famiglia

Speriamo che sia femmina

26 ottobre 2010 at 06:27
Fiocco rosa

Speriamo che sia femmina

Alcuni uomini temono di concepire figli femmine. Il loro timore è dato dalla paura che qualcuno un giorno “se le possa scopare”. Credono che tutti gli uomini ragionino come loro hanno sempre ragionato e ritengano le donne solo oggetti sessuali, come loro le hanno sempre e solo considerate.

La paura di concepire una femmina

Alcuni uomini attendono con terrore uno specifico momento della gravidanza della propria compagna, quello in cui conosceranno il sesso: sarà maschio o sarà femmina? La paura e un’estrema ignoranza li accompagna al solo pensare che la propria progenie possa essere femminile. Perché mai? Per un motivo molto semplice. Hanno vissuto vedendo la donna come oggetto e credono che così come hanno fatto loro, faranno gli altri uomini con le loro figlie. Temono già da ora per la loro verginità. Come padri padroni figli di un nuovo maschilismo, hanno paura di ritrovarsi una figlia zoccola.

Nessuno scopi mia figlia

La loro ignoranza annebbia la loro mente e chiude loro il cuore. Quando gli chiedono di che sesso sarà il figlio che stanno aspettando, rispondono femmina storcendo il naso e smorfiando con la bocca, quasi fosse una sfiga. Questi uomini non hanno mai amato le donne.

Le hanno sempre e solo guardate pensando a come potersele scopare. Ed è così che temono che altri uomini faranno con le loro figlie. Negheranno loro la libertà, anche quella sessuale. Probabilmente non saranno partecipi di nulla che riguardi le loro figlie. La paura di scoprire un giorno che la propria figlia “si sia fatta scopare” da qualcuno annichilisce ogni loro interesse. Tratteranno la loro figlia con un disprezzo nascosto interiormente, quasi fosse una colpa l’essere venuta al mondo femmina.

Non parleranno con loro, non condivideranno interessi, non conosceranno le loro amiche e i loro amici. Quest’ultimi li guarderanno con sospetto, quasi fossero rivali di tempi ormai trascorsi. Tra loro potrebbe esserci qualcuno che abbia in testa la stessa cosa che loro hanno avuto in testa tutta la vita. Non sapranno valorizzare la soggettività delle loro figlie, minandone la sicurezza, la stabilità e la maturità di donne che un giorno saranno.

Se avessi avuto un maschio sarebbe stato meglio

Al contrario se avessero avuto un figlio maschio avrebbero fatto i salti di gioia. Ma più che per la contentezza vera di avere un maschio, avrebbero gioito di non avere avuto “la sfiga” di concepire una femmina. Non ci sranno così problemi, nè pensieri. Forse non vedranno l’ora che il proprio figlio porti a casa qualche conquista femminile e siano le figlie degli altri ad “essere scopate”.

La loro stoltezza e la loro stupidità non gli permetterà di capire che le pressioni che sicuramente faranno su di loro potranno portare i loro figli, nel subconscio, ad avere altre preferenze. Sia mai che si ritrovino un figlio gay, che sarebbe per loro come una maledizione. Quale orrore e quale vergogna al solo pensare di avere un figlio al quale piace leccare il lecca lecca e giocare con due mazze.

Il rapporto che sarà tra padre e figlia

Questi uomini sono lo strascico di un Italia patriarcale, che ha sempre visto il maschio come una forza e una gioia e una femmina come una sconfitta e una disperazione. L’augurio che si può fare a questi uomini è che le loro figlie possano diventare donne vere più di quanto essi non sono stati capaci di essere uomini e padri. Che possano insegnare loro a utilizzare il cervello correttamente e a riaprire il loro cuore. Che la femminilità che le contraddistinguerà possa definitivamente distruggere questi pensieri sessisti figli dell’ignoranza e della cattiveria. Si preparino le loro figlie a una vita più dura rispetto ad altre loro coetanee. A questi uomini urliamo: speriamo che sia femmina!!!.

Condizionamento politico in famiglia e comportamenti opposti ai propri ideali

12 ottobre 2010 at 06:01
Incoerenza politica

Incoerenza politica

Le famiglie sono in grado di condizionare il pensiero politico dei giovani membri che la compongono. Similmente ai leader e ai partiti politici non hanno a cuore il libero pensiero, ma tendono semplicemente a portare “a casa” più voti possibili.

