correre

Gli sguardi tra runner

27 aprile 2010 at 06:44
runner che corre

I percorsi dei runner

I runner non professionisti non sono solo persone che corrono. Dietro a queste figure c’è molto di più. Ognuno segue il suo percorso sulla strada, cercando in realtà il proprio percorso nella vita.

Correre per il quartiere

Quando gli impegni di lavoro e lo stato disastrato del mio fisico me lo consentono, mi piace andare a fare una corsetta per il quartiere. Se non corro con gli amici ho il lettore mp3 nelle orecchie; un pò di alt rock mi carica per correre un pò più convinto 🙂 Ho sempre notato gli altri runner che incontro durante il mio tragitto ed è veramente curioso lo scambio di sguardi che a spesso avviene. È come se tra runner ci fosse un’intesa e gli sguardi che passano nel momento in cui ci si incrocia vogliono dire tante cose. Quasi sempre guardando un altro runner ottengo un piccolo cenno con la testa. Mi piace pensare sia una sorta di saluto del runner. Il suo significato poi l’ho sempre tradotto in una cosa di questo tipo: “anche tu qui a correre eh”.

Lo status del runner

A volte negli sguardi dei runner sembra quasi potere leggere la loro storia. Da quel poco che percepisco guardando la persona che incontro mi piace immaginare cosa stava facendo poco prima di iniziare la sua corsa. La mia testa da spazio ai più disparati pensieri e immagino persone in ogni tipo di vita e di ambientazioni. Mi domando poi se il percorso della loro corsa sia uguale al mio e a volte mi chiedo perché sia così difficile iniziare a correre insieme a un altro runner che incontri per strada. Forse è un pò lo status del runner, che di base sembra quasi dovere essere solitario. Tra i runner che incontro sono molti di più quelli che corrono da soli rispetto a quelli che corrono in compagnia. Io corro a volte con alcuni amici, ma causa impegni spesso corro da solo.

Il proprio io che corre con noi

Correre in compagnia non ha paragoni. Si chiacchiera (e si fa quindi più fiato) e la fatica sembra quasi essere inferiore, come se fosse una sola per tutti e ognuno si facesse carico di una sua parte. Ma quando si corre da soli è come si corresse in compagnia del proprio io. La mente si perde in tanti pensieri e ci si ritrova a parlare con una sorta di proprio alter ego, al quale domandare incuriositi i perché della propira giornata, ascoltando attentamente le risposte. Oppure si corre liberi da ogni pensiero, lasicando la mente ad immaginare ciò che più ci aggrada e ci allegerisce dai pesi di una giornata o una settimana particolarmente dura.

Forse gli sguardi tra runner si portano dietro una sorta di rispetto di tutto questo. Ognuno impegnato a correre, ma in realtà molto più impegnato a cercare il proprio equilibrio all’interno di se stesso. Ascoltando attentamente il proprio io, tra tutte le cose che ci dice, una di queste riecheggia su tutte le altre: corri!