Pensiero e ragione di Gabriele D\'Amato - informazione sociale alternativa. - Pagina 46
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La mafia è compagna del governo e dei politici di “casa nostra”

19 giugno 2009 at 01:35
I giudici Falcone e Borsellino

I giudici Falcone e Borsellino, simboli della guerra alla mafia

La politica e il governo italiano non hanno mai dichiarato esplicitamente guerra alla mafia e alle altre organizzazioni malavitose. A volte basta guardare i fatti per capire come funzionano le cose, o farsi le domande giuste per ottenere risposte molto indicative.

Una lotta alla mafia ridicola

Nel 1996/97 ho prestato servizio militare come bersagliere; caserma Cadorna di Legnano (MI). Probabilmente sono stato l’armiere più sbragato che quella caserma abbia mai visto. Nell’estate del 1997 i miei compagni commilitoni andarono in Sicilia per i Vespri Siciliani. Pensandoci ora mi viene da ridere! Ragazzini impauriti a presidiare le strade della Sicilia contro la mafia!

Articolo 11 della costituzione Italiana

Una delle prime cose che ricordo di avere imparato nei militari è l’articolo 11 della costituzione italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo. Detto in parole povere significa che l’Italia utilizza il suo esercito per difendersi e non per attaccare.

La guerra alla mafia è la più importante d’Italia, e non è mai stata combattuta

Ora, in Italia è ancora in corso una guerra che dura da oltre due secoli, quella contro le organizzazioni malavitose. I politici e il governo fanno parte della mafia, altresì perchè non è mai stata dichiarata apertamente guerra alla mafia? Con l’evidenza della retorica di questa domanda si ottiene una risposta inconfutabile.

La strage di Capaci

La strage di Capaci

Quando c’è una guerra, che tocca l’apice venendo combattuta con bombe al tritolo, solo chi non capisce cosa sta succedendo e cosa deve fare per ostacolarla può pensare di mandare dei piscialetto a presidiare le strade!

Il tempo delle mezze misure è finito da un pezzo! I politici e il governo da che parte stanno? Mi sembra palese che se non fai guerra al cancro dell’Italia fai parte del cancro! L’Italia deve combattere una guerra dentro i suoi confini, che la riguarda tutta, dal nord al sud. Solo uno stolto continuerebbe a pensare che la malavita risiede al sud e solo uno stolto potrebbe pensare che se così fosse non sarebbe un problema di cui occuparsi!

L’esercito italiano serve per la difesa del paese e questo vale anche quando il nemico si trova dentro i suoi confini. Mi piacerebbe sentire parlare politici e governo di guerra alla mafia. Mi piacerebbe vedere questa guerra combattuta veramente, non in campo mediatico come accade in questi giorni. Vorrei vedere un presidente della repubblica in grado di rappresentare il suo incarico e un’Italia veramente unita contro il proprio male.

Italiani che non fanno più guerra alla mafia

Ultimamente gli Italiani si sono fatti un pò rincoglionire da tette e culi della televisione, dalle belle parole dei politici, dall’imbottimento generale a cui il mondo oggi li sottopone. Gli Italiani si devono svegliare! Gli Italiani in nome della propria patria si devono assumere le proprie responsabilità! Gli Italiani devono tornare a mettere le mani nella merda se dalla merda vogliono uscire!

Sperate di ricevere aiuto dalla politica? Sperate forse vi tolgano loro dal casino in cui ci troviamo? Sperate forse che la mafia colpirà qualcun’altro e non voi?

Destàti italiano!!! Destàti!!!

La bandiera Italiana

La bandiera Italiana

L’informatica insegnata nelle scuole elementari

18 giugno 2009 at 09:25
Informatica per gli alunni delle scuole elementari

Informatica per gli alunni delle scuole elementari

In Italia l’alfabetizzazione informatica è quasi nulla. L’informatica non è una materia che riguarda solo gli esperti, ma purtroppo a decidere a riguardo vi sono ministri e addetti ai lavori che non ne capiscono nulla e la maggior parte di loro sa appena cosa sia un computer

L’importanza dell’informatica e di internet

In questi ultimi anni il computer, soprattutto con l’avvento di internet, è divenuto uno strumento d’uso comune e della vita quotidiana. Imparare a usarlo e sapersi muovere bene su internet è molto importante.

L’informatica e l’Italia

In Italia l’informatica non è ancora considearata una materia come le altre. L’informatica andrebbe insegnata a partire dalle scuole elementari. Per fare questo occorrono professori capaci e preparati, che purtroppo in Italia sono carenti. La maggior parte dei professori italiani non ha quasi conoscenze informatiche, che potrebbero dare altresì grandi possibilità di insegnamento in tutte le materie, basti pensare solo alla grande quantità di materiale didattico che si trova gratuitamente online.

Nelle scuole medie Americane oltre 10 anni fa vi erano già laboratori e dopo scuola in cui i ragazzi imparavano ad amministrare reti informatiche. In Italia questi contesti si trovano a fatica oggigiorno nelle università. In Italia l’informatica viene associata, chissà perchè, molto volentieri al marketing e alla comunicazione, che hanno una relazione con essa solo in ambito web. L’informatica può insegnare ai bambini a ragionare, a risolvere i problemi, a lavorare in gruppo, e tutto questo, volendo, senza l’uso dei computer e a costo zero.

L’informatica senza computer

Un gruppo di professori ha creato un’organizzazione no-profit chiamata Computer Science Unplugged, che si occupa proprio di insegnare informatica nelle scuole elementari senza l’utilizzo del computer. Grazie all’aiuto di collaboratori e traduttori il progetto si è ingrandito e ha messo a disposizione manuali in Italiano per insegnare informatica senza computer nelle scuole elementari.