Le buone e le cattive idee della politica

Ho cercato di tenere sempre le distanze dalla politica. Fin da ragazzino guardavo questo mostro societario comprendendone bene il pericolo per la mia persona e avendo consapevolezza dei danni che creava alla società e alle genti. Ho sempre cercato, a fatica, le idee e le soluzioni migliori. Ho sempre creduto che le buone idee, così come le cattive, risiedano in una fazione politica come in un’altra. Solo gli stolti e gli ignoranti non l’hanno ancora capito.

Il condizionamento politico della famiglia

Ciò che mi ha sempre maggiormente colpito è stato vedere come la famiglia di appartenenza dei miei amici e conoscenti ha inciso a fondo nelle scelte politiche. Chi ha vissuto in una famiglia di destra era di destra, chi ha vissuto in una famiglia di sinistra, invece, di sinistra. Che il condizionamento politico delle menti cominci già nelle famiglie? È fondamentalmente assurdo pensare che le idee politiche di un soggetto non siano libere perché condizionate dai genitori o dai nonni. Magari quest’ultimi, durante i pranzi e le cene, tenevano veri e propri comizi politici riuscendo a condizionare le giovani menti della famiglia.

Idee politiche contrarie ai comportamenti

In tutto questo caos e in queste assurdità, figlie della società odierna, qualcosa ha saputo sorprendermi ancora di più. Vedere come coloro che votavano a destra o sinistra avevano poi comportamenti non attinenti alle loro idee. Quasi il loro stile di vita fosse contrario alle proprie idee politiche; segno evidente dell’influenza famigliare subita, che condizionava il loro vero comportamento.

E così coloro che votavano a destra e ci credevano con tutti gli estremismi che tendevano quasi al fascismo, erano poi coloro che si comportavano come ragazzi dei centri sociali: fumavano canne fino a stare male, facevano festa ogni sera, perdevano il cervello in droghe e alcool e, a volte, non facevano un cazzo tutto il giorno. Un comportamento non di certo in linea con le rigorose idee che promulgavano.

Quelli che votavano a sinistra, invece, avevano comportamenti quasi vivessero in una società talmente rossa da potere essere comparata a qualche dittatura comunista, ma si comportavano in maniera completamente opposta al loro credo. Ostentazione del denaro e del proprio io, discorsi e comportamenti da imprenditori, esaltazione della soggettività e dell’egoismo che nulla avevano a che vedere con le loro idee di comunismo.

I danni della politica in famiglia

Ho sempre ritenuto importante capire gli uomini che si è veramente. Il vero scopo della vita di un uomo non è certo quello di capire in quale categoria politica debba schierarsi, ma cercare di conoscere sempre più se stesso e gli altri. Solo così potrà comprendere il valore delle idee, di sinistra o destra che siano, e discernere tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato.

Solo così potrà sin da giovane maturare e valorizzare la propria soggettività e il proprio pensiero, rispettandosi per primo e non facendosi condizionare da una famiglia che non ha di certo a cuore ciò che è giusto per lui o per gli altri. Similmente ai politici, infatti, cerca solo di condizionare il pensiero altrui con lo scopo di volere dimostrare che le proprie idee siano migliori di altre e portare a casa più voti possibili.

Sposi di un tempo e coppie di oggi

19 gennaio 2010 at 06:51

torta nuziale con sposini all'ultimo piano e coppia di giovani che si baciano

Coppie sposate di un tempo e coppie d'oggi


Le coppie di sposi di un tempo hanno impostato tutta sulla famiglia, rinunciando in molti casi anche a loro stessi. Ora vogliono imporre questo pensiero ai propri figli, che da un lato odiano il comportarsi di coppia dei propri genitori e dall’altro si ritrovano di fronte nuove problematiche sociale e soggettive.

Le vecchie coppie di sposi

Le coppie sposate che ora hanno oltre 55 anni meritano un grande rispetto. Sono riusciti a fare ciò in cui oggi pochi riescono: mantenere unita la famiglia. Oltre a tanti bei momenti, hanno vissuto però malcontenti, situazioni infelici e guerre interiori di cui probabilmente solo loro sanno, ma nonostante tutto sono rimasti insieme. Lo hanno fatto per un contesto di famiglia e soprattutto per i figli.

