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Isteria collettiva e pianti forzati in una chiesa evangelica

20 agosto 2010 at 17:55
ragazzi con le mani alzate verso il cielo

Evangelici e ostentazione della fede

Invitato da alcuni ragazzi in una chiesa evangelica ho assistito a scene poco inerenti alla fede. Predicatori che sembrano degli imprenditori, isteria collettiva, pianti disperati. Il tutto condito da un ambiente altolocato in cui girano parecchi soldi.

Un invito ricevuto da evangelici americani

Un’estate di qualche anno fa stavo girando il bici con il mio amico D. per il centro di Bologna. Arrivati in piazza della mercanzia ci soffermammo un attimo attratti da alcuni giovani ragazzi che stavano mimando uno spettacolo. Erano davvero bravi, perché subito capimmo la rappresentazione che stavano recitando: il male, che assillava una ragazza, veniva alla fine sconfitto dall’impegno della ragazza stessa e dall’aiuto del Cristo. Una bella scenetta. Finito lo spettacolo i ragazzi si avvicinarono a noi chiedendoci se avevamo capito ciò che avevamo visto. Non fu facile dialogare perché questi ragazzi erano americani e si trovavano in Italia per una sorta di gemellaggio con una congrega Bolognese. Erano evangelici, forse di un filone particolare che però non ricordo.

Una location da signori

Fatte 2 chiacchiere a stento con questi ragazzi, ci invitano il giorno seguente a seguire la loro congregazione. Sono sempre stato incuriosito da tutte le religioni istituzionalizzate e mi sono ritrovato spesso a chiacchierare e discutere con credenti di varie religioni. Così non perdo occasione, accetto e la mattina dopo mi presento nella chiesa evangelica. La loro congrega si sarebbe tenuta al palazzo dei congressi di Bologna (caspita!). Sono tra i primi ad arrivare, il caldo è torrido. Nel giro di qualche minuto arrivano vari pullman con molte persone e soprattutto ragazzi molto giovani, tra i quali i ragazzi che avevo incontrato il giorno prima. Saluto un pò tutti e dopo qualche minuto entriamo nella sala in cui si terrà la congrega.

Ad accoglierci all’entrata ci sono un sacco di persone. Stewart di ogni sorta e persino addetti alla sicurezza. Il mio sesto senso mi mette in allerta e la mia curiosità si trasforma in attenzione. La sala è quella dedicata ai congressi: ampia, sfarzosa, con seggiole molto comode e tenuta sotto controllo da altri addetti alla sicurezza. Mi fanno accomodare con cura e gentiliezza, neanche fossimo a teatro. Una volta seduto noto subito di fronte a me (sul retro della poltroncina che ho davanti) una busta bianca. Ne sono provvisti tutti i seggiolini. Mi chiedo a che cavolo serva, ma non riesco a darmi nessuna risposta. Accanto a me si siede una coppia molto giovane. Faccio amicizia e gioco un pò con la loro dolcissima bimba. Nel frattempo l’aula continua a riempirsi e c’è un certo vociferare, classico di questo occasioni.

Un pastore che sembra un imprenditore

In breve tutti prendono posto e poco dopo entra una persona che capisco essere un pastore evangelico. Si pone sul palchetto provvisto di tavolo e microfono e saluta tutti. Ora, la mia perspicacia mi fa capire essere il pastore, ma non lo sembra affatto (come spesso accade nelle religioni istituzionalizzate). Sembra più un imprenditore o un uomo d’affari! Veste in giacca e cravatta ed è pieno di ninnoli strani. Il suo orologio d’oro è la cosa più evidente del suo abbigliamento. Lo vedo nonostante sia parecchio distante. Il suo modo di parlare mantiene alta la mia soglia di attenzione e invita tutti a fare subito un bel canto! Vai, sono carico! Cantiamo!!!

