sociale - Pagina 2

La festa al corpo delle donne

8 marzo 2011 at 02:38

Ogni anno le donne festeggiano l’8 marzo. Dimentiche del significato della festa non si accorgono che nel mentre c’è chi fa la festa al corpo delle donne

Il benessere dell’uomo d’oggi

12 gennaio 2011 at 15:13
Evoluzione dell'uomo con ultimo stadio in fase ciccione

Evoluzione del benessere dell'uomo

Gli estremismi del giorno d’oggi cambiano la mentalità dell’uomo, convincendolo di avere fame quando non ne ha, di dovere vestire in un certo modo per apparire e non per coprirsi, di dovere guadagnare sempre soldi, sebbene non necessiti di comprare nulla.

La memoria dei nostri genitori e nonni

17 dicembre 2010 at 16:27
Mezzo busto di una signora anziana

I rircordi dei nostri genitori e nonni circa la loro infanzia e adolescenza

I racconti dei nostri genitori e dei nostri nonni permettono di rivivere un tempo molto distante dagli stili di vita odierni. Educazione, divertimenti e vita sociale raccontati con un misto di sentimento, malinconia e un piccolo sorriso sulle labbra.

Domenica in chiesa per sfoggiare il vestito nuovo invece che capire la parola di Dio

9 novembre 2010 at 06:32
Sfilate di moda in chiesa

Sfilate di moda in chiesa

La messa della domenica è una buona occaisone per farsi vanto degli ultimi acquisti in ambito di vestiti. Sfarzo e ostentazione danno vita a vere e proprie sfilate di moda!

La domenica una sfilata di moda non guasta

Ah la domenica! La domenica del pranzo in famiglia. La domenica che si riposa. La domenica del vestito buono (come dicevano i nostri nonni), con il quale si va in chiesa. La domenica di sfarzo e ostentazione della bellezza e della moda; un vero e proprio gala, che in alcune occasioni ha proprio il suo “red carpet”.

Seguire le scritture in teoria

Molti cattolici ignorano che nel loro inconscio vanno in chiesa per fare una comparsata e partecipare a un evento societario, mica per ascoltare la parola di Dio (sempre che ci sia qualcuno in grado di pronunciarla e spiegarla). Nonostante le scritture, coloro che magari non vestono alla moda vengono additati come poveracci e lasciati in disparte: figli di un Dio vestito peggio. In questo si evince come nonostante abbiano l’intenzione o il motto di essere “cristiani”, molti uomini siano in realtà legati alle regole del mondo e della società.

Non preoccuparti di ciò che indosserai

E così ci sono signori incravattati e vestiti tutti per bene. Bambini e bambine che sono lo sfarzo e l’orgoglio materiale dei loro genitori. Ma gli eccessi più grandi si evidenziano tra le donne. Vestiti, trucchi, acconciature, scarpe! Neanche fosse una sfilata di moda. Costoro vestono come modelli e modelle, ignorando quanto detto dal cristo riguardo i vestiti:

Perciò io vi dico: non preoccupatevi troppo del mangiare e del bere che vi servono per vivere, o dei vestiti che vi servono per coprirvi. Non è forse vero che la vita è più importante del cibo e il corpo è più importante del vestito? Dunque, non state a preoccuparvi troppo, dicendo: “Che cosa mangeremo?, che cosa berremo?, come ci vestiremo?”. Sono gli altri, quelli che non conoscono Dio, a cercare sempre tutte queste cose. Il Padre vostro che è in cielo sa che avete bisogno di tutte queste cose. Voi invece cercate prima il regno di Dio e fate la sua volontà: tutto il resto Dio ve lo darà in più. Perciò, non preoccupatevi troppo per il domani: ci pensa lui, il domani, a portare altre pene. Per ogni giorno basta la sua pena.
(Matteo 6,25.31-34)

Maestro insegna, allievo fa. Da chi hanno imparato i cattolici?

Il fatto che sia scritto che sono coloro che non conoscono Dio che si preoccupano di queste cose dovrebbe fare riflettere. Ciò che è più disdicevole credo sia il fatto che non vengano mai ammoniti dal prete che dice messa. Costui è solamente un attore che recita una parte e ancora una volta legge un copione già scritto. Ripete meccanicamente le scritture, probabilmente ignorandone completamente il senso, e non si preoccupa affatto di insegnare qualcosa a coloro che, infine, sono (dovrebbero essere) li per imparare. Del resto non si può sperare che uno che fa del vestito, dell’abbigliamento, dello sfarzo e del vanto la sua forza, insegni ad altri come questo sia un pericolo grande per lo spiritio di un uomo.

Non c’è messa senza sfilata di moda

Le genti andrebbero ammonite! Occorre fare capire a coloro che non capiscono. Bisogna destare coloro che sono inebetiti dalla società e dalle cose che non contano nulla! Credo però che se fosse detto loro qualcosa, essi non riuscirebbero a comprendere. Troppo inseriti nella società e nel contesto cattolico che fa loro comodo. Vedrebbero colui che li ammonisce come un folle, un matto, un indemoniato. Stringerebbero il loro cuore e il loro spirito, ma infine dentro di loro sentirebbero la verità. Forse è per questo che nessuno di coloro che dovrebbe istruirli dice loro niente. Il rischio di rompere il giochino è troppo grande. E se non si potesse più fare nemmeno una sfilata, chi mai continuerebbe ad andare in chiesa?

