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4 comm – poca organizzazione

13 aprile 2010 at 06:26
4comm - per comunicare oggi

4comm - per comunicare oggi

La mia scelta di partecipare al 4comm non ha dato i riscontri sperati. Sessioni in ritardo, inadeguatezza dei relatori e titoli di sessioni fuorvianti sono state le caratteristiche dell’evento.

Seconda giornata di sessioni al 4comm

Domenica scorsa ho voluto assistere al 4comm che si tiene a Bologna: evento dedicato alla comunicazione organizzato da CNA. L’evento si svolgeva in due giornate, sabato e domenica, ma a causa di impegni vari e ritenute più interessanti le sessioni di domenica ho optato solo per quest’ultima giornata. Bella location, ottime strutture, varia scelta argomentativa tra le sessioni, ma l’organizzazione dell’evento non mi è piaciuta per niente.

Ho ritenuto fondamentali 3 punti per decretare l’organizzazione leggermente scadente:

  • rispetto dei tempi delle sessioni
  • capacità dei relatori
  • inerenza dei titoli delle sessioni con le argomentazioni trattate

Le sessioni a cui ho partecipato, infatti, non sono quasi mai partite in orario o non hanno rispettato i 45 minuti di tempo disponibili (a volte sono durate meno altre di più). I relatori non sempre erano all’altezza dell’argomento trattato, o più semplicemente non riuscivano a catturare l’attenzione del pubblico per il modo in cui comunicavano (e già questo la dice lunga per una convention sulla comunicazione!). Dai titoli delle sessioni mi aspetto di percepire più o meno di cosa parlerà il relatore, e quali argomenti saranno trattati, invece ho trovato solo un pò di confusione.

Aspetto i temi blog, fotografia e comunicazione e mi ritrovo i temi cibo e mangiare vario

Da tempo avevo osservato quali sessioni erano per me le più interessanti. Così domenica arrivo alla convention e mi accomodo nell’aula che ospiterà la sessione dal titolo : Il Pranzo di Babette – Il blog come strumento di comunicazione tra fotografia e web. Mi aspetto che si parli di blog, di comunicare tramite foto e altri contesti inerenti al web. Si è parlato invece di foodblog, un particolare tipo di blog che parla di cibo e ricette. Per questo aspetto è stato interessante, ma altro non si è trattato che di una carrellata di foodblog più o meno famosi e di come i relativi blogger abbiano migliorato con il tempo la loro capacità di fotografare il cibo. Insomma un contesto molto settoriale, che a mio avviso avrebbe dovuto contenere nel titolo la parola foodblog, in modo da fare ben capire di cosa si parlasse.

Open source non vuole dire gratuito!

Finita la sessione di fichi ravvivati con spremuta di lamponi e pesce lasciato un pò crudo per renderlo più compatto, mi dirigo a un’altra sessione che ritengo dal titolo interessante: Open Office: comunicazione aziendale senza spese. Il sottotitolo mi fa capire che si parlerà di impress, un software alternativo a powerpoint: Perché Impress…ionarsi: la creazione di presentazioni aziendali in maniera semplice ed efficace con Impress. I relatori a mio avviso hanno esperienza, ma il paragone tra le loro relazioni e quelle di Steve Jobs mi è sembrato un tantino fuori luogo.

Forse non erano molto in forma, ma nei primi 20 minuti non hanno fatto altro che parlare delle loro aziende. Nei 10 minuti successivi hanno parlato di powerpoint (?) e in 30 minuti sono riusciti a fare uscire dalla sala un buon 35% di ascoltatori. Gli ho dato altri 5 minuti di fiducia per sentire una gran confusione tra software open source e software gratuito, che sono due cose ben diverse, ma il relatore considerava uguali. Insomma la mia fiducia non è stata ripagata. Se in 35 minuti non parli di impress e non fai vedere cosa si può fare con impress, ci sono due possibilità: o hai sbagliato relazione o hai sbagliato il suo titolo.

La sessione che meno mi interessa è la migliore

Tra le varie session delle 12 non c’era nulla che mi interessasse in particolar modo, ma mi ha attirato quella intitolata: Come muoversi nel colore per la stampa – Il documento PDF, come leggerlo, come eseguirlo, come elaborarlo per evitare problematiche nelle fasi di stampa. È stata la sessione migliore a cui ho partecipato. È iniziata puntuale, il relatore era molto competente, capace di comunicare mantenendo attiva l’attenzione e soprattutto il titolo era inerente all’argomento trattato. Avendo possibilità di andare oltre i 45 minuti, quasi tutti i presenti hanno acconsentito a una prolungazione della sessione. Sicuramente un segno di grande capacità e professionalità.

Aspetto fumetti, simboli e arte moderna, ma c’è solo l’arte moderna con un pò di confusione

Mangiato il mio panino vegano ho letto qualche rivista che mi ero portato dietro per ingannare l’attesa della sessione pomeridiana. Un pò sconcertato per quanto visto finora, ma fiducioso per la sessione dal titolo: Max Papeschi: fumetto, simboli e arte moderna. Mi aspetto qualche nozione inerente al titolo da potere utilizzare in ambito di comunicazione, invece vengono mostrate le opere di Papeschi, un regista passato all’arte per caso, che componendo collage è stato capace di attirare l’attenzione dei critici e delle gallerie d’arte internazionali. La sessione è iniziata in forte ritardo e ha visto il relatore perdersi a parlare di comunicazione sui social network, un ambito in cui sono state piuttosto marcate le sue incompetenze. Si è finiti a parlare di popolo di internet, di myspace e di diritti d’autore delle immagini. Insomma, molto qualunquismo ma niente fumetti e niente simboli. Si all’arte moderna di Papeschi. La sessione è stata infatti interessante, ma per nulla inerente al titolo.

L’importanza di comunicare la realtà dei fatti

Esco prima che finisca e torno a casa, aspettando il 4comm del prossimo anno. Sperando che l’organizzazione sia migliore. Mentre scrivo questo post sorrido a ciò che leggo sul sito del 4comm: grande trionfo al 4comm! Ci saranno state si e no una decina di persone per sala (forse qualcuna in più nelle tematiche più attraenti) e c’erano 3 sale in tutto. Forse ho semplicemente sbagliato giornata! 🙂