diritto

La festa al corpo delle donne

8 marzo 2011 at 02:38

Ogni anno le donne festeggiano l’8 marzo. Dimentiche del significato della festa non si accorgono che nel mentre c’è chi fa la festa al corpo delle donne

Funerale del lavoro

2 maggio 2010 at 06:09
bara vista dall'alto

Funerale del lavoro e morte dei lavoratori

L’Italia è piena di problemi riguardanti il mondo del lavoro. I nostri politici continuano a fregarsene e pensano al loro malaffare, ma ciò che rattrista è che i lavoratori Italiani invece di impegnarsi festeggino il primo maggio tra le solite manifestazioni e i soliti concerti.

È qui la festa?

Festa dei lavoratori? O qualcuno farà la festa ai lavoratori? I lavoratori non hanno nulla da festeggiare. Le feste purtroppo di questi tempi cambiano. Ai giorni nostri non possiamo più nemmeno permetterci una festa. L’unica cosa che potrebbero fare i lavoratori il primo maggio è una vera rivolta. La gente ha capito che qualcosa non va, ma crede di potere risolvere le cose con manifestazioni e concerti. Che si sveglino! Il tempo delle mezze misure è finito! Ma la gente pensa ad andare al concerto del primo maggio invece che impegnarsi tutto l’anno attivamente e veramente per migliorare la condizione dei lavoratori.

Aziende e lavoratori: una nuova classe sociale

Lavoro a stretto contatto con le aziende. La testimonianza che porto è che molte aziende Italiane non hanno più la possibilità di fare un investimento da 1000 / 1500 €. Ma che aziende sono quelle che non si possono permettere questo tipo di investimento? Gli imprenditori stanno ormai affiancando quei pochi lavoratori per il proprio diritto al lavoro. È curioso di come le classi sociali possano unirsi quando la puzza di merda è sotto il naso di entrambe.

Il mio amico D. lavora nel campo delle risorse umane. Ciò che mi racconta è che le ditte non ne vogliono nemmeno sentire parlare di assumere personale. Dalla magra che c’è la ditta per la quale lavora si è messa a offrire, oltre al personale, anche servizi di vario tipo: pulizie, sicurezza, giardinaggio. Robe dell’altro mondo!

Crisi psicologiche e teste vuote

Il nostro governo l’anno passato diceva che la crisi non esisteva. Era psicologica secondo i nostri politici. Ed è quello che sentivo quando parlavo con alcuni miei clienti: “la crisi è nella testa della gente”. Le stesse persone che un paio di mesi dopo mi comunicavano di non avere alcun budget a disposizione. La crisi sarà anche stata nella testa della gente, ma mi incuriosisce sapere cosa c’era e cose c’è nella testa di queste persone. Ora per il governo la crisi c’è. Ben svegliati! Chissà che l’anno prossimo non si accorgano anche dei problemi che la gente vive ora.

Le nuovi classi sociali dell’Italiano

Sembra tutto normale, ma abbiamo di fronte un vero e proprio cambiamento di società. Molte persone che fino a ieri erano tra le classi più povere diverranno nel prossimo futuro i nuovi barboni, i nuovi senzatetto, i nuovi reietti di una società per nulla equa. Stiamo tagliando fondi a tutto: istruzione, sanità, sicurezza, lavoro, ricerca. E questo riduce la gran parte degli Italiani a una sorta di minoranza ignorante e impotente facente parte di una società impossibile da vivere. E intanto i figli preferiti di mamma Italia arraffano tutto ciò che ancora si possono intascare, guardando avidi e sospetti intorno a loro per paura che qualcuno possa ridurli nelle stesse condizioni di quei proletari disoccupati!

Diritto al lavoro

Il lavoro è parte fondamentale della nostra società. Ogni cittadino Italiano ha diritto a lavorare. Se non si lavora non si può comprare. Se non si lavora non si può accedere agli studi e alla conoscienza. E in loro assenza un giorno non si potrà lavorare. Un bel serpente che si morde la coda. I lavoratori che ancora hanno un lavoro dovrebbero prestare molta attenzione a ciò che accade, altro che concerti! Se parli a qualcuno e non ti sente ti avvicini e ripeti ciò che hai detto. Se ancora non ti sente provi a parlare più forte. Se continua a non sentire allora urli. Ma se ancora non ti sente devi dargli un bello scossone, per attirare bene la sua attenzione! Il nostro governo e i nostri politici fanno orecchi da mercante. Il primo maggio d’ora in poi si ricorderà la morte del lavoro. Chi ha orecchi per intendere intenda.