Il passaggio all’età adulta

2 novembre 2010 at 06:45
Bambino dice ad un adulto che fumare lo rende grande

Come gli adolescenti si credono adulti

La società in cui viviamo ha eliminato ogni passaggio di rito all’età adulta. Gli adolescenti di oggi rimarranno tali anche domani, poiché non consapevoli dell’importanza che hanno. Soprattutto completamente ignari che essere adulti è una scelta e non un passaggio automatico.

Le responsabilità degli adolescenti

In molte culture del mondo è sempre esistito un passaggio dall’età adolescenziale a quella adulta. Nel mondo occidentale che conosciamo tutto questo è sparito. Oggi solo alcune popolazioni di nicchia, continuano ad avere questo importante passaggio nella vita degli uomini e delle donne. Sebbene non sostenga particolarmente i riti e tutto ciò che gli gira intorno, ritengo che un adolescente debba sentire dentro di se e nella società che lo circonda l’importanza di un passaggio all’età “adulta”. Questo gli permetterebbe di assumersi le sue responsabilità, di diventare veramente grande e di comprendere ciò che gli altri si aspettano da lui.

Diventare adulti è una scelta

Essere adulti è infatti un passaggio, una scelta, un movimento interiore tramite il quale l’uomo sceglie di abbandonare le cose dei “piccoli” e occuparsi delle cose dei grandi. Non è quindi un qualcosa che accade per “magia”, o che a una certa età diviene automatico. È qualcosa che si sceglie di volere fare. Gli stereotipi della nostra società hanno completamente cancellato tutti questi aspetti. Oltre a non avere più alcun passaggio all’età adulta (e di conseguenza a non conferire all’adolescente alcuna consapevolezza di se), abbiamo al contrario ragazzini che si sentono adulti quando ancora puzzano di latte.

I loro comportamenti sono scimmiottamenti degli adulti. Sono così ingannati due volte: la prima perché si ritrovano a sconvolgere completamente la loro vita ritenendo che per essere adulti debbano ad esempio fumare, ostentare ricchezza, libertà sessuale, intelletto che in realtà non hanno ancora affinato e una ceta sicurezza nel muoversi e nel parlare (che li pone a volte in ridicolo); la seconda perché tutti questi atteggiamenti, che copiano ignorantemente, sono attinti da adulti che non sono a loro volta cresciuti. Uomini bambini anch’essi, che non hanno avuto il loro passaggio all’età adulta che li abbia fatti sentire più sicuri di se, che gli abbia dato una certa importanza all’interno della società, che gli abbia conferito maturità e consapevolezza da utilizzare poi nella vita che avrebbero affrontato.

Consapevolezza di se per diventare adulti

Questo dimostra come un adolescente che non riesce a divenire cosciente dell’età e dell’importanza che ha, rimarrà bambino tutta la vita, soffocato da instabilità sentimentali e intelletuali. La nostra società ha forse tolto di proposito un vero passaggio all’età adulta per creare persone più facilmente condizionabili? L’unico passaggio all’età adulta che ci ritroviamo è la maturità scolastica.

Ma possiamo dire che, per come è strutturata la scuola e per come i ragazzini la vivono, questo conferisca loro oltre che un vero senso di appartenenza alla società adulta, un vero sentore di cambiamento all’età adulta? A mio avviso no. Anche perché solo nella nostra società, per come alleviamo i ragazzi, si ritiene che divengano adulti passati i 20 anni. Se la nostra società fosse conscia di se stessa e delle persone dalla quale è composta, un ragazzo di 15 o 16 anni sarebbe già da considerarsi un adulto. Ad oggi invece è un bambinetto impaurito che si guarda intorno sperduto e si veste probabilmente come un pupazzo o pagliaccio per volere mascherare se stesso al mondo dal quale è spaventato.

Istituire in famiglia un passaggio all’età adulta

In assenza di veri passaggi all’età adulta per i ragazzi, consiglio a tutti coloro che hanno un adolescente in famiglia di istituire un vero passaggio all’età adulta. Che si basi su insegnamenti saldi e ben strutturati, certo, ma che gli conferisca anche un sentore e una consapevolezza di essere entrato nel mondo dei grandi. Se ben fatto, questo passaggio, gli conferirà una responsabilità e una partecipazione molto più alte rispetto a qualunque suo coetaneo. Dobbiamo educare i ragazzi a divenire adulti e riporre su di loro le responsabilità che gli competono. Dobbiamo essere i primi ad avere ben chiari in testa quali siano le differenze tra adolescenti e adulti e fornire, per quanto possibile, tutti gli strumenti necessari a coloro che dal primo status si stanno accingendo a passare al secondo.