sentimenti - Pagina 3

Capitano, mio capitano!

27 luglio 2010 at 06:56

Sono rare le persone che hanno la capacità di cambiarci profondamente, come a smuovere il nostro spirito verso cose che prima ci erano nascoste.

I capitani che incontriamo nella nostra vita

Alcune persone entrano nella nostra vita quasi in sordina. Di primo acchitto non diamo peso a questo incontro. Le guardiamo come a chiederci: “ma cosa mi rappresenta questo qui?”, oppure “questo è proprio strano”. Col tempo quasi non ci accorgiamo che costoro, non solo sono entrati nella nostra vita, ma sono entrati dentro di noi. La loro persona, il loro modo di essere, il loro modo di pensare e di fare. Sono diventati parte di noi e tutto ciò che ci hanno insegnato non solo lo abbiamo imparato, ma lo abbiamo fatto diventare nostro. Altrimenti perché mai avremmo ascoltato le loro idee e le loro parole? Li abbiamo sentiti inveire contro ciò che non ritenevano giusto. Li abbiamo sentiti pronunciare parole forti che ci hanno fatto capire tutto ciò che c’era da capire. Hanno smosso il nostro spirito e ci hanno innalzato a qualcosa di più grande. Alcuni loro moniti sono stati come spartiti musicali che erano dentro di noi, ma che non sapevamo come suonare.

Sentimenti che rendono invincibili

Ecco, come nel film l’attimo fuggente, alcune persone rimangono anche quando se ne vanno. Perché rimane con noi ciò che ci hanno dato, che è parte fondamentale di ciò che hanno rappresentato per noi. “Capitano, mio capitano!” La barca affonda, ma noi ne costruiremo un’altra sulle basi di ciò che ci hai fatto capire e diventare. Sarà come se quella barca non fosse mai affondata, anzi, sarà come se essa guiderà in testa tutte le altre, che la seguiranno per ciò che è, per ciò che rappresenta! Sono queste le cose che ci muovono, che ci fanno sentire vivi! E tutti i brividi e le emozioni che proviamo guardando il finale de l’attimo fuggente ce lo dimostrano. E voi, avete avuto la fortuna di trovare il vostro capitano? Siete stati così fortunati da sentirvi invincibili e sollevandovi sui banchi della vita, tronfi dei vostri sentimenti, dire “Capitano, mio capitano!”?

I bambini fanno ciò che vedono

8 giugno 2010 at 06:14

I bambini guardano gli adulti e li imitano, quasi per gioco. Mentre giocano però imparano e apprendono tutto ciò che essi gli insegnano. La consapevolezza degli adulti è fondamentale per l’educazione dei bambini.

L’educazione dei bambini

Il simpatico e temibile vecchietto Myagi di karate kid diceva: “maestro dice, allievo fa”. Sebbene non m piace chiamare nessuno maestro (c’è solo un maestro al mondo), è indiscutibile che l’educazione plasmi i bambini nel carattere e nell’animo. Se mostriamo ai bambini i nostri lati più negativi essi li assorbiranno come spugne assetate. Meglio quindi dissetarli con valori più sani. Educare (dal latino e-ducere) vuole dire tirare fuori e non mettere dentro. È quindi fondamentale rispettare la soggettività, l’intelletto e il carattere del bambino per permettergli di formarsi da sè, sotto la nostra guida. Occorre che i bambini imparino da subito a riconoscere da soli il bene e il male e non a fare uno o l’altro in base a ciò che vedono. Gli adulti devono assisterli in questo percorso, educandoli come meglio possono e spiegandogli più cose possibile.

La paura genera odio

Sabato pomeriggio camminavo in piazza maggiore a Bologna. A un certo punto vedo un papà in bicicletta avventarsi contro suo figlio perché si era allontanato senza chiedere il permesso. La paura ha pervaso l’uomo, che l’ha poi riversata sul piccolo figlioletto. Gli ha urlato contro, lo ha strattonato, gli ha stretto il braccio fino a farlo piangere e urlare. Ho assistito alla scena chiedendomi se sia questa l’educazione dei bambini. Sebbene comprenda la paura del genitore ritengo assolutamente di no.

