bene e male

Della ragione degli uomini, della loro capacità di discernimento e delle loro azioni

17 aprile 2011 at 18:41
Donna metà buona e metà cattiva

La ragione dell'uomo e le sue possibilità di scelta

Un uomo che non pensa non è un uomo. Ma non solo: oltre al pensiero occorre percepire quei sentori che non provengono dall’intelletto, ma dallo spirito che, più di ogni altra capacità umana, conduce alla comprensione e al discernimento delle cose.

La scelta degli uomini tra il bene e il male

13 agosto 2010 at 06:45
Tao

Il bene e il male che c'è in ogni uomo

Il bene e il male sono radicati negli uomini più di quanto essi comprendano mentre vivono la loro quotidianità. Quest’ultima tende però a fare dimenticare agli uomini di fare il bene, ma non di fare il male.

Tra il bene e il male l’uomo dimentica più facilmente di fare il bene

La capacità di riconoscere il bene e il male è intrinseca in ogni uomo. Tutto il resto riguarda ciò che essi scelgono. A volte però gli uomini dimenticano di fare il bene. Completamente presi dalla loro vita e dalla loro routine creano micromondi al cui interno ci sono poche persone. Certo, non è il numero che conta. Ma se non si mantiene una mentalità aperta, il rischio che la società di oggi li chiuda sempre più in loro stessi assieme alle poche persone che gli stanno intorno è molto alto. Questi automatismi fanno pensare che non facendo alcun male in automatico si faccia bene. Non fare male non vuole di certo dire fare bene e la differenza è sostanziale. Molti poi ritengono di essere buone persone. Il concetto è comprensibile, ma si dimentica facilmente che sta scritto che non esistono uomini buoni. Solo Dio è buono.

Poco impegno nei rapporti umani

Ci si impegna poco spesso nel fare veramente il bene. E troppo spesso ci si sente in pace con se stessi per avere dato qualche spiccio a un barbone che ce li ha chiesti o ci ha intenerito con il suo sguardo o a causa della sua situazione. Difficilmente ci si ferma anche a fare due chiacchiere con il barbone a cui si lascia qualche moneta. I soldi aiutano si, ma il rapporto personale e il calore umano sono tutta un’altra cosa. Sono questi che permettono agli uomini di innalzarsi, di ritrovare le proprie forze e di essere in grado di combattere solitudine e disperazione.

Non scegliendo ne il bene ne il male gli uomini diventano “tiepidi”

Cli sono poi uomini che non scelgono mai da che parte stare e di conseguenza non sanno mai dove si trovano. Chi non sceglie tra legalità e caoticismo rimane neutrale alla vita. Costoro non sono ne freddi ne caldi. Saranno chiamati “tiepidi”, come tiepidi sono stati in vita. Non fare il male e non fare il bene pone gli uomini in una sorta di limbo di vita. Durante la propria vita gli uomini devono scegliere da che parte stare. Le mezze misure hanno vita breve quando un uomo è divenuto adulto. L’uomo riconosce il bene e il male e tra questi fa la sua scelta, con la costante consapevolezza che indipendentemente da questa entrambi saranno presenti nella sua vita. Anche se un uomo sceglie di fare solo bene deve essere consapevole che continuerà a cadere nelle trappole del male. Questo va solo accettato. L’importante è continuare la propria guerra ed essere fieri di se stessi per avere effettuato un buon combattimento.

Il rischio di sbagliare, ma la certezza di crescere compiendo una scelta

Una vecchia storia racconta di un uomo che di fronte a Dio si vanta di non avere le mani sporche di alcun male. Dio rimette immediatamente l’uomo nella sua bassa condizione facendogli notare come le sue mani siano però anche vuote di opere di bene. Non prendere mai una decisione tra male e bene non permette di fare esperienza. Scegliendo si commetteranno errori, ma si capirà sempre più di se stessi e di coloro che si ha attorno. Solo così si può sperare di evolvere il proprio spirito e la propria persona. Soprattutto distaccandosi completamente dal contesto di vita quotidiano; cercando in questo modo di riprendersi il vero valore della vita e di se stessi, che troppo spesso gli uomini sottovalutano o danno per scontato.

