sociale - Pagina 13

La paura del buio e di altre cose

7 agosto 2009 at 18:35

L'urlo di Munch

L'urlo di Munch rappresenta la paura


Quella del buio è da sempre una paura insita nell’uomo. Indipendentemente dalle esperienze personali, dall’età o dal coraggio ciò che non riusciamo a vedere e che non conosciamo ci spaventa.

Paura del buio o di ciò che non conosci?

Quando l’uomo nasce “viene alla luce”, ma i suoi primi 9 mesi di vita li trascorre al buio. Dovrebbe quindi essere abituato e invece tende ad essere intimorito dalla mancanza di luce. Fondamentalmente si evince come non sia il buio in se ciò che spaventa, ma la mancanza di consapevolezza di ciò che potrebbe esserci dove non riesce a vedere.

Quando ti trovi al buio e cominci a domandarti cosa ci sia, stai creando tu ciò che prima non c’era. Crei in te una paura che prima non avevi e più ci pensi e più la paura diventa grande, finchè non diventa suggestione e si trasforma poi in certezza. Se osservando o ascoltando al buio ti sembra di scorgere o sentire qualcosa stai creando un mostro . Le stesse paure che hai al buio, se solo ci pensassi, le avresti anche alla luce. La differenza si trova nella sicurezza che la luce ti da. Ti permette di vedere chiaramente e questo ti fa credere di potere vedere tutto. Ti da la certezza che tutto sia a posto, ma in realtà prendi solo fiducia in te stesso, abbandoni ogni pensiero che ti farebbe incorrere nel buio del tuo io.

Può darsi che i mostri nel buio ci siano, ma li hai mai visti?

Se al buio ci sono dei mostri, prima di spaventarti della loro presenza cerca almeno di vederli, allora avrai di che essere spaventato. Avere paura di qualcosa che forse si è visto, forse si è sentito, ma alla fine non si è certi ne di una cosa ne dell’altra mi pare un pò stupido.

Luce e buio sono dentro di noi

Ci sono uomini che stando al buio ed essendo consapevoli e sicuri ed avendo fede non temono nulla. Altri che seppure si credono alla luce in realtà vivono un buio che mangia dall’interno. Probabilmente al buio ci sono dei mostri, ma non ve ne sono forse anche alla luce? Allora non bisogna avere paura del buio perchè non è questo che ci spaventa, ma i mostri. Per capire cosa ti spaventa e perchè, occorre innanzitutto capire chi sei e di cosa hai paura.

La paura ci fa crescere, conoscere ed evolvere

Mi piace pensare che tutto scorre e che nulla va come non dovrebbe. Considerando questo, le mie paure divengono una storia, già scritta o già vissuta da chissà quanti altri. Se così deve essere così sia. Gli uomini tendono ad avere talmente paura che dopo un pò non ricordano più di cosa avevano paura e hanno paura solo del fatto di avere paura.

La paura va accettata. Non ci sono uomini al mondo che non hanno paura di qualcosa. La differenza sta solo nel come la si vive. Si può avere paura del buio e rimanere terrorrizzati e passivi, oppure ci si può destare, andare incontro alle proprie paure e diventare attivi. Mentre vive, l’uomo si evolve. Le paure che avevi da piccolo ora ti fanno sorridere, ti sei mai chiesto perchè? Avremo sempre paura, l’importante è non vivere in essa e le volte che capiterà trovare il coraggio di andarle incontro. Conosceremo cose di noi e delle nostre paure che ci fortificheranno e ci permetteranno di evolverci ed è questo il bello! Tanto non temere, messa da parte una paura ce ne sarà sicuramente un’altra poco dopo! 🙂

Il parcheggio degli ospedali e del pronto soccorso a pagamento

6 agosto 2009 at 12:28

Parcometro - parcheggi degli ospedali a pagamento

Parcometro - parcheggi degli ospedali a pagamento


A Bologna, come in molte altre città, il parcheggio degli ospedali e dei pronto soccorso è a pagamento. Una vera truffa legalizzata a danno dei cittadini per accrescere le casse del comune.