I primi segni che qualcosa non funziona

La musica è allegra e il ritmo mette voglia di ballare! Molti infatti lo fanno e con tutta la sala in piedi comincia una vera e propria festa! Non conosco le parole e quindi mi limito ad ascoltare e osservare. Come me fanno i giovani evangelici americani, che però ballano, si dimenano e battono le mani con una grande foga! Figo! Mi piace questo modo di interpretare la preghiera. Ma da li a poco vengo deluso. Molte persone cominciano a comportarsi in modo strano: gettano le mani in aria senza motivo e rimangono con la testa rivolta verso l’alto e gli occhi chiusi mantenendo un’espressione greve, quasi fossero in trance. Molti altri si chiudono in loro stessi e sembrano pregare con una particolare soggettività, ma la cosa che più mi salta all’occhio è che vogliono soprattutto fare vedere agli altri che è così. Insomma, detto in parole povere stanno facendo un pò la parte.

Finita la musica si riprende con i classici bei discorsi che caratterizzano tutte le funzioni religiose. Ciò che più mi impressiona sono i tanti momenti di canto / preghiera. Credo siano più numerosi del parlare del pastore e capisco anche perché. Più si canta e più la gente si infervora. Sempre più evangelici sembrano cadere in trance! Alcuni hanno dei tremori, altri bisbigliano mentre guardano verso l’alto come fossero rapiti da chissà quale condizione mistica. Iniziano i pianti incontrollati! La presunta gioia pervade molti presenti e adulti e ragazzi si lasciano andare a fiumi di lacrime! Alcuni si guardano, si abbracciano, ma soprattutto piangono. Si piange dalla gioia e io sempre più mi sento fuori luogo e leggermente nervoso. Mi alzo per sgranchirmi un pò le gambe. Io non ho ballato e sono un pò incriccato.

L’importanza data ai soldi e al ceto sociale

Finita questa prima fase di isteria collettiva ne iniziano subito altre. Per prima cosa capisco facilmente a cosa serviva la busta bianca sul retro dei seggiolini: per raccogliere le offerte! Arrivato quel momento vengo infatti invitato a tornare al mio posto, ma non capendo il perché del mio invito preferisco rimanere in piedi. Non avrebbe fatto differenza. Non credo avrei contribuito alle offerte. Guardandomi un attimo intorno noto come l’ambiente sia molto altolocato. C’è un gran giro di soldi e tutte le persone sono vestite come fossero a una serata di gala. Si sprecano gli smoking e i grandi vestiti. Quasi nessuno è vestito in modo semplice. Probabilmente sono l’unico e forse vengo visto come un pezzente.

Le guarigioni del pastore evangelico e il potere della preghiera

Arriva il momento dei nuovi credenti e delle guarigioni miracolose. Il pastore fa un lungo preludio circa l’importanza della preghiera e di quale sia il suo potere. Ricorda le guarigioni di alcune persone della comunità e chiama a se chiunque abbia piccoli acciacchi o soffra di qualche disturbo fisico. Tutti entrano in uno stato mistico per pregare per coloro che si sono avvicinati (alcuni ben convinti, altri molto meno). Incredulo di ciò a cui sto assistendo mi avvicino per osservare meglio e assisto a scene da film! Il pastore comincia a imporre le mani sulla fronte delle persone; le chiama per nome e le incita ad aprirsi a Dio. Mentre tutte le altre persone pregano e cantano con il solito marasma generale, i “guariti” si allontanano uno ad uno: chi scosso, chi sotto choc, chi piangendo come un bambino.

Le reazioni dei nuovi fedeli evangelici

Il pastore è carico! Non si ferma e una volta curati i malati chiama a se i nuovi credenti che sono stati attirati alla fede nel corso della settimana. Si avvicinano poche persone (4 o 5). Ci sono soprattutto ragazzini molto giovani. Vengono trattatti a mò di malati, scuotendoli un pò e imponendo le mani su di loro. Viene detto loro di andare con altre persone che gli avrebbero mostrato cosa fare e avrebbero donato loro alcune bibbie. Si allontanano con le reazioni più disparate: alcuni piangono a dirotto, altri ridono in preda a un’isteria totale, altri ancora sembrano vergognarsi, forse non hanno ancora perso il lume della ragione e si sentono a disagio per quanto accade intorno a loro, ma evidentemente la loro debole personalità non gli permette di lasciare quel luogo e quella situazione.

