sociale - Pagina 9

Emozioni e incomprensioni tra persone

7 dicembre 2009 at 11:22

Una figura umana accede all'interno della testa di un'altro tramite alcune scale

Non abbiamo porte per i pensieri e scale per l'emozioni


Le incomprensioni tra le persone nascono dalla convinzione dell’inconscio che gli altri possano leggerci nel pensiero e capire per magia le nostre emozioni.

La sfera di cristallo dei pensieri e delle emezioni

Il nostro inconscio a volte pretende che le altre persone ci leggano nel pensiero e capiscano le nostre emozioni del momento. Ci aspettiamo questo e se non lo riceviamo tendiamo a pensare che la persona che ci sta di fronte non ci comprenda. Passiamo la vita a cercare persone che ci comprendano veramente e quando le troviamo chiediamo a loro troppo, tendendo ad allontanarle. Siamo carenti di comprensione e soprattutto comunicazione, che è indispensabile per mantenere vivi i rapporti, rendendoli il più trasparente e chiari possibile.

L’impegno delle donne nell’apparire invece che nell’essere

30 novembre 2009 at 06:30

Oggi giorno la maggior parte delle donne è impegnata ad apparire a tal punto da essere disposta a soffrire per questo. Poca importanza invece viene data all’essere, a ciò che veramente sono.

Il piacere di una stretta di mano e l’ignoranza che deriva dai convenevoli

27 novembre 2009 at 14:23

Una stretta di mano e una parola convenevole di troppo

Una stretta di mano e una parola convenevole di troppo


I convenevoli venivano utilizzati un tempo per determinati motivi, ad oggi rimane ancora in noi una serie di abitudini che oggi giorno però non sono più consone al tipo di vita che facciamo. Oltre a comportarci per abitudine, questi gesti perdono valore, lasciando posto ad ignoranza e ipocrisia.

Sicuro che sia un piacere?

Siamo così condizionati dai convenevoli che ormai non ci accorgiamo più di ciò che facciamo e di quello che diciamo. Quando ci presentiamo a qualcuno o quando lo incontriamo per i più svariati motivi gli diamo la mano per una stretta che fondamentalmente vuol dire pace. Una sorta di primo contatto fisico per stabilire un rapporto. Nel mentre, generalmente, diciamo anche “piacere”. Ho sempre trovato questo modo di comportarsi di grande ignoranza. Come si può dire che è un piacere conoscere una persona se fondamentalmente l’abbiamo appena incontrata e non ancora conosciuta?

Prima conosci la persona, poi sei in grado di capire se è stato un piacere

Personalmente mi è capitato di incontrare delle persone e scoprire dopo averle conosciute che non è stato affatto un piacere. Niente di che, ci mancherebbe, ma non posso dire che sia stato un piacere, una sensazione che associo ad altre persone e contesti. Così ritengo più corretto e meno ipocrita salutare semplicemente una persona quando le si stringe la mano e tenere un eventuale esternazione delle proprie emozioni per quando la si saluta nuovamente, dopo avere potuto appurare che effettivamente sia stato un piacere.

Convenevoli: molta apparenza e poca sostanza

Il rischio di questi convenevoli è di diventare vuoti, essere solo apparenza e niente sostanza. Cercando di rispettare tutti, non mancando di rispetto a nessuno ed essendo anche gentili, ritengo sia giusto dire alle persone ciò che si pensa piuttosto che creare una sorta di muro di ipocrisia che a nulla servirà se non a mantenere le due persone lontano tra loro, facendogli magari credere, invece, di essere vicine. È molto importante avere la libertà di dire alle persone ciò che si pensa veramente ed è altrettanto importante sapere accettare ciò che la gente ci dice. Riuscire in questo significa avere messo da parte un contesto di maturità e di rispetto per noi e per gli altri per nulla indifferente.

Il caso Laura Scimone e la dedizione nel fare male delle persone

18 novembre 2009 at 06:45

Nelle ultime settimane il caso Laura Scimone su youtube ha messo in risalto oltre alla sua simpatia l’ignoranza e la cattiveria della gente.

Le particolarità di Laura

Ultimamente sul web, e in particolare su youtube, è scoppiato il caso Laura Scimone: una ragazza con un fare un pò particolare che pubblica video in cui richiede amicizia, mostra le sue doti canore, balla in modo divertente e altro. Laura ha un modo di fare un pò particolare, che personalmente trovo simpatico, ma che è anche facile preda di chi non vede l’ora di potere deridere qualcuno.