Pago il parcheggio di un’area che appartiene anche a me

Non ho mai capito perchè si debba pagare il parcheggio di aree della città che sicuramente appartengono più ai cittadini che al comune. Capisco il bisogno di fare cassa e via dicendo, ma non si può continuare a ragionare in questi termini all’infinito, occorrono soluzioni e progetti che permettano ai cittadini di parcheggiare liberamente e al comune di fare quadrare i conti, anche se su quest’ultimo punto credo sia solo un fatto di incompetenze e mafie locali, che non permettono di quadrare i conti…

Applicare questa tassa nei parcheggi degli ospedali credo sia il culmine della follia dei nostri tempi. Sono diabetico e 3 volte l’anno vado alle visite di controllo in ospedale e comunque capita a tutti prima o poi di avere bisogno del pronto soccorso. Nel primo caso ogni volta mi ritrovo di fronte a dubbiose domande per risolvere la questione parcheggio a pagamento. Considerando che le visite generalmente subiscono forti ritardi e quindi lunghe attese che non so mai quanto dureranno, la domanda che mi pongo è: per quanto tempo pago? Forse in un’ora stavolta me la cavo, o no? E se poi impiego 3 ore come l’altra volta?”

Spendere una fortuna evitando la multa o spendere meno e rischiare?

A queste domande sorge di conseguenza una triplice possibilità di scelta. Pagare per quanto si crede durerà la visita con il rischio multa, pagare un pò di più di quanto si crede necessario per essere un pò più sicuri ma mai sicuri del tutto, pagare in abbondanza con la certezza di non essere multati ma di spendere probabilmente una fortuna non necessaria. È giusto tutto questo? Assolutamente no. Senza considerare che nel caso uno necessiti del pronto soccorso si presume abbia fretta e non possa dilungarsi più di tanto nel “progettare” il pagamento del parcheggio.

Più volte mi è capitato di andare al pronto soccorso, pagare per un paio d’ore abbondanti e scaduto quel tempo, trascorso in attesa che mi chiamassero, dovere andare a “rimpinguare” il parchimetro. Non sempre ho fatto questa scelta, perchè avevo paura mi chiamassero mentre ero in parcheggio a pagare la mia tassa. A volte mi è andata bene, a volte ho preso la multa (gli ausiliari avvoltoi sono sempre in agguato), altre volte mi hanno chiamato mentre ero in parcheggio e ho dilungato ancora la mia attesa.

Una truffa legalizzata

Tutto questo non è giusto. È proprio un abuso. I comuni si approfittano dei cittadini per rubargli qualche soldo in più nel parchimetro o tramite le multe. Una persona che debba andare in ospedale o in pronto soccorso ha altri problemi e pensieri per la testa e non dovrebbero gravare su di lui quelli relativi al parcheggio. A mio avviso il parcheggio negli ospedali non andrebbe pagato, ma se i comuni fossero un pò rispettosi potrebbero arrivare a un compromesso con i cittadini. La tariffa oraria potrebbe costare poco, tipo 25 centesimi, così quando si arriva si tira fuori dal taschino 1 €, lo si butta dentro al “mangiasoldi” e non ci si pensa più assicurandosi 4 ore di parcheggio. Così non mi sentirei truffato e credo contribuirei comunque alle casse del comune. La domanda che mi pongo è: “i comuni hanno bisogno di soldi per continuare a offrire servizi ai cittadini o stanno diventanto aziende che pensano ai propri utili?”

Scarsa qualità dei servizi autostradali Italiani e mancata tutela del consumatore

4 agosto 2009 at 07:06

code in autostrada

Disservizio autostradale dato dal traffico


Le autostrade Italiane peccano di scarsa qualità. Gli automobilisti pagano al casello indipendentemente dal servizio fornito. Manca la tutela al consumatore in molti contesti, ma questi continuano a pagare e fanno valere poco e niente i loro diritti.

La qualità del servizio autostrodale

Ogni servizio dato ai consumatori deve avere rispetto della qualità, così anche il servizio autostradale. Indipendentemente da code e ore sotto il sole la società autostradale si fa pagare al casello. Mancano proteste a riguardo che facciano sentire la voce della protesta circa questo (dis)servizio, che andrebbe pagato solo quando la qualità è rispettata a dovere.