Ultime scene isteriche nella chiesa evangelica

Ha inizio il gran finale: il pastore invita tutti a parlare e confidarsi tra di loro. Molte persone (ancora una volta soprattutto ragazzi) si isolano per confidarsi e parlare. Si sprecano le lacrime e i pianti isterici. La mia impressione è che siano pianti cercati e voluti. Probabilmente il pianto è utilizzato per sentirsi meglio e riuscire a dormire meglio la notte. Il mio nervoso e la voglia di dirne 4 un pò a tutti mi consiglia di andarmene. Ultimamente ne ho già combinate troppe. Ma rimpiangerò per sempre di non avere parlato in quella situazione.

Uomini privi di fede che non conoscono Dio

Gli evangelici che ho visto mi sono parsi uomini privi di fede. Si ritrovano solo per ostentare tra loro chi sia più fedele e più sensibile tramite lacrime e comportamenti isterici. A mio avviso non c’è fede in questo. Come in quasi tutte le religioni girano moltissimi soldi. Anche in questo credo non ci sia fede. Sorpattutto perché ho avuto l’impressione che quel denaro non vada a chi ne ha bisogno, ma serva semplicemente per mantenere in piedi tutto il teatrino. Queste persone sono un clan che si estranea dal mondo e durante i loro attacchi di isteria si estranea persino da chi gli sta intorno e forse da se stessi. Non si conoscono e molto probabilmente non conoscono nemmeno la parola di Dio, che va amato e adorato in spirito e verità, non in recite, guarigioni e pianti finti e molto denaro.

Ciechi guide di ciechi

Come molte persone nel mondo questi evangelici sono ciechi, così come cieca è la loro guida: un pastore / imprenditore che finge guarigioni e incita all’isteria. Sarò estremista, ma ritengo di vederci molto bene per alcune cose e personaggi come questo pastore non dovrebbero affatto ricoprire ruoli di questo tipo. Queste persone si innalzano tra gli uomini quando tra essi sono gli ultimi degli ultimi. Altri uomini, deboli di spirito e pieni di problemi, guardano a loro come se fossero invece i primi, quasi scelti da Dio stesso. Si fanno trascinare ciecamente e ciecamente insieme a loro cadranno in un burrone. Così come sta scritto!

Culto dei morti

23 maggio 2010 at 06:34
teschio poggiato su testo sacro al quale è appeso un rosario

Il culto dei morti

Il culto dei morti è il punto più infimo dell’idolatrìa esercitata dai fedeli delle religioni. I morti vengono mistificati, pregati e infine divinizzati, come fossero un Dio, da gente priva di fede, che ignora ciò in cui crede e non sa ciò che fa.

Nuove divinità da adorare ogni giorno

Alcuni riti e cerimonie del mondo religioso creano grandi interrogativi. Se si conosce un poco le scritture si può comparare ciò che vi è riportato a ciò che viene invece esercitato dalle varie comunità religiose, tra le quali ovviamente i cattolici. Si può così comprendere come questi seguano il mondo e non Dio. Lo sdegno più grande si ha con il culto dei morti, in cui ogni religioso venera e prega il proprio parente defunto. Non si accorgono di ciò che fanno, ignorano ciò che sta scritto e intanto creano nuove divinità personali da adorare.

L’idolatrìa del culto dei morti

Gli atti che compiono sono i più svariati: dal confidare nella nonna morta tempo addietro, al pregarla completamente perché possa vegliare su di loro. Si creano santini da tenere in casa o in tasca come fossero reliquie dai mistici poteri. Mistificano e santificano comuni persone rendendole ai loro occhi delle semi-divinità (esempio: padre pio). Perdono così il messaggio principale e si interessano semplicemente all’idolatrìa. Hanno fatto così anche per il Cristo: invece di capire il messaggio che ha portato si sono limitati a crostruirgli una statua, che sistemata in chiesa o appesa al proprio collo è pronta per essere adorata come un vitello d’oro.

Infedeli nei confronti di Dio

Hanno bisogno di materialità perché vivono in un mondo materiale e preferiscono adorare i morti piuttosto che comprendere cosa voglia dire adorare Dio in spirito e verità. Ignorano i suoi insegnamenti e le sue regole. Ignorano la sua gelosia. Adorano ciò che più gli conviene e gli fa comodo al momento, perché in realtà non provano un sentimento verso Dio, ma verso loro stessi. È questo che li porta a credere in ciò che vogliono piuttosto che nella verità. Anche se la vedessero non la riconoscerebbero, perché non è questa che stanno cercando. Cercano invece un equilibrio interiore per riuscire ad andare avanti perché sono completamente privi di fede.

