sociale - Pagina 11

Il parlare che si trasforma in guerra per portarsi a casa la ragione

28 settembre 2009 at 11:25

litigio tra uomo e donna

Una discussione finita in litigio per volere avere ragione a tutti i costi


Quando si parla si tende a perdere il concetto di discussione, soprattutto la parte costruttiva di essa. Molte volte si arriva al punto in cui entrambe le parti vogliono solo prevalere sull’altro per dimostrare di avere ragione.

Il piacere di parlare

Parlare con amici e conoscenti è molto piacevole, le discussioni sono un vero diletto, una sorta di linfa vitale per la vita e la mente di tutti noi. Dopo una cena, facendo due chiacchiere si può arrivare a parlare praticamente di qualunque cosa. Le opinioni sono tante, ognuno ha il suo punto di vista ed è veramente costruttivo parlare e ascoltare cosa dicono tutti.

I pericoli delle discussioni

Capita però troppo spesso che le discussioni si infiammino. La foga, soprattutto in noi italiani, di parlare animatamente trasforma la discussione in una sorata di guerra per portarsi a casa la ragione. Si perde il senso di condivisione dei pensieri, di quanto sia utile e importante parlare con calma e chiarezza e ascoltare con attenzione. Molte persone, quando ascoltano, tendono ad aspettare il proprio turno per parlare.

L’impegno da mettere in una discussione

È molto importante invece immedesimarsi nel pensiero altrui per capirne le ragioni, per capire quale corrente di pensiero e quali motivazioni portano a quel ragionamento. Ci si mette così in discussione, imparando molto di se stessi grazie al pensiero degli altri. Il pensiero va poi elaborato secondo il proprio ragionamento, cosicché possa crescere e migliorare. È un percorso duro e difficile, ma molto costruttivo e maturo.

La guerra delle discussioni

Purtroppo il più delle volte le persone parlano semplicemente portando in guerra il proprio pensiero contro quello altrui. E così le discussioni divengono semplicemente un momento di sfogo per la propria rabbia e la propria repressione, cercando di avere l’ultima parola, quasi questo potesse simboleggiare la vittoria sull’altro.

I veri vincitori sono quelli che dopo una discussione si portano a casa qualcosa che prima non avevano; un pensiero, un ragionamento, un’idea. Accettano la cosa con gioia e pensano nei giorni successivi a quanto appreso per elaborare ancora meglio le nuove ideologie che saranno sicuramente costruttive.

Imparare dai bambini

Credo questo sia un segno di maturità, che purtroppo al giorno d’oggi manca spesso. Pare quasi siamo tornati tutti bambini. Forse i bambini in alcuni contesti si comportano meglio: non hanno manie di grandezza ne comportamenti da despota. Ogni tanto faremmo bene a imparare da loro.

I provvedimenti contro gli ultrà che danneggiano i tifosi veri

25 settembre 2009 at 12:35

Ultras Italiani - il problema degli stadi

Ultras Italiani - il problema degli stadi


Spesso gli ultrà fanno caos e non rispettano le regole degli stadi e un comportamento civile. I provvedimenti danneggiano sempre le persone comuni, che con la chiusura degli stadi non possono più guardare una partita senza avere nessuna colpa a riguardo.

Ultrà padroni del calcio Italiano

Non ho mai capito perché gli ultrà abbiano in mano un pezzo delle società di calcio. Si è visto negli anni passati come siano riusciti addirittura a non fare giocare partite importanti. La cosa più assurda si rileva quando le sanzioni nei confronti degli ultrà colpiscono in realtà la maggioranza degli spettatori dello stadio: la gente comune, i ragazzini, le famiglie e gli anziani. Questi, quando uno stadio viene chiuso non possono andare a vedersi la partita della propria squadra preferita.

L’innocenza dei tifosi veri e le colpe degli ultrà

Quando infatti ci sono disordini negli stadi, o accadono fatti incresciosi non è certo colpa del pensionato e del bimbo accompagnato dal proprio papà. È colpa di una frangia di persone chiamata ultrà, che vuol farci credere che tifa per una squadra talmente tanto da esserne innamorato.

A mio avviso la maggior parte di queste persone è innamorata del caos, della violenza e degli scontri e la parte di ultrà che non ha queste caratteristiche non è certo contro di esse, ma le asseconda, o lascia correre. Non va dimenticato poi come molti ultrà propinino negli stadi il loro schieramento politico, che generalmente è fascista o comunista estremista, o addirittura razzista o nazista. Uno schifo!

