giovani

Gabo il poeta

6 febbraio 2011 at 01:16
Un ragazzo getta fuori dalla bocca foglietti di carta con su scritto poesie

Giovani poeti che svelano sentimenti tramite le parole

In centro a Bologna c’è un angolo tra due strade che è ormai luogo di artisti: pittori, musicisti, disegnatori e ora anche un poeta. Si danno ai passanti in cambio di offerte. Queste persone danno vita all’arte dalle strade.

Minori e loro rapporto con internet, la droga e il sesso

11 febbraio 2010 at 06:18

le due protagoniste del film thirteen

Il film thirteen è uno spaccato d'esempio della vita delle tredicenni


Molte campagne benefiche si impegnao a sensibilizzare i giovani sull’utilizzo di internet. Ma dimenticano spesso di sensibilizzare il loro modo di ragionare e di vivere, che preclude l’uso che fanno del web.

Minori e internet

Il 9 Febbraio 2010 si è celbrata la giornata internazionale alla sensibilizzazione dei minori all’uso di internet. Vari video sul web hanno cercato di fare capire ai minori quali siano i pericoli in cui possono incorrere utilizzando internet con poca testa. Un video molto simpatico e diretto si chiama proprio “Posta con la testa”, dal nome della relativa campagna:

Questo video fa eco ad un altro, un pò più datato, di cui si fecero carico LA7 e Save the Children, facente sempre parte della campagna “Posta con la testa”. Viene qui messa in evidenza l’impossibilità di eliminare dal web immagini caricate magari per gioco. Sono chiari i sentimenti di tormento e impotenza che i giovani in questa situazioni vivono e che possono diventare delle esperienze terribili.

Ciò che ho notato è che i video hanno l’intento di salvaguardare i minori all’utilizzo di internet in ambito sessuale e sentimentale (come si vede in altri video di sicuri in rete). Tutti i video hanno infatti questo sfondo e in particolare questo:

Come navigano e come ragionano i minori

Ben vengano iniziative come questa. Ma ritengo siano minimaliste. Parlando di minori ci si riferisce per lo più a ragazzi dai 13 anni in su, che a mio avviso ridono quando vedono video come questi poiché non ne capiscono il messaggio. A questa iniziativa dovrebbe affiancarsene un’altra dal nome “vivi con la testa” o “ragiona con la testa”. I giovani d’oggi infatti sono un palese esempio di come la società (marcia) si ripercuota sulle frange più deboli della popolazione: i minori. Solo chi vive fra le nuvole infatti ignora che molti minori sono disinibiti sessualmente e fanno uso di droghe. Questo indipendentemente da come utilizzano internet. Ciò che deve essere salvaguardato non è solo il loro modo di navigare, ma anche il loro modo di ragionare e di intendere la vita.

Sposi di un tempo e coppie di oggi

19 gennaio 2010 at 06:51

torta nuziale con sposini all'ultimo piano e coppia di giovani che si baciano

Coppie sposate di un tempo e coppie d'oggi


Le coppie di sposi di un tempo hanno impostato tutta sulla famiglia, rinunciando in molti casi anche a loro stessi. Ora vogliono imporre questo pensiero ai propri figli, che da un lato odiano il comportarsi di coppia dei propri genitori e dall’altro si ritrovano di fronte nuove problematiche sociale e soggettive.

Le vecchie coppie di sposi

Le coppie sposate che ora hanno oltre 55 anni meritano un grande rispetto. Sono riusciti a fare ciò in cui oggi pochi riescono: mantenere unita la famiglia. Oltre a tanti bei momenti, hanno vissuto però malcontenti, situazioni infelici e guerre interiori di cui probabilmente solo loro sanno, ma nonostante tutto sono rimasti insieme. Lo hanno fatto per un contesto di famiglia e soprattutto per i figli.

Le nuove coppie

Oggi invece al minimo problema le coppie si lasciano, cercando nuove emozioni e nuovi sentori da altre parti o con altre persone. Il tutto per via di nuove ideologie, nate negli ultimi tempi, che sostengono che il bene primario a cui bisogna attingere al giorno d’oggi è la propria persona, la soggettività. Un lato piuttosto marcato di un mondo che sta diventando sempre più individualista. Probabilmente tra gli sposi di un tempo e le coppie di adesso c’è in mezzo la ragione, che come ovvio è data soprattutto da un ragionamento, che in un modo un tempo, in un altro oggi, manca sempre. Si tende ad estremizzare uno dei due pensieri. Manca la voglia di impegnarsi e la capacità di riuscire.

Paure dei genitori trasformate in conformismo verso i propri figli

Ciò che sfugge alla prima categoria di coppie, probabilmente genitori di ragazzi tra i 20 e i 30 anni, è che i tempi sono cambiati. Non comprendendo la diversità dei tempi, delle persone e delle cose, volendo ad ogni costo che i propri figli si sposino. Credono le cose possano funzionare solo in quella maniera. Forse vogliono fare subire il proprio supplizio anche ai figli, che li vedono per lo più come persone incapaci di comunicare, di volersi bene, di vivere e godere della vita. La maggior parte delle volte vengono visti dai figli come due sconosciuti.

