulle strisce fosse inculcata nella cultura degli automobilisti di quel paese. Non c’era nemmeno da avere dubbi se ti avrebbero dato la precedenza o meno. Non appena ti vedevano sul lato della strada in attesa si fermavano. E comunque la guida di quel paese non aveva nulla a che vedere con la nostra. Loro infatti erano rispettosi, giudiziosi e attenti.

Mi è capitato di assistere ad un investimento sulle strisce. In centro a Bologna, la rotonda di Piazza dei Martiri immette su Via Don Minzoni, che ha proprio nelle adiacenze le strisce pedonali. Si potrebbe discutere sul posizionamento delle strisce, fatto sta che effettuando ai tempi il venditore di gratta e sosta vidi la scena per bene: una giovane signora alla guida di un’utilitaria non vide un’anziana attraversare e la investì facendola sobbalzare di qualche metro. La signora alla guida non era di certo una pirata della strada, ma sottovalutava sicuramente le strisce pedonali. Dimentichiamo spesso infatti quanto sia pericoloso guidare, quali rischi comporti, quanto dovremmo essere responsabili alla guida e soprattutto dimentichiamo che le città e le strade non sono fatte dalle sole autombili.

Diritti dei pedoni

Gli automobilisti dovrebbero diventare più rispettosi e considerare l’importanza dei pedoni, quest’ultimi dovrebbero riprendersi i propri diritti. Non di certo lanciandosi con incoscenza sulle strisce, ma facendosi valere; alzando una mano come segno di presenza, avanzando, facendo capire che la precedenza è loro. Difficile dire se questo potrà dare nuovamente l’importanza dovuta a strisce pedonali e pedoni, ma si comincia sempre con piccoli passi. Speriamo a questi passi venga data la precedenza che meritano.

Le offerte di Poste Italiane alle ditte e ai professionisti

15 luglio 2009 at 13:30
Logo del Gruppo Poste Italiane

Logo del Gruppo Poste Italiane

Poste Italiane telefona ai suoi clienti propinando offerte che danno esempio di quanto i loro comunicati stampa, fatti di tecnologie futuristiche, siano lontani dalla realtà.

Un’offerta prestigiosa per una ditta personale: le cassette postali vecchio stile

Dopo l’articolo circa i servizi di Poste Italiane e i rimborsi inerenti a servizi mal eseguiti di Poste Italiane, sono a raccontare ancora una volta una curiosa telefonata che ho ricevuto stamani. Attorno alle 11 mi chiama l’ufficio di Borgo panigale (BO), chiedendomi se sono interessato all’offerta delle cassette postali. Non so se le avete mai viste, ma nell’ormai famigerato poste shop, tra le montagne di prodotti vari, che costringono le lunghe attese in piedi perchè gli scaffali hanno tolto posto alle sedie, ci sono le cassette postali vecchio stile di colore rosso. Che offerta interessante!

Le poste italiane sono fuori dal mondo, ma a quanto pare ben dentro al contesto del commercio e sempre meno a quello dei servizi. L’ultima volta che sono andato nel loro ufficio mi hanno proposto delle brochure per la mia attività, dicendomi che le ultime, fatte per una ditta della zona, le aveva disegnate un ragazzo che lavora li. Ma chi? Uno qualunque suppongo, uno con le stesse conoscenze grafiche di un qualsiasi ragazzino che smanetta con photoshop, anzi, forse meno considerando che vedendo queste brochure ho pensato che facessero veramente cagare!

Occorre tecnologia e innovazione, non cassette postali che fanno figo!

Poste Italiane parla di innovazione tecnologica, ma non mi pare che questa sia offerta ai clienti. Le loro ultime proposte che ho ricevuto sono state brochure fatte da uno qualunque e la vendita delle cassette postali! Sarebbe ora che Poste Italiane investisse di più sul servizio offerto. Occorre tecnologia a vantaggio del cittadino! Intanto che aspettiamo le loro promesse tecnologiche però possiamo sempre comprare le cassette postali stile antico!

G8 – Grandi paesi, piccoli uomini

14 luglio 2009 at 10:42
G8 - piccoli uomini per decidere di un grande pianeta

G8 - piccoli uomini per decidere di un grande pianeta

Durante il G8 alcuni presidenti si sono sentiti in dovere di pronunciare affermazioni e richieste, che sebbene siano comprensibili, arrivano da pulpiti che predicano bene ma razzolano male.

Presidenti che parlano bene solo fuori dal loro paese

Durante il G8 in Abruzzo alcuni leader dei “grandi paesi” si sono permessi di fare affermazioni che, seppure giuste, non vengono proposte anche nei propri paesi. Obama è andato in Africa a dire agli Africani di impegnarsi. Non tutto è colpa loro secondo lui. Probabilmente ha ragione, ma forse si è dimenticato che lottare contro il mondo intero che ti sfrutta da decenni è un pò più difficile del normale.

