conoscenza

La strana idea degli uomini d’oggi: pensare poco per vivere meglio

22 ottobre 2010 at 06:40
Uomo che si insinua dentro il suo pensiero tramite alcune scale

Il pensiero ci permette di conoscere ciò che risiede dentro e fuori noi stessi

Troppo spesso oggi si crede sia meglio fare una vita “spensierata”. Ignari che ciò che vogliono i potenti del mondo e i loro media è infondere nelle masse l’idea che questo stile di vita è figo, molti uomini vivono la propria vita senza mai pensare a nulla.

Pensare troppo farà male?

È interessante e particolare come a volte un pensiero che ti balza in testa, si ricolleghi a tanti altri ricordi. È questo che mi è accaduto ieri. Mentre guidavo mi è balzato in testa un pensiero del mio amico A. che in occasione di alcune discussione ha trovato modo di dirmi: “tu pensi troppo!”. Ricordando il tono e il modo in cui me lo diceva, quasi mi sono chiesto se fosse una cosa sbagliata. Poi ho ripreso coscienza di me stesso e ho tralasciato questo assurdo pensiero.

Qualcuno ce l’ha con il pensiero

Penso troppo… No, non credo. Sei tu che non pensi affatto, come la stragrande maggioranza di persone del resto. Ieri ho visto un avatar su facebook che ritraeva l’immagine di un cervello e una scritta in inglese riportava: “meno cervello più divertimento”. Che vuol dire? Che meno cervello c’è più ci si diverte? Ma come si può avere coscienza del proprio divertimento se il cervello viene sempre meno?

Tanti gruppi e link promuovono la filosofia del non pensiero: “non pensare agli altri perché gli altri non pensano a te”, “chi pensa meno vive meglio”, ecc.. Sono finito così a ricordare una scena del film Matrix, in cui Cypher è al ristorante con l’agente Smith per accordarsi sulla ricompensa del suo tradimento. Il suo commento, dopo avere gustato un pezzo di bistecca, vuol fare intendere quanto il piacere fisico e la materialità in generale siano meglio rispetto alla vera conoscenza delle cose.

Pensiero e divertimento sono forse in guerra?

Forse la conoscenza e la consapevolezza implicano in un primo momento più sacrificio e tolgono forse il divertimento alle cose. Quando ero ragazzino giocavo con i videogames e volevo essere un esperto e conoscere tutti i “trucchi” di un particolare gioco. Mi accorgevo solo in un secondo momento che svelare tutto il mistero al videogioco toglieva tutto il divertimento. Da adolescente mi capitava con alcune particolari canzoni; le ascoltavo fino alla nausea e ne conoscevo ogni singolo secondo fino a perdere quella magia e quella poesia che custodivano.

Vuole forse dire che non bisogna conoscere le cose perché altrimenti si perde tutto il diverimento che sta in esse? Al contrario! Vuole dire che la conoscenza e la continua ricerca ci porterà a conoscere sempre più cose per provare ancora quelle emozioni. Ora, se questo pensiero viene relazionato alla vita in generale, diverremo dei conoscitori della vita. Ma la vita non è ne un videogioco ne una canzone. La vita rimarrà misteriosa anche dopo che l’avremo conosciuta, obiettivo comunque impossibile per tanti aspetti. Allora vale la pena conoscere a fondo la vita e pensare a quale sia il modo migliore di viverla. Certo, lasciandosi andare ogni tanto alle passioni e a qualche atteggiamento istintivo.

Il pensiero porta all’evoluzione interiore

Non di certo vivremo però la nostra vita nell’ignoranza. Non pensando mai a chi siamo, a cosa facciamo e se il modo in cui ci comportiamo è giusto o meno (oggettivamente e non soggettivamente). Se non pensiamo, come potremo comprendere i segreti e le cose nascoste della vita? Se non azzardiamo strani pensieri come scopriremo cose che ancora non conosciamo? Se non seguiamo una certa filosofia di pensiero non potremo di certo evolvere noi stessi e migliorare la nostra persona e la nostra condizione.

Costruire la propria vita sulle solida fondamenta del pensiero

Oggi giorno va molto di moda ostentare il divertimento a qualunque costo, anche a scapito del pensiero. Molti giovani ritengono che pensare non serva a nulla e condurre una vita spensierata voglia dire condurre una vita migliore. Si accorgeranno tra qualche anno che tutto ciò che hanno nascosto dentro di loro e agli occhi della gente (forse per vergogna), li sorprenderà impreparati proprio perché non hanno pensato. Come un fiume in piena, che straripa dal letto dei sentimenti, la vita vera li travolgerà e spazzerà via tutto ciò in cui credevano. Le loro farlocche idee lascieranno posto a un bagaglio di anni vissuti in cui non avranno messo via nulla e saranno impreparati ad affrontare la vita di uomini che li aspetta.

