Pensiero e ragione di Gabriele D\'Amato - informazione sociale alternativa. - Pagina 45
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Servizi postali e formazione del personale scarsi, ma molti comunicati stampa

2 luglio 2009 at 11:44
Logo del Gruppo Poste Italiane

Logo del Gruppo Poste Italiane

I servizi e prodotti di poste italiane lasciano molto a desiderare. Gli investimenti delle poste negli ultimi tempi hanno reso gli uffici postali un mercato di ogni tipo di prodotto. Pochi soldi invece son stati investiti per migliorare i servizi e formare gli impiegati a favore degli utenti.

Poste italiane premiate per lo sviluppo tecnologico e home banking insicuro

Circa un anno fa rimasi stupito di vedere, nella home page del sito di poste italiane, che il governo premiava le poste per lo sviluppo tecnologico. In quel periodo io riuscivo ad entrare nel mio conto business online solo con internet explorer, il browser più insicuro che esista. Per fortuna le tante lamentele da parte degli utenti permettono ora di accedere anche con altri browser.

Altro che sviluppo tecnologico!

Nel mese di Aprile invece mi lamentai con l’ufficio di poste italiane di borgo panigale (BO) per via del disservizio che mi creavano riguardo dei pagamenti automatici che facevo a Google (servizio adWords per la pubblicità online). Qualche giorno dopo mi chiamarono dicendomi: “Sig. D’Amato per quella questione di eBay abbiamo risolto!” Rimasi un pò basito, dubitando non solo che avessero risolto, ma che avessero capito di cosa stavo parlando…

Tre settimane fa invece ho spedito un pacco in Sicilia. Posta celere 1 plus! “Cavolo, 1 giorno solo!” Questo è quello che ho pensato quando ho visto il servizio. Non male, avrei spedito il pacco lunedì e sarebbe arrivato martedì mattina entro le 10, o al massimo in giornata. Invece il mio pacco è arrivato a destinazione giovedì alle 15:30! Ho richiesto quindi il rimborso e mi hanno fatto compilare un modulo per il quale occorre minimo il diploma e 30 minuti di tempo. Comodo e semplice insomma!

Il mercato di poste italiane

Settimana scorsa entrando nell’ufficio di borgo vedo in bella mostra uno scooter. Mentre cercavo il mio spazio tra libri, telefonini, colonne di film e cd del poste shop mi chiedevo cosa cavolo ci facesse uno scooter all’interno di un ufficio postale. Tuttora non sono riuscito a trovare una risposta…

Formazione dei dipendenti postali

Nessun servizio ormai è pensato per gli utenti, ma solo per fare dei soldi! Si ignora che si possono fare soldi e dare allo stesso tempo un buon servizio. Poste italiane dovrebbe formare il personale con corsi di aggiornamento in ambito informatico ed implementare tecnologie che permettano alle poste e ai postini di mappare meglio i percorsi e i cittadini.

Stamane ho letto un articolo in home page del sito di poste italiane in cui si parla di postini con il palmare, collegamenti ipersicuri e lotta ai criminali del web. Sarà vero?

Ciò che vedo oggi sono persone truffate perchè non informate, postini che consegnano posta a caso e impiegati e funzionari postali con conoscenze web tra le più scarse che io abbia mai visto! Ogni settimana nella mia buchetta trovo posta che non è mia. Persone del quartiere, persone sconosciute, vecchio proprietario di casa e mamma morta del vecchio proprietario di casa. Questa è la posta che ricevo nella mia buchetta!

Il tappeto di posta sul quale camminano i postini la mattina

Una decina di anni fa ho fatto il postino, ho visto come funzionavano i meccanismi dello smistamento della posta. Posso assicurare che è tutto un programma e basti dire che alle 8 di mattina si camminava su un tappeto di lettere e posta varia. Mi son sempre chiesto se quella posta sarebbe mai arrivata a destinazione….

Ho qualcosa di positivo da dire sulle poste però. Il rinnovo della mia poste pay è avvenuto via telefonica in maniera automatica con grande facilità e semplicità. Magari fossero tutti così i servizi di poste italiane!

