Rappresentanti di classe e di istituto
Popolarità e vanità hanno da sempre caraterizzato le elezioni dei rappresentanti di classe e di istituto. Dietro queste semplici elezioni si nascondono le problematiche di una generazione, che molto somiglia alla classe politica odierna.
I rappresentanti di classe
Durante gli anni delle scuole superiori, vivevo con strani sentori i giorni delle elezioni dei rappresentanti di classe e di istituto. Il rappresentante di classe più meritevole e preparato, è ovvio, non veniva mai eletto. Generalmente era un “secchione” e non aveva grandi amicizie che avrebbero potuto garantirgli un certo numero di voti. Al suo posto veniva eletto il “personaggio” più particolare della classe. Forse il più casinista. Forse anche colui che aveva un certo carisma, ma che in fondo non era poi così interessato a quel ruolo.
I rappresentanti di istituto
Ciò che mi ha sempre stupito e impressionato però, era vedere quanto accadeva circa i rappresentanti di istituto. Osservavo con ammirazione i candidati che solo da come si muovevano a scuola esternavano impegno, passione, determinazione e voglia di fare. Dei ragazzi preparati e intelligenti, che avrebbero voluto fare tanto per migliorare le condizioni di tutti gli studenti, o almeno provarci. Purtroppo, le elezioni le vincevano sempre dei buffi candidati.
Costoro non erano ne intelligenti ne volenterosi, ne avevano particolare interesse circa il ruolo che avrebbero ricoperto. A loro interessava solo la popolarità, e per questa venivano eletti. Avevano innumerevoli conoscenze in tutte le classi e flotte di amici pronti a immolarsi e votare per loro. I voti che ricevevano non era certo consapevoli, ma frutto della loro immagine e di ciò che rappresentavano. Erano fighi! Erano probabilmente un punto di riferimento per le menti e le personalità più deboli. Erano l’oggetto del desiderio delle ragazzine di tutta la scuola. Erano tutto questo ed erano alla fine delle elezioni i rapprsentanti di istituto.
Similitudini tra rappresentanti di istituto e rappresentanti di governo
La popolarità e il condizionamento delle masse funzionava già a scuola. La similitudine alle elezioni politiche è impressionante. Le persone più capaci non sono nemmeno prese in considerazione. Vince chi ha più popolarità e riesce a vendere meglio la propria immagine. Con dispiacere, dopo tanti anni, ho notato come molti di questi ragazzi eletti a furor di popolo si ritrovavano ad affrontare grandi problematiche. Forse per queste motivazioni avevano voglia di salire alla ribalta, indipendentemente dalle capacità che possedevano e il ruolo che ricoprivano. Da ragazzini al centro dell’attenzione delle masse, pronte a divorarli; da grandi, uomini e donne soli che hanno visto scomparire in una nube di fumo tutte le loro conoscenze e la loro popolarità.
Hanno capito tardi la differenza tra essere e apparire e sebbene consapevoli di cosa sia meglio, non sono più in grado di scegliere. Succubi della vanità fin da giovani, continuano il loro percorso attorniandosi di nulla e di persone di poco valore. Basano la loro vita sull’immagine e l’apparenza, e di notte, quando sono soli, piangono se stessi e la loro esistenza. Questo è ciò che rimane ogni qualvolta si sceglie la popolarità a dispetto di ciò che è giusto e veramente valido per noi stessi e per gli altri. Fin da ragazzini occorre umiltà, altresì diverremo arrivisiti senza scrupoli e vuoti come quelli che ci ritroviamo oggi al governo.





Lorena
2 ott, 2010
Io sono stata una rappresentante di classe!e l’ultimo anno ho fatto parte della consulta scolastica. Hai ragione dicendo che si ha da sempre la tendenza a votare un personaggio con forte carisma, ma forse non sempre è così! Di certo non sono stata una grande “secchiona”, durante le superiori, ma non ero neanche la persona più “casinista”! Il mio interesse riguardo quel ruolo forse era un misto di cose, avevo a cuore il benessere della classe, ed essa aveva bisogno di fidarsi di qualcuno e in più era un modo per sentirsi un po’ “figa”:)A me, è servito per sentirmi un po’ più sicura, cosa che ho perso negli anni però:D, loro si sentivano protetti e certi di avere una buona persona a difenderli e rappresentarli.
In politica è uguale, hai ragione!c’è sempre il politico più “figo”, carismatico e sicuramente meno adatto a ricoprire quel ruolo!Purtroppo la gente si lascia ingannare dal bell’aspetto e dalle seducenti parole, non pensando che in fondo quel personaggio lì ha solo uno scopo, farsi i suoi interessi; e oggi sfortunatamente il nostro paese ne è pieno.
Gabriele D'Amato
15 ott, 2010
Forse il mio post rischia di farmi passare per quello che spara nel mucchio. I miei post sono sempre un pò provocatori. In questo caso, sebbene non si evidenzi dallo scritto, sono ben consapevole che nelle scuole (e anche in politica… mmhh… forse qui un pò meno) ci sono stati e ci sono degli ottimi rappresentanti di istituto e di classe. Altrimenti la scuola sarebbe andata a rotoli già alcuni anni fa.
Il tuo commento è molto interessante. Soprattutto perché riporti esperienze e sentori personali. Certo, ricoprire alcuni ruoli mette un pò sotto i riflettori. Che piaccia o meno si dovrà fare i conti con la popolarità e occorrerà stare molto attenti per non perdere di vista l’obiettivo primario.