Il pensiero crea conoscenza e infonde sicurezza (una sicurezza vera) in coloro che sanno farlo fruttare durante l’arco della propria vita. Pensare aiuta anche a comprendere gli altri e a sapersi relazionare meglio con le proprie amicizie e conoscenze. Si diviene uomini in grado di apportare un contributo alla vita del prossimo, dando un senso alla propria, mantenendo sempre alta la consapevolezza di sè. Se credi che divertirsi nella vita voglia dire perdere il cervello, evidentemente ti è sfuggito il senso stesso di vita. Finchè sei in tempo chiediti se finora hai mai vissuto veramente e comincia a pensare…

Teoria sulle figure rupestri

2 ottobre 2009 at 10:05

Incisione rupestre raffiguranti due uomini con un'arma in mano

Incisioni rupestri - il loro mistero è più nascosto di quanto si pensi


La conoscenza è insita nel passato così come nelle scoperte future. Ignoriamo e non tramandiamo conosenze solo perchè non sappiamo come classificarle. Perdiamo così una grossa parte del nostro essere atavico.

Ciò che crediamo non è la realtà

Abbiamo la propensione a ritenere che la conoscenza sia nel futuro, credendo che più ci addentriamo nel passato e più troveremo ignoranza. Chiamiamo gli antichi con il nome di primitivi eppure ad oggi tanti misteri non sono stati svelati. Le figure rupestri sono per noi i disegnini di uomini primitivi. Non prendiamo in considerazione che anche se fossero primitivi potrebbe essere arte.

Crediamo di essere l’unica generazione nell’unica era, quando il tempo è in realtà così lungo e profondi e nascosti sono i suoi misteri. Mi è sempre piaciuto un piccolo esempio che lessi tempo addietro sul web e che riporto a parole mie.

La vita di 2 uomini d’oggi dopo una catastrofe

Se io e te fossimo gli unici sopravvisuti a una catastrofe universale non avremmo molte speranze di sopravvivenza. Eppure siamo considerati uomini moderni, con molte conoscenze. Sappiamo cosa è un TV, un aereo, un computer. Conosciamo la scienza, la chirurgia e tante altre cose. Ora, non so tu, ma io non ho la minima idea di come si costruisca un TV, un aereo e un computer. Non sperare possa operare chirurgicamente o fare cose da scienzato.

Potrei però dipingere queste cose per rappresentarle, questo si. Potrei disegnare aerei che decollano, città intere, schermi televisivi e molto altro. Non aspettarti però chissà quali opere d’arte, non me la cavo molto bene con la pittura e i miei disegni apparirebbero come quelli di un bambino. Se un giorno di molti decenni dopo qualcuno trovasse queste rappresentazioni penserebbe forse che eravamo dei primitivi?

Le prime cose che faremmo se non trovassimo armi credo sarebbe costruirne, per poterci difendere. Un bastone con legato una pietra o qualcosa del genere. Chissà, essendo sopravvisuti a una catastrofe magari ancora molti sconvolgimenti sarebbero in corso e potremmo rimanere seppelliti da una valanga o chissà cos’altro. Millenni dopo ci troverebbero e cosa direbbero? Che hanno trovato due omini primitivi con il loro bastoncino per difendersi?

La concezione d’insegnamento di oggi va contro il concetto d’insegnamento stesso

A volte basta tenere aperte le possibilità per avere una gamma di soluzioni riguardante gli avvenimenti un pò più ampia di come ce la voglino fare credere. Il nostro sistema si base sulla conoscenza e non sul mistero. Immagina come sarebbe se tutte le cose misteriose che esistono fossero materia d’insegnamento; un alunno farebbe una domanda e l’insegnante non saprebbe rispondere. Si perderebbe il concetto che uno insegna e l’altro impara.

Forse basterebbe ritrovare un pò la nostra umiltà di uomini e chiarire come stanno le cose. Forse così ritroveremmo la nostra strada, che ci farebbe capire che molta conoscenza e molti misteri sono alle nostre spalle e se non li ignoreremo ce li ritroveremo dinnanzi a noi, per imparare sempre più, dal passato così come dalle nuove scoperte.

La capacità di riconoscere il bene e il male presente in ogni uomo

22 luglio 2009 at 16:04
L'albero della conoscenza del bene e del male

L\’albero della conoscenza del bene e del male

“Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giradino, ma dell’albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perchè quando tu ne mangiassi, certamente moriresti.” Genesi 2,16