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Libertà dei fumatori e dei non fumatori

13 luglio 2009 at 10:37
sigaretta

La sigaretta della discordia

La libertà di chi non fuma si scontra sempre con quella dei fumatori. Malgrado il divieto di fumare nei locali, fumatori e non fumatori arrivano comunque a contatto. Dove finisce la libertà di uno e dove inizia quella dell’altro?

Fumare senza accendere alcuna sigaretta

È davvero difficile fare chiarezza su questo tema. Credo sia giusto che la libertà di una parte non debba mai intaccare la libertà dell’altra, ma forse il problema salute da un pò più ragione a chi non fuma. Sabato sera ero a sedere con un amico nei tavolini esterni di un pub. Per tutto il tempo che sono rimasto li ho fumato anche io sebbene non abbia acceso alcuna sigaretta. Due ragazzi in un tavolino a fianco fumando mi innondavano di ventate di fumo. Sono andato via piuttosto stizzito.

Ieri sera ero ad ascoltare un concerto all’aperto. Vi era una grande massa di persone e più e più volte mi sono spostato cercando di evitare le folate di vento che portavano fumo sotto al mio naso e dentro ai miei polmoni. Ovviamente è stato tutto inutile, c’era sempre qualcuno che fumando faceva si che il fumo arrivasse sino a me. A volte quando cammino per strada ho davanti persone che fumano e lasciano una scia orrenda per me che li seguo. È giusto che chi non fuma debba sorbirsi il fumo degli altri? Avrei voluto fare delle chiacchiere con il mio amico senza respirare fumo. Avrei voluto ascoltare il concerto senza respirare fumo. Così come vorrei camminare liberamente senza respirare fumo.

Fumare fuori dalle porte degli ospedali

Capisco che la voglia di libertà di chi fuma è la stessa. I fumatori vorranno sicuramente fumare una sigaretta in santa pace al pub, così come mentre ascoltano musica e camminano per strada. Ma dove stà la ragione? Difficile dirlo, ma posso portare la mia esperienza personale. I fumatori potrebbero usare buon senso, cercando di leggere le situazioni e capire che ad altre persone il fumo da fastidio. Trovo infatti grande ignoranza in quelle situazioni in cui i fumatori si fermano fuori dalle porte dell’ospedale, creando una vera e propria cappa che tutti quelli che entrano o escono dall’edificio respirano, in barba il divieto di fumo.

Il buon senso che manca ai fumatori

La maggior parte di fumatori non ha buon senso. Mi permetto di dirlo perchè sono stato un fumatore accanito per parecchi anni e ora che non lo sono più da ormai 4 anni non posso praticamente sopportare il fumo, anche per ragioni di salute. La mia gola infatti ha purtroppo delle lesioni e non appena entra in contatto con il fumo si vendica su di me con forti sensazioni di dolore. Ricordo bene come ragionavo quando fumavo e vedo chiaramente quel modo di ragionare nei fumatori che conosco e che mi stanno intorno. Il fumatore non è quasi mai disponibile a rinunciare alla sigaretta. Non comprende altri pensieri a riguardo se non il suo. Figuriamoci se quando esce di casa pensa a chi ha di fianco a un concerto o al pub, o a chi gli sta dietro mentre cammina.

Vorrei smettere di fumare il fumo passivo!

Personalmente preferirei non dovere fumare il fumo degli altri! I fumatori hanno il loro diritto di libertà ed io il mio! Vorrei sentirmi libero di andare a un conerto, o al pub, o camminare per strada senza intossicarmi o rischiare una malattia. Chi fuma dovrebbe essere in una posizione di svantaggio visto che si parla di salute! A mio avviso dovrebbe essere la libertà dei fumatori a essere minata e non quella di chi non fuma! Questo perchè la libertà dei fumatori mina la salute degli altri mentre la libertà dei non fumatori non mina la loro!

Divieto di fumo con dure restrizioni e multe salate! Credo sarebbe giusto vedere questo nei luoghi pubblici esterni! Chi fuma lo dovrebbe fare in casa con appositi aspiratori che buttino il fumo sul tetto e non fuori dalla finestra dove un vicino rischierebbe una nube tossica invece che una boccata d’aria! Oppure potrebbero fumare in apposite aree esterne dedicate ai fumatori, come già accade in alcune città Americane.

