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Copyright e privacy nei social network

30 Maggio 2010 at 11:47
loghi di vari social network

Come i social network cambiano i concetti di copyright e privacy

L’utilizzo dei social network sta cambiando la concezione che abbiamo di copyright e privacy. Le grandi major cercano di mettere freno a questo cambiamento, ma è solo questione di tempo e anche loro dovranno adeguarsi.

5 anni di youtube hanno stravolto il web, cosa ci aspetta nel prossimo futuro?

Negli ultimi giorni il web sta attraversando momenti storici molti importanti, destinati a cambiare internet per come lo conoscevamo e lo conosciamo ora. Qualche giorno fa youtube ha festeggiato il 5° compleanno. I più giovani non ricorderanno nemmeno il web senza youtube, eppure esisteva. Youtube ha contribuito tanto alla crescita del web, dei social network e della libertà in rete, sebbene anche youtube è spesso pervaso da molta censura.

I veri cambiamenti si percepiscono nel campo del copyright. Youtube ha dato tanto a tutti gli internauti e ha cambiato la concezione dell’informazione sul web. Dovrà cambiare anche la concezione del copyright per permettere a questa piattaforma sociale di continuare a offrire il meglio. Le major discografiche e cinematografiche, ma anche l’italiana mediaset, continuano ad avere una concezione vecchia del copyright, nonostante la visibilità che hanno guadagnato per i loro prodotti grazie alla piattaforma youtube.

Facebook e la rivoluzione della privacy

Speriamo finisca il periodo delle guerre di soldi e cominci un’era veramente sociale, al cui centro ci siano gli interessi di tutta la comunità. Altro argomento interessante in questi giorno è la privacy di Facebook, social network che ha cambiato in parte le relazioni sociali e il modo di comunicare e fare informazione. In questi giorni molti di voi avranno ricevuto un’informativa da parte di Facebook per quanto riguarda la privacy, un argomento molto scottante.

Zuckerberg, creatore di Facebook, ritiene che il concetto di privacy stia cambiando. Purtroppo molti non sono d’accordo con lui, ma vogliono continuare a mantenere la propria privacy nonostante abbiano relazioni sociali differenti da quelle di un tempo. Personalmente sono d’accordo con Zuckerberg. La nostra privacy è già cambiata, ma non tutti se ne sono resi conto. L’importante è essere informati e avere l’opportunità di gestirla, proprio come Facebook si sta impegnando a fare.

I social network cambiano la privacy

Ma possiamo dire che la nostra privacy è uguale a quella di una volta quando abbiamo album fotografici completi online visibili da chiunque? Pubblchiamo video, informazioni personali, stati d’animo, condizioni di lavoro, impegni e quant’altro e vogliamo che la nostra privacy sia uguale a quella in cui non si sapeva cosa fosse un social network? Il mondo cambia e con esso cambiano le leggi e le regole. Generalmente quest’ultime vengono adottate e modificate in base alle esigenze della popolazione (anche se in Italia siamo campioni di eccezzioni eclatanti).

Il bello di un social network come facebook è che ognuno di noi lo sente un pò suo e può così contribuire. Le prime linee guida della privacy di facebook non erano piaciute agli utenti del social network e così Zuckerberg ha dato loro ascolto. Ha seguito commenti, forum, gruppi di discussione e suggerimenti legali per capire come rendere migliore il social network, ma allo stesso tempo accontentare le esigenze degli utenti riguardo la propria privacy. La prossima rivoluzione del web è alle porte, saprai farti trovare pronto per dare il tuo contributo?

Condividere gli interessi migliora la vita

18 Maggio 2010 at 06:01
2 uomini stilizzati avvicinano le mani

Condivisione degli interessi tra le persone

Condividere la nostra vita con gli altri ci mantiene vivi e attivi nello spirito e nella mente. Ciò che facciamo ha un’importanza rilevante quando condiviso, altresì perde di attrattiva. Questo ci permette di crescere ed evolvere in senso più ampio rispetto ai singoli interessi che abbiamo.

L’importanza della condivisione degli interessi

La condivisione degli interessi e di ciò che facciamo nella vita è fondamentale. Quando leggiamo un libro non vediamo l’ora di poterne parlare a qualcuno per raccontargli quanto ci abbia appassionato. Vedere un film in compagnia porta sentori diversi rispetto a vederlo da soli e poterlo commentare una volta arrivati alla fine aggiunge qualcosa al film stesso. La mancanza di condivisione porta all’isolamento e alla solitudine. Se non si può condividere con gli altri ciò che si fa si tende a non fare più nulla perché tutto pare perdere di significato.

Condividere gli interessi migliora la vita

La condivisione degli interessi porta anche a un accrescimento personale e a un miglioramento di se stessi. Parlare di un libro a un amico può fare scoprire qualche altro libro simile che potrebbe piacerci. Discutere riguardo un film può farci scoprire punti di vista che ancora non avevamo considerato. L’esperienza di vita che facciamo, piccola o grande che sia, torna utile non solo a noi, ma anche a coloro con cui decidiamo di condividerla. Ascoltare e cercare di comprendere gli interessi e le esperienze altrui conduce a una visione della vita e a una crescita interiore più ampia.

