Stress da ufficio
Chi impazzisce in ufficio viene considerato un matto, ma dobbiamo ricordare che dove c’è una rivolta c’è una causa scatenante.
Vita da ufficio = vita stressata
La vita in ufficio è stressante. Telefonate, pc, stampanti, rumori fastidiosi e insopportabili. Consideriamo poi i rapporti con i colleghi che difficilmente sono dei più gioviali e magari un titolare che proprio non sopportiamo e col quale non riusciamo a parlare. Infine un rapporto con la tecnologia che proprio non va (la tecnologia a volte ha una volontà propria) e magari qualche problemino personale che ci mette sotto stress. Ed ecco che diamo in escandescenze!
Il calvario dell’ufficio
L’ufficio è la nuova catena di montaggio. Il nuovo calvario del nostro secolo. A differenza di chi ci ha preceduto non abbiamo rapporti sociali che ci facciano sentire bene. Non abbiamo prospettive ne sogni. Non abbiamo battaglie da combattere e l’unica battaglia che combattiamo è quella contro la nostra vita, che vorremmo diversa, e noi stessi, che non ci piacciamo per come siamo. Una battaglia che non abbiamo scelto noi ma che ci vede comunque in guerra. Una battaglia che ci è stata imposta dalla società in cui viviamo.
La nostra vita è decisa da altri
Siamo fulminati! Il nostro cervello è imbottito da schemi di vita che non ci appartengono e non ci apparterranno mai. Abbiamo un’idea di uomo, di donna e di società che sono frutto della pubblicità. Siamo contenitori che qualcuno sta riempiendo, contro la nostra volontà e la nostra capacità, con qualcosa che non vogliamo affatto contenere! Se riempi una bottiglia da un litro con un litro e mezzo otterrai per forza uno straripamento! È solo questione di tempo e le acque arriveranno a bagnare i piedi di chi pensava di potere fare con noi ciò che voleva!




nicola
20 apr, 2010
Secondo il mio punto di vista buona parte di questo strippo da ufficio che tu descrivi è dovuto anche al fatto che l’ uomo è stato creato in completa armonia con la natura(AVATAR per gli amanti del cinema rende bene l’ idea)e sopratutto negli ultimi tempi i modi di lavorare lo allontanano da essa.I geni, o le cellule, non lo so bene, che contengono la memoria di chi l’ uomo era e cosa faceva chiedono aiuto e automaticamente l’ uomo sente stress o ansia(essendo questi solo dei simboli che nascondono altro dietro). Poi l’ uomo è anche un animale sociale per cui se si “apparta” ufficio o anche famiglia…sta male!!Rimanendo in questo contesto , per non divagare, i ritmi , le invidie e lo stress da prestazione per prendersi un posto nella società (che comnque rimane un posto solo fittizio , non reale) fanno si che si amplifichi l’ individualismo di ognuno comprimendo il rapporto sociale!!! Ah…dimenticavo!!!! le nostre famiglie ci hanno sempre e solo insegnato a badare a noi stessi (chi + che meno eh) e a lavorare e basta come hanno fatto loro!!!!!!!!!!!!
Gabriele D'Amato
23 apr, 2010
Sono d’accordo nicola, a parte l’ultima frase relativa alle famiglie e il lavoro, che condivido solo in parte. La generazione dei nostri genitori (per chi è nato più o meno negli anni 70) ha vissuto con l’unico obiettivo del lavoro ed è stata condizionata molto dal consumismo, ma questo non vuole dire che non ci siano famiglie che siano state in grado di insegnare ai propri figli dell’altro oltre a lavorare tutto il giorno.
Stessa cosa vale per il discorso, egoistico, fatto in relazione al pensare solo a se stessi. Non credo infatti si possa generalizzare con un “chi + chi meno”. Mi piace pensare, e credo ci siano persone che abbiano insegnato altro ai propri figli. Personalmente da piccolo ricordo molto gli insegnamenti di mia mamma circa il pensare prima agli altri e poi a se stessi, sebbene entravano molto in collisione con gli insegnamenti di mio papà, che fondamentalmente sostenevano il contrario.
Ho ritenuto interessante soprattutto notare come, finché i figli sono piccoli, ci sia un interesse nei confronti di una buona e sana educazione da parte dei genitori, mentre divenuti più grandi è più facile a mio avviso inconrare il tipo di pensiero di cui tu parli. Ritengo sia un comportamento da rimettere alla paura, sebbene non è chiaro da cosa sia data.