La cattiveria della gente

A parte il caso in se che sinceramente ho trovato un pò eccessivo (si sono sprecati i video di offesa e difesa nei confronti di Laura), ho trovato disgustoso il modo di fare di molte persone, probabilmente ragazzini, che si sono messi in luce per la loro cattiveria!

Nei commenti ai vari video di Laura prevaleva una ricerca al male e al farle male. Sembra quasi che al giorno d’oggi le persone se lo pongano come obiettivo! Mi chiedo che vita grama deve vivere quella frangia di persone che si mette d’impegno a scrivere le cose più orribili che si possano dire a una persona. Non sono stupito da questo perché vivo nel mondo e so di cosa è capace la gente. Ma è veramente disdicevole notare come l’impegno nel comportarsi in modo corretto e amichevole viene sempre meno, lasciando posto a una vera e propria ricerca verso il male.

La simpatia di Laura

Io ho trovato Laura sicuramente particolare e strana nei suoi modi, ma non posso fare altro che ringraziarla per avermi fatto fare un sorriso, che non è stato un ridere di lei, ma un sorridere nel vedere come alcune persone sono capaci di porsi, di proporsi e di vivere. Rendo omaggio alla simpatia di Laura pubblicando un suo video, che personalmente trovo fantastico!

La cultura non è intelligenza

26 ottobre 2009 at 06:10

braccia unite e intrecciate in cerchio

L'unione delle proprie conoscenze da vita a una vera intelligenza umana


Si tende a credere che la cultura sia intelligenza e l’ignoranza stupidità, ma ciò che fa veramente la differenza in un uomo è il buon senso. Questo è il metro di misura con cui è possibile valutare la vera intelligenza di un uomo e i meandri della stupidità.

L’ignoranza degli uomini li divide uno dall’altro

C’è sempre stato un divario, una sorta di guerra, un malinteso tra gli studiosi e i lavoratori. Questa separazione sociale si è riversata in un conflitto tra borghesia e proletariato. I primi, facendosi fregio della loro cultura hanno sempre avuto un pò la puzza sotto il naso, soprattutto nei confronti della classe operaia. I secondi hanno sempre guardato con sospetto coloro che esercitano professioni che non richiedono un vero e proprio lavoro manuale.

L’unione fa la forza

A mio vedere è una lotta d’ignoranza generale. Nel periodo illuminsta si sono fatti grandi passi avanti nelle possibilità dell’uomo proprio quando gli scienzati hanno capito che la scienza studiata senza essere applicata non era nulla e quando coloro che applicavano la scienza manualmente capirono che senza studiosi che ne elaborassero nuove soluzioni e teorie sarebbe stata impossibile. L’unione di queste due frange ha creato nuove idee, nuove possibilità. I primi insegnavano nuove tecniche da applicare, i secondi insegnavano contesti applicativi nel praticare manualmente quella scienza. Entrambi imparavano l’uno dall’altro. Questo incontro di pensieri e di lavoro è stato essenziale per lo sviluppo non solo delle tecnologie ma proprio del pensiero umano applicato.

La cultura non è intelligenza come l’ignoranza non è stupidità

Ad oggi questo si è perso. Si da importanza a un uomo in base al lavoro che fa, la cultura che ha, i soldi e le cose che possiede. Ci si crea schermi protettivi per difenderci dall’ignoranza e dalla saccenza dimenticando che siamo tutti ignoranti e saccenti a nostro modo. Purtroppo si crede che la cultura sia intelligenza, quando la cultura in realtà è solo sapere, l’intelligenza è un’altra cosa. Ho conosciuto persone colte di un’ignaranza spaventosa e persone prive di cultura con una grande intelligenza. Ciò che ci manca purtroppo è il buon senso. Non riusciamo a capire che ogni uomo ha il suo bagaglio di esperienze, le sue abilità e per questo si creano false credenze su chi sia meritevole delle nostre attenzioni e della nostra compagnia e chi no.

Una nuova epoca di lumi: la forza degli uomini!

Finché ci saranno raggruppamenti di uomini basati sulla classe sociale, l’idea politica, il lavoro e le credenze gli uomini cresceranno molto poco. È veramente disidicevole tutto questo. Speriamo solo che una nuova epoca di lumi arrivi presto, in modo che gli uomini di ogni ceto, ogni appartenenza, ogni idea e credenza possano di nuovo collaborare insieme per migliorarsi a vicenda, questa è la vera forza degli uomini!