bambini

I bambini fanno ciò che vedono

8 giugno 2010 at 06:14

I bambini guardano gli adulti e li imitano, quasi per gioco. Mentre giocano però imparano e apprendono tutto ciò che essi gli insegnano. La consapevolezza degli adulti è fondamentale per l’educazione dei bambini.

L’educazione dei bambini

Il simpatico e temibile vecchietto Myagi di karate kid diceva: “maestro dice, allievo fa”. Sebbene non m piace chiamare nessuno maestro (c’è solo un maestro al mondo), è indiscutibile che l’educazione plasmi i bambini nel carattere e nell’animo. Se mostriamo ai bambini i nostri lati più negativi essi li assorbiranno come spugne assetate. Meglio quindi dissetarli con valori più sani. Educare (dal latino e-ducere) vuole dire tirare fuori e non mettere dentro. È quindi fondamentale rispettare la soggettività, l’intelletto e il carattere del bambino per permettergli di formarsi da sè, sotto la nostra guida. Occorre che i bambini imparino da subito a riconoscere da soli il bene e il male e non a fare uno o l’altro in base a ciò che vedono. Gli adulti devono assisterli in questo percorso, educandoli come meglio possono e spiegandogli più cose possibile.

La paura genera odio

Sabato pomeriggio camminavo in piazza maggiore a Bologna. A un certo punto vedo un papà in bicicletta avventarsi contro suo figlio perché si era allontanato senza chiedere il permesso. La paura ha pervaso l’uomo, che l’ha poi riversata sul piccolo figlioletto. Gli ha urlato contro, lo ha strattonato, gli ha stretto il braccio fino a farlo piangere e urlare. Ho assistito alla scena chiedendomi se sia questa l’educazione dei bambini. Sebbene comprenda la paura del genitore ritengo assolutamente di no.

Quell’uomo ignora che un giorno suo figlio farà altrettanto nei confronti di qualcun’altro. Verrà pervaso dalla paura e sarà da essa schiacciato. Riverserà rabbia e altra paura verso le persone che gli staranno a fianco. Forse anche verso di lui. È molto difficile mantenere la calma quando si è preoccupati, ma è indispensabile per una corretta educazione dei bambini. Questi devono si imparare che allontanarsi dai genitori è pericoloso, ma non avendo paura di allontanarsi da loro per ciò che potrebbero subire. Quando un bambino è impaurito difficilmente presta attenzione. Spera semplicemente che la rabbia che vede nel suo papà finisca quanto prima. Passata la rabbia di suo papà rimarrà in lui semplicemente la paura. E la paura genera odio.

Bambini che insultano gli anziani

L’estate scorsa, invece, ho assistito a una scena più emblematica. Molto simile a ciò che si vede nel video. Dalla finestra della mia camera, nell’appartamento in cui abitavo prima, potevo assistere spesso alle vicende di una signora del palazzo di fronte, che creava continuamente caos nel condominio. Urla, bisticci, minacce, insulti, offese e ogni comportamento malsano si possa immaginare, arrivando spesso vicino la rissa con vari condomini. Questi comportamenti erano all’ordine del giorno. Un pomeriggio questa signora inveiva dal balcone del suo appartamento verso un anziano signore che si godeva il fresco su una sedia in cortile.

Non so quale fosse il motivo del litigio, ma la mia attenzione fu richiamata quando questa apostrofò l’anziano con ogni tipo di offesa: chiamò in causa la moglie morta del povero uomo e diede della zoccola alla giovane nipote. Mentre l’anziano rispondeva comunque a tono, la donna tornava in casa, lasciando la figlia, di circa 8 anni, in terrazza. Questa ha cominciato a offendere l’anziano a sua volta, aggiungendo una certa fantasia negli insulti e colorando il tutto con gestacci di ogni tipo. Uno spettacolo davvero riprovevole. I bambini ci guardano: impegnamoci a fare si che vedano qualcosa che valga la pena di imparare.

L’approccio ai cambiamenti della vita

13 maggio 2010 at 06:09
Cambiamenti della vita

Cambiamenti della vita

I cambiamenti della vita differiscono in relazione all’età in cui li viviamo. In realtà non è un fatto di essere bambini o adulti, ma di sapere crescere ed evolvere, per gioire di ciò che viviamo ogni giorno.

Le differenze tra bambini ed adulti

Quando siamo piccoli abbiamo i nostri problemi e i nostri sconvolgimenti, ma alcuni cambiamenti e alcune condizioni di vita non ci stravolgono in maniera così pressante come quando diveniamo adulti. Quando siamo tali, invece, ogni piccola cosa che non sia stata programmata o pensata a priori diventa un problema, una instabilità. Senza considerare lo stress che viviamo per le cose quotidiane come gli impegni e il lavoro.