Forse è una questione di sicurezza. Un pò come per il lavoro fisso. La solita questione della conformità sociale. Si tende a volere vedere i propri figli sposati così ci si sente più tranquilli sapendoli “sistemati”. Ancora una volta un pensiero individualista, poiché ciò che vorrebbero per i propri figli non è per il loro bene, ma per il proprio, per potere colmare le proprie paure, insicurezze e malcontenti. Forse è solo la voglia di essere felici per un giorno. Il matrimonio, il figlio-sposo o la figlia-sposa al centro dell’attenzione di tutti che di rimando si ripercuoterebbe su di loro. La festa, la gioia. Un giorno solo però. Il resto della vita poi?

Ciò che i giovani pensano dei propri genitori

Molti figli di queste coppie di sposi non hanno il coraggio di dire ai propri genitori ciò che pensano, o forse non glielo dicono per una forma di rispetto, poiché le parole sarebbe troppo dure. Parlando con alcuni di loro ho scoperto cosa pensano, le domande che si pongono, le domande che vorrebbero fare ai propri genitori. Si chiedono se dovrebbero sposarsi con il rischio di diventare come loro, due sconosciuti in casa che non si degnano nemmeno più di uno sguardo o una parola. Si chiedono se dovrebbero sposarsi con il rischio di diventare apatici nei confronti della vita. Si chiedono se dovrebbero sposarsi per divenire talmente disinteressati nei confronti del loro compagno trasformandosi in veri rompicoglioni nei confronti dei figli.

Come le vecchie coppie di sposi vorrebbero vedere i propri figli

Ciò che oggi capita spesso, infatti, è che non avendo nel proprio marito / moglie un compagno, molti genitori, soprattutto madri lo cercano nei propri figli, soprattutto maschi. Diventano così opprimenti e assidui nel cercare di fare capire loro l’importanza del matrimonio, quasi gli sfuggisse del proprio fallimento a riguardo. Probabilmente molti matrimoni di quei tempi non sono andati bene per via del maschilismo che ancora permeava quelle coppie.

Il testimone passa alle nuove coppie

Il problema che oggi si vede all’orrizonte è che i figli delle nuove coppie (sposate o meno) non hanno più un punto di riferimento. Il caos sociale avvolge tutti gli uomini all’esterno e li ghermisce in battaglie personali all’interno. Crescerà quindi una generazione confusa, spaesata, senza un centro di gravità permamente. Le vecchie coppie sposate nel bene o nel male hanno retto fino ad oggi le fondamenta della famiglia. Le nuove coppie sapranno fare lo stesso?

Giovani che fanno finta di divertirsi

25 agosto 2009 at 13:13

Alcuni giovani in discoteca

I giovani d'oggi trainati da massa e società fingono di divertirsi


I giovani di oggi sono travolti da una società che piano piano li uccide dentro Eppure la seguono come fosse linfa vitale, ma guardando bene dentro di loro ci si accorge che fingono di divertirsi e vivono un vuoto incolmabile dentro di loro.

La difficoltà di fare mente locale

I giovani che riescono a capire cosa li diverte veramente e cosa gli piace fare sono fortunati. Con l’imbottimento dei media e il contesto della società consumista si tende a omologarsi. Un pò per non rimanere soli e fare parte di un gruppo, un pò perchè è veramente difficile essere originali nel modo di vivere e nei divertimenti. Purtroppo la società non viene di certo incontro ai giovani, che li rende individualisti nel modo di ragionare e singole pedine di una massa ben controllata, alla quale dire cosa comprare e come divertirsi.

Fingere per continuare ad andare avanti

L’orrendo risvolto della medaglia è che molti dei ragazzi di oggi non è che si divertano poi tanto in ciò che fanno, fingono di divertirsi. Questo comportamento li illude di non crearsi così ulteriori problemi. Tendono a credere che la cosa importante sia dare un’immagine vincente, quando in realtà sono pieni di problemi, cosa questa che non vuol di certo dire che si è perdenti. Non è raro infatti tra serate in discoteca, nei pub o quant’altro notare coloro che riescono meglio nella loro folle finzione e coloro invece che si rompono le palle a morte, in una sorta di limbo che non li vede ne contenti di ciò che fanno ne capaci di impegnarsi per trovare la gioia dello stare insieme e la felicità che dovrebbe accoumunare il tempo libero.

Le distanze tra il mondo e il proprio mondo

In questa ruota che gira per anni i ragazzi perdono il cervello per strada, tra strane ideologie e pensieri, senza considerare alcool e droga. La società di oggi sta facendo nascere dei mostri con il cervello morto, che li rende così incapaci di capire il senso della vita, di impegnarsi per trovare la propria felicità e il proprio divertimento e la forza di affrontare i problemi che il vivere quotidiano comporta.

L’artista francese Damien Saez ha riassiunto il concetto di quanto detto in una canzone del 1999: Jeune et con. Nel video che segue, sottotitolato in italiano, esegue una versione acustica della canzone in un programma di Celentano.

A questo link si trova il testo originale della canzone Jeune et con, mentre a questo la traduzione in Italiano.