Quell’uomo ignora che un giorno suo figlio farà altrettanto nei confronti di qualcun’altro. Verrà pervaso dalla paura e sarà da essa schiacciato. Riverserà rabbia e altra paura verso le persone che gli staranno a fianco. Forse anche verso di lui. È molto difficile mantenere la calma quando si è preoccupati, ma è indispensabile per una corretta educazione dei bambini. Questi devono si imparare che allontanarsi dai genitori è pericoloso, ma non avendo paura di allontanarsi da loro per ciò che potrebbero subire. Quando un bambino è impaurito difficilmente presta attenzione. Spera semplicemente che la rabbia che vede nel suo papà finisca quanto prima. Passata la rabbia di suo papà rimarrà in lui semplicemente la paura. E la paura genera odio.

Bambini che insultano gli anziani

L’estate scorsa, invece, ho assistito a una scena più emblematica. Molto simile a ciò che si vede nel video. Dalla finestra della mia camera, nell’appartamento in cui abitavo prima, potevo assistere spesso alle vicende di una signora del palazzo di fronte, che creava continuamente caos nel condominio. Urla, bisticci, minacce, insulti, offese e ogni comportamento malsano si possa immaginare, arrivando spesso vicino la rissa con vari condomini. Questi comportamenti erano all’ordine del giorno. Un pomeriggio questa signora inveiva dal balcone del suo appartamento verso un anziano signore che si godeva il fresco su una sedia in cortile.

Non so quale fosse il motivo del litigio, ma la mia attenzione fu richiamata quando questa apostrofò l’anziano con ogni tipo di offesa: chiamò in causa la moglie morta del povero uomo e diede della zoccola alla giovane nipote. Mentre l’anziano rispondeva comunque a tono, la donna tornava in casa, lasciando la figlia, di circa 8 anni, in terrazza. Questa ha cominciato a offendere l’anziano a sua volta, aggiungendo una certa fantasia negli insulti e colorando il tutto con gestacci di ogni tipo. Uno spettacolo davvero riprovevole. I bambini ci guardano: impegnamoci a fare si che vedano qualcosa che valga la pena di imparare.

Condividere gli interessi migliora la vita

18 maggio 2010 at 06:01
2 uomini stilizzati avvicinano le mani

Condivisione degli interessi tra le persone

Condividere la nostra vita con gli altri ci mantiene vivi e attivi nello spirito e nella mente. Ciò che facciamo ha un’importanza rilevante quando condiviso, altresì perde di attrattiva. Questo ci permette di crescere ed evolvere in senso più ampio rispetto ai singoli interessi che abbiamo.

L’importanza della condivisione degli interessi

La condivisione degli interessi e di ciò che facciamo nella vita è fondamentale. Quando leggiamo un libro non vediamo l’ora di poterne parlare a qualcuno per raccontargli quanto ci abbia appassionato. Vedere un film in compagnia porta sentori diversi rispetto a vederlo da soli e poterlo commentare una volta arrivati alla fine aggiunge qualcosa al film stesso. La mancanza di condivisione porta all’isolamento e alla solitudine. Se non si può condividere con gli altri ciò che si fa si tende a non fare più nulla perché tutto pare perdere di significato.

Condividere gli interessi migliora la vita

La condivisione degli interessi porta anche a un accrescimento personale e a un miglioramento di se stessi. Parlare di un libro a un amico può fare scoprire qualche altro libro simile che potrebbe piacerci. Discutere riguardo un film può farci scoprire punti di vista che ancora non avevamo considerato. L’esperienza di vita che facciamo, piccola o grande che sia, torna utile non solo a noi, ma anche a coloro con cui decidiamo di condividerla. Ascoltare e cercare di comprendere gli interessi e le esperienze altrui conduce a una visione della vita e a una crescita interiore più ampia.

Siamo ciò che siamo grazie alla condivisione degli interessi

Ubuntu è un’antica parola africana che significa “umanità agli altri”, ma anche “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”. Questa parola esprime alla perfezione il significato di condivisione degli interessi. La nostra vita è fatta di azioni e di pensieri. Se non possiamo condividerli con gli altri che significato avrebbero? Inoltre sono le azioni e i pensieri di tutti che contribuiscono a formare ed evolvere gli uomini. Dalla piccola compagnia di ragazzi di quartiere, agli anziani che si trovano in un bar, fino a intere città e società, che mutano e crescono grazie alla condivisione delle esperienze e degli interessi.