Autorità incompetenti completamente nel caos

Le autorità dovrebbero salvaguardare le brave persone che vanno allo stadio, e permettergli di farlo anche dopo avvenimenti particolari, punendo i colpevoli e non facendo un conto unico per comodità.

Credo ancora una volta sia la dimostrazione di quanto siano incapaci gli addetti ai lavori. Se c’è da guadagnare soldi dai diritti TV si muovono in ogni direzione, se c’è da investire in sicurezza invece non si muove nessuno. In inghilterra hanno risolto il problema degli hooligans con telecamere e seri provvedimenti, lo sappiamo tutti. Basterebbe copiare e modificare al contesto italiano questa strategia.

Probabilmente i nostri politici preferiscono farsi comandare dagli ultrà in varie occasioni, difenderli pure in svariate altre e punire infine la gente comune, che a quanto pare non ha più nemmeno il diritto di andare a vedersi iin pace una partita.

La partita vinta dalla TV e dai soldi

Forse non è un caso. Forse è una mossa ben architettata per fare rimanere a casa il grosso delle persone. Per non correre il rischio di rimanere invischiata in brutte situazioni se ne sta a casa comodamente seduta davanti alla TV a pagamento a guardarsi la partita con tranquillità. Siamo sicuri che la TV non la chiuderanno mai finchè tornano i conti.

Fare lavorare i carcerati in modo che restituiscano un servizio alla società

23 settembre 2009 at 06:08

Carcerati con le mani in mano

Carcerati con le mani in mano che potrebbero lavorare


Riuscire a fare lavorare i carcerati, a fargli restituire un servizio alla società è un obiettivo difficile quanto importante. Alcuni progetti sono iniziati, ora dipende solo dai nostri politici riuscire in un progetto così importante.

Un progetto diffiicle ma molto importante

È sicuramente un tema difficile, complicato e del quale si è parlato tante volte. Sono convinto però ci siano persone in grado di progettare un metodo che funzionerebbe. Probabilmente questi giorni non sono i migliori per trattare l’argomento, visto che il lavoro non ce l’hanno nemmeno le persone che sono fuori dalla prigioni.

Se fatti lavorare i carcerati sarebbero una forza lavoro senza pari e una risorsa senza eguali

Riuscendo a trovare un modello economico funzionale si potrebbe “assegnare” un carcerato a ogni famiglia bisognosa. Il suo stipendio e la sua forza lavoro sarebbero di sostentamento per le famiglie in difficoltà. Ovviamente potrebbero occuparsi dei lavori di pubblica utilità e tanto altro. Così se prima hanno colpito in qualche modo la società le potrebbero rendere un servizio consistente.

Carceri come veri reintegratori nella società

La cosa più importante sarebbe fare funzionare gli istituti carcerari come veri reintegratori nella società. Occorrerebbe insegnare veramente, istruire, fornire delle possibilità, ma questo non avviene nemmeno nelle scuole figuriamoci se la nostra politica potrebbe essere in grado di farlo nelle carceri. Considerando poi che dietro alle carceri c’è il solito giro di soldi che fa gola a tutta la gente marcia che ci governa!

Tempo fa vidi un servizio in cui mostravano come in un carcere del nord i carcerati contribuivano socialmente. Si occupavano di scansionare i documenti dei processi dei tribunali. In Italia infatti ci sono processi con dei documenti da 1000000 di pagine (non ho scritto male, proprio un milione!), immagina cosa può volere dire dovere leggere un documento del genere o trovare un informazione in esso.

La scansione digitale permette così di consultarlo più facilmente e velocemente, quindi con efficienza, cosa che al nostro sistema giuridico manca da sempre. Scansionare i documenti è un lavoro lungo e difficile. A mio avviso sarebbe un buon inizio per fare tornare un servizio alla società da parte dei carcerati! Speriamo solo non gli diano da scansionare il loro di documento procesuale 🙁

Le fatiche degli anziani d’Italia

16 settembre 2009 at 06:35

Gli anziani sono i pilastri d'Italia

Gli anziani sono i pilastri d'Italia


Gli anziani sono spesso dimenticati. Il mondo d’oggi è troppo veloce e non c’è tempo per stare loro dietro. Nascosti, sofferenti e vergognati si muovono tra le fila della società, sorreggendola e venendo da essa disprezzati.