Religioni ad personam

Si cullano nella propria felicità che provano visitando le tombe dei morti, che lustrano e rispettano quasi fosse l’altare di un nuovo Dio. Cambiano fiori e recitano preghiere, facendosi veri cultori del morto che hanno di fronte. Se almeno fossero fermamente convinti di ciò che fanno non avrebbero nulla da temere: un giorno saranno divinizzati anche loro. Avranno i più svariati parenti che li adoreranno come fossero un Dio da pregare e a cui chiedere i propri favori. Vedranno figli e nipoti inginocchiarsi sulle loro tombe e il fumo delle loro preghiere salire fino alla loro dimora. Si uniranno alle infinità di altri morti divinizzati per insidiare il trono di Dio e una nuova religione e un nuovo culto dei morti avrà inizio.

Preti pedofili e chiesa di superbia

6 aprile 2010 at 06:50

I casi di preti pedofili (presenti da decenni e forse da sempre), mostrano ancora una volta come la chiesa cattolica e gli uomini che la compongono si credano superiori agli altri, fino a diventare giudici di loro stessi, innalzandosi così sopra Dio.

Ignoranza che nasce con l’istituzionalizzazione

L’istituzionalizzazione della religione mina il cervello degli uomini e delle genti, ma soprattutto quello di coloro che fanno parte delle istituzioni religiose stesse. Nascono così gerarchie di preti, cardinali e vescovi convinte di essere sopra le parti. Convinte di potere giudicare se stesse e i propri simili appartenenti alla chiesa. Diventano giudici di loro stessi e si innalzano così sopra Dio. Credono di fare il bene agendo con misericordia e comprensione, ma ignorano che sta scritto di confessare liberamente i propri peccati. Credono di comprendere la legge scritta e la citano con superficialità e ignoranza (minuto 6:40 del video), mentre sta scritto di rimettersi alla legge del mondo.

Chi fugge dalla luce?

L’ignoranza ricopre sicuramente una buona parte delle vicende riguardo i preti pedofili, ma l’inconscio pensiero di volere proteggere la chiesa non è da sottovalutare. Le autorità cattoliche fanno di tutto per mostrarsi come non sono e proteggere il loro meccanismo che ghermisce il cervello, il cuore e lo spirito delle genti. Sono a favore della verità, ma quando questa non è loro scomoda. Così, a sentire loro, i preti pedofili non vanno denunciati. Sarà una commissione che si occuperà di valutare il pentimento del prete e con qualche preghiera tutto è a posto. Ma alla preghiera e alla penitenza è indispensabile, soprattutto per istituzioni come queste, che ci sia una denuncia. Chi nasconde le proprie opere dalla luce è colui che della luce ha paura. E per paura di essere giudicato dalla luce rimane nelle tenebre. Così non sarà mai perdoanto. Ne da coloro che hanno subito le violenze, ne da se stesso e solo Dio sa il resto.

La fede nella chiesa ma non in Dio

Finché la chiesa cattolica si crederà un’istituzione di Dio e finché gli uomini di questa istituzione si crederanno diversi dagli altri, superiori, non ci sarà mai luce in essa e le tenebre la mineranno e la avvolgeranno sempre. Finché i preti si muoveranno per la chiesa e non per Dio, essa non sarà mai luogo e movimento di vera giustizia. Se non si insegna a combattere il proprio nemico non si creeranno guerrieri ma semplici dipendenti. Se poi si protegge coloro che al nemico hanno ceduto, allora si è complici. Occorre guardarsi dalle persone di cui ci si attornia, perché si è ritenuti complici dei loro peccati.

Pasqua di morte e d’ignoranza

4 aprile 2010 at 06:58

Continuano le atrocità sugli animali per compiacere lo stomaco e il cervello degli stolti! La pasqua celebra una festa d’ignoranza alimentata dalla morte di piccoli e poveri agnelli. La mancanza della fede delle genti si evince dalle celebrazioni, i riti e le ricorrenze.