L’approccio ai cambiamenti della vita

13 maggio 2010 at 06:09
Cambiamenti della vita

Cambiamenti della vita

I cambiamenti della vita differiscono in relazione all’età in cui li viviamo. In realtà non è un fatto di essere bambini o adulti, ma di sapere crescere ed evolvere, per gioire di ciò che viviamo ogni giorno.

Le differenze tra bambini ed adulti

Quando siamo piccoli abbiamo i nostri problemi e i nostri sconvolgimenti, ma alcuni cambiamenti e alcune condizioni di vita non ci stravolgono in maniera così pressante come quando diveniamo adulti. Quando siamo tali, invece, ogni piccola cosa che non sia stata programmata o pensata a priori diventa un problema, una instabilità. Senza considerare lo stress che viviamo per le cose quotidiane come gli impegni e il lavoro.

Da piccoli i cambiamenti vengono vissuti come un qualcosa che accade. Forse non lo vorremmo, ma prendiamo da subito qualsiasi cambiamento come un dato di fatto e così lo viviamo. I cambiamenti di vita scivolano così più leggeri sopra le nostre abitudini. Senza nemmeno accorgercene, i cambiamenti che prima ripudiavamo, diventano parte integrante della nostra vita e li accettiamo e apprezziamo per ciò che sono divenuti. Da adulti, invece, ogni cambiamento viene mal digerito e per nulla affrontato o accettato. Più lo viviamo e più pensiamo che non vorremmo e dovremmo viverlo. Ci angustiamo invece di evolvere e crescere. Creiamo così dentro di noi dei sentimenti malsani che ci porteremo dietro per il resto della vita.

I bambini vivono in un mondo tutto loro e portano con se una sorta di magia. Grazie ad essa nulla può preoccuparli. In più hanno un’inconscia fiducia nei genitori e questo gli da tranquillità. Da adulti invece perdiamo ogni tipo di magia che possedevamo. Non abbiamo avuto ne prove ne controprove, ma non crediamo più in nulla. Piano piano perdiamo anche la fede e tutto diventa più triste. Non siamo più capaci di ragionare e di osservare con lo spirito. Guardiamo solo con gli occhi e ci uniformiamo ogni giorno di più al mondo che ci circonda.

Non smettere mai di crescere ed evolvere

Occorre guardare al mondo con vivo stupore ogni giorno. A 30 anni, 40 anni o 50 anni che siano, pensiamo di avere ormai visto tutto, di capire tutto, di sapere come andranno le cose. Crediamo questo ci dia una certa sicurezza, una sorta di stabilità per non perdere la testa tra le nuvole. Non ci accorgiamo invece di come questo modo di vivere sia proprio la causa del nostro male. Dobbiamo cercare le cose nascoste che ancora non abbiamo scoperto, ma soprattutto ritrovare quelle che abbiamo perduto.

Gli amici si vedono nel momento del bisogno e della gioia

15 aprile 2010 at 06:35
3 amici seduti sul pontile in riva al mare

Gli amici e i momenti di gioia

Un vecchio detto sull’amicizia contiene una parte di verità, ma come molti detti e proverbi non è completo. L’amicizia non si dimostra solo nel momento del bisogno, ma anche in quello della gioia.

Gli amici si vedono nel momento della gioia

Il vecchio detto che gli amici si vedono nel momento del bisogno lo conosciamo tutti. Sicuramente è vero, ma non è completo. Gli amici si vedono anche nel momento della gioia. Chi gioisce con te è tuo amico. Chi partecipa con te alle cose belle della vita è tuo amico. Chi invece al sentire delle tue gioie da condividere con lui non dimostra in alcun modo la sua partecipazione non è tuo amico. Alcune persone non accettano che ad altri capitino cose belle. Covano e vivono d’invidia, fingendosi amici, o comportandosi come tali per quanto gli è possibile. Quando infatti nasce in loro il nervoso per quanto di bello ti è capitato si fermano davanti a quelli che sono i loro limiti dando sfogo a sentimenti malsani. Aggiorniamo quindi il detto: gli amici si vedono nel momento del bisogno e della gioia.