Siamo ciò che siamo grazie alla condivisione degli interessi

Ubuntu è un’antica parola africana che significa “umanità agli altri”, ma anche “io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti”. Questa parola esprime alla perfezione il significato di condivisione degli interessi. La nostra vita è fatta di azioni e di pensieri. Se non possiamo condividerli con gli altri che significato avrebbero? Inoltre sono le azioni e i pensieri di tutti che contribuiscono a formare ed evolvere gli uomini. Dalla piccola compagnia di ragazzi di quartiere, agli anziani che si trovano in un bar, fino a intere città e società, che mutano e crescono grazie alla condivisione delle esperienze e degli interessi.

Uomini preoccupati per la calvizie e decadenza del loro spirito

16 Maggio 2010 at 06:08
Uomo preoccupato per un capello caduto

Uomo preoccupato per un capello caduto

Gli uomini si preoccupano molto del proprio aspetto fisico e soprattutto della perdita dei capelli. L’impiego di prodotti vari per fermare questa inarrestabile caduta è segno di mancanza di valori veri e della consapevolezza del proprio valore.

Guerra alla calvizie

Durante la mia adolescenza ho subito molto l’influenza delle persone che mi stavano a fianco, come tutti credo. I miei genitori, mia sorella, i miei amici, mi hanno condizionato in molte scelte e molti modi di vivere. Per fortuna ho sempre avuto una buona capacità di discernere le cose e mi è sempre piaciuto fare le “mie” scelte, nonostante tutte le influenze. Ricordo quando cominciai a perdere i primi capelli di come mia sorella sosteneva dovessi prendermene cura. Lozioni, shampoo, intrugli miracolosi e massaggi al cuoio capelluto. Di tutto! Una vera e propria battaglia alla naturale caduta dei capelli!

Scarso impegno nella cura del proprio spirito

L’uomo si ostenta a volere vincere guerre che non è nemmeno in grado di combattere. Ma non è questa la cosa deplorevole. Ciò che più mi dispiace è vedere l’uomo impegnarsi in cose inutili, come volere fermare la calvizie, ma impegnarsi poco e niente nelle cose più importanti della vita. Alcuni uomini trascorrono la vita a cercare di perfezionare l’aspetto esteriore, dimentichi che un giorno invecchieranno e moriranno. Non morirà invece il loro spirito, per il quale però hanno fatto ben poco. Quel giorno si rammaricheranno e rimpiangeranno loro stessi per essersi curati così tanto dei loro capelli in caduta libera e così poco del loro spirito, del loro vero essere.

Il valore di un uomo non risiede nel numero di capelli che gli rimangono in testa

Alcuni uomini non hanno ancora imparato che il loro corpo è bello così com’è: con i suoi disfacimenti e le sue imperfezioni. Questo non vuole dire che non dobbiamo rispettare il nostro corpo, anzi! Ma volere impedire la sua naturale decaduta è una voglia di eterna giovinezza che non può esistere. Ogni uomo invecchia e muore, ed è giusto così. Chi non comprende questo è lontano dal riuscire a comprendersi e capire chi è realmente: il suo essere uomo, il suo percorso di vita e di morte, i trapassi del suo spirito. La non accettazione del corso naturale delle cose crea instabilità emotive, che ci allontanano sempre di più da noi stessi. Chi da valore ai propri capelli a tal punto da non volere che essi cadano ha una stima di se stesso pari a nulla. Pone il suo valore nell’aspetto fisico e nei suoi capelli, ignorando il valore che ha indipendentemente da quanti e quali capelli gli rimangono in testa.

Se un uomo non è conscio del suo valore qual è realmente il suo valore? A mio avviso è tendente al nullo, ma solo perché ancora non è conscio del potenziale che è in lui. Purtroppo questi concetti sono frutto di un percorso che non può essere intrapreso in qualunque momento della vita di un uomo. Quando è ormai istituzionalizzato, conforme alla società e alle sue idee, difficilmente considera questi concetti, soprattutto se farlo mette in discussione tutti gli ideali per i quali ha vissuto una vita intera. Molti riconosco la cosa giusta da fare e il giusto valore delle scelte, ma preferiscono rimanere conformi alla società. Non rischiano così che qualcuno dei loro simili gli dia del matto o possa guardarli in strano modo, quasi facessero parte di una tribù diversa dalla loro.

E così largo alle lozioni per irrobustire il capello, shampoo per impredire la caduta, creme per il cuoio capelluto e altre amenità varie. Mi chiedo se qualcuno sia riuscito mai a impedire ai propri capelli di cadere utilizzando tutti questi impiastri. Di una cosa sono certo! La Guerra che alcuni uomini hanno dichiarato alla calvizie ha fatto sicuramente aumentare i guadagni delle aziende che producono i prodotti per la lotta alla caduta dei capelli!

