La memoria dei nostri genitori e nonni

17 dicembre 2010 at 16:27
Mezzo busto di una signora anziana

I rircordi dei nostri genitori e nonni circa la loro infanzia e adolescenza

I racconti dei nostri genitori e dei nostri nonni permettono di rivivere un tempo molto distante dagli stili di vita odierni. Educazione, divertimenti e vita sociale raccontati con un misto di sentimento, malinconia e un piccolo sorriso sulle labbra.


I racconti dei miei genitori circa la loro infanzia e adolescenza

Purtroppo non ho potuto conoscere i miei nonni per potermi fare raccontare qualche storia circa la loro vita. Ma sono sempre rimasto affascinato dai racconti dei miei genitori circa la loro infanzia e adolescenza. Entrambi mi hanno raccontato di come andassero a scuola a piedi, facendo chilometri e chilometri di strada, di cui alcuni tratti in mezzo al bosco. Mi sono sempre immaginato i loro tragitti casa-scuola come una vera avventura. Per loro deve essere stato diverso, soprattutto quando storcevano il naso ripensando al freddo che c’era d’inverno e di come i loro piedi divenissero dei veri e propri ghiaccioli insensibili.

Educazione e uomini d’altri tempi

Quando mi facevo male, da piccolo, mio papà sminuiva le mie ferite e mi diceva: “Quando mi facevo male io, prendevo un pò di terra o sabbia, ci sputavo sopra e mettevo l’impasto nella ferita. E poi ripartivo come nulla fosse!” 🙂 Che cazzo di storia! Ricordo bene alcune cose che mi raccontava circa mio nonno. Prigioniero di guerra in Austria, è riuscito a tornare a casa da fuggitivo mangiando ricci e dormendo all’addiaccio.

Ho sempre visto mio nonno come un uomo duro e un avventuriero, ma immagino che la realtà sia stata ben diversa. Mi raccontava di come lui e i suoi fratelli (miei zii) venivano istruiti quando combinavano dei guai e di come una volta mio nonno abbia quasi ammazzato mio zio dandogli una bastonata troppo forte in testa!

Divertimenti e cibi dell’adolescenza di mio papà

I divertimenti consistevano per lo più nel cercare da mangiare e spesso andavano a rubare mele in un campo non troppo distante casa loro. Le feste venivano attese poi con grande trepidazione. In una di queste veniva appesa polenta dura a dei ganci, che venivano poi fatti roteare e i partecipanti dovevano riuscire ad afferrare con una semplice forchetta quanta più polenta riuscivano 🙂

Da piccolo andavo di frequente al paese di mio papà: Savignano Irpino (AV), spesso per l’occasione della festa di S. Anna, patrona del paese. Ho mangiato ciò che anche lui mangiava durante la festa quando era piccolo: la testa di porco. Quasi cruda, veniva fatta cuocere soltanto da fiumi di limone e sale grosso riversativi sopra, e servita su carta pesante. Una prelibatezza che la mia quotidiana dieta vegana ricorda con vero disgusto! 🙂

I poveri gatti di mia mamma e i passatempo dei bambini di una volta

Mia mamma era gracile e piccolina. Tutti la chiamavano Rosetta (dal suo secondo nome Rosa) e mi ha raccontato che avevano sempre paura si ammalasse per quanto fosse cagionevole. Il racconto più incredibile che mi ha riportato è circa il suo gatto. Quando era piccola suo nonno non voleva più il gatto e chissà per quale motivo lo mise in un sacco e lo gettò in un fiume (simpatico il nonno!).

Dopo varie settimane, mentre stavano cenando, sentirono grattare alla porta e mia mamma subito urlò che il gatto era tornato. La guardarono tutti come una sciocca, ma dovettero ricredersi quando sulla porta c’era proprio il gatto. Le sue zampe erano ferite e martoriate da freddo e cammino. Le sue condizioni in fin di vita, ma ebbe la forza di tornare a casa e si riprese. Anche questa l’ho sempre considerata una gran cazzo di storia! 🙂

I gatti non avevano vita facile in quella casa, visto che sua sorella (mia zia) si divertiva alla grande nel gettare il gatto dal 1° piano della casa. Lo teneva in sospeso a lungo ridendo nel vederlo irrigidirsi, per poi lasciarlo cadere e stupirsi di come riuscisse a cadere sempre in piedi.

Mi raccontava poi di come suo fratello (mio zio), catturasse i bombi (insetti neri e grossi) e altri piccoli insetti volatili e gli infilasse nel culo (come facesse a trovarlo non l’ho mai capito) un piccolo filo d’erba, divertendosi come un matto nel vederli volare via un pò storti e fuori equilibrio. I divertimenti di un tempo evidentemente.

Spiriti ribelli e autorità

Un episodio memorabile fu quando lanciò una pagnotta di pane in testa a suo nonno, vero padre padrone e capo famiglia! Durante un pasto, in cui tutti erano riuniti attorno al tavolo, suo nonno si permise di trattare con poco garbo sua mamma. Lei lo avvisò di non permettersi mai più.

Tutti rimasero basiti per come si fosse permessa di ammonire il capo famiglia e mentre lui continuava a dire cose poco gentili a riguardo fu un attimo; lei prese una pagnotta (e a quei tempi il pane lo si faceva una volta alla settimana, quindi doveva avere la consistenza di una pietra) e di getto la lanciò proprio sulla sua fronte pelata! Chissà perché nessuno osò ribattere in alcun modo. Chi prima l’aveva ammonita rimase in silenzio, forse per timore reverenziale relativo alla vergogna subita dal nonno. Quest’ultimo aveva evidentemente imparato la lezione! 🙂

La memoria dei nostri genitori e nonni

Sono tanti i racconti che mi hanno riportato i miei genitori, che potrei scriverne per giorni. Ma questi sono quelli che ricordo con più facilità. O forse, per qualche particolare motivo, mi sono rimasti più impressi nella memoria. Ecco, a proposito di memoria. Quando ho visionato la prima volta il sito “banca della memoria” (ora divenuto memoro e con obiettivi internazionali) sono rimasto piacevolmente colpito. Il sito si prefigge lo scopo di non perdere la memoria più datata pubblicando video di persone più o meno anziane che ricordano come era la vita ai loro tempi.

Chiunque può registrare il proprio nonno o nonna mentre racconta un particolare episodio e pubblicare il video. Ricordo con un sorriso due particolari video che vidi i primi tempi di pubblicazione del sito web: uno di un signore che raccontava la prima volta che vide la carne in scatola portata dagli americani, della quale diffidava finché un soldato non si mise a mangiarla con lui. L’altro di una signora molto anziana che raccontava di come il tartufo, quando era piccola lei, non era affatto un tubero di prestigio. Lo si comprava al mercato, al pari dei funghi e delle patate. Davvero uno spettacolo! E voi, avete qualche ricordo particolare che i vostri genitori o nonni vi hanno raccontato?