UCI cinema e la pubblicità inclusa a forza

1 luglio 2009 at 17:09
Sala cinema e pubblicità

Sala cinema e pubblicità

UCI cinema costringe gli spettatori a vedere pubblicità in attesa del film. Le associazioni dei consumatori avevano trovato un accordo, ma ovviamente chi paga la pubblicità vuole che i consumatori la vedano. Tattiche e trucchi per fare sorbire la pubblicità a chi vuole solo vedere un film.

Cliente di UCI Cinema

Sono un cliente piuttosto affezionato dell’UCI Cinema, sebbene contesti i troppi “filmetti” d’intrattenimento a scapito di film più interessanti mi sono sempre trovato bene, soprattutto con le possibilità di sconto e le iniziative a 3 € :-).

La targhetta che avvisa del ritardo del film

Proprio ieri sono andato a vedere Uomini che odiano le donne (molto impegnativo e crudo ma molto bello, lo consiglio vivamente). Alla biglietteria la solita targhetta alle spalle dei cassieri il film comincia con 20 minuti dopo l’orario di programmazione.

Questa curiosa targhetta è nata dopo le molte proteste delle persone che, andando al cinema sperando di vedere un film, dovevano subirsi in allegato 20 minuti di pubblicità. Si sono così finalmente decisi ad avvisare gli spettatori che il film comincia 20 minuti dopo rispetto al suo orario di programmazione.

Organizzare i propri tempi per vedere il film

I primi tempi era una pacchia, guardavi l’orario di un film, facevi i tuoi calcoli e arrivavi al cinema giusto in tempo per fare le tue cose e vedere magari i trailer dei film di prossima uscita. Magari fosse stata sempre così…

I minuti di ritardo dello spettacolo crescono non rispettando più la targhetta d’avviso

Dopo qualche mese, vedendo che la pubblicità la subivano veramente in pochi, i 20 minuti diventarono 25. Così, giusto per essere sicuri che qualcuno la veda sta pubblicità, perchè chi la paga mira sicuramente a quello!

5 minuti in più, ci può stare… più o meno… Ma i 5 minuti sono poi diventati 10. E qualche lamentela si è cominciata a risentire. Ma sappiamo che la gente si lamenta un pò e se la cosa non è di vitale importanza poi lascia correre. E infatti la pubblicità ha corso, e tanto!!!

I 10 minuti in più sono diventati 15 e piano piano sempre qualcuno in più! Ricordo che i 20 minuti di base sono sempre li eh! Stiamo parlando di ben 35 minuti di ritardo rispetto all’orario di programmazione!

Lamentele verso UCI Cinema

Ieri sera ho vissuto il mio apice personale di ritardo di programmazione di un film: 42 minuti! Pubblicità, trailer, pubblicità, trailer e finalmente inizia il film. Orario di programmazione 21:30, orario proiezione 22:12. Siamo nel ridicolo, e io cominicio a incazzarmi! Ho scritto varie volte all’UCI facendo presente questa e altre tematiche, spero siano buoni ascoltatori!

Pubblicità, pubblicità, ancora pubblicità e sempre più pubblicità nei cinema

Alla fine quella targhetta ha perso completamente il suo valore. Ti fanno vedere un film pretendono che ti sorbisca pure la pubblicità. “Vuoi un cartello che ti avvisa del ritardo? Eccolo! Arrivi 20 minuti dopo perchè non vuoi la pubblictà? Bene, io la faccio durare 40 minuti, così te ne becchi comunque 20.”

Tralasciamo il gioco commerciale da malati di mente. Si può ancora ritenere un buon servizio quello che per contesti commerciali pubbblica orari di programmazione che hanno quasi 45 minuti di ritardo? Direi proprio di no, perchè fino a prova contraria l’orario di programmazione serve a farmi vedere a che ora inizia il film, non a farmi fare i calcoli e a farmi girare i maroni.

