Chi di popolo Italiano bue ferisce, di popolo Italiano bue perisce
Governo e politicanti hanno creato un popolo bue. Una popolazione di Italiani completamente inebetita da tutto quanto la circonda. Hanno usato la loro ignoranza per ottenere ciò che volevano, ma per la stessa ignoranza rischieranno la morte.
Le proteste degli Italiani
Negli ultimi mesi (forse anni), nonostante sia apolitico, ho seguito incuriosito e preoccupato le vicende politiche Italiane. Il nostro paese ne ha viste veramente tante, e ahimè quante ancora ne dovrà vedere. Proprio negli ultimi tempi si sono incentrate tante proteste. Hanno protestato gli operai di tutta Italia. Hanno protestato i precari e i disoccupati. Hanno protestato i terremotati e gli alluvionati. Hanno protestato gli insegnanti e gli studenti, e si sono lamentanti persino gli imprenditori (una loro protesta è un pò più lunga a venire).
Insomma un pò tutte le classi sociali Italiane. Eppure, quando sento parlare i politici di questo governo, sembra che tutto vada per il meglio. Mmhh… una strana visione delle cose. Forse vedono l’Italia da un punto di vista che a me sfugge. Ho capito: in Italia stai bene quando sei un politico. Effettivamente che problemi può avere un politicante?
Tra poco la sopportazione degli Italiani cederà
I politici sono persone fortunate. Mica per lo stipendio, lo stile di vita, i comfort, le agevolazioni o la pensione (ho dimenticato qualcosa?). Sono fortunati perché ancora non si è verificato un evento che faccia pendere l’ago della bilancia della sopportazione degli Italiani dalla parte a loro sconveniente. Cosa sarebbe successo, se dopo l’alluvione di Vicenza, fosse arrivata un’altra alluvione nelle stesse terre? Dopo la mancata sicurezza di quei luoghi, il mancato supporto, il mancato sostentamento, i mancati investimenti, la mancata comprensione, le popolazioni alluvionate erano a un passo da cedere alla voglia di infilare la testa di qualche politico nel fango. E se subito dopo ci fosse stata un’altra alluvione? (cosa che per poco non si è verificata). Beh, credo che quella popolazione sarebbe andata a piedi fino a Roma a prendere per le orecchie tutti i governanti.
La rivoluzione Italiana che arriverà in ritardo
Basta poco. Ancora poco e forse gli Italiani si sveglieranno. Basta poco per una piccola rivoluzione, che purtroppo per noi sarà fatta nello stesso modo in cui gli Italiani hanno vissuto questi ultimi anni: ignorantemente. Sarà sangue e disperazione, sarà violenza e mancanza di comprensione. Non ci sarà spazio per il ragionamento, e la follia anticiperà l’odio più estremo. Fuggiranno i politici, perché la massa di Italiani in protesta sarà grande. Non riusciranno a farsi scudo con le forze dell’ordine. Queste verranno scacciate da una vera e propria guerra civile. E infine gli Italiani arriveranno ai palazzi del potere. Sarà tremore e paura per i politici, che solo allora capiranno, e solo allora comprenderanno. Ma purtroppo per loro, e per gli Italiani, sarà troppo tardi.
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roberto
22 ago, 2011
Cari lettori, sono un cittadino qualunque di quasi 50 anni e mi trovo spesso qui a usare questo bellissimo quanto terribile mezzo che è internet senza sapere nenche il perchè . Niente di più falso ; in realtà cerco delle risposte che forse non arriveranno mai, perchè ormai vivo la mia vita con un profondo senso di angoscia per tutto quello che ci stà ormai da troppo tempo accadendo e per tutto quello che potrebbe ancora succederci . Sono angosciato perchè stiamo lasciando ai più giovani un teatro veramente sconsolante e perchè sento pesantemente questa responsabilità . Non ho mai seguito attivamente la politica per motivi di lavoro (anche se avrei voluto) ma negli anni l’unica cosa che veramente non è mai cambiata è che questo Paese non ha mai interrotto il suo cammino verso il “peggio” . Se facciamo una panoramica a 360 gradi intorno a noi sfido chiunque a trovare qualche cosa di accettabile . Credo che quando ad una nazione togliamo anche la benchè minima e remota visione non di un futuro migliore ma semplicemente di un futuro , di cosa vogliamo ancora discutere ? In questo vero e proprio massacro di valori dove diamo più importanza all’ultimo modello di cellulare piuttosto che preoccuparci magari …. del licenziamento del vicino di casa che ora non può più pagarsi l’affitto oppure della vecchietta del piano terra che con una pensione da fame non riesce neanche a pagarsi le medicine, direi che c’è solo spazio per tanta, tantissima amarezza . Abbiamo creato una società individualista dove l’io è sempre messo al primo posto . Che bella scuola per i nostri ragazzi drogati di computer e cellulari o altro purtroppo !!!!
A questo punto credo proprio che la vera rivoluzione deve avvenire soprattutto all’interno delle nostre coscienze . Ci hanno abituato ad un lusso che in reltà non ci siamo mai potuti permettere dove il superfluo è diventato indispensabile ma non è così . Dobbiamo cominciare a rinunciare a tanto, io sono pronto . Quando capiremo che la vera fortuna è avere l’acqua corrente dentro casa oppure uno straccio di scuola dove madare i nostri figli oppure un ospedale che può accoglierci quando ne abbiamo bisogno ( e quel momento credetemi, viene per tutti prima o poi ) piuttosto che il suv nuovo , allora e solo allora saremo pronti . Ma fino a quando la gente si indebiterà per andare in vacanza o fino a quando gli stadi saranno pieni , mai e poi mai niente di buono succederà . E solo dopo avere capito tutto questo …. se sangue deve essere , sangue sia purchè non sia sprecato invano !!!!!!
Gabriele D'Amato
31 ago, 2011
Ciao @roberto,
concordo su tanto circa quanto hai scritto. Alcune tue frasi sono molto belle e piene di significato. Tuttavia mi sento di dissentire circa alcune cose. Sicuramente è vero che ormai la nostra società bada solo al superfluo e da più importanza all’apparire piuttosto che all’essere. Ma non credo il problema sia proprio nel cellulare, nel suv, o in un altro oggetto. Soprattutto ritengo che non si possa considerarsi fortunati per l’acqua, per l’istruzione o per la sanità.
Certo, al momento è innegabile che le cose siano così. Ma a mio avviso questo pensiero non deve insinuarsi nelle nostre menti fino a diventare qualcosa di intrinseco con il nostro cervello. Se vogliamo una società e un paese sano dobbiamo cominciare a pensare che le cose che citi non devono essere una fortuna, ma un normale diritto, al quale non dovremmo nemmeno pensare.
Su lavoro, istruzione, sanità e servizi sociali si basano le grandi società e nazioni. Questo per consentire una vita dignitosa e felice; per potere crescere ed evolvere. Credo sia proprio l’avere accettato troppo presto che acqua, posto di lavoro fisso e istruzione siano un lusso che ha ridotto questo paese come lo ritroviamo ora.
Siamo gente accondiscendente a tutto, persino alle cose che non vanno. Credo sia soprattutto questo che deve cambiare, non tanto la preoccupazione circa il telefono dei nostri figli o il suv del nostro vicino.
Di queste argomentazioni su cui è volto il tuo commento se ne parla anche in questi 2 post:
http://www.gabblog.it/giovani-italiani-attesa/
http://www.gabblog.it/fuggire-italia/
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