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Il percorso degli oggetti che possediamo

4 Dicembre 2009 at 17:53

oggetti malmessi accatastati in una discarica

Uso e consumo: il percorso degli oggetti che possediamo


Ci sveniamo spesso per possedere oggetti di vario tipo, facendo sacrifici per riuscire a comprare gli ultimi modelli di tecnologia, a volte dandogli un’importanza eccessiva. Ignari che l’oggetto in questione sarà un giorno solo materiale per le discariche.

Le mie passaggiate nella discarica

Quando ero piccolino (ma anche quando ero un pò più grande) mio papà mi portava spesso dal solfanaio (termine bolognese per indicare il rigattiere, il rottamaio), siccome era sempre in cerca di qualcosa che potesse tornargli utile. Ore e ore, povero me, a girare tra cumuli di ferro vecchio, elettrodomestici fuori uso, montagne di cavi elettrici e altre cianfrusaglie del genere. Una noia e un puzzo mortale!

Il percorso degli oggetti

Ho sempre cercato di tirare fuori il meglio anche dalle situazioni noiose, e così in quelle passeggiate nella discarica mi divertivo a osservare gli oggetti che avevano effettuato il loro corso e senza troppi ripensamenti erano stati gettati, finiti dal solfanaio chissà come. Quelli che mi colpivano di più erano le mascherine degli elettrodomestici o di qualche apparecchio tecnologico. Vederli soli e distaccati dal loro insieme faceva un effetto strano. Mi facevano pensare a tutti gli oggetti simili che possedevo, che quando osservavo ritenevo di una tecnologia assolutamente futuristica. Vedere queste mascherine distaccate invece metteva sotto una luce completamente diversa questi oggetti, facendomi intuire che il loro utilizzo era solo una questione di tempo.

L’euforia nel possedere un oggetto nuovo, finchè non diviene vecchio

Avrebbero fatto quindi la stessa fine il mio computer e il mio videoregistratore? Guardare questi oggetti scomponendoli mentalmente nelle loro parti mi faceva capire che un giorno non me ne sarei interessato più, finchè non sarebbero finiti anch’essi in una discarica. Questo pensare mi fece intuire di quanta importanza diamo agli oggetti quando sono nuovi e di quanto ci disinteressiamo a loro una volta che ne abbiamo fatto l’abitudine. Capii già allora che non vale la pena svenarsi per possedere cose che nel giro di pochi anni finiscono in discarica. A volte magari mettiamo gli oggetti dinanzi alle persone che ci stanno intorno, sconvolgendo completamente il senso della vita.

Il giusto valore degli oggetti

Quando compriamo un portatile nuovo o l’ultimo modello di telefonino dovremmo osservarlo nelle sue parti singole, tenedno presente che la tecnologia ritenuta all’avanguardia ora sarà un giorno un rottame da discarica. Forse avremo così una concezione degli oggetti più consona alla loro funzione e un discernimento maggiore nel rapporto tra l’oggetto comprato e il suo valore.

L’informatica insegnata nelle scuole elementari

18 Giugno 2009 at 09:25
Informatica per gli alunni delle scuole elementari

Informatica per gli alunni delle scuole elementari

In Italia l’alfabetizzazione informatica è quasi nulla. L’informatica non è una materia che riguarda solo gli esperti, ma purtroppo a decidere a riguardo vi sono ministri e addetti ai lavori che non ne capiscono nulla e la maggior parte di loro sa appena cosa sia un computer

L’importanza dell’informatica e di internet

In questi ultimi anni il computer, soprattutto con l’avvento di internet, è divenuto uno strumento d’uso comune e della vita quotidiana. Imparare a usarlo e sapersi muovere bene su internet è molto importante.

L’informatica e l’Italia

In Italia l’informatica non è ancora considearata una materia come le altre. L’informatica andrebbe insegnata a partire dalle scuole elementari. Per fare questo occorrono professori capaci e preparati, che purtroppo in Italia sono carenti. La maggior parte dei professori italiani non ha quasi conoscenze informatiche, che potrebbero dare altresì grandi possibilità di insegnamento in tutte le materie, basti pensare solo alla grande quantità di materiale didattico che si trova gratuitamente online.

Nelle scuole medie Americane oltre 10 anni fa vi erano già laboratori e dopo scuola in cui i ragazzi imparavano ad amministrare reti informatiche. In Italia questi contesti si trovano a fatica oggigiorno nelle università. In Italia l’informatica viene associata, chissà perchè, molto volentieri al marketing e alla comunicazione, che hanno una relazione con essa solo in ambito web. L’informatica può insegnare ai bambini a ragionare, a risolvere i problemi, a lavorare in gruppo, e tutto questo, volendo, senza l’uso dei computer e a costo zero.

L’informatica senza computer

Un gruppo di professori ha creato un’organizzazione no-profit chiamata Computer Science Unplugged, che si occupa proprio di insegnare informatica nelle scuole elementari senza l’utilizzo del computer. Grazie all’aiuto di collaboratori e traduttori il progetto si è ingrandito e ha messo a disposizione manuali in Italiano per insegnare informatica senza computer nelle scuole elementari.

Credo sia un ottimo inizio, che potrà nel tempo abbattere il muro di ignoranza informatica che c’è in Italia.