salute

La vita del diabetico

24 settembre 2011 at 12:36
Misurazione della glicemia con glucometro.

Un diabetico misura la glicemia con glucometro.

Il diabetico è un incompreso. Una persona che tenta di muoversi, spaesata e sconsolata, in mezzo alla società. Le altre persone lo guardano, lo osservano, ma non lo capiscono.

Cena vegana per due onnivori

10 luglio 2011 at 18:23
Mucca in primo piano al pascolo

Nessuna mucca sacrificata in una cena vegana

Generalmente si pensa alla dieta vegana come una dieta poco saporita e basata sul solo consumo di frutta e verdura. Due onnivori seduti a una tavola vegana bolognese dimostrano il contrario, rimanendo entusiasti di tutto ciò che hanno mangiato.

I pericoli nascosti nel caffè

22 gennaio 2011 at 10:12
Tazza di caffè

Gli effetti del caffè sul nostro sistema nervoso

Troppe persone ignorano gli effetti che esercita il caffè sul loro fisico e sulla loro mente, condizionando le loro giornate e la loro vita. Masse di drogati di caffè convinti che a loro il caffè non faccia nulla, continuando così a berne fuori misura.

Quando i cavalli sostituiranno le auto

15 ottobre 2010 at 06:49
Cavallo nero corre in un prato

Cavallo come mezzo di trasporto

La giornata in cui andai a lavoro con il mio cavallo.

A lavoro con il cavallo

Di-di-din di-di-din di-di-din…. Suona la sveglia, sono le 7. Stamani ho un appuntamento in centro con un cliente. Mi sveglio tutto rotto come al solito. Mi vesto, mi lavo e faccio colazione con calma. Iniziare una giornata dinamica con la giusta calma è un buon punto di partenza. Prendo le mie cose ed esco di casa. Mentre scendo nel seminterrato lo sento già sbuffare. È impaziente, ha voglia di muoversi. Appena apro le porte della stalla nitrisce di gioia. Uri-el mi aspettava. Si, Uri-el. Così si chiama il mio cavallo. Lo osservo in tutta la sua bellezza e intanto mi avvicino porgendogli lo zuccherino che anche stamani gli ho portato. Forse lo sto viziando troppo. Ma no, in fin dei conti è il mio cavallo e stamani mi accompagnerà al lavoro.

Mentre finisce il suo dolcetto lo abbraccio forte e allaccio la sella. Gli salgo in groppa e usciamo dalla stalla. Apro il cancello di casa e faccio sgranchire un pò le gambe a Uri-el prima di cominciare a cavalcare sul serio. Con passo leggero prendiamo la prima strada fuori casa. È sterrata e leggermente bagnata per via della notte umida. Ai lati l’erba non calpestata è ancora forte e rigogliosa. Mentre l’aria mi sferza il volto mi chiudo meglio nella mia cappa mentre un brivido freddo mi corre lungo la schiena. Mi chino col busto per abbracciare Uri-el e scaldarmi un pò e poi si parte al trotto.

Il piacere di cavalcare la mattina

Incontriamo altri cavalli durante le prime strade che percorriamo e ancora una volta Uri-el si fa ammaliare dalla stupenda cavalla di una signora che incontro spesso la mattina. Non c’è tempo vecchio mio, sono quasi in ritardo per il mio appuntamento; è ora di andare al galoppo. Prendiamo il viale grande che conduce in centro. I cavalli che lo percorrono sono tanti, ma non c’è di certo traffico come quando si utilizzavano le auto. Soprattutto non c’è smog. Ci sono alcune carrozze che procedono più lentamente sulla destra. Osservo sempre incuriosito chi sceglie di stare più comodo perdendosi tutta l’avventura e il piacere procurati da una cavalcata mattutina.

Parcheggiare è molto comodo

Dopo avere cavalcato ai piedi delle colline ho il naso intriso di profumo d’erba, di fiori e di legno bagnato: che spettacolo. Arrivato in centro l’aria è più frizzante e a tratti qualche folata di letame fa svanire tutta la poesia che avevo nel naso. Poco male. È il bello della natura: ci sono i lati positivi e negativi. Devo incontrare il mio cliente in un cafè molto noto del centro. Una volta arrivato lego Uri-el al legno, nel mentre scorgo da una vetrata del locale il cliente che mi aspetta. Prendo i documenti che mi servono dalla sacca della sella e constatato che Uri-el è in buona compagnia, al fianco di altri due cavalli, mi accingo ad entrare.