Le paure degli anziani

Gli anziani d’Italia sono nascosti. Li vedi, ma difficilmente li osservi. Li guardi, ma non immagini cosa si nasconda dietro ognuno di loro. Molti degli anziani di oggi si chiudono in casa. Stanno da soli, convinti che sia una scelta, quando in relatà è una sorta di obbligo. Quando escono sono impauriti da un mondo che non riconoscono più. Sono talmente legati al loro passato che è come fossero proiettati in un futuro che non gli appartiene.

Il tempo di ogni generazione

Hanno visto i loro genitori lavorare come schiavi. Loro hanno lavorato talmente tanto da non avere avuto il tempo di fare null’altro, e ora che hanno il tempo non sanno cosa fare. Nonostante tutto sono ancora il motore di molti Italiani. Molti anziani di oggi infatti sorreggono le famiglie pensando ai nipoti e si occupano di un sacco di cose che i loro figli non hanno più il tempo (o la voglia) di fare, proiettati anche loro in un presente che forse non hanno mai nemmeno immaginato.

Il dovuto rispetto agli anziani che l’Italia gli nega

C’è al contrario chi pensa che siano la rovina del paese, visto che bisogna pagargli la pensione. Ciò che vedo io è che pochi percepiscono una pensione dignitosa. Settimana scorsa ero a fare spesa ed avevo davanti a me, in fila per la cassa, una anziana signora dai capelli color argento degni di un insegnante di Hogwarts e un sorriso che ti dava la gioia, ma traspariva tristezza. Al momento di pagare ha dovuto lasciare li un pò di cose, perchè contando i suoi spicci non riusciva a comprare tutto. Non è la prima volta che vedo scene come questa e ogni volta che mi capita mi chiedo che cazzo di paese è quello che non permette ai pilastri della cittadinanza di fare un pò di spesa tranquillamente. Mmhhh…. un paese di merda?

L’affanno dell’uomo nel tentativo di perfezionare ogni cosa

4 settembre 2009 at 17:27

uomo

L'uomo racchiuso in se con le sue inquietudini


L’uomo trasforma ogni semplice gesto in complicato, affannandosi così ogni giorno di più. Dimentico dei veri valori delle cose si ostina a percorrere una via erronea che non porta e non porterà nulla di fruttuoso.

Il tentativo dell’uomo di perfezionare tutto tranne se stesso

L’uomo tende a perfezionare tutto, dove può sia chiaro, o almeno ci prova. Purtroppo nel suo tentativo di miglioramento tende a complicare le cose. E così imparando a cucinare abbiamo abbinato maestralmente sapori di ogni tipo, perdendo però il piacere e la semplicità del gusto di ogni singolo cibo, trasformando il semplice gesto del mangiare in cucinare.

Dicansi la stessa cosa per il vestire. Un tempo ci si preoccupava di vestirsi per il freddo, ora inivece con il tentativo di perfezionare tutto parliamo di moda e stile. Lo stesso si può dire per tante altre cose. Generalizzando un pò possiamo dire che non abbiamo più soltanto rapporti al fine di riprodurci (con atto di amore) ma soprattutto per godere. Non lavoriamo più per il nostro sostentamento ma soprattutto per guadagnare e comprare cose che fondamentalmente non ci servono. Non viaggiamo più per il solo piacere della scoperta e della conoscenza, ma per vacanza, per riposarci dalle fatiche che noi stessi abbiamo caricato sulle nostre spalle.

Il disinteresse di una vita semplice sostituita da un continuo affannarsi per tutto

Siamo succubi di una società che molti non vogliono, ma che tanti accettano in silenzio. Eppure tante di queste cose stanno scritte da tempo, ma pochi le leggono e di questi ancora meno le comprendono, di questi poi veramente pochi riescono a metterle poi in pratica:
“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito?”
Matteo 6,25

“Non affannatevi dunque dicendo: che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perchè il domani avrà già le sue inquietudini. A ciasun giorno basta la sua pena.
Matteo 6,31

La consapevolezza alla fine dei tempi

Non dimenticare mai che ad oggi l’uomo non sa più chi è, e per questo ogni giorno deve combattere la sua guerra personale per ritrovarsi. L’uomo non vive per se, per il piacere della vita e l’impegno da dedicargli. Vive per la società, per fare funzionare un sistema che non funzionerà mai. Il mondo che funziona ci è già stato mostrato e tutti ne siamo consapevoli. Mancano purtroppo volontà e coraggio, ma quale gioia a vivere veramente liberi e regnanti su questo pazzo mondo! Purtroppo non lo capiremo mai, fino alla fine dei tempi…