Da piccoli i cambiamenti vengono vissuti come un qualcosa che accade. Forse non lo vorremmo, ma prendiamo da subito qualsiasi cambiamento come un dato di fatto e così lo viviamo. I cambiamenti di vita scivolano così più leggeri sopra le nostre abitudini. Senza nemmeno accorgercene, i cambiamenti che prima ripudiavamo, diventano parte integrante della nostra vita e li accettiamo e apprezziamo per ciò che sono divenuti. Da adulti, invece, ogni cambiamento viene mal digerito e per nulla affrontato o accettato. Più lo viviamo e più pensiamo che non vorremmo e dovremmo viverlo. Ci angustiamo invece di evolvere e crescere. Creiamo così dentro di noi dei sentimenti malsani che ci porteremo dietro per il resto della vita.

I bambini vivono in un mondo tutto loro e portano con se una sorta di magia. Grazie ad essa nulla può preoccuparli. In più hanno un’inconscia fiducia nei genitori e questo gli da tranquillità. Da adulti invece perdiamo ogni tipo di magia che possedevamo. Non abbiamo avuto ne prove ne controprove, ma non crediamo più in nulla. Piano piano perdiamo anche la fede e tutto diventa più triste. Non siamo più capaci di ragionare e di osservare con lo spirito. Guardiamo solo con gli occhi e ci uniformiamo ogni giorno di più al mondo che ci circonda.

Non smettere mai di crescere ed evolvere

Occorre guardare al mondo con vivo stupore ogni giorno. A 30 anni, 40 anni o 50 anni che siano, pensiamo di avere ormai visto tutto, di capire tutto, di sapere come andranno le cose. Crediamo questo ci dia una certa sicurezza, una sorta di stabilità per non perdere la testa tra le nuvole. Non ci accorgiamo invece di come questo modo di vivere sia proprio la causa del nostro male. Dobbiamo cercare le cose nascoste che ancora non abbiamo scoperto, ma soprattutto ritrovare quelle che abbiamo perduto.

D’amore si vive

4 marzo 2010 at 06:03

una coppia si bacia sdraiata

D'amore si vive


I bambini vivono veramente in un mondo speciale, magico direi! Ma non perché vivano le cose in modo infantile, ma perché sanno viverle per ciò che sono, con semplicità, sentimento e purezza.

La mia amica S. Una publisher di facebook di grande rilievo

Domenica pomeriggio, finite alcune cose di lavoro a pc, ho dato un occhiata a facebook per vedere cosa combinava un pò la “community”. Sul profilo della mia amica S. era pubblicato un video che faceva vedere nel suo fermo immagine di presentazione un bimbo dal nero caschetto e folte sopracciglia. Il video non aveva titoli, ma solo alcuni puntini di sospensione. Il commento della mia amica S. era solamente questo: “…no? giusto? (ciomp ciomp)” (guardate il video e capirete).

La purezza dei bambini imbarazza gli adulti

Il video cattura la mia attenzione. Durata: quasi 10 minuti… (vi assicuro che li valgono tutti 🙂 ) mmhhh… un pò lungo per i miei gusti, ma ne faccio partire la visualizzazione e ne rimango subito affascinato! Il video in questione è uno spezzone di un documentario di Silvano Agosti che si intitola “D’amore si vive” (1984) e cerca di fare vedere vari aspetti di amore, tenerezza e sensualità. Quest’ultimo aspetto è messo in risalto assoluto dal ragazzino del video, che parla di sesso, amore e sentimenti con una naturalezza e una purezza senza eguali. La semplicità di un bambino è in grado di imbarazzare un adulto e forse lo fa tornare un pò bambino nuovamente. Il video insegna veramente tanto e il suo ultimo minuto è stato per me molto significativo. Riprende concetti in cui credo da sempre, cioè che i grandi trattano i bambini come non capissero niente, mentre con buona probabilità gli unici a non capire niente sono proprio i grandi.

Uomo bambino

4 febbraio 2010 at 06:08

bambino preoccupato

Il vero io di molti uomini d'oggi


La maggior parte degli uomini di oggi sono tali solo in apparenza. Dentro di loro sono ancora bambini. Non sono ancora cresciuti emotivamente e non hanno saputo abbandonare i giochi dei bambini per dedicarsi alle cose dei grandi.

Gli uomini che mancano oggi

Nei tempi odierni la maturità è un equilibro non facile da raggiungere. Si sente la carenza di uomini che siano veramente tali. Troppi uomini sono ancora bambini che giocano. Non sono ancora riusciti a oltrepassare la loro infanzia e adolescenza. Si credono adulti per via della loro immagine esteriore, ma dentro sono ancora piccoli piccoli. Forse bisognosi di un affetto mancato, forse semplicemente non sono saputi crescere. Sta di fatto che quando c’è da divertirsi e occupparsi di frivolezze sono tutti molto bravi, ma quando occorre impegnarsi nelle cose vere e fondamentali della vita il loro lato infantile prende il sopravvento, lasciandoli inermi.