Duro monito ai fumatori per smettere di fumare

Da ex fumatore ci tengo a dare un consiglio ai fumatori e lo faccio duramente per il loro bene. La sigaretta è un segno di debolezza. Vivere dipendendo dal fumo credo non piaccia nemmeno a chi fuma. Impegnarsi a smettere di fumare è il minimo che un fumatore possa fare! Un’obiettivo importante per riempire la propria vita di di gioia e non di fumo! Abbiamo già tante dipendenze dai nostri bisogni primari che non credo sia necessario crearsene altri. Dobbiamo infatti nutrirci, ma ormai dipendiamo dal mangiare solo cose buone e prelibate. Dobbiamo vestirci, ma non lo facciamo più se non parlando di moda. E infine dobbiamo respirare; quindi fumatore degnati di farlo senza dipendere da una schifosa sigaretta!

Ricordati come e perchè hai cominciato a fumare! Nessuno comincia a fumare per volontà. Si comincia a fumare per ignoranza, vedi di smettere di fumare per intelligenza!

Gli Italiani navigano poco sul web e si lobotomizzano il cervello con la TV

9 luglio 2009 at 09:56
La televisione è insita nella cultura e nelle tradizioni degli Italiani

La televisione è insita nella cultura e nelle tradizioni degli Italiani

Gli italiani sono un popolo teledipendente, completamente lobotomizzato dalla televisione. Mentre gli altri paesi europei migrano verso internet, gli italiani continuano a perdere pezzi di cervello davanti al tubo catodico con programmi spazzatura e informazione inesistente.

L’Italia è una paese per vecchi e ignoranti

L’Italia è un paese di vecchi, e i vecchi non vanno tanto d’accordo con la tecnologia. I vecchi sono legati alle loro abitudini e tradizioni, impauriti e intimoriti dalle nuove tecnologie. I giovani, invece, utilizzano ben volentieri internet e le nuove tecnologie. Peccato che i più lo facciano in maniera superflua. Leggendo i dati di agenzie che valutano l’andamento del web in Italia, sembra quasi ci sia una riscossa degli Italiani sul web. In parte è vero, in parte no. La rincorsa al web ci sarà anche, ma non come alternativa alla televisione.

Inequalità dei contenuti del web

La maggior parte di Italiani utilizza internet sottovalutandone le potenzialità. In Italia c’è una inequalità dei contenuti tra le più alte d’europa. Si parla e ci si lamenta del digital divide, ma il vero problema è la digital inequality. Una volta che gli Italiani possono utilizzare il web cosa ci fanno? La maggior parte lo usa come svago. E così sembra ci sia una migrazione di chissà quale entità, quando in realtà la maggior parte degli utenti pensa a internet associandolo a Facebook, Youtube e alla messaggistica istantanea.

Il navigare sul web degli Italiani si traduce in test stupidi e insignificanti e video ridicoli. Gli Italiani che utilizzano il web per informarsi o per osservare contenuti di qualità sono una nicchia veramente piccola. Questo a causa di due concetti fondamentali: il primo che la maggior parte degli Italiani ha una conoscenza informatica di bassissimo livello. Molti non sanno nemmeno come effettuare una ricerca di rilievo sui motori di ricerca; il secondo è che in italia internet ha un nemicocome in nessun altro paese: la televisione .

La voglia di fare un cazzo degli Italiani e il loro rapporto con la televisione

La maggior parte degli italiani sono svogliati. Non hanno voglia di impegnarsi e faticare un minimo per trovare informazioni di qualità. Preferiscono farsi lobotomizzare il cervello dalle informazioni che arrivano senza alcuna fatica dal telvisore, di qualunque qualità siano. A questo si aggiunge poi la TV spazzatura, che in un modo o nell’altro si sorbisce. Programmi che tutti dicono di non vedere ma che tutti alla fine guardano. Telegiornali che per lo più parlano di calcio, donne, gossip e cucina. Tutto questo allontana gli Italiani dalla verità e li rende sempre più passivi, sempre più lontani dal web e sempre meno informati.

