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Uomini credenti tra teorie religiose e perdita della fede

18 marzo 2010 at 06:42

3 preti

Preti e dubbi che si divulgano tra le genti con nuove teorie


Sempre più uomini religiosi perdono la consapevolezza del proprio essere e di ciò che rappresentano. Dal discostarsi dalla chiesa fino al discostarsi dalle scritture. Per finire col discostarsi da Dio perché hanno perduto la fede.

Le nuove teorie dei religiosi

Quando ero piccolino io alcuni contesti religiosi erano intoccabili. Oggi invece si sentono preti, alte cariche religiose, ma anche semplici credenti annoverare le più strane teorie. Da Adamo ed Eva che non sono esistiti, a Mosè che ha usufruito della bassa marea, fino alla genesi che sarebbe una composizione scritta dagli ebrei per fare ordine nel caos, una sorta di teoria diciamo.

La voce interiore che rimane in silenzio

Molti tendono a pensare che questi sono solo dettagli. Non è questo il messaggio che veramente conta. Forse dimentichi che dalle stesse fonti hanno attinto il messaggio per loro davvero importante. Nella chiesa cattolica, come in altre religioni, ci sono uomini giusti. Uomini che indipendentemente da tutto continuano il loro operato per ciò in cui credono. Altri uomini invece sono in balia del dubbio, forse in balia di loro stessi. Onore ai primi, che a volte devono lottare contro la chiesa stessa per riuscire a mettere in opera la loro fede. Un velo pietoso invece su coloro che fanno parte di un qualcosa in cui non credono più, ma rimangono fermi, dentro e fuori. Non evolvono ne la loro fede, ne le loro opere. Parlano male della chiesa a cui appartengono e dicono di essere in disaccordo con essa e con ciò che è scritto nelle sacre scritture. Ma rimangono fermi. Non si muovono. Non protestano. Non cercano giustizia. Non fanno nulla per cambiare le cose. Potrebbero essere la voce interiore della chiesa a cui appartengono, ma scelgono il silenzio.

La perdita di fede delle guide si ripercuote in coloro che le seguono

Costoro, con molta probabilità, verranno mangiati dal tempo. Dal tempo che li attacca e li attecchisce, dalla loro vita che gli parrà sempre uguale perché non sanno vedere il mistero nelle cose semplici. Oggi il disaccordo, domani il dubbio, dopodomani la perdita della fede e dopo ancora lo sfacelo. Già, perché costoro dovrebbero sorreggere i deboli, dovrebbero rimpinguare con parole infuocate la fede delle genti, dovrebbero essere quiete e movimento, invece sono banalità e silenzio. Ma cosa succede quando colui che sorregge gli altri cede? Cadono tutti, così come sta scritto: se la guida volge verso un precipizio, coloro che sono guidati cadranno con lui.

Coloro che piano piano muoiono dentro

Chi è forte non cede mai. Vacilla forse, ma resiste, sempre. E torna da ogni prova più forte di prima. Se non sei forte scostati! Lascia spazio a chi forte lo è. A chi può sorreggere gli altri, ma non solo. Perché chi si muove per fede non ha solo il compito di mantenere i fedeli nel loro stato di equilibrio, ma deve anche saperli risollevare e farli evolvere. Oggi si vedono spesso scene quasi contrarie. Sembra che coloro a cui gli altri dovrebbero poggiarsi si aggirino in cerca di un appoggio. Perché sono stanchi, perché hanno perso la via e non sanno più dove stanno andando e cosa stanno facendo. Hanno perso la forza di lottare e la voglia di cambiamento che ritengono opportuno. Non stanno più dalla parte di chi li veste e gli da da mangiare. Non stanno dalla parte di chi li cerca bisognoso di fede. Non si affiancano a chi combatte per cambiare le cose. Rimangono in mezzo. Accovacciati su loro stessi sentono crescere sempre più la vergogna per la propria insipidità.

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31 agosto 2009 at 12:44
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