bologna

Gabo il poeta

6 febbraio 2011 at 01:16
Un ragazzo getta fuori dalla bocca foglietti di carta con su scritto poesie

Giovani poeti che svelano sentimenti tramite le parole

In centro a Bologna c’è un angolo tra due strade che è ormai luogo di artisti: pittori, musicisti, disegnatori e ora anche un poeta. Si danno ai passanti in cambio di offerte. Queste persone danno vita all’arte dalle strade.

ITIT – il sandwich cafè

18 aprile 2010 at 06:03
ITIT - il sandwich cafè

ITIT - il sandwich cafè

L’inverno appena trascorso mi ha visto spesso cliente di un nuovo caffè a Bologna, anzi di un “sandwich cafè”. ITIT è il nome di un caffè che mira a “italianizzare” starbucks

Un nuovo cafè attira la mia attenzione

Un freddo sabato pomeriggio dell’inverno appena trascorso camminavo per le vie di Bologna in cerca di un cafè dove potermi scaldare un attimo e leggere in pace il mio piccolo libro (C’è nessuno?). Poco prima di arrivare in Piazza Verdi alla mia destra compaiono delle ampie vetrine ben illuminate. All’interno i divanetti del cafè accolgono vari ragazzi e una musica molto soft e piacevole invita ad entrare. Non c’è insegna, ma il banco ben ordinato del cafè attira la mia attenzione e mi convinco ad entrare.

Il cafè con un sandwich in più

Non appena entro vedo alla mia sinistra dei banco frigo contenenti insalate vegetariane e vegane, zuppe, frutta e macedonia e molto altro. Il locale è grande e ben arredato, il clima molto piacevole. ITIT propone vari tipi di caffè, ce n’è veramente per tutti i gusti. Ma non solo caffè, anche tisane, the e infusi. Sono felice soprattutto di vedere la caffettiera del caffè americano. Penso che prima o poi proverò sicuramente l’american coffee, ma per ora un orzo andrà benissimo (mi piace un sacco l’orzo). Trovo un tavolino tranquillo proprio vicino all’entrata. Mentre gusto il mio orzo leggo il mio splendido libro interrompendolo ogni tanto per ascoltare l’ottima musica in filodiffusione nel locale.

I clienti di ITIT

A tratti mi soffermo per osservare i clienti di ITIT. Alla mia destra ci sono due coppie di ragazzi che discutono allegramente. Non ricordano il titolo del film in cui un tizio mangia per 30 giorni solo Mc Donalds (Supersize me). Vorrei intervenire, ma è così piacevole ascoltarli che preferisco non disturbarli. Di fronte a me alcune coppie si strusciano su alcuni divanetti proprio di fronte alla vetrina. Due ragazzi parlano tranquillamente tra loro e 3 ragazze spagnole distolgono la mia attenzione dal libro molto spesso. Non riesco a capire bene cosa dicono e ogni tanto ridono e mi guardano. Devo essere apparso buffo ai loro occhi.

All’ITIT continua a entrare gente. Due ragazzi punk si fermano per mangiare alcuni dolci che ITIT offre per gustare ancora meglio un caffè. A un certo punto entrano due signori anziani: sono stranieri, ma non riesco a capire da dove vengano. Osservano il locale molto incuriositi e si fermano per cenare con le insalate e i sandwich di ITIT. Decido di cenare anche io li per provare la loro cucina. Ho finalmente trovato un punto di riferimento per il mio mangiare vegano. Tutto molto buono.

Le migliorìe da apportare a ITIT

Ovviamente ci sono anche le note dolenti. I banchi frigo non sempre offrono tutto ciò che potrebbero, alternando così quella che potrebbe essere una varia scelta a una scelta pressoché obbligata. Nota dolentissima per quanto mi riguarda è la mancanza delle etichette alimentari sui prodotti. Ci sono gli ingredienti si, ma niente etichette alimentari. I prezzi poi non sono dei più abbordabili considerando che il caffè, che tu lo beva dentro o fuori, viene sempre servito nel classico bicchiere di cartone.