Il presidente Italiano Napolitano ha invece voluto ricordare al presidente Cinese l’argomento dei diritti umani. Sicuramente parole di grande valore, ma non capisco perchè il presidente Napolitano non parli così duramente anche in Italia, circa la mafia, la politica, l’economia e l’assistenza sanitaria. Dovrebbe cercare di risolvere i problemi di libertà d’informazione, della scuola e del lavoro in Italia invece di parlare di cose che sono più grandi e, strano a dirsi, più vecchie di lui. Avrebbe potuto ricordare al presidente Americano Obama che in quanto a diritti umani anche gli USA potrebbero fare qualcosa, visto che in alcuni stati vige ancora la pena di morte. Evidentemente il presidente Napolitano se ne è dimenticato.

Il G8 è un evento in cui alcuni paesi, sentendosi più grandi di altri, credono di potere risolvere i problemi dei paesi “più piccoli” quando in realtà non sono in grado di risolvere nemmeno quelli del loro paese. Evidentemente non hanno mai letto questa scrittura: “Perché osservi la pagliuzza nell’occhio del tuo fratello, mentre non ti accorgi della trave che hai nel tuo occhio?” Marco 7,3

In alcuni paesi ci sono nefandezze che non possono certo essere considerate delle “pagliuzze”, ma forse se ognuno cominciasse a darsi da fare per risolvere veramente i suoi problemi invece di parlare di quelli degli altri le cose cambierebbero. Forse occorrerebbero paesi più piccoli, e uomini più grandi.

Libertà dei fumatori e dei non fumatori

13 luglio 2009 at 10:37
sigaretta

La sigaretta della discordia

La libertà di chi non fuma si scontra sempre con quella dei fumatori. Malgrado il divieto di fumare nei locali, fumatori e non fumatori arrivano comunque a contatto. Dove finisce la libertà di uno e dove inizia quella dell’altro?

Fumare senza accendere alcuna sigaretta

È davvero difficile fare chiarezza su questo tema. Credo sia giusto che la libertà di una parte non debba mai intaccare la libertà dell’altra, ma forse il problema salute da un pò più ragione a chi non fuma. Sabato sera ero a sedere con un amico nei tavolini esterni di un pub. Per tutto il tempo che sono rimasto li ho fumato anche io sebbene non abbia acceso alcuna sigaretta. Due ragazzi in un tavolino a fianco fumando mi innondavano di ventate di fumo. Sono andato via piuttosto stizzito.

Ieri sera ero ad ascoltare un concerto all’aperto. Vi era una grande massa di persone e più e più volte mi sono spostato cercando di evitare le folate di vento che portavano fumo sotto al mio naso e dentro ai miei polmoni. Ovviamente è stato tutto inutile, c’era sempre qualcuno che fumando faceva si che il fumo arrivasse sino a me. A volte quando cammino per strada ho davanti persone che fumano e lasciano una scia orrenda per me che li seguo. È giusto che chi non fuma debba sorbirsi il fumo degli altri? Avrei voluto fare delle chiacchiere con il mio amico senza respirare fumo. Avrei voluto ascoltare il concerto senza respirare fumo. Così come vorrei camminare liberamente senza respirare fumo.

Fumare fuori dalle porte degli ospedali

Capisco che la voglia di libertà di chi fuma è la stessa. I fumatori vorranno sicuramente fumare una sigaretta in santa pace al pub, così come mentre ascoltano musica e camminano per strada. Ma dove stà la ragione? Difficile dirlo, ma posso portare la mia esperienza personale. I fumatori potrebbero usare buon senso, cercando di leggere le situazioni e capire che ad altre persone il fumo da fastidio. Trovo infatti grande ignoranza in quelle situazioni in cui i fumatori si fermano fuori dalle porte dell’ospedale, creando una vera e propria cappa che tutti quelli che entrano o escono dall’edificio respirano, in barba il divieto di fumo.

Il buon senso che manca ai fumatori

La maggior parte di fumatori non ha buon senso. Mi permetto di dirlo perchè sono stato un fumatore accanito per parecchi anni e ora che non lo sono più da ormai 4 anni non posso praticamente sopportare il fumo, anche per ragioni di salute. La mia gola infatti ha purtroppo delle lesioni e non appena entra in contatto con il fumo si vendica su di me con forti sensazioni di dolore. Ricordo bene come ragionavo quando fumavo e vedo chiaramente quel modo di ragionare nei fumatori che conosco e che mi stanno intorno. Il fumatore non è quasi mai disponibile a rinunciare alla sigaretta. Non comprende altri pensieri a riguardo se non il suo. Figuriamoci se quando esce di casa pensa a chi ha di fianco a un concerto o al pub, o a chi gli sta dietro mentre cammina.

Vorrei smettere di fumare il fumo passivo!