L’approccio ai cambiamenti della vita

13 Maggio 2010 at 06:09
Cambiamenti della vita

Cambiamenti della vita

I cambiamenti della vita differiscono in relazione all’età in cui li viviamo. In realtà non è un fatto di essere bambini o adulti, ma di sapere crescere ed evolvere, per gioire di ciò che viviamo ogni giorno.

Le differenze tra bambini ed adulti

Quando siamo piccoli abbiamo i nostri problemi e i nostri sconvolgimenti, ma alcuni cambiamenti e alcune condizioni di vita non ci stravolgono in maniera così pressante come quando diveniamo adulti. Quando siamo tali, invece, ogni piccola cosa che non sia stata programmata o pensata a priori diventa un problema, una instabilità. Senza considerare lo stress che viviamo per le cose quotidiane come gli impegni e il lavoro.

Da piccoli i cambiamenti vengono vissuti come un qualcosa che accade. Forse non lo vorremmo, ma prendiamo da subito qualsiasi cambiamento come un dato di fatto e così lo viviamo. I cambiamenti di vita scivolano così più leggeri sopra le nostre abitudini. Senza nemmeno accorgercene, i cambiamenti che prima ripudiavamo, diventano parte integrante della nostra vita e li accettiamo e apprezziamo per ciò che sono divenuti. Da adulti, invece, ogni cambiamento viene mal digerito e per nulla affrontato o accettato. Più lo viviamo e più pensiamo che non vorremmo e dovremmo viverlo. Ci angustiamo invece di evolvere e crescere. Creiamo così dentro di noi dei sentimenti malsani che ci porteremo dietro per il resto della vita.

I bambini vivono in un mondo tutto loro e portano con se una sorta di magia. Grazie ad essa nulla può preoccuparli. In più hanno un’inconscia fiducia nei genitori e questo gli da tranquillità. Da adulti invece perdiamo ogni tipo di magia che possedevamo. Non abbiamo avuto ne prove ne controprove, ma non crediamo più in nulla. Piano piano perdiamo anche la fede e tutto diventa più triste. Non siamo più capaci di ragionare e di osservare con lo spirito. Guardiamo solo con gli occhi e ci uniformiamo ogni giorno di più al mondo che ci circonda.

Non smettere mai di crescere ed evolvere

Occorre guardare al mondo con vivo stupore ogni giorno. A 30 anni, 40 anni o 50 anni che siano, pensiamo di avere ormai visto tutto, di capire tutto, di sapere come andranno le cose. Crediamo questo ci dia una certa sicurezza, una sorta di stabilità per non perdere la testa tra le nuvole. Non ci accorgiamo invece di come questo modo di vivere sia proprio la causa del nostro male. Dobbiamo cercare le cose nascoste che ancora non abbiamo scoperto, ma soprattutto ritrovare quelle che abbiamo perduto.

Stress da ufficio

20 Aprile 2010 at 06:00

Chi impazzisce in ufficio viene considerato un matto, ma dobbiamo ricordare che dove c’è una rivolta c’è una causa scatenante.

Vita da ufficio = vita stressata

La vita in ufficio è stressante. Telefonate, pc, stampanti, rumori fastidiosi e insopportabili. Consideriamo poi i rapporti con i colleghi che difficilmente sono dei più gioviali e magari un titolare che proprio non sopportiamo e col quale non riusciamo a parlare. Infine un rapporto con la tecnologia che proprio non va (la tecnologia a volte ha una volontà propria) e magari qualche problemino personale che ci mette sotto stress. Ed ecco che diamo in escandescenze!

Il calvario dell’ufficio

L’ufficio è la nuova catena di montaggio. Il nuovo calvario del nostro secolo. A differenza di chi ci ha preceduto non abbiamo rapporti sociali che ci facciano sentire bene. Non abbiamo prospettive ne sogni. Non abbiamo battaglie da combattere e l’unica battaglia che combattiamo è quella contro la nostra vita, che vorremmo diversa, e noi stessi, che non ci piacciamo per come siamo. Una battaglia che non abbiamo scelto noi ma che ci vede comunque in guerra. Una battaglia che ci è stata imposta dalla società in cui viviamo.

La nostra vita è decisa da altri

Siamo fulminati! Il nostro cervello è imbottito da schemi di vita che non ci appartengono e non ci apparterranno mai. Abbiamo un’idea di uomo, di donna e di società che sono frutto della pubblicità. Siamo contenitori che qualcuno sta riempiendo, contro la nostra volontà e la nostra capacità, con qualcosa che non vogliamo affatto contenere! Se riempi una bottiglia da un litro con un litro e mezzo otterrai per forza uno straripamento! È solo questione di tempo e le acque arriveranno a bagnare i piedi di chi pensava di potere fare con noi ciò che voleva!