8 Marzo – giornata internazionale della donna o vanità e ignoranza?

9 marzo 2010 at 07:01

8 Marzo – Festa della donna

8 Marzo – Festa della donna (ma non era giornata internazionale della donna?)


L’8 Marzo è ormai divenuta una festa in cui le donne escono e si divertono, dimentiche del significato e dell’importanza che essa ha, come dimentiche dell’impegno che occorre per ottenere la parità e i diritti che ancora cercano.

La giornata internazionale della donna

Arrivo con un giorno di ritardo, ma spero questo mio post possa comunque contribuire non solo all’augurio per la giornata internazionale della donna, ma anche come contesto informativo. È con rammarico infatti che noto come le festività diventino sempre meno sentite e sempre più commerciali, così come cita anche la pagina di wikipedia dedicata alla giornata internazionale della donna.

Il vero significato dell’8 marzo e la donna come oggetto del desiderio dell’uomo

Spero vivamente tutte le donne si ricordino il significato di questa festività, che nasce per i loro diritti, per un movimento che oggi non c’è più, sostituito forse dal solito apparire ed essere oggetto di desiderio dell’uomo. L’8 Marzo non dovrebbe fare diventare le donne delle principesse, che ricevono fiori come fossero corteggiate in un contesto amoroso. Non è la giornata dei regali e delle attenzioni. È la giornata del pensiero e del ricordo e della consapevolezza che finché ci saranno festività come queste la parità dei diritti è lontana a venire.

I diritti delle donne

Ben vengano la giornata internazionale delle donne e altre iniziative, ma che sia chiaro che il loro scopo è di percezione e movimento. Queste festività non dovrebbero mai divenire sessiste, soprattutto se incanalate in un contesto maschilista: l’uomo che porge la mimosa alla donna per ricordargli che è uguale a lui. Certo che è uguale! Uomini e donne avranno gli stessi diritti solo quando non ci sarà più bisogno di queste festività e ricorrenze. Solo quando ci sarà consapevolezza potrà vivere una vera parità di diritti.

La consapevolezza di se che le donne non hanno

Nel mentre che si utilizzi pure l’8 marzo, ma che non diventi una festa di vanità e commercio. Se ieri sera sei uscita chiediti se lo hai fatto per ostentare il tuo sesso o se per difendere i tuoi diritti. Chiediti se lo hai fatto per divertirti o per impegnarti in ciò che la ricorrenza rappresenta. Quando ti sarai data delle risposte avrai capito quanto ancora sei lontana dal considerarti al pari di un uomo, come in una sorta di complesso di inferiorità. I dirtti delle donne non passeranno attraverso una festa che quasi non ha più valore e nessuna vera sostenitrice. Non si otterranno uscendo una sera dell’anno, ma impegnandosi tutto l’anno. Non si otterranno vestendosi e atteggiandosi per come gli uomini vogliono vedere, ma comportandosi per come si è veramente, con naturalezza e intelligenza. Che le donne riprendano a combattere e lottare! Che non ci sia più bisogno di una festa per ricordare il valore e i diritti che esse hanno!

Coca Cola – segreti di una formula e di una multinazionale

18 febbraio 2010 at 06:08

Logo della Coca Cola

Logo della Coca Cola


La Coca Cola è la bevanda più conosciuta e bevuta nel mondo. Ma cosa si nasconde veramente dietro questa multinazionale? E qual è il segreto della sua formula?

Ma nella Coca Cola c’è la cocaina?

Non solo i bambini quando visitano la fabbrica della Coca Cola pongono una domanda piuttosto curiosa, ma chiunque la consumi regolarmente: ma nella Coca Cola c’è la cocaina? Un tempo si! Addirittura ci sono alcune informazioni che riportano come i militari bevevano una speciale formula di coca cola con un forte concentrato di cocaina da renderli immuni alla paura e al dolore, causando però forti allucinazioni.

La Coca Cola nata alla fine dell’800 conteneva proprio la cocaina! Come si vede nella pubblicità di questi giorni, il Dr. John Stith Pemberton creò un tonico a scopo farmaceutico che divenne poco a poco consumato sempre più. Col tempo la formula della Coca Cola è stata rivisitata e l’uso della cocaina ovviamente abolito.

Un salto in Perù e in Bolivia per fare la spesa

Ad oggi la Coca Cola viene accusata di comprare ingenti quantità di foglie di coca da Perù e Bolivia. La Coca Cola Company ha avuto sempre strane reazioni a queste accuse. Dapprima dichiarava di non fare uso di foglie di coca, poi che usava la foglia ma “decocainizzata”, infine sono tornati a dichiarare che non si fa uso di coca nella preparazione della bevanda. La formula della Coca Cola rimane tutt’oggi un mistero. Ciò che è certo sono i dubbi nati e vissuti intorno a questa azienda, che nel tempo è stata accusata di ogni tipo di crimine. Tra alcuni di questi ci sono la violazione dei diritti umani e tattiche antisindacali, che saranno trattate in un film contro la Coca Cola dal titolo “The Coca Cola Case”.