Uomini che giocano come bambini

Gli uomini di oggi continuano a giocare: videogame, giochi di carte, poker, giochi di ruolo, calcetto e un’infinità di altre passioni prettamente dedicate allo svago. Non c’è nulla di male a riguardo, anzi, alcune di queste cose se prese con moderazione e intelletto possono essere gradevoli passatempo da condividere con i propri amici. Ma l’importante è che questi contesti di diletto non vengano esercitati in sostituzione di una crescita personale atta a migliorare le proprie capacità di uomo sulla terra.

Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino. Ma, divenuto uomo, ciò che era da bambino l’ho abbandonato.
1 Corinzi 14,11

Dall’essere bambini all’ essere uomini

Arriva un tempo in cui le cose da bambino vengono messe da parte e ci si occupa delle cose degli uomini, perché tali si è divenuti. Oggi questo capita di rado. Gli uomini continuano a essere dei bambini e come tali a comportarsi. I giochi e i divertimenti sono forse il comportamento che più è messo in evidenza, ma dietro questa maschera di uomo che gioca si nasconde un bimbo che non è cresciuto. Legato ancora in qualche modo alla figura della mamma, che cerca nelle donne che incontra o nella donna che gli sta a fianco. Incapace di impegnarsi in contesti più maturi, poiché troppo impegnato a pensare al solo divertimento. Intriso di difficoltà nei rapporti sociali, poiché nessuno gli ha mai insegnato come comportarsi e lui non è mai stato in grado di imparare da solo.

Le caratteristiche dell’uomo-bambino

Queste le caratteristiche della maggior parte degli uomini di oggi. Il risultato è un uomo che alle prime difficoltà cerca aiuto negli altri, quando probabilmente gli altri cercano aiuto in lui. La sua donna non lo vedrà come uomo al quale appoggiarsi perché troppo abituata a farlo appoggiare a lei. I suoi figli lo vedranno come un compagno di giochi e non come un padre. I problemi sogghigneranno di fronte a lui, perché sapranno che il loro avversario è debole, non allenato, non preparato, incapace di affrontare la vita, dalla quale esso ancora è schiacciato e della quale ancora non ha compreso le differenze tra essere bambino e diventare uomo.

Uomini che piangono e uomini che fingono di essere tali

13 novembre 2009 at 06:10

Uomo che piange seduto sulle scale di casa

Uomo che piange - generalmente se ne vergogna


Gli uomini passano la propria giovinezza a cercare di non piangere più per dimostrare di essere uomini. Poi si accorgono di non riuscire più a piangere e di non essere così più uomini.

Uomini e lacrime

Un vero uomo piange o non versa mai una lacrima? Credo di avere risposto a questa domanda in maniera definitiva quando nei militari, dritto in piedi di fronte al capitano di compagnia, con gli occhi pieni di lacrime e il naso colante, esso mi disse: “comportati da uomo! Smetti di piangere!”. Capii allora che per comportarsi da uomo ogni tanto è necessario piangere.

Ciò che è dentro ogni uomo

Il rapporto che gli uomini hanno con le proprie lacrime è molto particolare, credo ne provino vergogna. Ho sentito alcuni amici vantarsi di non piangere da quando avevano 12 anni, altri disperarsi perchè avevano paura di non riuscire più a versare lacrime, sintomo dell’essere incapaci di provare certe emozioni. Ho visto uomini ritenersi tali perchè portavano sul fianco una pistola, altri perchè erano riusciti a diventare sproporzionatamente grossi, altri perchè potevano vantare molte conquiste femminili, altri ancora perchè potevano permettersi di comprare molte cose.

Il tentativo di somigliare a un uomo che non ci somiglia ci allontana dal vero uomo che è in noi

L’idea che un uomo ha di se stesso viaggia a braccetto con l’idea di uomo che propina la società di oggi, ma ancora di più credo dipenda da un qualcosa di atavico presente in ognuno di noi. È come se dovessimo dimostrare di essere qualcuno che in realtà non siamo. Cerchiamo di nascondere le nostre debolezze, segno vero queste del nostro essere uomini. Più cerchiamo di somigliare all’uomo che non ci somiglierà mai e più ci allontaniamo dal vero uomo che è in noi.

Sia chiaro, non è di certo uomo colui che piange sempre e non è in grado di comportarsi veramente come tale, ma non so quanti uomini ho conosciuto che siano capaci di versare il giusto numero di lacrime nei momenti opportuni. Forse con la confusione che abbiamo dentro di noi non tendiamo solo a nascondere le nostre debolezze, ma anche le nostre forze, cosicchè passiamo la vita a non essere mai noi stessi per paura di sembrare troppo deboli o spropositamente forti.

L’uomo e il bambino in ognuno di noi

Un uomo è tale poichè, innanzitutto, non si vergogna di ciò che è. Non piange per nulla, ma per le emozioni che prova e lo dimostra fieramente. La sua forza arriva dal suo animo e sa essere forte quando necessario. Non deve dimostrare niente e non ne sente nemmeno il bisogno. Sa essere uomo e bambino allo stesso tempo, preferendo uno all’altro al momento opportuno.