Personalmente preferirei non dovere fumare il fumo degli altri! I fumatori hanno il loro diritto di libertà ed io il mio! Vorrei sentirmi libero di andare a un conerto, o al pub, o camminare per strada senza intossicarmi o rischiare una malattia. Chi fuma dovrebbe essere in una posizione di svantaggio visto che si parla di salute! A mio avviso dovrebbe essere la libertà dei fumatori a essere minata e non quella di chi non fuma! Questo perchè la libertà dei fumatori mina la salute degli altri mentre la libertà dei non fumatori non mina la loro!

Divieto di fumo con dure restrizioni e multe salate! Credo sarebbe giusto vedere questo nei luoghi pubblici esterni! Chi fuma lo dovrebbe fare in casa con appositi aspiratori che buttino il fumo sul tetto e non fuori dalla finestra dove un vicino rischierebbe una nube tossica invece che una boccata d’aria! Oppure potrebbero fumare in apposite aree esterne dedicate ai fumatori, come già accade in alcune città Americane.

Duro monito ai fumatori per smettere di fumare

Da ex fumatore ci tengo a dare un consiglio ai fumatori e lo faccio duramente per il loro bene. La sigaretta è un segno di debolezza. Vivere dipendendo dal fumo credo non piaccia nemmeno a chi fuma. Impegnarsi a smettere di fumare è il minimo che un fumatore possa fare! Un’obiettivo importante per riempire la propria vita di di gioia e non di fumo! Abbiamo già tante dipendenze dai nostri bisogni primari che non credo sia necessario crearsene altri. Dobbiamo infatti nutrirci, ma ormai dipendiamo dal mangiare solo cose buone e prelibate. Dobbiamo vestirci, ma non lo facciamo più se non parlando di moda. E infine dobbiamo respirare; quindi fumatore degnati di farlo senza dipendere da una schifosa sigaretta!

Ricordati come e perchè hai cominciato a fumare! Nessuno comincia a fumare per volontà. Si comincia a fumare per ignoranza, vedi di smettere di fumare per intelligenza!

I servizi postali mal eseguiti di poste italiane non vengono rimborsati

10 luglio 2009 at 13:15
Logo del Gruppo Poste Italiane

Logo del Gruppo Poste Italiane

Poste Italiane per non fornire il rimborso di un servizio postale non eseguito nei tempi previsti si attacca a tutto e trova qualsiasi scusa!

Servizi postali Italiani

Stamani mi ha telefonato l’ufficio di poste italiane di Roma. Dovevano comunicarmi il riscontro della mia richiesta di rimborso per un servizio postale non portato a termine nei tempi previsti. Ne ho parlato anche in un post riguardante gli scarsi servizi delle poste italiane. Una signorina mi ha comunicato che non c’era il numero civico, quindi loro hanno avuto difficoltà a consegnare il pacco. Quasi fosse colpa mia se non c’è il numero civico in un’abitazione.

Secondo poste italiane si dovrebbe quindi sapere se presso un’abitazione è presente o meno il numero civico per tutte le spedizioni che si fanno, che siano per conoscenti o per motivi di lavoro. Diciamo quindi che il pacco celere 1 plus è celere 1 plus solo se conosci alla perfezione la zona e la via in cui stai spedendo il pacco. Non è compito loro informarsi a riguardo, ma mio. I 10 € della spedizione poste italiane però se li prende lo stesso. Considerato che poste italiane non informa a riguardo, lo faccio io: ricordatevi di sapere bene dove state spedendo il vostro pacco e ricordatevi soprattutto che il servizio posta celere è tale ma a diverse condizioni.

Pacco celere 1 plus… dipende!

Faccio così notare alla signorina che non è certo mia competenza conoscere le situazioni circa strade, civici, comuni e contrade d’Italia, ma essa sostiene che il pacco è arrivato comunque nei tempi previsti. Ma come!?! Ho spedito lunedì, doveva arrivare martedì, è invece arrivato giovedì e sostengono che è stato consegnato nei tempi previsti? Ma questo servizio postale si chiama “celere 1 plus”, mica “celere 1 plus ma forse un pò meno plus e un pò più di uno”.

Rimborso servizio postale: aspetta e spera

Continuo conversazione con la signorina, comunicandole che a mio avviso stava divenendo tutto molto ridicolo. Mi comunica così che avrebbe mandato tutto all’ufficio di competenza e che sarei stato avvisato via posta. Per fortuna a casa mia c’è i numero civico, anzi ce ne sono 2! Uno a sinistra e uno a destra per bellezza! So già cosa mi aspetta: una comunicazione che mi dirà che secondo poste italiane io non ho diritto al mio rimborso. Poco male, 10 € non mi cambieranno la vita. La cambiano evidentemente a un’azienda che effettua un sacco d’investimenti tecnologici (a sentire loro), ma a quanto pare non ha 10 € per rimborsare un servizio postale non portato a termine come dovuto.

Si evince ancora una volta come per poste italiane sia importante mostrare la “bella facciata” fatta di pubblicità e comunicati stampa, ma non sia altrettanto importante dare ai clienti un servizio postale ottimale e soprattutto non rimborsarlo come e quando dovuto.