ITIT ha aperto da poco e si nota ancora su alcune cose la mancanza di esperienza. I proprietari sono ragazzi giovani e intraprendenti e sapranno sicuramente fare ancora meglio nei prossimi mesi. Il personale è simpatico e alla mano, adeguato per un contesto “on the road” giovane e alternativo come ITIT. Ah, ho assaggiato l’american coffee proprio settimana scorsa e devo dire che è uno dei migliori che abbia mai bevuto! Berlo mentre giravo e chiacchieravo per Bologna ha dato sicuramente quel gusto in più 🙂

Il parcheggio degli ospedali e del pronto soccorso a pagamento

6 agosto 2009 at 12:28

Parcometro - parcheggi degli ospedali a pagamento

Parcometro - parcheggi degli ospedali a pagamento


A Bologna, come in molte altre città, il parcheggio degli ospedali e dei pronto soccorso è a pagamento. Una vera truffa legalizzata a danno dei cittadini per accrescere le casse del comune.

Pago il parcheggio di un’area che appartiene anche a me

Non ho mai capito perchè si debba pagare il parcheggio di aree della città che sicuramente appartengono più ai cittadini che al comune. Capisco il bisogno di fare cassa e via dicendo, ma non si può continuare a ragionare in questi termini all’infinito, occorrono soluzioni e progetti che permettano ai cittadini di parcheggiare liberamente e al comune di fare quadrare i conti, anche se su quest’ultimo punto credo sia solo un fatto di incompetenze e mafie locali, che non permettono di quadrare i conti…

Applicare questa tassa nei parcheggi degli ospedali credo sia il culmine della follia dei nostri tempi. Sono diabetico e 3 volte l’anno vado alle visite di controllo in ospedale e comunque capita a tutti prima o poi di avere bisogno del pronto soccorso. Nel primo caso ogni volta mi ritrovo di fronte a dubbiose domande per risolvere la questione parcheggio a pagamento. Considerando che le visite generalmente subiscono forti ritardi e quindi lunghe attese che non so mai quanto dureranno, la domanda che mi pongo è: per quanto tempo pago? Forse in un’ora stavolta me la cavo, o no? E se poi impiego 3 ore come l’altra volta?”

Spendere una fortuna evitando la multa o spendere meno e rischiare?

A queste domande sorge di conseguenza una triplice possibilità di scelta. Pagare per quanto si crede durerà la visita con il rischio multa, pagare un pò di più di quanto si crede necessario per essere un pò più sicuri ma mai sicuri del tutto, pagare in abbondanza con la certezza di non essere multati ma di spendere probabilmente una fortuna non necessaria. È giusto tutto questo? Assolutamente no. Senza considerare che nel caso uno necessiti del pronto soccorso si presume abbia fretta e non possa dilungarsi più di tanto nel “progettare” il pagamento del parcheggio.

Più volte mi è capitato di andare al pronto soccorso, pagare per un paio d’ore abbondanti e scaduto quel tempo, trascorso in attesa che mi chiamassero, dovere andare a “rimpinguare” il parchimetro. Non sempre ho fatto questa scelta, perchè avevo paura mi chiamassero mentre ero in parcheggio a pagare la mia tassa. A volte mi è andata bene, a volte ho preso la multa (gli ausiliari avvoltoi sono sempre in agguato), altre volte mi hanno chiamato mentre ero in parcheggio e ho dilungato ancora la mia attesa.

Una truffa legalizzata

Tutto questo non è giusto. È proprio un abuso. I comuni si approfittano dei cittadini per rubargli qualche soldo in più nel parchimetro o tramite le multe. Una persona che debba andare in ospedale o in pronto soccorso ha altri problemi e pensieri per la testa e non dovrebbero gravare su di lui quelli relativi al parcheggio. A mio avviso il parcheggio negli ospedali non andrebbe pagato, ma se i comuni fossero un pò rispettosi potrebbero arrivare a un compromesso con i cittadini. La tariffa oraria potrebbe costare poco, tipo 25 centesimi, così quando si arriva si tira fuori dal taschino 1 €, lo si butta dentro al “mangiasoldi” e non ci si pensa più assicurandosi 4 ore di parcheggio. Così non mi sentirei truffato e credo contribuirei comunque alle casse del comune. La domanda che mi pongo è: “i comuni hanno bisogno di soldi per continuare a offrire servizi ai cittadini o stanno diventanto aziende che pensano ai propri utili?”