Gli effetti che ha la Coca Cola su un organismo che la beve per anni

Un altro curioso dato è quello fornito dalla somministrazione di Coca Cola in modo prolungato a dei ratti. Alla luce di tutto questo sorgono spontanee alcune domande: cosa comporta bere Coca Cola per una vita intera? Cosa nasconde veramente Coca Cola all’interno dei suoi stabilimenti? Perché molte persone sono veramente assuefatte e dipendenti da questa bevanda? Sicuramente Coca Cola ha una doppia faccia: la prima è quella che ci mostra con i suoi fantastici spot. Da quelli graficamente innovativi a quelli emozionali, che ti fanno sentire a casa, felice, vivo! A quelli che “non c’è Natale senza Coca Cola”. La seconda faccia di Coca Cola è quella di una mostruosa multinazionale che nasconde segreti e opera male in tutto il mondo, ma questa faccia la Coca Cola Company preferisce tenerla ben nascosta!

La vita tranquilla che manca agli Italiani

14 febbraio 2010 at 06:16

bimbi verso una scuola-fabbrica e uomo frustrato dal lavoro

Scuola e lavoro - impegni quotidiani che ad oggi non consentono una vita tranquilla


Studio e lavoro sono diritti fondamentali di ogni società civile, libera e democratica. Dovrebbero essere talmente scontati da non doverci neanche pensare. Gli Italiani invece devono lottare ogni giorno per ottenere ciò che ormai considerano un’utopia!

Scuola e lavoro che uccidono gli Italiani

In uno stato civile e democratico, come l’Italia sostiene di essere, la scuola e il lavoro dovrebbero essere un diritto scontato per tutti. Oggi invece viviamo scene di delirio. Riforme, controriforme, piani scuola, crisi, precarietà, e tante altre parole che nulla vogliono fondamentalmente dire. La verità dei fatti è che ci ritroviamo una scuola che fa schifo, in cui l’istruzione viene sempre meno. Lauree triennali e metodi di studio che non sono più degni di considerare gli studenti laureati alla fine del loro ciclo di studi. Abbiamo poi una situazione di lavoro, che crisi o meno, sta rovinando il paese. Italiani disperati, Italiani che si suicidano dalla disperazione.

Le responsabilità di chi non fa il proprio lavoro

Se le cose funzionassero la scuola e il lavoro sarebbero talmente scontate che la gente non dovrebbe più nemmeno pensarci, potendo concentrare la propria vita sull’evoluzione personale, su come godere del proprio tempo libero, su come migliorare la propria persona, su progetti da realizzare. Detto questo, e mettendolo in relazione alla realtà odierna (ma anche meno recente), si evince come le cose non funzionano. E se non funzionano vuol dire che coloro che dovrebbero farle funzionare non sono in grado di fare il loro lavoro.

L’uomo non libero è un uomo che non cresce

Gli Italiani non hanno più pace. Sono sempre impegnati a lottare per i propri diritti, per la propria salute, il proprio lavoro e la propria istruzione. Queste cose dovrebbero essere scontate e su queste fondamenta si dovrebbe costruire sempre di più. Questa sarebbe evoluzione. L’uomo sempre impegnato a lavorare, a studiare, a difendere i propri diritti, a scervellarsi per capire come saltarci fuori è un uomo che non può evolversi, che non può crescere. Troppo impegnato in questa guerra societaria, che ormai tutti diamo per scontata. Ci siamo abituati a considerare normalità ciò che di normale non ha nulla. Vediamo come utopia ciò che dovrebbe essere assolutamente normale!

Burattinai e burattini

Se vi fosse meritocrazia molti governanti sarebbero già andati a casa, dagli anni della prima repubblica ad oggi. Ma questo mondo non è fatto per l’uomo. Non è per lui che si lavora per migliorare le cose, ma per il sistema, per l’economia. L’uomo non è più al centro del mondo. Al centro ora c’è un manipolo di stronzi che da anni tira i fili del mondo intero e decide come tutti dobbiamo vivere! Tiene gli uomini impegnati con problemi che non sono (o non dovrebbero essere) tali, cosicché l’uomo non abbia modo e tempo di accorgersi quale sia veramente la realtà. Un uomo impegnato a risolvere i propri problemi quotidiani è un uomo che non ha tempo di ragionare, pensare, di unirsi ad altri per sbaragliare via le menzogne che ogni giorno gli vengono messe davanti agli occhi, nascondendo dietro di esso la verità. Tenendolo poi sempre impegnato a guardare avanti lo si convince che sta andando oltre, quando in realtà è guidato dai potenti del mondo nella direzione ad essi più congeniale!