donne

La festa al corpo delle donne

8 marzo 2011 at 02:38

Ogni anno le donne festeggiano l’8 marzo. Dimentiche del significato della festa non si accorgono che nel mentre c’è chi fa la festa al corpo delle donne

Speriamo che sia femmina

26 ottobre 2010 at 06:27
Fiocco rosa

Speriamo che sia femmina

Alcuni uomini temono di concepire figli femmine. Il loro timore è dato dalla paura che qualcuno un giorno “se le possa scopare”. Credono che tutti gli uomini ragionino come loro hanno sempre ragionato e ritengano le donne solo oggetti sessuali, come loro le hanno sempre e solo considerate.

La paura di concepire una femmina

Alcuni uomini attendono con terrore uno specifico momento della gravidanza della propria compagna, quello in cui conosceranno il sesso: sarà maschio o sarà femmina? La paura e un’estrema ignoranza li accompagna al solo pensare che la propria progenie possa essere femminile. Perché mai? Per un motivo molto semplice. Hanno vissuto vedendo la donna come oggetto e credono che così come hanno fatto loro, faranno gli altri uomini con le loro figlie. Temono già da ora per la loro verginità. Come padri padroni figli di un nuovo maschilismo, hanno paura di ritrovarsi una figlia zoccola.

Nessuno scopi mia figlia

La loro ignoranza annebbia la loro mente e chiude loro il cuore. Quando gli chiedono di che sesso sarà il figlio che stanno aspettando, rispondono femmina storcendo il naso e smorfiando con la bocca, quasi fosse una sfiga. Questi uomini non hanno mai amato le donne.

Le hanno sempre e solo guardate pensando a come potersele scopare. Ed è così che temono che altri uomini faranno con le loro figlie. Negheranno loro la libertà, anche quella sessuale. Probabilmente non saranno partecipi di nulla che riguardi le loro figlie. La paura di scoprire un giorno che la propria figlia “si sia fatta scopare” da qualcuno annichilisce ogni loro interesse. Tratteranno la loro figlia con un disprezzo nascosto interiormente, quasi fosse una colpa l’essere venuta al mondo femmina.

Non parleranno con loro, non condivideranno interessi, non conosceranno le loro amiche e i loro amici. Quest’ultimi li guarderanno con sospetto, quasi fossero rivali di tempi ormai trascorsi. Tra loro potrebbe esserci qualcuno che abbia in testa la stessa cosa che loro hanno avuto in testa tutta la vita. Non sapranno valorizzare la soggettività delle loro figlie, minandone la sicurezza, la stabilità e la maturità di donne che un giorno saranno.

Se avessi avuto un maschio sarebbe stato meglio

Al contrario se avessero avuto un figlio maschio avrebbero fatto i salti di gioia. Ma più che per la contentezza vera di avere un maschio, avrebbero gioito di non avere avuto “la sfiga” di concepire una femmina. Non ci sranno così problemi, nè pensieri. Forse non vedranno l’ora che il proprio figlio porti a casa qualche conquista femminile e siano le figlie degli altri ad “essere scopate”.

La loro stoltezza e la loro stupidità non gli permetterà di capire che le pressioni che sicuramente faranno su di loro potranno portare i loro figli, nel subconscio, ad avere altre preferenze. Sia mai che si ritrovino un figlio gay, che sarebbe per loro come una maledizione. Quale orrore e quale vergogna al solo pensare di avere un figlio al quale piace leccare il lecca lecca e giocare con due mazze.

Il rapporto che sarà tra padre e figlia

Questi uomini sono lo strascico di un Italia patriarcale, che ha sempre visto il maschio come una forza e una gioia e una femmina come una sconfitta e una disperazione. L’augurio che si può fare a questi uomini è che le loro figlie possano diventare donne vere più di quanto essi non sono stati capaci di essere uomini e padri. Che possano insegnare loro a utilizzare il cervello correttamente e a riaprire il loro cuore. Che la femminilità che le contraddistinguerà possa definitivamente distruggere questi pensieri sessisti figli dell’ignoranza e della cattiveria. Si preparino le loro figlie a una vita più dura rispetto ad altre loro coetanee. A questi uomini urliamo: speriamo che sia femmina!!!.

Tra uomo e donna… la tavoletta del water

3 giugno 2010 at 06:33
Tavoletta del water

Tavoletta del water: alzata o abbassata?

Da anni la questione della tavoletta del water da vita a discussioni accese tra uomo e donna. Alzata o abbassata? Questa è l’annosa domanda alla quale occorre rispondere per capire quale sia la corretta gestione del cesso.

