economia

La vita tranquilla che manca agli Italiani

14 febbraio 2010 at 06:16

bimbi verso una scuola-fabbrica e uomo frustrato dal lavoro

Scuola e lavoro - impegni quotidiani che ad oggi non consentono una vita tranquilla


Studio e lavoro sono diritti fondamentali di ogni società civile, libera e democratica. Dovrebbero essere talmente scontati da non doverci neanche pensare. Gli Italiani invece devono lottare ogni giorno per ottenere ciò che ormai considerano un’utopia!

Scuola e lavoro che uccidono gli Italiani

In uno stato civile e democratico, come l’Italia sostiene di essere, la scuola e il lavoro dovrebbero essere un diritto scontato per tutti. Oggi invece viviamo scene di delirio. Riforme, controriforme, piani scuola, crisi, precarietà, e tante altre parole che nulla vogliono fondamentalmente dire. La verità dei fatti è che ci ritroviamo una scuola che fa schifo, in cui l’istruzione viene sempre meno. Lauree triennali e metodi di studio che non sono più degni di considerare gli studenti laureati alla fine del loro ciclo di studi. Abbiamo poi una situazione di lavoro, che crisi o meno, sta rovinando il paese. Italiani disperati, Italiani che si suicidano dalla disperazione.

Le responsabilità di chi non fa il proprio lavoro

Se le cose funzionassero la scuola e il lavoro sarebbero talmente scontate che la gente non dovrebbe più nemmeno pensarci, potendo concentrare la propria vita sull’evoluzione personale, su come godere del proprio tempo libero, su come migliorare la propria persona, su progetti da realizzare. Detto questo, e mettendolo in relazione alla realtà odierna (ma anche meno recente), si evince come le cose non funzionano. E se non funzionano vuol dire che coloro che dovrebbero farle funzionare non sono in grado di fare il loro lavoro.

L’uomo non libero è un uomo che non cresce

Gli Italiani non hanno più pace. Sono sempre impegnati a lottare per i propri diritti, per la propria salute, il proprio lavoro e la propria istruzione. Queste cose dovrebbero essere scontate e su queste fondamenta si dovrebbe costruire sempre di più. Questa sarebbe evoluzione. L’uomo sempre impegnato a lavorare, a studiare, a difendere i propri diritti, a scervellarsi per capire come saltarci fuori è un uomo che non può evolversi, che non può crescere. Troppo impegnato in questa guerra societaria, che ormai tutti diamo per scontata. Ci siamo abituati a considerare normalità ciò che di normale non ha nulla. Vediamo come utopia ciò che dovrebbe essere assolutamente normale!

Burattinai e burattini

Se vi fosse meritocrazia molti governanti sarebbero già andati a casa, dagli anni della prima repubblica ad oggi. Ma questo mondo non è fatto per l’uomo. Non è per lui che si lavora per migliorare le cose, ma per il sistema, per l’economia. L’uomo non è più al centro del mondo. Al centro ora c’è un manipolo di stronzi che da anni tira i fili del mondo intero e decide come tutti dobbiamo vivere! Tiene gli uomini impegnati con problemi che non sono (o non dovrebbero essere) tali, cosicché l’uomo non abbia modo e tempo di accorgersi quale sia veramente la realtà. Un uomo impegnato a risolvere i propri problemi quotidiani è un uomo che non ha tempo di ragionare, pensare, di unirsi ad altri per sbaragliare via le menzogne che ogni giorno gli vengono messe davanti agli occhi, nascondendo dietro di esso la verità. Tenendolo poi sempre impegnato a guardare avanti lo si convince che sta andando oltre, quando in realtà è guidato dai potenti del mondo nella direzione ad essi più congeniale!