La paura di stare in mezzo alla gente

12 ottobre 2009 at 06:11
Folla di persone

Folla di persone

Ochlofobia è la paura delle folle e delle calche. Molte persone ignorando il contesto di questa fobia provano comunque un grosso disagio nel ritrovarsi in mezzo a tanta gente. Le reazioni a tale disagio sono le più svariata ma generalmente prevale l’isolamento.

Una paura che vive nel silenzio generale

Molte persone al giorno d’oggi hanno una sorta di disagio a stare in mezzo a tanta gente. Non credo si possa definire come nuova forma di ochlofobia (paura delle folle e delle calche), ma credo sia una causa della nostra società, del nostro modo di vivere e di intendere la comunità. Anche molte persone che non lo mostrano e che apparentemente sembrano trovarsi bene in mezzo a molta gente in realtà vivono dentro di loro un piccolo dramma.

L’importanza della sicurezza interiore e dell’attenzione che ci viene prestata

Quale può essere la causa? Ovviamente non abbozzo ne teorie scientifiche ne tantomeno pensieri psicologici, semplicemnte il mio parere. Per come siamo abituati a vivere oggi il numero fa la differenza. Ora, quando ci troviamo in compagnia di pochi intimi tutto ci pare calmo e tranquillo, ma non solo, è l’atmosfera che è diversa. Sentiamo intorno a noi una sorta di protezione, forse anche la consapevolezza che tutto è come ci aspettiamo. Sappiamo chi sono gli amici che abbiamo di fianco, a grandi linee non ci sorprenderanno con azioni che potrebbero traumatizzarci, ma soprattutto sappiamo che abbiamo la loro attenzione.

Quando ci troviamo tra le folle invece non abbiamo l’attenzione praticamente di nessuno, siamo uno dei tanti, un puntino tra la folla, e questo ci terrorizza. I risvolti di questo approccio sono due: da un lato una sorta di egocentrismo che definirei comunque positivo, dall’altro la giusta consapevolezza di non essere uno dei tanti, concetto fondamentale per avere discernere riguardo la propria esistenza e la propria unicità, ma anche per essere in grado di elaborare pensieri univoci e originali.

Le reazioni che abbiamo in mezzo alla gente

Così quando ci troviamo in mezzo a molta gente (conoscenti o estranei che siano) tendiamo ad annulalrci, a rimanere in disparte, come a volerci schermare da qualcosa che potrebbe attaccarci, ma non è solo questo. Tendiamo a difenderci in modo che nella possibilità di essere uno dei tanti risulti evidente il nostro comportamento differente. Mentre magari tutti socializzano o si divertono noi rimaniamo in disparte, come a volere dire che noi non ci comportiamo come gli altri, siamo diversi.

Un pensiero giusto che manca di elasticità

Credo semplicemente manchi una certa maturità nel pensiero, che nonostante trovi molto plausibile mi appare limitato. Siamo tutti uguali e tutti diversi. Tutti unici sebbene tra le masse. Capaci di distinguerci in mezzo alla folla, sempre che non decidiamo di farci fuori da soli. Tendiamo a ignorare che i nostri pensieri sono comuni, e le paure che sentiamo noi in un certo momento è molto probabile le stia sentendo anche la persona che ci sta passando a fianco. Tendiamo a vedere il mondo come NOI da una parte e le ALTRE PERSONE dall’altra. Ma tutti tendono a vedere il mondo così e quindi è una visione unitaria che non trova fondamento in nessuno di noi e in nessuno dei nostri pensieri.

Il grafico delle conoscenze

La società non ci aiuta, ci impone quasi di conoscere sempre più persone, senza farci capire però che più persone conosceremo meno li conosceremo. Conoscendo il numero di persone consono al nostro stile di vita e le nostre possibilità saremo invece capaci di conoscerle veramente e farci conoscere altrettanto bene.