Credo sia un ottimo inizio, che potrà nel tempo abbattere il muro di ignoranza informatica che c’è in Italia.

Pubblicità delle compagnie petrolifere e realtà ambientale

17 giugno 2009 at 07:01
Spot pubblicitario Eni

Spot pubblicitario Eni

Le campagne pubblicitarie delle compagnie petrolifere mostrano paesaggi incantati e situazioni confortevoli. Ci vogliono “imbottire” di un’idea che non è affatto veritiera. La relazione tra il petrolio e l’ambiente è ben diversa.

Compagnie petrolifere: con una mano danno e con l’altra prendono oltre ciò che hanno dato

Le compagnie petrolifere come Eni vogliono farci credere che il loro operato è solo per il nostro bene, per il nostro interesse e per lo sviluppo del nostro paese. Vanno dati sicuramente grandi meriti a questa azienda, ma la stessa dovrebbe assumersi le responsabilità del proprio lavoro.

Molto probabilmente Enrico Mattei non immaginava che un giorno il suo “sogno di dare energia agli Itialiani” sarebbe stato uno dei cancri del mondo e in particolare di molti paesi Africani, come la Nigeria. Eppure nei loro spot vogliono farci credere che lavorano pensando alla gente. Forse per loro non sono genti quelle che, in Africa, bevono acqua mischiata a petrolio. Ovviamente la maggior parte di loro si ammala e muore.

Danni a persone ed ambiente causati dalle compagnie petrolifere

Eni dovrebbe prendere il proprio lavoro come una missione, fornire energia e salvaguardare l’ambiente. Invece è concentrata a incassare soldi e coprire con una montagna di cazzate, come gli ultimi spot che si vedono in televisione, i danni disastrosi a persone ed ambiente a causa del petrolio.

I danni del petrolio agli animali

I danni del petrolio agli animali causati dalle compagnie petrolifere

La disumanità delle compagnie petrolifere

Tra qualche anno, tramite altri mirabolanti spot, Eni ci comunicherà di essere all’avanguardia nel settore delle energie rinnovabili. In realtà potevano essere all’avanguardia da anni, ma per comodo non l’hanno fatto.

Ad oggi le compagnie petrolifere non sono interessate alla gente che muore di cancro e ell’ambiente che diventa una merda per causa loro! Probabilmente perché questo non gli porta alcun profitto. Speriamo prima o poi divenga una cosa che gli faccia comodo, così magari se ne occuperanno.

La trasmissione Report si è occupata delle compagnie petrolifere nella puntata del 7 Giugno 2009.

La velocità delle automobili e i limiti di velocità delle strade italiane ed europee

16 giugno 2009 at 18:14
Incidente automobilistico

Incidente automobilistico a causa dell'elevata velocità delle automobili

Le strade italiane ed europee vengono percorse ogni giorno da automobili (e non solo) che possono fare velocità che vanno ben oltre il massimo consentito. Come spesso accade il commercio e il denaro chiedono il loro tributo, che viene pagato con vite umane ogni giorno.

Velocità non consentite delle automobili

Mi sono sempre chiesto per quale motivo la velocità delle automobili possa superare limiti non consentiti in nessuna strada. Non si può fare più dei 130 km/h (il massimo in autostrada), eppure vendono auto che fanno oltre i 200 km/h È sicuramente vero che ognuno di noi ha la facoltà di decidere e gestire la propria velocità, ma il governo dovrebbe tutelare i cittadini, non creargli tentazioni.

Nella maggior parte delle strade non si possono superare i 60 km/h, per quale motivo sono percorse da automobili in grado di raggiungere velocità degne di un circuito automobilistico? È il solito sistema del mondo d’oggi: la pubblicità ti invoglia a comprare auto veloci e ti fa credere che sarai figo solo se sembrerai un pilota, e per esserlo ti occorre un “ferro” sul quale correre. I costruttori intanto incassano i soldi, i comuni grazie agli autovelox incassano i soldi delle multe, chi costruisce autovelox incassa i soldi. E intanto i cittadini muoiono nelle strade. Le multe andrebbero fatte in primis a chi costruisce automobili che vanno a velocità non consentite, poi ai politici che non hanno ancora fatto una legge per regolamentare la cosa.

Investire in sicurezza non in velocità

È una questione di vita o di morte, di soldi e di ingiustizie e fondamentalmente anche di logica. Ci pigliano per il culo e non ce ne accorgiamo nemmeno più. Dovremmo richiedere alle case automobilistiche di investire i soldi in sicuezza invece che in velocità. Renault tempo fa pubbliczzava le sue auto per le grandi caratteristiche di sicurezza. Può garantirti sicurezza un’auto che ha vinto vari premi ma alla fine può fare i 200 km/h? Ci sono dei limiti di velocità per un motivo. Forse se le cose andassero come dovrebbero ci sarebbero meno morti e a qualcuno non starebbe bene. Si sa che i morti viaggiano a braccetto con i soldi e sappiamo che il denaro non crea mai parità ed equilibrio.

Quando schiacci l’acceleratore stai schiacciando anche il tuo cervello

Il mondo è fatto un pò così: se mangi, qualcuno muore di fame; se accendi la luce, qualcuno si trova al buio; se hai da vestire, qualcuno si trova nudo. Almeno non farti fregare da chi ti vuol fare credere di essere un pilota o di averti venduto un mezzo sicuro. Usa il cervello e ricordati che se schiacci troppo l’acceleratore, qualcuno rischia di morire.