Un piccolo imprevisto

L’appuntamento è andato bene. Una chiacchierata tranquilla progettando alcuni lavori, accompagnata da un buon caffè lungo. Salutato il mio cliente slego Uri-el e molto tranquillamente usciamo dalla città. Il sole si è alzato e già ci scalda di più con il suo tepore. Ho voglia di correre con Uri-el e quasi fossimo in empatia mi fa un cenno come a volere essere spronato. Ok amico, andiamo. Una gran corsa lungo il viale grande del ritorno a casa. È fantastico. Il sole, la velocità, gli altri cavalli che ci guardano straniti quando li superiamo. Una piccola buca… la perdita dell’equilibrio… Uri-el!!… cado a terra…

Cazz!!! Mi sveglio! Sono sudato nel letto in una posizione scomodissima. No! Era un sogno! I cavalli non hanno ancora sostituito le auto. Le 7:20! Merda non ho sentito la sveglia! È meglio mi dia una mossa. Il Sig. Caselli mi aspetta nel suo ufficio tra poco più di un’ora, e la mia renault fatica sempre a mettersi in moto ultimamente. Poi ci sarà sicuramente traffico, e il tempo per parcheggiare, il nervoso… Uff… Quando arriverà il momento in cui potrò uscire di casa con Uri-el?

Uomini preoccupati per la calvizie e decadenza del loro spirito

16 maggio 2010 at 06:08
Uomo preoccupato per un capello caduto

Uomo preoccupato per un capello caduto

Gli uomini si preoccupano molto del proprio aspetto fisico e soprattutto della perdita dei capelli. L’impiego di prodotti vari per fermare questa inarrestabile caduta è segno di mancanza di valori veri e della consapevolezza del proprio valore.

Guerra alla calvizie

Durante la mia adolescenza ho subito molto l’influenza delle persone che mi stavano a fianco, come tutti credo. I miei genitori, mia sorella, i miei amici, mi hanno condizionato in molte scelte e molti modi di vivere. Per fortuna ho sempre avuto una buona capacità di discernere le cose e mi è sempre piaciuto fare le “mie” scelte, nonostante tutte le influenze. Ricordo quando cominciai a perdere i primi capelli di come mia sorella sosteneva dovessi prendermene cura. Lozioni, shampoo, intrugli miracolosi e massaggi al cuoio capelluto. Di tutto! Una vera e propria battaglia alla naturale caduta dei capelli!

Scarso impegno nella cura del proprio spirito

L’uomo si ostenta a volere vincere guerre che non è nemmeno in grado di combattere. Ma non è questa la cosa deplorevole. Ciò che più mi dispiace è vedere l’uomo impegnarsi in cose inutili, come volere fermare la calvizie, ma impegnarsi poco e niente nelle cose più importanti della vita. Alcuni uomini trascorrono la vita a cercare di perfezionare l’aspetto esteriore, dimentichi che un giorno invecchieranno e moriranno. Non morirà invece il loro spirito, per il quale però hanno fatto ben poco. Quel giorno si rammaricheranno e rimpiangeranno loro stessi per essersi curati così tanto dei loro capelli in caduta libera e così poco del loro spirito, del loro vero essere.

Il valore di un uomo non risiede nel numero di capelli che gli rimangono in testa

Alcuni uomini non hanno ancora imparato che il loro corpo è bello così com’è: con i suoi disfacimenti e le sue imperfezioni. Questo non vuole dire che non dobbiamo rispettare il nostro corpo, anzi! Ma volere impedire la sua naturale decaduta è una voglia di eterna giovinezza che non può esistere. Ogni uomo invecchia e muore, ed è giusto così. Chi non comprende questo è lontano dal riuscire a comprendersi e capire chi è realmente: il suo essere uomo, il suo percorso di vita e di morte, i trapassi del suo spirito. La non accettazione del corso naturale delle cose crea instabilità emotive, che ci allontanano sempre di più da noi stessi. Chi da valore ai propri capelli a tal punto da non volere che essi cadano ha una stima di se stesso pari a nulla. Pone il suo valore nell’aspetto fisico e nei suoi capelli, ignorando il valore che ha indipendentemente da quanti e quali capelli gli rimangono in testa.

Se un uomo non è conscio del suo valore qual è realmente il suo valore? A mio avviso è tendente al nullo, ma solo perché ancora non è conscio del potenziale che è in lui. Purtroppo questi concetti sono frutto di un percorso che non può essere intrapreso in qualunque momento della vita di un uomo. Quando è ormai istituzionalizzato, conforme alla società e alle sue idee, difficilmente considera questi concetti, soprattutto se farlo mette in discussione tutti gli ideali per i quali ha vissuto una vita intera. Molti riconosco la cosa giusta da fare e il giusto valore delle scelte, ma preferiscono rimanere conformi alla società. Non rischiano così che qualcuno dei loro simili gli dia del matto o possa guardarli in strano modo, quasi facessero parte di una tribù diversa dalla loro.

E così largo alle lozioni per irrobustire il capello, shampoo per impredire la caduta, creme per il cuoio capelluto e altre amenità varie. Mi chiedo se qualcuno sia riuscito mai a impedire ai propri capelli di cadere utilizzando tutti questi impiastri. Di una cosa sono certo! La Guerra che alcuni uomini hanno dichiarato alla calvizie ha fatto sicuramente aumentare i guadagni delle aziende che producono i prodotti per la lotta alla caduta dei capelli!