Pensiero e ragione di Gabriele D'Amato

Stress da ufficio

Chi impazzisce in ufficio viene considerato un matto, ma dobbiamo ricordare che dove c’è una rivolta c’è una causa scatenante.

Vita da ufficio = vita stressata

La vita in ufficio è stressante. Telefonate, pc, stampanti, rumori fastidiosi e insopportabili. Consideriamo poi i rapporti con i colleghi che difficilmente sono dei più gioviali e magari un titolare che proprio non sopportiamo e col quale non riusciamo a parlare. Infine un rapporto con la tecnologia che proprio non va (la tecnologia a volte ha una volontà propria) e magari qualche problemino personale che ci mette sotto stress. Ed ecco che diamo in escandescenze!

Il calvario dell’ufficio

L’ufficio è la nuova catena di montaggio. Il nuovo calvario del nostro secolo. A differenza di chi ci ha preceduto non abbiamo rapporti sociali che ci facciano sentire bene. Non abbiamo prospettive ne sogni. Non abbiamo battaglie da combattere e l’unica battaglia che combattiamo è quella contro la nostra vita, che vorremmo diversa, e noi stessi, che non ci piacciamo per come siamo. Una battaglia che non abbiamo scelto noi ma che ci vede comunque in guerra. Una battaglia che ci è stata imposta dalla società in cui viviamo.

La nostra vita è decisa da altri

Siamo fulminati! Il nostro cervello è imbottito da schemi di vita che non ci appartengono e non ci apparterranno mai. Abbiamo un’idea di uomo, di donna e di società che sono frutto della pubblicità. Siamo contenitori che qualcuno sta riempiendo, contro la nostra volontà e la nostra capacità, con qualcosa che non vogliamo affatto contenere! Se riempi una bottiglia da un litro con un litro e mezzo otterrai per forza uno straripamento! È solo questione di tempo e le acque arriveranno a bagnare i piedi di chi pensava di potere fare con noi ciò che voleva!

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  • Secondo il mio punto di vista buona parte di questo strippo da ufficio che tu descrivi è dovuto anche al fatto che l’ uomo è stato creato in completa armonia con la natura(AVATAR per gli amanti del cinema rende bene l’ idea)e sopratutto negli ultimi tempi i modi di lavorare lo allontanano da essa.I geni, o le cellule, non lo so bene, che contengono la memoria di chi l’ uomo era e cosa faceva chiedono aiuto e automaticamente l’ uomo sente stress o ansia(essendo questi solo dei simboli che nascondono altro dietro). Poi l’ uomo è anche un animale sociale per cui se si “apparta” ufficio o anche famiglia…sta male!!Rimanendo in questo contesto , per non divagare, i ritmi , le invidie e lo stress da prestazione per prendersi un posto nella società (che comnque rimane un posto solo fittizio , non reale) fanno si che si amplifichi l’ individualismo di ognuno comprimendo il rapporto sociale!!! Ah…dimenticavo!!!! le nostre famiglie ci hanno sempre e solo insegnato a badare a noi stessi (chi + che meno eh) e a lavorare e basta come hanno fatto loro!!!!!!!!!!!!

  • Sono d’accordo nicola, a parte l’ultima frase relativa alle famiglie e il lavoro, che condivido solo in parte. La generazione dei nostri genitori (per chi è nato più o meno negli anni 70) ha vissuto con l’unico obiettivo del lavoro ed è stata condizionata molto dal consumismo, ma questo non vuole dire che non ci siano famiglie che siano state in grado di insegnare ai propri figli dell’altro oltre a lavorare tutto il giorno.

    Stessa cosa vale per il discorso, egoistico, fatto in relazione al pensare solo a se stessi. Non credo infatti si possa generalizzare con un “chi + chi meno”. Mi piace pensare, e credo ci siano persone che abbiano insegnato altro ai propri figli. Personalmente da piccolo ricordo molto gli insegnamenti di mia mamma circa il pensare prima agli altri e poi a se stessi, sebbene entravano molto in collisione con gli insegnamenti di mio papà, che fondamentalmente sostenevano il contrario.

    Ho ritenuto interessante soprattutto notare come, finché i figli sono piccoli, ci sia un interesse nei confronti di una buona e sana educazione da parte dei genitori, mentre divenuti più grandi è più facile a mio avviso inconrare il tipo di pensiero di cui tu parli. Ritengo sia un comportamento da rimettere alla paura, sebbene non è chiaro da cosa sia data.

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