Spero che UCI cinema intenda apportare modifiche a questo comportamento scorretto. In caso contrario sarebbe da rivedere il prezzo del biglietto. Perchè se mi fate vedere un film vi pago, se mi allegate un pacchetto pubblicitario ed escogitate infimi trucchi per farmelo vedere a forza, allora facciamo che il film lo vedo gratis?

Istituzione, preside, professori e alunni nella scuola pomeridiana e serale Italiana

25 giugno 2009 at 07:44
Studenti lavoratori durante una lezione alla scuola serale

Studenti lavoratori durante una lezione alla scuola serale

La scuola è un’istituzione in difficoltà poichè composta da figure che non comprendono l’importanza del proprio ruolo. Deve inoltre affrontare grandi problemi legati al ministero e all’economia. Il tutto per un servizio che peggiora ogni anno a scapito dell’istruzione nazionale

Tornare a scuola dopo 15 anni di assenza

L’estate scorsa la mia voglia di imparare mi ha portato a una scelta molto combattuta: frequentare la scuola serale! Eh già, quando ero in 2^ superiore, a circa 15 anni, mi ritirai. Una vita scombussolata e incasinata non mi permetteva di continuare gli studi. Così abbandonai l’istituto tecnico per geometri Pacinotti di Bologna.

A Luglio del 2008 mi sono iscritto al Manfredi Tanari di Bologna, la possibilità di seguire corsi pomeridiani e serali è stata determinante nella mia scelta. Obiettivo: imparare a programmare in ambito informatico (oltre a incrementare un pò la mia cultura generale). Il primo anno di transizione mi porta a iscrivermi alla 2^/3^ aziendale a indirizzo informatico.

L’impatto con la scuola serale e le sue strutture

Il ritorno a scuola mi ha eccitato molto, ma l’impatto è stato piuttosto duro! Mi son ritrovato di fronte un mondo che mi aspettavo diverso, completamente diverso. Son consapevole che in Italia ci sono realtà molto più difficili di quella che ho vissuto io, ma la struttura e gli organi scolastici mi hanno lasciato perplesso.

Al messaggio di inizio anno il preside dell’istituto ha trattato l’importanza di consumare pasti, merendine e quant’altro nel bar della scuola. Non si può mica tenere aperto un bar se nessuno consuma! Scherzi a parte, capisco bene che i conti devono tornare, soprattutto nei servizi che si offrono, solo che mi aspettavo mi rimanesse impresso qualcosa di diverso. Forse è colpa mia che non ho saputo afferrare altri concetti…

I laboratori di informatica sono stati la mia curiosità per tutto l’anno. Credo di non avere mai portato a casa più virus e codici malevoli in tutta la mia vita (considerando anche quella che ancora deve venire) di quanto non abbia fatto infilando le mie pendrive su quei computer! Gli studenti perdevano abitualmente i propri dati a causa di pc mal gestiti. Persino all’esame di fine anno qualcuno ha perduto il proprio lavoro per colpa di questi laboratori allo sfascio!

I professori della scuola serale

I professori hanno fatto un ottimo lavoro tutto l’anno, e hanno tutta la mia stima per il loro operato. Alcuni di loro hanno saputo insegnare in maniera impeccabile nei modi, nel programma e nel clima che hanno saputo creare all’interno della classe. In generale però sono rimasto stupito da tante cose, ma forse sono solo un ingenuo.

Ho sentito professori ritenere che nella Bibbia c’è scritto che il mondo finisce alle colonne d’ercole, altri che facevano propaganda politica, altri ancora che infilavano nelle loro lezioni i loro pensieri religiosi facendoli passare come parte della lezione stessa. A volte i professori dimenticano il ruolo che ricoprono e quanto sia importante la loro figura agli occhi degli studenti.

Ho veduto professori portare il proprio malcontento a scuola, alzando la voce per sfogare la propria rabbia. Professori che spesso hanno mancato di rispetto agli alunni, a causa del loro comportamento diretto e indiretto. Non c’è mai stata una vera organizzazione scolastica e molto spesso i professori si sono sentiti piuttosto “liberi” riguardo il loro orario. A volte le lezioni da 45 minuti duravano solamente una ventina di minuti.

