Pensiero e ragione di Gabriele D\'Amato - informazione sociale alternativa. - Pagina 6
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Semplice e meno è meglio

1 dicembre 2010 at 06:39
Meno per meno uguale più

Meno per meno è uguale a più

Sarà un luogo comune, ma le cose semplici sono sempre le migliori. E sarà forse una concidenza, ma quando si ha meno si ha in realtà di più. Guardiamo al materiale dimenticando spesso il contesto sentimentale e del momento e il suo significato.

Troppi impegni e hobby mi obbligano a rinunciare a qualche post settimanale

23 novembre 2010 at 06:39
Uomo desolato guarda pile di documenti sulla scrivania

Sommerso dagli impegni mi trovo costretto a rallentare su alcuni fronti

Causa impegni (forse troppi) sono costretto ancora una volta a ridurre i post settimanali, ma conto di aumentarne la qualità e di potere un giorno riprendere a scrivere con il rimo di un tempo.

Trasformazione delle feste religiose in tributi all’economia e all’ignoranza

19 novembre 2010 at 06:24
Uomo stilizzato impiccato da un filo del codice a barre

La fine degli uomini che festeggiano natale e ramadan

Natale e ramadan fanno girare talmente tanti soldi che piano piano saranno trasformate in modo tale che non ci siano più fedeli di una religione o dell’altra. Tutti gli uomini diverranno “consumatori”. Del resto come sta già avvenendo.

Inseguire informazione e cultura nelle biblioteche e nelle librerie dell’usato

16 novembre 2010 at 06:46
Una fila di libri

Libri - fonte di informazione e cultura

Siamo sempre più costretti a inseguire l’informazione e la cultura, che stanno passando da giornali e TV ai lbri. Quest’ultimi sono molto più costosi, ma con biblioteche e librerie dell’usato possiamo continuare a sostenere le nostre menti e i nostri spiriti.

Domenica in chiesa per sfoggiare il vestito nuovo invece che capire la parola di Dio

9 novembre 2010 at 06:32
Sfilate di moda in chiesa

Sfilate di moda in chiesa

La messa della domenica è una buona occaisone per farsi vanto degli ultimi acquisti in ambito di vestiti. Sfarzo e ostentazione danno vita a vere e proprie sfilate di moda!

La domenica una sfilata di moda non guasta

Ah la domenica! La domenica del pranzo in famiglia. La domenica che si riposa. La domenica del vestito buono (come dicevano i nostri nonni), con il quale si va in chiesa. La domenica di sfarzo e ostentazione della bellezza e della moda; un vero e proprio gala, che in alcune occasioni ha proprio il suo “red carpet”.

Seguire le scritture in teoria

Molti cattolici ignorano che nel loro inconscio vanno in chiesa per fare una comparsata e partecipare a un evento societario, mica per ascoltare la parola di Dio (sempre che ci sia qualcuno in grado di pronunciarla e spiegarla). Nonostante le scritture, coloro che magari non vestono alla moda vengono additati come poveracci e lasciati in disparte: figli di un Dio vestito peggio. In questo si evince come nonostante abbiano l’intenzione o il motto di essere “cristiani”, molti uomini siano in realtà legati alle regole del mondo e della società.

Non preoccuparti di ciò che indosserai

E così ci sono signori incravattati e vestiti tutti per bene. Bambini e bambine che sono lo sfarzo e l’orgoglio materiale dei loro genitori. Ma gli eccessi più grandi si evidenziano tra le donne. Vestiti, trucchi, acconciature, scarpe! Neanche fosse una sfilata di moda. Costoro vestono come modelli e modelle, ignorando quanto detto dal cristo riguardo i vestiti:

Perciò io vi dico: non preoccupatevi troppo del mangiare e del bere che vi servono per vivere, o dei vestiti che vi servono per coprirvi. Non è forse vero che la vita è più importante del cibo e il corpo è più importante del vestito? Dunque, non state a preoccuparvi troppo, dicendo: “Che cosa mangeremo?, che cosa berremo?, come ci vestiremo?”. Sono gli altri, quelli che non conoscono Dio, a cercare sempre tutte queste cose. Il Padre vostro che è in cielo sa che avete bisogno di tutte queste cose. Voi invece cercate prima il regno di Dio e fate la sua volontà: tutto il resto Dio ve lo darà in più. Perciò, non preoccupatevi troppo per il domani: ci pensa lui, il domani, a portare altre pene. Per ogni giorno basta la sua pena.
(Matteo 6,25.31-34)

Maestro insegna, allievo fa. Da chi hanno imparato i cattolici?

Il fatto che sia scritto che sono coloro che non conoscono Dio che si preoccupano di queste cose dovrebbe fare riflettere. Ciò che è più disdicevole credo sia il fatto che non vengano mai ammoniti dal prete che dice messa. Costui è solamente un attore che recita una parte e ancora una volta legge un copione già scritto. Ripete meccanicamente le scritture, probabilmente ignorandone completamente il senso, e non si preoccupa affatto di insegnare qualcosa a coloro che, infine, sono (dovrebbero essere) li per imparare. Del resto non si può sperare che uno che fa del vestito, dell’abbigliamento, dello sfarzo e del vanto la sua forza, insegni ad altri come questo sia un pericolo grande per lo spiritio di un uomo.

Non c’è messa senza sfilata di moda

Le genti andrebbero ammonite! Occorre fare capire a coloro che non capiscono. Bisogna destare coloro che sono inebetiti dalla società e dalle cose che non contano nulla! Credo però che se fosse detto loro qualcosa, essi non riuscirebbero a comprendere. Troppo inseriti nella società e nel contesto cattolico che fa loro comodo. Vedrebbero colui che li ammonisce come un folle, un matto, un indemoniato. Stringerebbero il loro cuore e il loro spirito, ma infine dentro di loro sentirebbero la verità. Forse è per questo che nessuno di coloro che dovrebbe istruirli dice loro niente. Il rischio di rompere il giochino è troppo grande. E se non si potesse più fare nemmeno una sfilata, chi mai continuerebbe ad andare in chiesa?