Le nuove coppie

Oggi invece al minimo problema le coppie si lasciano, cercando nuove emozioni e nuovi sentori da altre parti o con altre persone. Il tutto per via di nuove ideologie, nate negli ultimi tempi, che sostengono che il bene primario a cui bisogna attingere al giorno d’oggi è la propria persona, la soggettività. Un lato piuttosto marcato di un mondo che sta diventando sempre più individualista. Probabilmente tra gli sposi di un tempo e le coppie di adesso c’è in mezzo la ragione, che come ovvio è data soprattutto da un ragionamento, che in un modo un tempo, in un altro oggi, manca sempre. Si tende ad estremizzare uno dei due pensieri. Manca la voglia di impegnarsi e la capacità di riuscire.

Paure dei genitori trasformate in conformismo verso i propri figli

Ciò che sfugge alla prima categoria di coppie, probabilmente genitori di ragazzi tra i 20 e i 30 anni, è che i tempi sono cambiati. Non comprendendo la diversità dei tempi, delle persone e delle cose, volendo ad ogni costo che i propri figli si sposino. Credono le cose possano funzionare solo in quella maniera. Forse vogliono fare subire il proprio supplizio anche ai figli, che li vedono per lo più come persone incapaci di comunicare, di volersi bene, di vivere e godere della vita. La maggior parte delle volte vengono visti dai figli come due sconosciuti.

Forse è una questione di sicurezza. Un pò come per il lavoro fisso. La solita questione della conformità sociale. Si tende a volere vedere i propri figli sposati così ci si sente più tranquilli sapendoli “sistemati”. Ancora una volta un pensiero individualista, poiché ciò che vorrebbero per i propri figli non è per il loro bene, ma per il proprio, per potere colmare le proprie paure, insicurezze e malcontenti. Forse è solo la voglia di essere felici per un giorno. Il matrimonio, il figlio-sposo o la figlia-sposa al centro dell’attenzione di tutti che di rimando si ripercuoterebbe su di loro. La festa, la gioia. Un giorno solo però. Il resto della vita poi?

Ciò che i giovani pensano dei propri genitori

Molti figli di queste coppie di sposi non hanno il coraggio di dire ai propri genitori ciò che pensano, o forse non glielo dicono per una forma di rispetto, poiché le parole sarebbe troppo dure. Parlando con alcuni di loro ho scoperto cosa pensano, le domande che si pongono, le domande che vorrebbero fare ai propri genitori. Si chiedono se dovrebbero sposarsi con il rischio di diventare come loro, due sconosciuti in casa che non si degnano nemmeno più di uno sguardo o una parola. Si chiedono se dovrebbero sposarsi con il rischio di diventare apatici nei confronti della vita. Si chiedono se dovrebbero sposarsi per divenire talmente disinteressati nei confronti del loro compagno trasformandosi in veri rompicoglioni nei confronti dei figli.

Come le vecchie coppie di sposi vorrebbero vedere i propri figli

Ciò che oggi capita spesso, infatti, è che non avendo nel proprio marito / moglie un compagno, molti genitori, soprattutto madri lo cercano nei propri figli, soprattutto maschi. Diventano così opprimenti e assidui nel cercare di fare capire loro l’importanza del matrimonio, quasi gli sfuggisse del proprio fallimento a riguardo. Probabilmente molti matrimoni di quei tempi non sono andati bene per via del maschilismo che ancora permeava quelle coppie.

Il testimone passa alle nuove coppie

Il problema che oggi si vede all’orrizonte è che i figli delle nuove coppie (sposate o meno) non hanno più un punto di riferimento. Il caos sociale avvolge tutti gli uomini all’esterno e li ghermisce in battaglie personali all’interno. Crescerà quindi una generazione confusa, spaesata, senza un centro di gravità permamente. Le vecchie coppie sposate nel bene o nel male hanno retto fino ad oggi le fondamenta della famiglia. Le nuove coppie sapranno fare lo stesso?

Padri padroni

14 gennaio 2010 at 06:43
uomo corrucciato che mangia da solo

La solitudine, la rabbia, il nervoso e la dittatura di un padre padrone