Gli studenti della scuola serale

Ovviamente ho qualcosa da rimproverare anche agli studenti, me compreso :-). Molti avevano circa vent’anni, il che non giustifica il loro comportamento, ma forse può essere meglio compreso. Ciò che mi ha stupito è stato vedere come l’attaccamento a voti e diplomino finale abbia portato molti ad avere un comportamento irrispettoso, falso e immorale! Bigliettini, copiature, scopiazzature, suggerimenti, e molto altro. Ho visto alunni fare verifiche con il libro sulle gambe, altri utilizzare il bagno per “ripassare” un attimino, altri ancora che si portavano proprio il compito già fatto da casa!

Le verifiche della scuola serale

Alcune verifiche le ricordo come vere buffonate! Tra queste la verifica di scienze, quasi 100 persone in un’aula che facevano praticamente un compito collettivo. Vista la buffonata e il suggerimento della professoressa: “non copiate tanto do tutti 6!” copiai anche io, macchiando schifosamente la mia prestazione scolastica.

Anche la seconda prova d’esame di fine anno la reputo una buffonata. Professori svogliati già in ferie, professori esterni atti al controllo che dopo un paio d’ore non erano più presenti nella classe. Il sistema scolastico della prova è totalmente da rivedere! C’era la possibilità di portarsi sulla propria pendrive alcune prove già fatte e ogni tipo di appunti e mi permetto di dubitare della buona fede degli alunni!

Quello che ho imparato e quello che ho visto nella scuola pomeridiana e serale Italiana

Quest’anno ho imparato molte cose grazie ai professori che me le hanno insegnate e ai miei compagni di classe con i quali ho condiviso l’anno scolastico. Ciò che ho detto non è per polemizzare ma per invitare tutti a migliorarsi. Dal sistema scolastico al preside, dalle strutture ai professori, per finire con gli stessi studenti che dovrebbero essere i primi a mettere nelle condizioni i professori di fare un buon lavoro.

La scuola serale italiana ha bisogno di molto tempo per riuscire a migliorarsi. La mentalità di professori, studenti e alunni deve aprirsi per riuscire a creare un ambiente in cui la scuola serale serva a formare le persone e non istituzionalizzarle. Ciò che ho veduto è però un’istituzione abbandonata a se stessa.

Ciò che insegna la scuola serale

Finchè i presidi avranno la necessità di fare tornare i conti, i professori vedranno la loro “missione” al pari di un lavoro come tanti altri e gli alunni si crederanno furbi ottenendo voti che non rispecchiano affatto la propria conoscenza e la propria cultura, la scuola serale continuerà a essere un’istituzione che non funziona.

La scuola serale insegna cose che lei stessa non ha ancora imparato. Parla di concetti e valori che non ha ancora appreso. Credo sia questo che porta gli alunni, soprattutto più giovani, ad avere un malcontento nei confronti della scuola (generale). Forse la scuola dovrebbe essere più amica e alleata, che non imperiosa e rigorosa. Allora trasmetterebbe un messaggio diverso: di comunione, di comprensione, di condivisione e finalmente di insegnamento.

Il presidente Obama critica i brogli in Iran, ma non i brogli USA 2000 e 2004

24 giugno 2009 at 10:20
Il presidente USA Barack Obama

Il presidente USA Barack Obama

Il presidente degli Stati Uniti Obama dovrebbe chiarire lo scandolo dei brogli USA alle elezioni del 2000, del 2004 e probabilmente del 2008, invece di parlare dei brogli elettorali dell’Iran. Ormai l’America alza la voce su tutto, ma solo quella parte di “tutto” che fa comodo a lei.

Obama critica i brogli elettorali Iraniani

Premetto che appoggio gli Iraniani nella loro rivolta. In questi giorni il presidente degli stati uniti Obama critica il governo Iraniano riguardo i brogli elettorali. Finora però non ha mai fatto luce riguardo i brogli elettorali USA del 2000, del 2004 e probabilmente del 2008.