Stiamo arrivando con le armi in mano

23 marzo 2010 at 06:32

Il male non cerca di eliminare la legge. Ma aggirandola mina ad annientarla nascondendo di fatto il suo operato. Dall’interpretazione che diamo alle leggi si capisce dove è volto in nostro animo.

L’interpretazione della legge

La legge è un’arma. La legge può essere interpretata. L’interpretazione della legge viene dal cuore e dal buon spirito. È così per la legge divina ed è così per la legge terrena. I “legali malvagi” (e con legali non si intendono avvocati ma la tendenza al rispetto delle leggi) hanno sempre capito che la chiave della loro libertà è nella legge. Per questo non hanno mai contraddetto la legge, ma l’hanno sfruttata, aggirandone ogni più dettagliato termine fino a sconvolgerne completamente il senso. La legge scritta potrebbe anche non esistere. Basterebbe la legge che è racchiusa nei cuori delle genti. L’interpretazione che diamo alle leggi è una rappresentazione del nostro animo. Ogni uomo è in grado di riconoscere il bene e il male. C’è quindi da chiedersi dove vediamo l’uno e dove l’altro in tutto questo. Chi ha orecchie per intendere intenda.

Il fascino del male

18 dicembre 2009 at 06:34

Dante e Virgilio all'inferno

Dante e Virgilio assistono al fascino del male all'inferno


Il male ha sempre affascinato l’uomo. Nella vita terrena pare offrire di più e con meno fatica. Purtroppo per gli uomini che non gli resistono è tutta un’apparenza.

L’inganno del male

L’uomo tende sempre a cedere al male. Anche coloro che si impegnano per resistergli difficilmente riescono sempre a farlo. È normale, fa parte della natura dell’uomo. L’uomo vede il male come fascinoso. Purtroppo questo è il modo in cui il male si mostra agli uomini, ingannandoli, facendogli vedere illusioni di quella che è realmente la sua natura.

Una scelta fatta con poco impegno

Quando gli uomini devono impersonarsi nel bene o nel male difficilmente scelgono la prima opzione. Si tende a pensare al bene come a un’inferiorità di possibilità nella vita: carità, povertà, giustizia. Si vede il male invece come una sorta di parco divertimenti: soldi, donne, regole infrante. L’uomo tende a credere che se sarà male sarà più forte, mentre se sceglierà il bene farà la figura dello stupido. È così per i bambini e così per gli adulti e forse più per i secondi che non per i primi.

L’uomo tende a trasformarsi in ciò che teme

Il male tenta gli uomini e agli uomini piace farsi tentare. Pochi di loro invece effettuano una scelta consapevole verso il bene, sicuramente una scelta molto più difficile. In realtà gli uomini hanno paura e la loro paura li porta verso il male credendo che li temeranno meno ciò che li spaventa. Si tende ad aggregarsi con chi si ritiene più forte, con chi ci spaventa per autoconvincerci che se facciamo parte delle sue schiere non dovremmo più temerle. Ci si trasforma in mostri per non avere più paura di loro.

Le scelte degli uomini e le loro conseguenze

L’uomo, purtroppo, ha un grande deficit temporale: tende a vedere la vita sulla terra come qualcosa di infinito, ignorando che, come molti altri uomini prima di lui, un giorno il suo corso avrà termine. Sarà in quel momento che le scelte degli uomini verranno soppesate. Mi sono sempre chiesto come sia così facile per gli uomini mettere a confronto una vita terrena, che seppur lunga è comunque breve, con la vita spirituale che sarà per sempre. Ritengo valga la pena impegnarsi non solo per guadagnarsi un posto migliore, ma perchè si ritiene che così sia giusto. Gli uomini dovrebbero fermarsi a pensare, anche solo un paio di secondi, prima di ogni scelta e ricordarsi che un giorno arriverà il momento in cui dovranno dare spiegazione delle loro azioni.