Niente gocce di urina sulla tavoletta del cesso

La questione della tavoletta del water che c’è nelle coppie mi ha sempre incuriosito. La donna esige che la tavoletta sia sempre abbassata. L’uomo (si parla di uomini e non di maiali che pisciano con la tavoletta abbassata ricoprendola di gocce di urina) non da invece peso alla questione e una volta fatti i suoi bisogni scarica semplicemente lo sciaquone e ritorna ai suoi affari. Ho sempre faticato a comprendere perché le donne si sentono così fermamente convinte nel ritenere che la tavoletta vada abbassata. È forse una questione di numeri? Effettivamente, se consideriamo i numeri, il gentil sesso ha ragione: 2 sedute femminili e 1 maschile contro l’unico utilizzo in piedi che fanno i maschietti. Vittoria della tavoletta del cesso abbassata per 3 a 1 a favore delle esigenze femminili.

La dittatura femminile sulla tavoletta del cesso

Se non guardiamo i numeri, e consideriamo che la repulsione che provano le donne nel trovare la tavoletta alzata è un vero e proprio estremismo, capiamo molte questioni finora irrisolte. Semplicemente le donne hanno questo pensiero: “i miei bisogni li faccio entrambi a sedere, quindi voglio trovare la tavoletta del water abbassata”. Non c’è spazio per la comprensione di chi piscia in piedi e non c’è assolutamente voglia di condividere il semplice gesto di alzare / abbassare la tavoletta del cesso con il proprio uomo. Un estremismo; una dittatura femminile del cesso per una semplice questione di comodo.

La svogliatezza delle donne e la loro costante ricerca di un pretesto per discutere

Personalmente non ho mai trovato la tavoletta alzata dopo che una donna ha utilizzato il water. Dovrei forse accanirmi ed effettuare insistentemente questa richiesta? Perché mai l’uomo dovrebbe abbassare la tavoletta mentre pare la donna non debba rialzarla? Se dopo avere espletato i propri bisogni, ognuno di noi dovesse predisporre la tavoletta per l’utilizzo che ne fa l’altro sesso, si darebbe semplicemente vita a uno strano gioco alza-abbassa la tavoletta del cesso che non porterebbe a nulla. Ma la questione non si pone, perché le donne non considerano compito loro alzare la tavoletta. Ma tutti gli uomini sanno bene quanto sia snervante doverla sempre rialzare prima di fare una semplice pisciata. Eppure non ho mai sentito uomini lamentarsi verso le donne riguardo la tavoletta del water non rialzata.

I problemi riguardo questa tematica sono prettamente femminili. L’uomo non fa una questione ancestrale su una semplice tavoletta del cesso. Così come la donna trova la tavoletta alzata quando deve fare i propri bisogni, l’uomo la trova abbassata quando deve pisciare. Che problema sarà mai? Le prime abbasseranno la tavoletta, i secondi la alzeranno. Forse sto ignorando qualcosa. La mia conoscenza riguardo la questione della tavoletta del water non è ancora completa. Attendo in trepidazione chi saprà illuminarmi. A meno che dietro la semplice questione della tavoletta non si nasconda un arcano mistero.

Il serpente viene punito facendolo strisciare, qual era prima la sua forma?

14 settembre 2009 at 05:40

Adamo, Eva e il serpente

Adamo, Eva e il mistero della forma della serpe


“Poiché tu hai fatto questo, sii tu maledetto più di tutto il bestiame e più di tutte le bestie selvatiche; sul tuo ventre camminerai e polvere mangerai per tutti i giorni della tua vita. Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno.”
Genesi 2,14

Le punizioni alla donna, all’uomo e al serpente

Una similitudine con un post che ho scritto qualche giorno fa circa la plasmazione dell’uomo riguarda la forma del serpente. Commesso il peccato, alla donna viene inflitta la punizione del dolore moltiplicato nelle doglie e di avere istinto verso l’uomo ma di subirne la dominazione. All’uomo viene inflitta la punizione di trarre cibo dalla terra con dolore e di mangiare il pane col sudore della fronte; a causa sua il suolo sarà maledetto!

Il serpente viene punito nel modo di camminare. Verrà fatto infatti strisciare e mangerà la polvere. Inoltre vi sarà inimicizia tra lui e la donna, questione questa veramente curiosa. Se ne conviene allora che prima non strisciava e magari avesse forma umanoide.

Il legame tra il diavolo e la serpe

Il serpente viene sempre accostato al diavolo, ma nelle scritture non si parla ne di diavolo ne di satana per quanto concerne questo episodio. C’è da dire che nel Libro di Enoch il diavolo è invece menzionato. Fa bere gocce del suo sudore all’uomo e alla donna di nascosto, potendo così riuscire nel tentarli, cosa che senza questa manovra non gli sarebbe stata possibile. C’è quindi un legame tra il diavolo e la serpe, sebbene rimane nel mistero quale esso sia.

La vera ricerca importante

È molto curioso comunque non solo immaginare che forma possa avere ora, ma che forma avesse un tempo. Rimane importante però avere la consapevolezza che ciò che conta davvero non è capire le forme della serpe ma, così come sta scritto, cercare il volto di Dio.