Obama dovrebbe fare chiarezza sugli scandali elettorali degli ultimi 10 anni riguardanti la sua nazione, non interessarsi agli scandali elettorali delle nazioni altrui. I media poi fanno il resto. Sono decine i paesi in cui dittatori ghermiscono i popoli, perchè non parla anche a favore di quelle genti?

La risposta si trova nella politica americana, che è sempre quella degli interessi. Il motivo è lo stesso per cui è stata fatta una guerra in Iraq per “portare democrazia”, ma non è stata fatta in tutti glli altri paesi sotto dittatura.

I neri d’America ai margini della società durante i brogli elettorali USA del 2000

Il presidente Obama dovrebbe chiarire in primis le ombre sui brogli elettorali del 2000, in cui i neri d’America sono stati zittiti da una classe politica corrotta e fascista! Il loro voto è stato cancellato, la loro dignità schiacciata e posta ai margini della società.

L’America vuole fare credere al mondo di essere il paese più democratico che ci sia. Il paese dove un afroamericano può diventare presidente, ma non può fare valere i suoi diritti di voto.

Un paese laico con festività cattoliche

22 giugno 2009 at 19:25
Emblemi dello stato laico Italiano e dello stato cattolico Vaticano

Emblemi dello stato laico Italiano e dello stato cattolico Vaticano

L’Italia festeggia col suo calendario tutte le festività cattoliche. Anche i comuni sono cattolici con le loro feste patronali. Il cattolicesimo ha influenzato la vita e la storia di tutti gli Italiani, soppiantando di fatto la Costituzione di questo paese.

Uno stato laico in teoria e cattolico in pratica

L’italia è in teoria uno stato laico, ma in pratica uno stato cattolico. Di questa differenza però non ce ne accorgiamo. Le incongruenze tra lo stato laico e le festività cattoliche che l’Italia celebra da sempre sono tante. La causa principale di questo stato laico-cattolico è da attribuire all’ignoranza popolare.

Nel sud Italia ci sono città e paesi con credenze popolari cattoliche che creano forti dubbi persino tra le autorità cattoliche stesse! Feste pagane con riti, statue, animali e soldi.

La matrice cattolica nella costituzione Italiana

Pochi Italiani conoscono la costituzione del loro paese, basterebbe solo sapere che tra le matrici che la crearono ci furono, oltre ai liberali e ai socialisti, i cattolici. Nonostante quest’ultimi ci fù grande lungimiranza nel creare uno stato laico. La chiesa cattolica ha lasciato però segni in quella costituzione che ancora oggi sono ben visibili.

Molti Italiani sono laici ma vivono con sentimento tutte le festività cattoliche

Siamo succubi di una storia che in teoria non ci appartiene, ma ci condiziona a tal punto da essere entrata nelle nostre abitudini, nelle nostre vite, nel nostro stato! Le festività cattoliche sono celebrate per ignoranza da tutti quegli Italiani che si dichiarano laici.

La nostra vita è condizionata dalle festività cattoliche, che ci dicono quando comincia la settimana, quando finisce, quando stare a casa e quando no, quando fare festa e quando andare al lavoro! Per quale motivo in uno stato laico ci sono le festività natalizie e pasquali? Per quale motivo crediamo la settimana cominci il lunedì?

La religione cattolica nello stato laico

In uno stato laico non c’è una religione di stato. Perchè allora pare che sia così? La chiesa cattolica ha sempre avuto voce in ambito politico, ma questo non dovrebbero avvenire in uno stato laico. Il papa e la religione cattolica hanno un riscontro mediatico senza pari rispetto alle altre religioni.

Ci siamo lamentati quando i musulmani chiedevano venissero tolti i crocifissi dalle scuole, ignorando che avevano ragione! La nostra ignoranza ci ha impedito di capire da soli che non dovrebbero esserci simboli religiosi nelle scuole, così come nelle istituzioni.

Siamo ormai abituati a questa vita e sarà difficile cambiarla. Speriamo in una maggiore consapevolezza e capacità di discernimento, da parte del popolo italiano, nella differenza che c’è tra stato Italiano e stato Vaticano.