Persino la pubblicità se ne rende conto. In quasi tutti i paesi la pubblicità sta migrando dalla TV al web. Anche in Italia è un pò così, perchè anche se si cazzeggia su Facebook si può sempre essere un target appetibile. Gli esperti di marketing però ritengono la televisione indispensabile per le loro campagne pubblicitarie. Non è pensabile effettuare una campagna pubblicitaria senza incluedere anche la TV come mezzo di divulgazione del messaggio promozionale.

In Italia si guarda la TV. La maggior parte degli Italiani tornati dal lavoro si fa una bella cenetta, appoggia il cervello a fianco del divano e in compagnia della TV lo fa lobotomizzare. Non siamo più capaci di innovarci e rinnovarci, siamo legati alle tradizioni di oltre 50 anni fa. Anche le nuove generazioni subiscono un’educazione fatta di televisione.

Italiani di un tempo e Italiani d’oggi

Eravamo un popolo di navigatori, inventori, artisti e tanto altro. Ora siamo un popolo lobotomizzato dalla televisione. Crediamo in ciò che dice la TV e non abbiamo più una nostra capacità di pensiero e ragionamento. Personalmente confido ancora nelle caratteristiche ataviche e nei sentimenti degli Italiani. Spero sapranno risvegliarsi dal sonno nel quale sono caduti e destarsi dal torpore che gli annebbia il cervello. Quando guardi la televisione ricordati che stai lobotomizzando il tuo cervello!

La velocità delle automobili e i limiti di velocità delle strade italiane ed europee

16 giugno 2009 at 18:14
Incidente automobilistico

Incidente automobilistico a causa dell'elevata velocità delle automobili

Le strade italiane ed europee vengono percorse ogni giorno da automobili (e non solo) che possono fare velocità che vanno ben oltre il massimo consentito. Come spesso accade il commercio e il denaro chiedono il loro tributo, che viene pagato con vite umane ogni giorno.

Velocità non consentite delle automobili

Mi sono sempre chiesto per quale motivo la velocità delle automobili possa superare limiti non consentiti in nessuna strada. Non si può fare più dei 130 km/h (il massimo in autostrada), eppure vendono auto che fanno oltre i 200 km/h È sicuramente vero che ognuno di noi ha la facoltà di decidere e gestire la propria velocità, ma il governo dovrebbe tutelare i cittadini, non creargli tentazioni.

Nella maggior parte delle strade non si possono superare i 60 km/h, per quale motivo sono percorse da automobili in grado di raggiungere velocità degne di un circuito automobilistico? È il solito sistema del mondo d’oggi: la pubblicità ti invoglia a comprare auto veloci e ti fa credere che sarai figo solo se sembrerai un pilota, e per esserlo ti occorre un “ferro” sul quale correre. I costruttori intanto incassano i soldi, i comuni grazie agli autovelox incassano i soldi delle multe, chi costruisce autovelox incassa i soldi. E intanto i cittadini muoiono nelle strade. Le multe andrebbero fatte in primis a chi costruisce automobili che vanno a velocità non consentite, poi ai politici che non hanno ancora fatto una legge per regolamentare la cosa.

Investire in sicurezza non in velocità

È una questione di vita o di morte, di soldi e di ingiustizie e fondamentalmente anche di logica. Ci pigliano per il culo e non ce ne accorgiamo nemmeno più. Dovremmo richiedere alle case automobilistiche di investire i soldi in sicuezza invece che in velocità. Renault tempo fa pubbliczzava le sue auto per le grandi caratteristiche di sicurezza. Può garantirti sicurezza un’auto che ha vinto vari premi ma alla fine può fare i 200 km/h? Ci sono dei limiti di velocità per un motivo. Forse se le cose andassero come dovrebbero ci sarebbero meno morti e a qualcuno non starebbe bene. Si sa che i morti viaggiano a braccetto con i soldi e sappiamo che il denaro non crea mai parità ed equilibrio.

Quando schiacci l’acceleratore stai schiacciando anche il tuo cervello

Il mondo è fatto un pò così: se mangi, qualcuno muore di fame; se accendi la luce, qualcuno si trova al buio; se hai da vestire, qualcuno si trova nudo. Almeno non farti fregare da chi ti vuol fare credere di essere un pilota o di averti venduto un mezzo sicuro. Usa il cervello e ricordati che se schiacci troppo l’acceleratore, qualcuno rischia di morire.