Non sempre sono gli incidenti la causa di rallentamenti e code, ma un servizio curato in modo approssimativo; la mancanza di organizzazione e di implementazione di strutture tecnologiche che assistano gli automobilisti ancora prima di intraprendere il viaggio autostradale. I consumatori dovrebbero richiedere rimborsi per i disservizi e nei casi di lunghe file una giusta sospensione del pedaggio, che velocizzerebbe il traffico nei momenti intensi.

Il denaro prevale anche sulle autostrade

Purtroppo anche il servizio autostrade fa capo al denaro invece che al servizio per il cittadino, che in questo frangente particolare non viene tutelato se non dalla protezione civile con qualche bottiglia di acqua minerale, come accaduto l’1 Agosto 2009 nell’autostrada A4 Venezia-Trieste. Rimane una grossa problematica che come sempre sente tante parole ma pochi fatti, soprattutto quando un gisuto servizio al cittadino comporterebbe investimenti ed equilibrio tra pedaggio e servizio offerto.

Ancora una volta siamo in balia di un’azienda che continua a incassare milioni e offre un servizio di qualità molto discutibile. La cosa assurda è che sembra starci bene così. Non sappiamo più fare valere i nostri diritti e le nostre ragioni. Ricordiamoci che quando si paga un servizio si ha diritto che sia funzionale e di qualità, indipendentemente da qualsiasi contesto esterno, che deve essere una problematica dell’azienda che lo offre e non dell’automobilista.

Informazione dei telegiornali Italiani negli ultimi 15 minuti

23 luglio 2009 at 22:14

Telegiornali Italiani

Telegiornali Italiani


L’informazione in Italia è cosa dubbia, mira solo al sensazionalismo. Gli ultimi minuti dei telegiornali poi danno notizie fuori da ogni umana comprensione e non si capisce come mai tutto questo sia ancora possibile.

La seconda parte dell’informazione Italiana

Stasera ho finito di mangiare un pò tardi rispetto al mio solito, all’incirca le 20:15. Finita la mia cena con una caprese e qualche oliva verde e un gustoso pezzo di pane vado in cucina per un caffè e mentre lo preparo e lo bevo guardo la seconda parte del telegiornale. Un corposo servizio sulla bellezza di una spiaggia romana, un più che corposo servizio sulla febbre del super enalotto e dei suoi 102 milioni di €, un servizio sulle nuove attrici Italiane e ovviamente l’immancabile spazio dedicato alla cucina, con dei preziosi suggerimenti su come fare ottimi spaghetti allo scoglio.

E questa sarebbe informazione? Ormai non ce ne accorgiamo nemmeno più di quello che ci propinano e ce lo ingoiamo come un medicinale con lo zucchero. Alla fine ci sta bene vedere qualche spiaggia, fantasticare sui milioni, osservare qualche culo e un buon piatto di pasta. Non richiede molto impegno ed è un cocktail mediatico perfetto! Non a caso ci sono tutti gli ingredienti: luoghi incantevoli, soldi, donne e buon cibo! Il piatto perfetto da servire all’Italiano medio insomma!

I fenomeni creati dall’informazione

E così esiste solo quello che vediamo in TV e di altro non ne verremo mai a conoscenza. Lo prendiamo semplicemente per buono, perchè è più facile. Per quale motivo impegnarsi a ragionare quando pensa a tutto la TV? Ci dice lei come stanno le cose e basta!

Ed è così che uno stupratore diventa Dott. Jeckyll e Mr. Hide. Il ragionere bravo di giorno e stupratore di notte. Un nuovo mostro! Perchè quello che lavorava di giorno e una sera ha macellato con l’ascia i suoi genitori in un garage non era un mostro? Ci propongono mode e sensazionalismi facendoci perdere l’importanza e il vero significato dell’informazione. Siamo impegnati a cercare mostri nel buio. A volte si cerca nel buio credendo ci sia qualcosa solo perchè non si riesce a vedere. La TV cerca di farti fare la stessa cosa, quindi accendi la luce così non può più prenderti in giro!

La mancanza d’informazione e la ricerca delle frivolezze

La cosa più grave credo sia la mancanza di una vera informazione e di notizie che esistono ma non vengono comunicate. Al posto di parlare di culi, spaghetti e lotterie dovrebbero fornire le informazioni che contano. In questo modo gli Italiani avrebbero più possibilità di non diventare un popolo di cerebrolesi! Vedendo a che punto siamo dubito che questo non avvenga.