L’importanza di leggere fiabe ai bambini

30 ottobre 2009 at 13:39

disegno di una mamma che legge fiabe ai suoi due bimbi

Il momento magico della lettura delle fiabe ai più piccoli


La lettura delle fiabe ai bambini è un momento poetico e importante. Purtroppo non tutti i genitori dedicano ai propri figli il tempo che sarebbe necessario per farli volare ora sulle ali della fantasia e permettergli un giorno di maturare nobili sentimenti.

Come vivono le fiabe i bambini

Un’immagine poetica e ricercata è quella di una mamma seduta su una seggiola, con un libro tra le mani, che legge una fiaba ai propri bambini, ansiosi ed eccitati delle nuove avventure che presto vivranno. Le fiabe sono per ogni bambino come ali per volare tra mondi e personaggi fantastici, lontani dalla fredda realtà quotidiana. Le fiabe non sono altro che fughe dalla consuetudine delle cose.

Dai cantastorie agli autori d’oggi

Un tempo erano leggende e racconti, ricordate dai più vecchi ai giovani, ancor prima venivano cantate e messe in scena da bardi itineranti. I racconti orali sono sopravvissuti per secoli, passando di bocca in bocca, riconosciuti poi da coloro che ne avevano notato l’importanza. I fratelli Grimm ad esempio, sono tra questi.

Le emozioni delle fiabe

Ma cosa attrae tanto i bambini dalle favole? Probabilmente la prima descrizione armonica d’inizio racconto piace molto, “C’era una volta una buona regina…”, c’era una volta un bel castello…”, c’erano una volta due bambini che vivevano con il papà e la mamma nella loro casetta vicino al bosco”. Queste ambientazioni trasmettono tranquilità. Leggiamo la descrizione di un’atmosfera rassicurante, che sarà però presto interrotta da bugie, cattiverie, orgoglio, vigliaccheria, ottusità, brama e avarizia commesse da uomini rappresentanti le maschere del male.

Dalla perdizione nel male al riscatto del bene

Il protagonista della fiaba è sperduto ed esiliato, si smarrisce in una foresta oscura, perde la strada di casa, piomba in un sonno profondo; sembra quasi che le tenebre abbiano il sopravvento. In questa atmosfera d’instabilità arrivano segni d’aiuto da qualcuno d’inaspettato o al contrario conosciuto: messaggeri del bene, paladini del coraggio e dell’altruismo. Inizia così a brillare la speranza di un cambiamento: il bene vede una possibilità di riscatto e può vincere!

La speranza e la rassicurazione di un lieto fine

È un fatto comune che in questo genere di fiabe sia il principe o un altra figura similare a salvare la situazione attraverso le più valorose virtù: amore, coraggio, umiltà, sincerità e sacrificio. La drammaticità delle favole ha un impulso morale altissimo per la fantasia dei bambini. Si ritrovano a vivere le stesse emozioni dei protagonisti delle loro fiabe: la felicità di vivere tranquillamente, il dolore del perdersi o dei drastici cambiamenti, l’ingiustizia delle cose, per poi arrivare ad un lieto fine.

L’impegno di leggere le fiabe contro la comodità di accontentare i bambini nei loro capricci

Ascoltare le fiabe, o più tardi leggerle, è un’esperienza fondamentale per i più piccoli. Li aiutano a sviluppare una solida moralità. Leggete quindi le fiabe ai bambini! Da grandi porteranno con loro il caldo ricordo di una bella fiaba che li ha fatti viaggiare e volare al di là dei soliti confini. Si formeranno legami d’amore molto più saldi di quanto avvenga accontentando i bambini nei capricci e nelle richieste che oggi si ritiene doveroso soddisfare.