L’attaccamento ai riti colma la mancanza di fede mentre milioni di agnelli subiscono mattanza

Ancora una volta una festa dell’ignoranza contribuisce al massacro degli animali. Una pasqua macchiata di sangue e crudeltà nell’indifferenza e l’ignoranza di chi si abbuffa con chili e chili di carne. Non sanno cosa festeggiano così come non sanno cosa mangiano. Altresì sanno e fanno finta di non sapere. Un tempo si sacrificava l’agnello per la pasqua ebraica: la liberazione del popolo di Israele dalla condizione di schiavitù. I cattolici hanno trasformato gli accadimenti in riti e hanno istruito malamente le proprie genti. Il Cristo è infatti l’agnello di Dio, che una volta per tutte si è sacrificato per tutte le genti. L’unica cosa che ha chiesto è di ricordarsi di lui e di ciò che è stato bevendo di tanto in tanto un pò di vino e mangiando un pezzo di pane. Ovviamente anche questa richiesta è stata trasformata in un rito, facendogli perdere completamente il suo significato.

Stomaco e cervello all’ingrasso

I cattolici vedono la pasqua nella resurezzione del Cristo e non nella liberazione che da essa deriva. Contradditorio poi che una festa di resurrezione sia festeggiata con la morte atroce di milioni di agnelli e altri animali. Largo alle mattanze sui poveri agnelli. Forse i cattolici credono ci sia ancora bisogno di sacrificare dei piccoli animali per favorirsi il proprio Dio, ignorando l’importanza e il valore del sacrificio del Cristo. Oggi cattolici e non di tutto il mondo mangiano e bevono della propria ignoranza. Si preoccupano di fare festa, ma non danno senso ogni giorno al messaggio ricevuto. Non hanno percepito il senso spirituale di ciò che è stato dato loro e rimangono ancora invischiati in feste materiali e ricorrenze senza senso. Non contenti fanno festa uccidendo e mangiando dei poveri agnelli, che avranno la sfortuna di andare ad ingrossare lo stomaco di chi già ha il cervello ingrassato d’ignoranza.

Le bestemmie degli uomini

25 marzo 2010 at 09:43

bocca aperta che grida

Un grido d'ignoranza contro Dio


Gli uomini bestemmiano per ignoranza. Non hanno consapevolezza di ciò che sono. Ignorano il loro nemico e sfidano dio, inconsapevoli di quanto pagheranno ogni singola parola detta contro di lui.

L’ignoranza degli uomini

Le bestemmie sono frutto della più grande ignoranza che gli uomini possono dimostrare. Chi bestemmia non sa ciò che fa, non sa ciò che dice e probabilmente non sa nemmeno ciò che pensa. Altri uomini bestemmiano per tentazione, cercando di sopperire alla propria debolezza raccontandosi le più assurde scuse e formulando le più strane teorie. Alcuni uomini sostengono infatti che quando bestemmiano stanno inveendo contro un dio cattivo e malavagio, una sorta di idea di dio all’interno della loro testa che gli toglie la libertà e per paura di dovere comportarsi in un certo modo si sentono oppressi, arrivando così a bestemmiarlo. Quando invece pregano o fanno il bene le loro azioni sono rivolte a un dio giusto. Queste sono le teorie di comodo, che fanno si che si possa convincersi di comportarsi bene in ogni caso, anche quando si sbaglia. Uno stravolgimento della realtà, dei propri sentimenti, delle proprie debolezze.

In sfida dinnanzi al trono di Dio

C’è poi chi non crede e comunque bestemmia. C’è chi bestemmia per sfida, e chi per protagonismo. C’è chi ormai lo fa per abitudine e non riesce più a smettere, quasi fosse una droga. Tutti questi uomini non si sono mai chiesti perché bestemmiano dio e non inveiscono contro il diavolo. Se si ponessero questa domanda e riuscissero a ottenere una risposta capirebbero molte cose di loro, di dio e della vita. Quando ero adolescente ho cominciato a bestemmiare per sfida. Era una cosa che credevo di non potere fare e volevo cambiare la mia idea. Un ragazzino ignorante, ecco cosa ero. Come molti uomini d’oggi volevo sfidare dio, per vedere cosa avrebbe potuto farmi. Posso solo dire che porsi in sfida dinnanzi a dio è malvagio. Nonostante tutto negli anni ho imparato molte cose, a caro prezzo. La più grande arma del diavolo è l’ignoranza degli uomini e il suo fargli credere che esso non esista. Solamente avendo consapevolezza del proprio nemico lo si può combattere e vincere.