Non siamo un popolo che cerca informazione ma non la trova, ma al contrario vogliamo proprio che ci raccontino le minchiate e le frivolezze! Ci stanno abituando da anni a cercare di nostra iniziativa le cazzate, così non avranno nemmeno più il problema di dovercele infilare a fatica nei TG. Avanzando di questo ritmo i telegiornali diverranno delle sorte di rotocalchi o di informazione settoriale, alcuni forse già lo sono. Non ci resta altro da fare che cercare, scremare, ragionare e stare sempre in allerta! Non fatevi fregare l’unico cervello che vi è stato dato!

Precedenza ai pedoni: in Italia è considerata un favore

16 luglio 2009 at 15:04
Strisce pedonali

Strisce pedonali - la precedenza dei pedoni è in discussione

In Italia (ma forse non solo) lasciare passare i pedoni sulle strisce pedonali viene considerato un favore e non un diritto di precedenza legittimo stabilito dal codice della strada.

Il valore delle striscie pedonali

Lasciare passare un pedone sulle strisce pedonali è considerato dalla grande maggioranza degli automobilisti Italiani un favore. Mi è capitato spesso, quando un auto mi lascia passare, di fare in automatico un segno di ringraziamento, poi pensandoci mi rendo conto di quanto sono ignorante. Si ringrazia forse chi, fermatosi al semaforo rosso, ci fa passare perché noi abbiamo il verde? Da un pò di tempo non ringrazio più quando mi danno la precedenza. Non per scortesia, ma per dare il giusto valore alle strisce pedonali e ai pedoni.

Le strisce pedonali in Italia sono considerate una rottura di scatole. A meno che non si sia un pedone. Ma anche in questo caso è comunque snervante dovere aspettare che un auto si fermi per lasciarci passare. Gli automobilisti Italiani non hanno proprio la cultura delle striscie pedonali. Guidano senza pensarci, magari insultando il povero pedone di quanto attraversi lentamente le poche volte che gli viene data la precedenza.

Eppure ricordo che a scuola guida viene fatto un buon insegnamento a riguardo: non appena il pedone tocca le strisce pedonali occorre dargli la precedenza. Il buon senso dovrebbe portare poi a capire che un pedone, che ancora non ha toccato le strisce ma è in attesa di attraversare la strada, avrebbe comunque necissità della precedenza.

La guida degli Italiani e degli Europei

Quando avevo circa 10 anni andai nell’allora Yugoslavia. Ricordo ancora molto bene come la precedenza ai pedoni sulle strisce fosse inculcata nella cultura degli automobilisti di quel paese. Non c’era nemmeno da avere dubbi se ti avrebbero dato la precedenza o meno. Non appena ti vedevano sul lato della strada in attesa si fermavano. E comunque la guida di quel paese non aveva nulla a che vedere con la nostra. Loro infatti erano rispettosi, giudiziosi e attenti.

Mi è capitato di assistere ad un investimento sulle strisce. In centro a Bologna, la rotonda di Piazza dei Martiri immette su Via Don Minzoni, che ha proprio nelle adiacenze le strisce pedonali. Si potrebbe discutere sul posizionamento delle strisce, fatto sta che effettuando ai tempi il venditore di gratta e sosta vidi la scena per bene: una giovane signora alla guida di un’utilitaria non vide un’anziana attraversare e la investì facendola sobbalzare di qualche metro. La signora alla guida non era di certo una pirata della strada, ma sottovalutava sicuramente le strisce pedonali. Dimentichiamo spesso infatti quanto sia pericoloso guidare, quali rischi comporti, quanto dovremmo essere responsabili alla guida e soprattutto dimentichiamo che le città e le strade non sono fatte dalle sole autombili.

Diritti dei pedoni

Gli automobilisti dovrebbero diventare più rispettosi e considerare l’importanza dei pedoni, quest’ultimi dovrebbero riprendersi i propri diritti. Non di certo lanciandosi con incoscenza sulle strisce, ma facendosi valere; alzando una mano come segno di presenza, avanzando, facendo capire che la precedenza è loro. Difficile dire se questo potrà dare nuovamente l’importanza dovuta a strisce pedonali e pedoni, ma si comincia sempre con piccoli passi. Speriamo a questi passi venga data la precedenza che meritano.